Brasile nord est

Brasile nord est

I territori del nord est brasiliano dalle antiche città e la costa che si allunga splendidamente tra le dune e le lagune sull’Atlantico


Durante la seconda spedizione affidata ad Amerigo Vespucci nel Nuovo Mondo, scendendo dalle coste venezuelane della Guyana sembra il primo ad avvistarne quelle nord occidentali brasiliane fu il suo capitano spagnolo De Ojeda. Tornato due anni dopo con un’ altra spedizione Vespucci si spinse più a sud costeggiando il territorio del Parà fino all’ immensa foce dell’ impetuoso fiume  Amazonas battezzato Río Santa María de la Mar Dulce, che arriva dalle sconfinate foreste dell’Amazzonia. Proseguendo a meridione raggiunse il Cabo chiamato São Roque nel punto più orientale del continente sulla  costa settentrionale del brasiliana rimanendo incantato dalla lussureggiante vegetazione dalla strana fauna e le lunghe spiagge. Per tutto il XVI secolo quella costa fu frequentata da portoghesi, spagnoli e francesi per  il rosso albero brasiliano  pernambuco chiamato Pau Brasil, dal legno pregiato e la resina rossa preziosa per i tessuti, nel 1598 i portoghesi vi edificarono  la fortezza chiamata  dos Reis Magos che dominava il territorio ove nell’ anno successivo fondarono la città di Natal. Da essa continuò l’ espansione lusitana nel nord est  assieme al Capitaneria do Pernambuco ove nel 1537 era stata fondata la capitale Olinda, devastata ed incendiata dagli olandesi, poi sconfitti e scacciati dal Pernabuco e Maranhão dalla rivolta portoghese del 1645 contro gli invasori assieme agli indigeni e schiavi africani liberti guidata dal comandante De Negreiros. Dopo la vittoriosa rivolta André Vidal de Negreiros ne divenne governatore e i territori  del nord est vennero tutti riconquistati ponendo fine alla breve colonia brasiliana  della Nieuw Holland nel 1654. Natal  tornò ad essere  capitale del Pernambuco per due secoli fino a quando fu sostituita con la Cidade do arrecife ,così detta per la scogliera corallina arrecife,  che è divenuta la grande città di Recife, a  lungo fiorita sul traffico di schiavi africani e le piantagioni di canna da zucchero. Durante la seconda guerra mondiale, il Rio Grande do Norte fu utilizzato come base aerea alleata degli attacchi aerei sul Nord Africa occupato dai tedeschi e nel 1964 vi è sorto il primo sito di spaziale dell’America Latina  sorse qui come la Barreira do Inferno.

 

