Italia

Storia

Via degli abati

Su antichi tracciati romani e poi Longobardi sorse la Via degli Abati seguita ufficialmente dai monaci dellAbbazia San Colombano a Bobbio nel piacentino per le udienze ad limina Apostolorum con il Pontefice in Roma,  ma soprattutto per il controllo e gli scambi con i possedimenti del monastero che si estendevano fino in Toscana. Giona Sulla riva destra del trebbia a Bobbio s’accede dal vecchio Ponte Gobbo dagli undici strani archi che antiche paure medievali raccontano costruito per intervento diabolico in una sola notte. Certa e medioevale è la storia del borgo cresciuto all’ ombra dell’abbazia fondata da Colombano pio seguace del monachesimo irlandese nel secolo settimo la cui storia è narrata dal suo discepolo Giona. Ebbe natali a metà del

Storia

Puglia via sacra

Al percorso la tradizione ha assegnato il nobile e importante nome di  Via Sacra Longobardorum” perché la storia della Basilica di San Michele a Monte Sant’Angelo è strettamente intrecciata con le vicende di questo popolo. I nomi della regina Ansa, di Romualdo II, di Gisulfo II, ricorrenti sulle pareti della Basilica, documentano un rapporto privilegiato fra i Longobardi e San Michele. Lo stesso racconto delle apparizioni di San Michele è legato alla successione degli eventi relativi al loro arrivo. In tutta la zona si scoprono continuamente le loro presenze. I Longobardi furono i più fedeli ed entusiasti devoti di San Michele e i diffusori del suo culto in tutta Europa.  Questo fatto ha conferito al percorso una singolare apertura alle

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Francigena Tuscia

Il cammino della Via Francigena attraversava le Alpi in Valle d’Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella pianura Padana, valicava l’Appennino verso Berceto, attraversava la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma.Ancora oggi sono rintracciabili lee memorie di quegli itinerari che fondano la storia d’Europa.Nella” Tuscia” lazialel’ itinerario si svolgeva da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i pellegrini, grazie ad una preziosa reliquia portata dalla Terra Santa, oggi conservata nella cripta della cattedrale; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto per il suo vino; quindi Viterbo che, sviluppatosi proprio grazie alla Via Francigena, divenne uno dei cardini dell’intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie

Storia medievale

Francigena toscana

Le vie che scendevano nelle terre italiche da settentrione dopo lo sgretolamento dell’ Impero Romano passavano per i domini bizantini  che dall’ Esarcato di Ravenna controllavano i passaggi tra gli Appennini ad est e le vie romane tra Florentia e Faenza nonché la adriatiche Via Flaminia e la Popilia che già la si chiamava Via Romea. Così che dal secolo settimo nei domini  longobardi a collegare la capitale Pavia coi suoi ducati se ne fecero altre sulle antiche vie romane tra la pianura padana e Lucchesia attraverso la Lunigiana presa ai bizantini, proseguendo poi sulla via Aemilia Scauri lungo il Tirreno e cosi’ testimonia anche Il monaco  longobardo di Cividale  Paulus  Diaconus nella sua Historia   che già in quel secolo

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Pisa

Il mito la vuole fondata dall’eroe  Pelope al ritorno dalla  guerra di Troia, la storia racconta che ’era un antico sito  villanoviano ove  sorse un centro degli etruschi legato alle altre città dell’ Etruria settentrionale commerciando con Liguri, la gente di Luni,i greci Pelasgi ,Fenici e Galli. Al fine delle guerre Puniche fu la romana città di Pisae divenendo porto sull’Arno che ne rimangono i resti del Portus Pisanus e delle  antiche navi tra le memorie della Pisa archeologica. Quella gente commerciava con Cartagine, con greci e romani e come loro navigavano le rotte del Mediterraneo tra Corsica e Sardegna, le terre dei Celti oltre la Gallia fino alla penisola Iberica, passavano le Colonne d’Ercole lungo coste atlantiche in Normandia

