Islanda

Islanda

Nell’ isola di ghiaccio e di fuoco


La terra dei Vikinghi

Nel Libro degli Islandesi Íslendingabók il cronista Þorgilsson del  XI secolo  racconta che quasi duecento anni prima su una nuova  rotta vikinga tre navi drakar  comandati da Vilgerðarson iniziarono la  scoperta di una terra fertile dalla costa frastagliata, il suo compagno Faxi si fermò nella baia che prese il suo nome Faxaflói  dove sorse poi Reykjavík, mentre lui  proseguì nel Vestfirðir  e dopo passato il rigido inverno si inoltrarono nell’ interno scoprendo montagne, vallate e fiordi ghiacciati e così quell’ isola fu chiamata Terra dei Ghiacci Islanda. Giunsero poi coloni sulle coste e i fiordi meridionali spingendosi poi verso la Baia Fumosa  Reykjavìk  dove trovarono monaci cristiani irlandesi chiamati Papar che lasciarono l’ isola ai nuovi arrivati.  Nel Libro dell’ insediamento Landnámabók si dice che Ingólfr con la sua gente fu tra i primi a  colonizzare  l’isola seguito da  Naddoddr  che la chiamò Terra della Neve Snæland. Poco dopo Svavarsson nell’ 860 fu spinto da tempesta sulla  costa orientale  che risalì a nord per stabilirsi a Húsavík  chiamando quelle terre con il suo nome Garðarshólmur, mentre il suo compagno Nàttfari rimase nella baia di  Skjálfandi. Dalle vicende della Landnámsöld che raccontano la colonizzazione si sa che l’ insediamento islandese contava ventimila abitanti, attirando anche avventurieri come Thorvald e il figlio Eiríkr Rauði  detto il Rosso che si stabilirono tra la Snaefellsnes e l’arida penisola di Hornstrandìir dei fiordi Vestfirðir occidentali spingendosi poi in Groenlandia. Dopo la colonizzazione l’ isola fu lasciata dai Vikinghi che continuarono l’ epopea sulle loro rotte e nel X secolo sorse lo Stato libero Þjóðveldið Island con la creazione nel 930 del più antico parlamento della storia che ancora si tiene nell’  Althing, nel XIII secolo seguirono  quaranta anni di guerre civili Sturlungar raccontate nella saga Sturlunga, l’ epica Norrena di tradizione scandinava veniva conservata e raccolta da  Snorri Sturluson che da autorevole membro di quel parlamento favorì nel 1220 il vassallaggio al re norvegese Haakon IV , più tardi si pose fine ai conflitti civili  Sturlungaöld stipulando il trattato Gamli sáttmáli che di fatto mise fine anche all’ indipendenza dello Stato islandese che nel XVI secolo passò allo  Stato unificato dall’ intesa di Kalmar tra il regno di Norvegia e della  Danimarca . Con l’ estendersi della Riforma Protestante nel 1537 Il re danese Cristiano III anche nell’ isola impose il Luteranesimo perseguitando i cattolici e nel  1615 equipaggi spagnoli giunti con baleniere  sulla costa occidentale di Vestfirðir vennero massacrati nell’ episodio ricordato come  Spàjnverjav. Quando nel 1818 con il  trattato di  Kiel vi fu la separazione del Regno unificato la Danimarca continuò a tenere l’ Islanda che un secolo dopo divenne un  Regno indipendente, durante la seconda guerra che sconvolse il mondo rimase neutrale  con il governatore Björnsson che poi divenne il primo presidente  dell’ Islanda moderna.

L’ isola di fuoco e di ghiaccio

L’ Islanda è attraversata della  faglia  che continua nei fondali oceanici con la la Dorsale atlantica  di Aegir dividendo la placca continentale euroasiatica da quella nordamericana in continuo movimento allontanando i continenti di alcuni millimetri all’ anno. Con solo una ventina di milioni di anni la geologia è molto giovane e in perenne movimento in Islanda con un intenso vulcanesimo che ne fa un territorio grandioso e suggestivo dalle coste frastagliate dai fiordi , l’ interno di vasti altopiani  e percorso da fiumi che nascono dai vari laghi o dai maestosi ghiacciai spesso precipitando in magnifiche cascate, mentre da secoli vegliano quei vulcani che spesso si risvegliano.

