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Saturnia

Saturnia

Nella mitologia Saturno che generò Giove fu scacciato dal trono degli dèi olimpici e la leggenda persa nella notte dei tempi racconta ch’ egli si rifugiò in questo territorio al centro dell’ italica Enotria che per ciò venne a chiamarsi Saturnia Tellus. Dionisio di Alicarnasso racconta che fu fondata da gente giunta da lontano sulle coste di Maremma, ma l’ origine pelasgica rimase a lungo nelle controversie a cominciare da Plinio la identifica con l’ antica Aurinia, fin che si decise che Saturnia è sempre esistita dall’ alba della storia.

Saturnia paese

Tra i più antichi abitati della penisola, fin dal neolitico, passando per la cultura Villanoviana, le civiltà etrusca e romana, le invasioni barbariche e il medioevo, poi i secoli del rinascimento e l’ era moderna fin come appare oggi nella sua austera suggestione e il paese celebra i suoi millenni nel quadrangolo della piazza con iscrizioni a ricordo di coloro che vi sono vissuti negli ultimi duemila anni. Se indagare sulla preistoria è difficile, certo è che appaiono cippi villanoviani i resti di urne coniche con coperti sferici, mentre resti e lapidi rinvenute dicono che fu parte dei domini dell’ antica Caletra, più precise le sparse rovine e lembi di necropoli etrusche tra Pian D’Alma, Campo delle Caldane, Costone degli Sterpeti, Pancotta, Marrucchio e altre a partire dalI’ Vlll secolo a.C.

Fin dai più antichi vasi canopi e poi le tombe successive sembra che Saturnia stava nel territorio di Vulci dove sorse la prima civiltà etrusca e che ne visse i secoli giunti all’ espansione di Roma. Tolomeo e Livio affermano che i triumviri Gracco, Stellio e Labeo nel 183 a.C. ne stabilirono antica colonia della tribù Sabatina, certo che entrata nei domini capitolini Saturnia fu elevata al rango di prefettura e più tardi nella guerra civile vi si rifugiò Mario inseguito da Silla che per ciò la rase al suolo nell’82 a.C. Se ne riparla quasi sette secoli dopo nel 570,quando Gabino di Sorano la difese invano dalla conquista longobarda, quindi ancora distrutta da una delle violente incursioni saracene in Maremma.

Risorse nel medioevo degli Aldobrandeschi e, quando i membri della nobile famiglia si spartirono territori, nel 1272 divenne indipendente, fu residenza di Margherita Aldobrandeschi della quale si tramanda la storia dell’unione unita con Guido Simone V di Monfort, che Dante trova all’ inferno per l’ uccisione sacrilega durante la messa del conte Arrigo di Cornovaglia in una chiesa di Viterbo, qui nacque la di loro figlia Anastasia di Monfort e qui Margherita s’ intratteneva con il suo amante Nello Pannocchieschi. Sembra che poi Saturnia recò offesa ad un messo di Siena e fu punita con una nuova devastazione nel 1299, spopolata e decaduta divenne rifugio di briganti fino al XV secolo, quando nel nel 1461 Siena prese la vicina Sovana e di Saturnia fece fortezza contro le contee di Pitigliano e Santa Fiora.

Come nel resto della Maremma ai senesi si sostituirono i fiorentini di Cosimo I de’ Medici e sorse il marchesato di Saturnia affidato agli Ximenes d’Aragona. Nella piazza che racconta la storia del borgo stanno i resti del cassero e la chiesa dell’ epoca ove nel 1480 Benvenuto di Giovanni ha dipinto una Madonna con il Bambino, S. Sebastiano e la Maddalena, ma a Saturnia la storia si mescola così che a fianco della Porta Romana che accede alle mura medioevali, stanno i resti di quelle innalzate nel II sec. a.C. Stretta sul colle tra le valli dell’ Albegna e delle Terme, da sempre Saturnia si alimenta di quelle acque e i rivoli che scorrono caldi di zolfo tra i campi precipitano in suggestive cascatelle fumanti dando sollievo e cure varie a chi vi si bagna da secoli che qui si rincorrono anche nella natura prodiga che circonda il borgo. Si dirama dalla piazza intitolata a Vittorio Veneto ove affaccia la chiesa di Santa Maria Maddalena con il massiccio campanile e la Porta Romana accede al rione Bagnosecco, dall’ altra parte la via Aurinia e il rione Borgo, al centro l’ ombreggiato Monumento ai Caduti, la fonte Felicina e i resti archeologici.

Il medioevo domina la valle con le mura del Cassero che i senesi terminarono nel 1468 su progetto del maestro lombardo Luca di Bortolo da Bagno nei pressi del Castello Ciacci. Proseguendo si trova l’ antica via consolare Clodia che collegava Roma all’ Etruria della quale Saturnia era importante centro di transiti e commerci, ove il selciato ne conserva i solchi dei carri che entravano dalla porta Romana edificata sulle antiche mura ciclopiche etrusche.

Terme di Saturnia

Dall’ altra parte della piazza il rione Bagnosecco sorge su costruzioni romane che raccoglievano le acque delle terme che sgorgavano nel borgo per poi discendere nella vallata, come la sorgente sia spostata è un mistero, ma la leggenda vuole che il paladino Orlando sorvolando Saturnia con il suo cavallo alato volle esercitare magici artifizi per muoverla da qui altrove ove ancora le acque sgorgano. Alle mura del Bagnosecco accede la Porta Fiorentina di dove parte la via Mazzini, mentre rimane poco della Porta Senese nei pressi di via di Fontebuia ove nel cui fontanile per secoli s’ abbeveravano cavalli e buoi dei carri che prendevano la Via Clodia per Siena.

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