Natal

Nell’estremità del territorio settentrionale brasiliano ad si stende il piccolo Rio Grande do Norte proteso come la punta  sudamericana più orientale nell’ Atlantico, dalla storia legata alla sua capitale Natal. Dai più antichi quartieri di Cidade Alta e Ribeira il Centro della città  dirama tra vecchi edifici coloniali, neoclassici, art-deco e più moderni, nel  vecchio quartiere di Ribeira, gli antichi edifici affacciati sulla rua Chile , nella Cidade Alta la novecentesca ed imponente casa Cascudo sul sito ove  viveva lo scrittore e storico Luis da Camara Cascudo, un un edificio del XVIII secolo ospita il suo Memorial  e sulla via a lui dedicata si trova  il neoclassico palazzo ottocentesco della  Capitania . Tra le varie chiese, affacciata su piazza André de Albuquerque, su una percedente cappella nel 1619 venne edificata l’ Igreja Matriz consacrata a Nossa Senhora da Apresentação, in rua Santo Antonio si trova  l’ Igreja do Galo sorta nel 1766 in stile coloniale che ospita il ricco museo di Arte Sacra. Vicino nell’ omonima piazza il monumento al venerato sacerdote dei poveri  Padre João oggetto di pellegrinaggi come il luogo ove avvenne il ritrovamento miracoloso di una statua delle Madonna  ricordato dalla Pedra do Rosàrio o monumento Rosário. In stile neoclassico venne edificato il palazzo Bela Vista  all’ inizio del XX secolo, contemporaneo a quello che un tempo era altrettanto sontuoso e vicino  Galvão, la storia più recente della città è ricordata anche dal palazzo Camarão  sorto nel 1922 per commemorare il centenario dell’ indipendenza brasiliana, mentre una delle prime trasvolate dell’ Atlantico nel 1928 è  celebrata  dalla colonna  Capitolina a memoria dell’ impresa degli aviatori italiani Del Prete e Ferrarin. Sulla costa di Natal, ove al largo si trova l’ arcipelago di Fernando Noronha, inizia il suggestivo ambiente delle spiagge dalle alte dune di sabbia che si inseguono magnificamente sul mare,  poco a  nord della città passando per il ponte di Navarro, la lunga spiaggia di Redinha è più frequentata dai locali ove si trova il grande acquario di Natal e fuori dal centro storico e dal Forte  Reis Magos sorto nel 1597,  ad est si stende la Praia dos Artistas. Seguendo la costa,ove poco al largo incrociano le jangadas  come sono chiamate le barche colorate  dei pescatori, si trova la  frequentata spiaggia di Ponta Negra sempre animatissima che si allunga candida di dume sull’ oceano fino alla sua estremità meridionale ove si erge magnificamente Il Morro do Careca con la più alta duna di Careca che scende sul mare con una suggestiva striscia di sabbia circondata da lembi di foresta pluviale della Mata Atlàntica settentrionale. Continuando le altre splendide spiagge  con le dune che si inseguono sulla Via Costeira  fino alla Praia do Meio che affaccia su  barriere coralline e la contigua Ponte Navarro  meno frequentata con splendide lagune protette dalla barriera. Passando dalla tranquilla  Praia da Barreira d’Agua si raggiunge il magnifico parco Das Dunas lungo il litorale ove si inseguono suggestive le dune bianche affacciate sul mare che si spostano per i venti rimodellando la suggestione di  un ambiente unico con manti di vegetazione endemica, una splendida laguna d’ acqua dolce e la magnificenza dell’ oceano che si apre nella baia. Vi era un piccolo villaggio di pescatori dove è sorto il centro di Genipabu che considero uno degli esempi dell’ idiozia turistica, dove si incontrano stralunati visitatori a dorso di dromedari importati che fingono d’ essere nel deserto, altri che si cimentano nell’ esquibunda scivolando su tavole da surf dalle dune e la demenziale pratica del Buggie dai motori che rombano saltando  nella sabbia di quel magnifico ambiente così odiosamente violato. La suggestiva via si estende lungo la costa tra le alte dune di sabbia  bianca che scivolano sull’  oceano da un lato  e su splendide lagune  caapongas di acqua dolce dall’ altro,  lungo la costa  ove affaccia il territorio del Cearà  fino alla  sua capitale che si stende come la grande metropoli di Fortaleza.

 