Vulcani e ghiacciai

Nell’ occidentale Penisola Snæfellsnes il vulcano coperto dal ghiacciaio  Snæfellsjökull è il simbolo di tutti gli altri reso celebre da Jules Verne con il suo romanzesco viaggio al Centro della Terra, scendendo a sud ovest si trova l’ Hekla e da un massiccio coperto ghiacciaio Eyjafjallajökull si erge l’ Eyjafjöllprotagonista di una spettacolare eruzione recente. Poco sotto l’ altro ghiacciaio Mýrdalsjökull si trova il grande Katla collegato al vasto complesso vulcanico del Laki e la fossa di Eldgjá,   sotto la calotta ghiacciata Vatnajökull  fremono altri vulcani attivi collegati al poderoso  Grímsvötn dalle eruzioni che provocano le violente inondazioni chiamate  ökulhlaup, come la devastante nel XVIII secolo del vicino Kverkfjöll. Attraverso il territorio Skaftafell si trova il più alto Hvannadalshnjúkur, mentre  nel lago Öskjuvatn  è attiva la caldera dell’ Askja, mentre a nord verso il lago Mývatn si trova quella del Krafla, più interno tra gli altopiani nel deserto territorio lavico di Ódáðahraun si staglia dalla cima piatta l’ Herðubreið. Allo spettacolo dei vulcani si accompagna quello dei geysir , molti concentrati nella valle meridionale di Haukadalur come Strokkur nella zona del fiume Hvìta e  la vasta zona gotermale di Hveragerdi.

Seguendo la geografia dei ghiacciai islandesi partendo dal territorio Vestfirðir del nord ovest si trova il Drangajökull, nella  regione occidentale interna verso gli altopiani dalla valle Kaldidalur si incontra il ghiacciaio Langjökull a sud dell’Eiríksjökull e più ad est lo Hofsjökull a nord del massiccio Kerlingarfjöll scendendo si incontra il Þórisjökull e più a sud il  Mýrdalsjökull. Continuando ad ovest attraverso il territorio Fimmvörðuháls si trova il più piccolo Eyjafjallajökull che ricopre il vulcano Eyjafjöll protagonista della spettacolare eruzione del 2010. Verso la regione più meridionale Vík í Mýrdal uno strato vulcano attivo è coperto dal  Tindfjallajökull , scendendo a sud est dopo il Tungnafellsjökull si erge il maestoso  Vatnajökull è il più grande d’ Europa, sotto la sua calotta il vulcano Grimsvötn e  verso il parco Skaftafell l’ altro vulcano Öraefajökull parte del massiccio Hvannadalshnjúkur che con duemilacento metri è la più alta vetta islandese. Procendendo nell’ orientale Austurland si trova il Þrándarjökull e tornando sulla costa settentrionale ad ovest nella penisola di Snæfellsnes l’attivo vulcano Snaefell è coperto dal ghiacciaio Snæfellsjökull.

Laghi, fiumi e cascate

Nell’ occidentale Vesturland si trovano il lago Skorradalsvatn e il profondo Hvalvatn , più a sud l’Hreðavatn circondato dalla brughiera e il  Laugarvatn con i fondali ove si aprono sorgenti calde, nella regione Höfuðborgarsvæðið costiera si incontra l’ Ellíðavatn e l’ altro lago Tjörnin. Procendendo nel  territorio del parco Þingvellir si trova il lago  Þingvallavatn e continuando ad est l’ Apavatn, nel  meridionale Suðurland verso gli altopiani il lago Sultartangalón e oltre i monti del Landmannalaugar verso nord si incontra  il Frostastaðavatn. Nella penisola di Reykjanes  lo spettacolo del lago Kleifarvatn circondato da  sorgenti termali e solforiche che vanno dalla vasta di Krýsuvík con suggestiva area geotermica a quella di  Austurengjar  con la grande sorgente calda di Engjahver fino al lago Graenavatn.  Poco ad est sotto il monte Granafjal  si stende il lago  Grænalón , mentre il vicino Sultartangalòn è dominato dal vucano Hekla e la caldera del vulcano Askja è riempita dalle acque dell’  Öskjuvatn. Oltre il lago  Sigöldulón attraverso il parco Skaftafell si raggiunge il glaciale Jökulsárlón ove galleggiano gli iceberg staccati dal ghiacciaio Breiðamerkurjökull, poco oltre il Fjallsárlón dominato dal vulcano Öræfajökull e l’ altro lago glaciale Breiðárlón,  il grande lago Mývatn è tra i più suggestivi dell’ isola da dove continuare nel settentrionale Norðurland occidentale per trovare lo  Svìnavatn e il costiero Hóp.