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Puglia itinerari

Le più antiche testimonianze della preistoria pugliese sono state rinvenute nella varie grotte naturali situate in varie parti della regione, oltre le raffigurazioni femminili in osso databili al XIII millennio a.C. note come “Veneri di Parabita” in osso, i cui calchi sono conservati nel conservat Museo di Paleontologia e Paletnologia di Maglie. La caverna che ha svelato i resti più numerosi e imponenti è Grotta dei Cervi a Porto Badisco che contiene circa tremila dipinti neolitici raffiguranti scene di caccia e riti sciamanici, di rilievo la Grotta Romanelli a Castro, con graffiti magico religiosi, quindi la Grotta Zinzulusa con resti preistorici tra la suggestiva architettura narurale di stalattiti e di stalagmiti. Nell’ estremità meridionale del Salento a Capoi Leuca, si

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Puglia Salento

Storie greche perse nella notte dei tempi raccontano che Malennio, figlio di Desummo e nipote di Salo, regnava su Sybaris prima dell’ epica guerra di Troia. Il figlio Dauno non generò eredi e il regno andò alla sorella Euippa che sposò il sovrano di Idomeneo e la città entrò nella storia come una delle più importanti della terra italica del sud protesa ad oriente. Al mito seguì la storia in un sovrapporsi di civiltà e culture fin dalle origini leggendarie ricordate dai rilievi e le iscrizioni sulla barocca porta Rudiae, le testimonianze più antiche sono i resti delle mura isodome, sepolcri, edifici dell’ antica civiltà messianica che emergono sparse nella città. Dopo il lungo perido messianico, originariamente influenzato dalle culture

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Sardegna itinerari

Il territorio La geografia della Sardegna, come ogni altro aspetto dell’ isola, ha le sue caratteristiche particolari, posta al centro del Mediterraneo, sviluppa 1.849 Km. di costa a chilometri dalla quella italiana della Toscana, centottantacinque da quelle del Nord-Africa e dodici dalla Corsica meridionale, posta tra i 38° 51′ 52” e i 41° 15′ 42” di latitudine nord e tra gli 8° 8′ e 9° 50′ di longitudine est. Con i suoi 24.089 km2, è la seconda isola del Mediterraneo, e dalla carta geografica si notano le sue caratteristiche con un interno montuoso e parte delle coste che si presentano rocciose e alte, spesso interrotte da promontori, profonde insenature e ampie cale che fronteggiano isolotti e scogli, particolarmente frastagliate in

Vie della storia

Via Aurelia

Era tra le grandi strade romane italiche, dall’ Aurelia in Roma andava sulla destra del Tevere davanti ponte Sublicio lungo il Gianicolo uscendo per quella che divenne Porta S.Pancrazio  sulla via via per Pisa. Passando ne’ pressi dell’ acquedotto Traiano saliva lungo la costa per Alsium e l’antica Pyrgi tra Santa Severa e Santa Marinella verso Caere Vetus Cerveteri e il porto di Centumcellae  giungendo a Tarquinii con la sua storia di gran centro nell’Etruria meridionale.Da Tarquinia entrava in Maremma sulla Costa d’Argento e dall’Argentario lungo i colli Uccellina per il territorio degli etruschi che vi lasciarono città, necropoli e templi,verso Rusellae e Vetulonia nella zona ove sorse Grosseto e poi verso Populonia.Strettamente legata alla via Clodia intitolata ad un

Storia

Via Postumia

La romana Gallia Cisalpina andava dai confini della Gallia_Narbonense lungo le Alpes_Cottiae e Maritimae da Augusta Prætoria Salassorum Aosta,il Pedem montum  Piemonte e la tirrenica Liguria  della RegioIX tra le Alpi Maritimae e Alpes_Cottiae e i fiumi Magra e Trebbia. Si estendeva sulla pianura padana limitata a sud dal Rubicone e attraversta dal fiume Po dalle sorgenti nelle Alpi piemontesi  scorrendo tra la Lombardia e l’Emilia Romagna fino all’Adriatico ove sfocia il delta del Po nella RegioX  di Venethia et Histria, un vasto territorio attraversato dalle strade settentrionali delle vie consolari. A nord contenuta nell’arco Alpino attraversato dalle Vie delle Alpi provenienti province Alpes, a ovest le Maritimae e Cottiae e ad est Raetia e Noricum, per passi indicati nella

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