Fortaleza

Nel nel 1500 durante il terzo viaggio di  Colombo nel Nuovo Mondo, quando  il suo capitano Vicente Yáñez Pinzòn  guidò la prima spedizione per esplorarne le coste su una rotta più meridionale raggiungendo  quella brasiliana dove si protende ad est, sbarcando nella  nella baia di Mucuripe  che Pinzòn ribattezzò  Santa Maria de la Consolación. La colonizzazione iniziò un secolo dopo quando l’ inviato dalla corona portoghese Pero Coelho de Souza fondò il primo centro battezzandolo Nova Lisboa e nel 1603 lo stesso de Souza fece edificare le fortificazioni a difenderla con il possente  forte di São Tiago che venne poi ampliato una decina di anni dopo dal successore Martins Soares Moreno dopo aver respinto un’ incursione dei francesi ribattezzandolo  São Sebastião. Conquistato dagli olandesi nel 1630 nella loro invasione del Pernambuco e di parte del nord est portoghese ove si espandevano per fondare la loro  Kolonie della Nieuw Holland, la fortezza venne devastata dagli scontri con i portoghesi e gli indigeni nel 1644, cinque anni per ordine della West Indische Compagnie, anche nota come Compagnie Voc delle Indie Occidentali Olandesi, il comandante del presidio Matthias Beck fece riedificare la fortezza di  Schoonenborch sul fiume Pajeú. Dopo la definitiva sconfitta e l’espulsione degli olandesi dai territori brasiliani nel 1654, i portoghesi ripresero il centro con la sua fortezza ribattezzandola Fortaleza da Nossa Senhora de Assunção all’ inizio del XIX secolo, nel 1726 ne prese nome e all’ inizio del XIX secolo divenne la capitale della regione come Fortaleza de Nova Bragança, la grande Fortaleza fiorita  con il suo grande porto commerciale sull’ Atlantico, divenuta  poi una vera  metropoli come la si trova. Sul colle di Marajaitiba che domina la citade alta  si erge dal 1812 la  Fortezza chiamata Nossa Senhora de Assunção edificata sulla vecchi fortezza olandese di  Schoonenborch, scendendo per il centro della città da dove dirama la grande Fortaleza che conserva gli ultimi due secoli della sua storia partendo dal grande  Parque do Cocó con i suoi giardini che circondano una piccola foresta è uno dei più vasti sudamericani. Nella vecchia ed animata Praça José de Alencar  osi trova l’omonimo teatro di Alencar dalla raffinata architettura edificato nel 1912,  tra  Rua dos Tabajaras e Iracema, il palazzo novecentesco dell’ Estoril e nei pressi il vasto edificio che ospitava il  Mercado dos Pinhões costruito alla fine del XIX secolo. La centrale Praça Pedro II è nota anche come Praça da Sé per ospitare l’ iponente Cattedrale Metropolitana di São José ricostruita a metà del secolo scorso in neogotico sul sito della precedente.Il quartiere di Praia Iracema disteso sull’ omonima spiaggia ove si trova il grande edificio  neoclassico del seminario di Prainha con la sua chiesa  i più moderni che ospitano la Caixa Cultural, la Fundação, Joaquim Nabuco, la Biblioteca do Ceará, il Porto das Artes de Iracema, l’Acquario Ceará e i centri commerciali di Avenida Monsenhor Tabosa, la piazza con il  centro culturale di Dragão do Mar, quotidianamente animata da artigiani e musicisti.  Sulla a centrale  Praça do Ferreira affacciano vecchi edifici ottocenteschi con negozi e locali così come la Praça Portugal e i vari quartieri si animano   anche qui durante il carnevale con le processioni danzanti Maracatu e le grandi feste mascherate del carnevale fuori stagione diffuse in tutto il paese  chiamate micareta .La città si allunga su varie spiagge come la più frequentata  di  Iracema , dalla piazza per Rua dos Cariris verso il molo il Ponte dos Ingleses da dove si gode la vista sulla città al tramonto, dopo il il mercato del pesce parallelo all’Avenida Beira Mar quella di  Meireles, da dove si prosegue  per la lunga spiaggia di  Praia do Futuro sempre animata, mentre sulla spiaggia di  Mucuripe si attendono le barche tradizionali jangadas dei pescatori che tornano la sera .

 