Tra i vari fiumi islandesi dai fiordi  nord occidentali scorre il Dynjandi , nel settentrionale Norðurland il ghiacciaio Hofsjökull genera il Blandà , più ad est nell’ Eystra del nord scorre il Glerà che sfocia ne fiordo Eyjafjörður,dalla calotta ghiacciata del Vatnajökull nasce il lungo  Jökulsá á Fjöllum che percorre il suggestivo  canyon Jökulsárgljúfur per poi formare la cascata  Selfoss seguita dalla  Dettifoss e precipitare nella  Hafragilsfoss. Dallo stesso ghiacciaio sorge il Skjálfandafljót e lo spesso gelato in inverno  Jökulsá á Dal

che poi attraversa la regione nord orientale dell’ Austurland. Il più lungo è il Þjórsá a sud che nasce dal ghiaciaio Hofsjökull unendosi al Tungnaà, dalla meridionale catena Þórsmörk nasce il turbinoso  Markarfljót , mentre dall’ occidentale fiordo  Hvalfjordur sorge il fiume Öxará che attraversa il parco Þingvellir precipitando nelle magnifiche cascate Oxararfoss , il lago Þingvallavatn origina il piccolo Sog che poi si unisce all’ Hvìtà formando il fiume Ölfusá e verso est il fiume  Skeiðará nasce dallo Skaftafellsjökull che si propaga dal ghiacciaio Vatnajökull nel territorio del parco Skaftafell.

Scendendo dal ghiacciaio Vatnajökull il settentrionale fiume  Jökulsá nei secoli ha scavato il grande canyon Jökulsárgljúfur e prima di sfociare nella baia Öxarfjörður precipita  nelle cacate di Selfoss, la grande Dettifoss e l’ altrettanto suggestiva Hafragilsfoss . Dallo steso ghiacciaio sorge lo Skjálfandafljót che scorre a settentrione verso la baia di Skjálfandi formando prima la cascata Aldeyjarfoss  cadendo dalle rocce di basalto nero  e poi quella di Goðafoss. A sud est si stende il  parco Skaftafell dove la cascata Svartifoss precipita tra colonne nere, tornando ad ovest dal meridionale vulcano Hekla scende il fiume Fossa precipita nella cascata chiamata Haifoss, nella stessa regione si susseguono altre piccole cascate nella gola vulcanica di  Gjàin proveniente dal ghiacciaio Eyjafjallajokull che copre l’ attivo vulcano Eyjafjöll, dalla cascata Seljalandsfoss dai riflessi d’ arcobaleno si va per il fiume  Skoga che salta nella suggestiva Skògafoss. Più ad ovest da un lago del ghiacciaio Langjökull nasce  il fiume bianco Hvìtà forma le cascate d’ oro di Gullfoss sull’ itinerario del Cerchio d’Oro Gullni hringurinn tra la magnifica  area vulcanica di  Þingvellir e i numerosi   Geysir  fino al grande  Strokkur. Dalla lava di Hallmundarhraun sotto il ghiacciaio di  Langjökull due corsi d’ acqua formano la cascata  Hraunfossar e la vicina Barnafoss, verso il costiero Hvalfjòrdur si trova la Glymur che con i suoi 198 metri è la più alta del paese.

Flora e fauna

In Islanda le foreste e la grande quantità di piante trovate dai Vikinghi sono scomparse, utilizzate per edificare villaggi, costruire imbarcazioni, lasciare spazio ai pascoli, legna da ardere e poi creare giacimenti di carbone, della flora rimangono alcune specie di piante endemiche e importate. Degli alberi rimangono alcune Betulaceae, il cipresso Juniperus, l’ albero Sorbus dalla bella pianta che produce gli omonimi fiori e frutti , il salice  del genere Populus,  il rampicante Salix  artico e quello Phylicifolia .Tra le piante lafelce della specie Ophioglossum , la piccola Pinguicula alpina carnivora, l’ orchidea hyperborea, la Campanula artica detta  uniflora , i prati di  erba Festuca spesso colorati dai fiori del Cerastium, il commestibile  Lupinus , altre piante fiorite come la Sassifraga  cernua e del genere Cespitosa, i bianchi del ranunculo alpino glacialis, diffusa sulle spiagge la Stellaria  dai candidi fiori che contrastano le scure formazioni laviche

In uno degli ultimi territori selvaggi europei, all’ interno  si trovano mandrie di  renne  brade importate  inizialmente dai Vikinghi come il piccolo ma robusto cavallo  islandese e gli ovini , molti  visoni fuggiti da  allevamenti e divenuti predatori, mentre endemica è la   volpe polare . Dopo la sospensione della caccia decenni or sono le  balene sono tornate numerose assieme alle megattere ed altri cetacei, i  delfini  oceanici e le orche che incrociano il mare  al largo delle coste dove si trovano  alcune specie di foche come la grande vitulina carnivora. Uscendo in barca a poca distanza negli appropriati periodi  si possono  avvistare cetacei dalle grandi Megattere a varie specie di balene  come la glacialis, oltre Balenottere tra le quali la Balaenoptera boreale e Physalus,  la groenlandese Mysticetus, quella chiamata Berardius bairdii e la Bonaerensis , particolarmente dalla  Baia di Skjàlfandi sulla costa settentrionale del Norðurland dove si trova Hùsavìk, dal centro di  Dalvìk  nel fiordo Eyjafjörður vicino Akureyri e l’ occidentale  penísola di  Snaefellsnes che s’ allunga dal Borgarfjörður. Una straordinaria varietà di uccelli,  diversi tipi di gabbiani e altri uccelli marini del genere alcidae e varietà di procellarie, diverse specie di anatre  marine e migratrici, colonie di gazze marine,  corvo artico, oca selvatica e oca  delle nevi,  airone  cinerino, specie di piovanello , passeri del genere Bombycilla , alcuni rapaci come il gufo di palude, i curiosi puffin meglio noti come  pulcinella di mare della specie Fratercula artica considerato quasi  simbolo dell’isola, l’  avifauna  islandese con la sua varietà di uccelli è osservabile in molti luoghi , ma in particolare nel lago Mývatn, la penisola Látrabjarg, le scogliere  lungo i fiordi  occidentali Westfjords accolgono quasi tutte le varietà di uccelli marini con la più grande colonia di  gazze al mondo, al largo della costa meridionale le isole Vestmann oltre altre specie possiedono la più numerosa di pulcinella marini.

Viaggio in Islanda

Strade e piste

Le strade islandesi sono di diverso genere e l’ Amministrazione stradale Vegagerðin fornisce  le informazioni sui percorsi e le  condizioni  di viabilità collegandosi a  road.is o chiamando il 1777, avendole percorse tutte posso assicurare che le migliori sono percorribili con ogni mezzo almeno nella breve estate islandese, molto più difficili ed impegnative le piste da affrontare solo con fuoristrada equipaggiati con scorte di carburante, viveri e attrezzatura per i campi. Ho anche attraversato le zone più isolate degli altipiani fuori dalle piste, ma per avventurarsi è indispensabile organizzare vere e proprie spedizioni con adeguate condizioni.

Tra le varie strade quelle asfaltate sono in ottimo stato generalmente  rettilinee  e dalla buona segnaletica, ben mantenute d’ inverno con gli spazzaneve,  collegano le città   principali, diversi centri  , l’ arteria principale è  la strada 1 Hringvegur chiamata  Ring road percorre il periplo dell’isola per oltre milletrecento chilometri  collegando le diverse regioni islandesi, da essa si raggiungonogli itinerari del Golden circle  con  il territorio  Þingvellir dal vasto parco  nazionale, Geysir e le cascate di Gullfoss,  il territorio del Myvatn, la costa nord orientale del Norðurland , la penisola di Tjornes e altri luoghi con strade minori.