Maranhão

Come altre del nord est brasiliano anche la costa del  Maranhão fu incrociata dalla spedizione di Amerigo Vespucci e splorata dal suo capitano Vicente Yáñez Pinzón nel  1500. Una trentina di anni dopo il sovrano portoghese Dom João III per attirare coloni ed evitare gli insediamenti francesi sulle coste brasiliane divise la colonia in capitanerie compreso il Maranhão che fu rivendicato come possedimento portoghese assieme agli altri territori brasiliani sul progetto del grande scrittore e storico lusitano João de Barros che partì con una flotta con capitani poco esperti non giungendo mai a destinazione.  Il primo centro europeo su quella costa fu della spedizione francese guidata dall’ avventuriero Jaques Riffault  nel 1594, che perse due delle sue tre navi nei pressi di un’ isola che poi venne ribattezzata dai portoghesi São Luís lasciandovi un presidio. Successivamente fu inviato il nobile La Touche Seigneur de La Rividière al comando di una flotta con cinquecento coloni assieme all’ ammiraglio De Razilly incaricato di fondare una colonia francese nel teritorio brasiliano che sorse nel 1612 come France équinoxial durata  qui solo tre anni  fino a quando l’isola fu presa dai portoghesi e nel 1621 i territori del Ceará, Pará e Maranhão e furono unficati nell’ Estado do Maranhao separato dal capitanerie del sud. Dopo la conquista olandese anch’ essa durata solo tre anni, dal 1641 giunsero i missionari gesuiti che si opposero alla schiavitù degli indigeni in conflitto con le autorità ed espulsi 1684, dopo io distacco degli altri due stati quello del Maranhão rimase indipendente  fino al 1774 quando tornò all’amministrazione coloniale  brasiliana. Con le grandi estensioni di piantagioni per il cotone alla fine del XVIII secolo aumentò la popolazione schiavizzata e il nefando traffico di neri africani, quando venne dichiarata l’ indipendenza brasiliana nel 1822 Il Maranhão rifiutò di aderirvi, ma poi i portoghesi furono scacciati dalla rivolta guidata dal britannico Cochrane nominato Marques do Maranhão e governatore di quel territorio divenuto anch’ esso parte del nuovo ed indipendente Impero del Brasile.