La strada  Kjalvegur attraversa la regione degli  altopiani partendo dal Suðurland sud occidentale  nei pressi dell’ area geotermica di Haukadalur passando all’ interno tra il ghiacciaio Langjökull ad ovest e lo Hofsjökull poco oltre, dopo Gullfoss termina nel Norðurland nord occidentale a Blönduós. Anche la più lunga  Sprengisandur  parte dalla regione meridionale vicino al vulcano Hekla e attraversa i  i suggestivi altipiani centrali incrociando un’altra via che porta nella regione di  Landmannalaugar giungendo nella vallata del settentrionale fiume Skjálfandafljót da dove si può continuare nel vicino lago Myvatn.

Le vie minori e  dell’ interno spesso sono in terra battuta ben mantenute percorribili da qualsiasi mezzo, ma strette, mentre le piste aperte solo nella breve  estate si inoltrano nei deserti e le zone più isolate  hanno un fondo sterrato abbastanza compatto, in alcune zone sono spesso sabbiose, tortuose  e attraversate  da corsi d’ acqua periodici da guadare. La meno impegnativa e quella di  Kaldidalur che raggiunge il ghiacciaio Þórisjökull e prosegue a nord nel territorio lavico di Hallmundarhraun da dove si può arrivare  al fiordo  Borgarfjörður  sulla costa occidentale dove si trova Húsafell con le vicine  cascate di Barnafoss e la grande  Hraunfossar. La pista Öskjuleið si inoltra nelle zone più isolate degli altopiani lungo il fiume Jökulsá che costringe spesso a guadarne gli affluenti  per il vulcano Askja e il monolitico Herðubreið , la Kverkfjallaleið si arrampica per i monti Kverkfjöll verso il ghiacciaio Vatnajökull e il vicino territorio Skaftafell con il vulcano Öræfajökull e la cascata Svartifoss per raggiungere il  canyon  Jökulsárgljúfur. La vecchia pista Sprengisandur parte dalle vicinanze del vulcano Hekla e giunge al fiume Skjálfandafljót, da essa dirama un’ altra che sale sui monti Landmannalaugar  dove si può  proseguire a piedi sui sentieri di montagna del Laugavegur per raggiungere in tre o quattro giorni di marcia la valle glaciale di Þórsmörk tra il ghiacciaio Tindfjallajökull e l’ imponente  Eyjafjallajökull, scendendo nel villaggio di Skógar nei pressi della cascata  Skógafoss.

Itinerari islandesi

Nella regione nord occidentale dell’ Höfuðborgarsvæðið  sorge la Baia fumosa Reykjavìk, la capitale da dove si parte e dove si torna per scoprire la Terra di fuoco e di Ghiaccio, la città è tagliata dalla lunga via  Laugavegur che porta al  centro di Miðborg che s’ allunga verso il vecchio porto e tutto pare dominato dalla  moderna sagoma della cattedrale Hallgrìmskirkja , adagiata sulla baia di Faxaflòi con la vicina isola Videy.

Procedendo sulla costa sud ovest del Suðurnes con la penisola Reykjanes si arriva al il porto di  Grindavìk e il vicino centro di Keflavìk  da dove si trova il lago Kleifarvatn, i geyser di Krýsuvík e la magnifica Laguna blu Blaa lónið,  Scendendo ad ovest nel teritorio lavico Hallmundarhraun ai piedi dei ghiacciai Eiríksjökull e i grande Langjökull  si trovano le cascate Hraunfossar.

Nel periodo appropriato uno degli spettacoli più suggestivi è l’ Aurora boreale  e ben visibile in Islanda nelle notti chiare dall’ area del parco  Þingvellir tra penisola Reykjanes e il vulcano Hengill, qui nel nel 930 sorse il primo parlamento Althing da dove si stende il territorio del parco noto anche come Thingvellir attraversato dal fiume Öxará che qui forma le cascate Öxaráfoss e il fiume bianco Hvìtà che precipita nelle cascate dorate  Gullfoss , poco oltre i gyser di Haukadalur, mentre  lungo la gola Almannagjá si schiude la meraviglia  geologica della vasta placca islandese che giunge al lago chiamato Þingvallavatn in una delle faglie nota come Silfra tra le due  placche tettoniche nordamericana e euroasiatica che si spostano di alcuni centimetri all’ anno.

Continuando a sud dell’ occidentale Vesturland si trova il lago vulcanico Kerid , nel meridionale Suðurland si trova la magnifica cascata Seljalandsfoss e dal villaggio di  Skògar quella altrettanto suggestiva di Skògafoss, nei pressi parte il  sentiero Laugavegur tra le sorgenti calde che attraversa il territorio  Landmannalaugar e verso sud nel Þórsmörk, continuando in un magnifico ambiente tra il maestoso   Eyjafjallajökull e il ghiacciaio  Mýrdalsjökull. Tornando sulla costa nella spiaggia di Sólheimasandur che da oltre cinquant’ anni appare  surreale con la sua carcassa si un aereo precipitato e abbandonato, nel suggestivo territorio costiero del  Vík í Mýrdal dominato dal ghiacciaio Mýrdalsjökull formato sul vulcano Katla, si trovano le alte scogliere del promontorio  Dyrhòlaey e sotto le pareti basaltiche di Reynisdrangar si stende la vulcanica  spiaggia  nera di  Reynisfjara.

Dal villaggio di Kirkjubæjarklaustur  si arriva al Fjaðrárgljúfur continuando nel susseguirsi di crateri del Laki, il  canyon Eldgjá e il magnifico territorio dello  Skaftafell plasmato dalle eruzioni del vulcano Öræfajökull dove si trova la  cascata nera di Svartifoss che precipita tra colonne di basalto. Continuando tra il   monte Kristìnartindar e il ghiacciaio  Skaftafellsjokull propaggine del grande  Vatnajökull che domina il magnifico lago Jökulsárlón a contendersi i riflessi delle limpide acque con il più piccolo Fjallsárlón e l’ altro lago Breiðárlón.

Tornando sulla costa orientale dell’  Austurland  dal  porto di  Hofn si prosegue per il nord est  Norðurland  fino ad  Hùsavìk sulla magnifica  baia Skjálfandi da dove si possono osservare i passaggi di cetacei come capodogli, del genere megattere, le più diffuse balenottere e le rare maestose balene azzurre. Proseguendo per una cinquantina di chilometri si giunge al lago  Myvatn nei pressi della  faglia  islandese in continuo movimento,  sulle sponde le suggestive formazioni laviche di  Dimmuborgir e vicino il vasto canyon di Jökulsárgljúfur  dalle rocce basaltiche e le Caverne Hljóðaklettar, un ambiente vulcanico unico al mondo, le sorgenti calde Hverarònd dai fanghi che ribollono  in riflessi multicolori, piscine termali, i crateri di Hverfjall e il vicino Leirhnjùkur, tra geyser fumanti collegati tra loro fino al vulcano attivo il Krafla .

Sulla costa settentrionale distante solo un centinaio di chilometri dal Circolo artico, si scende  al fondo del più lungo fiordo islandese Eyjafjörður  con l ‘isola di Hrísey, si trova Akureyri, attraversata dal fiume Glerá con  il centro  dominato dalla cattedrale Akureyrarkirkja della chiesa luterana  islandese Thjodkirkja , da qui si raggiunge Goðafoss con le suggestive Cascate degli dei formate dal fiume Skjálfandafljót. Nella regione dei fiordi settentrionali per l’  Öxarfjörður e sulla riva occidentale del fiumeglaciale Jökulsá á Fjöllum si trova il magnifico parco Jökulsárgljúfur che si stende verso nord  fino alle cascate  Dettifoss, continuando  sul costiero Norðurland  occidentale per il  fiordo  Borgarfjörður e la  penisola Snæfellsnes dominata dall’ omonimo vulcano coperto dal  ghiacciaio Snæfellsjökull  che s’ erge maestoso  su un magnifico ambiente teatro di antiche Saghe nate sulle Rotte dei Vikinghi.

 

© Paolo del Papa da “Itinerari europei: Islanda”

 

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