São Luis do Maranhão

Gran parte della storia del Maranhão è racchiusa nel vecchi centro della su acapitale  São Luís che si stende nella baia atlantica di São Marcos sull’ estuario dei fiumi Itapecuru, Mearim e Pindaré,  adagiata sulla grande isola  Upaon-açu, come era chiamata dagli indigeni Tupì, fondata all’ inizio del XVI secolo come Saint-Louis-de-Maragnan dai francesi della loro colonia sudamericana Équinoxiale. Nel 1615 venne conquistata dai portoghesi guidati dal  rampollo della famiglia coloniale Albuquerque, poi noto come  Jerônimo de Albuquerque Maranhão, che ribattezzò il centro francese São Luís, presa dagli olandesi nel 1645 rimase loro dominio per oltre trent’anni fino a quando non furono definitivamente sconfitti e lasciarono la loro colonia brasiliana. Tornata possesso di quella portoghese ne divenne uno dei centri del nuovo teritorio  Grão-Pará e Maranhão fiorito sulle grandi piantagioni di canna da zucchero, cacao e tabacco, per le miserabili condizioni della popolazione e la schiavitù iniziò un conflitto tra i gesuiti e proprietari terrieri che portò ad una rivolta guidata dai fratelli Beckman duramente repressa dalle guarnigioni portoghese comandate dal generale Gomes Freire de Andrade e finita con l’ esecuzione dei fratelli Manuel e Tomás. Con la crisi del commercio di cotone per guerra civile statunitense nella seconda metà del XIX secolo, la regione prosperò  riconvertendo molte piantagioni per fornire il cotone ai mercati europei e all’ Inghilterra. La capitale divenne una delle più grandi e popolose città brasiliane e nel secolo scorso ha continuato a  prosperare crescendo ancora con l’ esportazione di ferro dai giacimenti nella foresta dai suoi porti di Madeira ove giunge la Estrada de Ferro Carajas e il  vicino più grande scalo marittimo sull’ Atlantico di Itaqui.  Nella centrale Praça Pedro I si erge la cattedrale di São Luís do Maranhão o Igreja Da Sé  consacrata a Nossa Senhora da Vitóriasorta edificata nel 1629  per volere del capitano Diogo Machado da Costa per celebrare la vittoriosa battaglia di  Guaxenduba sui francesi, dai ricchi interni e l’altare maggiore scolpito in oro, restaurata varie volte fino all’ inizio del secolo scorso nell’aspetto neoclassico come la si vede. Sull’ avenida Pedro II nel 1612 i francesi edificarano il Palazzo dei Leoni fortificato in onore del re Luigi XIII, chiamato poi il Palácio dos Leões come lo si vede ricostruito alla fine del XVIII secolo in stile neoclassico che ospita governo dello stato,  costruito anch’ esso dai francesi nel 1689,  il palazzo  che ospita la prefettura municipale ricorda le sue origini con all’ esterno il busto del fondatore signore di La Ravardière La Touche fondatore della colonia francese. Passando per Rua do Sol si trova il Museu Histórico e Artístico do Maranhão,  nel seicentesco convento di  Mercês  la Fundação José Sarney che ospita la memoria storica del paese e il museo dedicato ai presidenti brasiliani. Si torna alla città coloniale con l’ Igreja do Desterro  e sulla centrale Rua Portugal la Casa de Nhozinho la fonte  Ribeirão dal cortile coperto fu costruita nel 1796 per rifornire la città, dalle finestre si accede alle gallerie sotterranee  per le vecchie reti fognarie che attraversano il centro, proseguendo su  Rua Antônio Rayol la Fonte das Pedras e nei pressi l’ animato  Mercado Central. In Rua do Egito il Il Solar São Luís costruito alla fine del XIX secolo su tre piani,  nei pressi il più grande edificio brasiliano rivestito dalle ceramiche  azulejo, vicino il  Museu Historico  Storico nel Solar  del Barão Grajaú . in  Praça Gonçalves Dias si erge la settecentesca Igreja do Remédios Verso Rua do Sol il Museu de Arte Sacra l’ ottocentesco Teatro Azevedo  tra i più antichi brasilian, ma dagli interni moderni, così come il Centro de Cultura Popolare Domingos Vieira Filho. Fino alla costruzione del grande porto di  Itaqui nel 1960, il principale della città era il  molo del Sacramento esteso vicino la Piazza Maria Aragona, costruito nei primi anni 1840 si allunga fino la più recente molo di Praia Grande. Fuori dal centro a nord si trova il vasto parco attorno alla laguna di  Jansen  artificiale alimentata dall’ omonimo torrente e dal  Jaracati, nei pressi il ponte  Sarney collega i quartieri di São Francisco al centro sula sponda settentrionale del fiume Anil e il lungomare circondato dai quartieri di São Francisco, Renascença I, Renaissance II, Ponta d’Areia e Ponta do Farol, da dove si allungano le spiagge come la frequentata di Areia o Ponta d’Areia.

 

Alcantara

Da São Luis si raggiunge anche in barca la vecchia città coloniale di Alcantara che conserva i resti di chiese, edifici e palazzi dell’ epoca, tra i più antichi all’ inizio del XVII secolo i francesi edificarono la  Fonte de Pedra dalla facciata triangolare in pietra nera,sulla Rua Pequena la prima chiesa sorta in città era la Capela de Nossa Senhora do Desterro, devastata nel 1641 dagli olandesi, fu ricostruita come Igreja de Sao José tredici anni dopo in barocco portoghese con gli interni decorati che ospitano le le immagini della patrona Nossa Senhora do Desterro.Bom Jesus da Coluna, e Nossa Senhora dos Navegantes.  In Praça da Matriz affacciano i resti della Igreja Matriz de São Matias costruita nella prima metà del XVII secolo su una più antica cappella  e una chiesa consacrata a San Bartolomeo, alla fine dell’ ottocento  era già in rovina come la Prefeitura Municipal de Alcantara e l’antica Casa da Câmara e Cadeia che ospitava il carcere, da un lato  si trova la colonna in pietra decorata del pelourinho ove venivano puniti gli schiavi. L’ altra seicentesca Nossa Senhora do Carmo è stata salvata dalla completa rovina, l’ interno conserva decorazioni, statue e sculture sugli altari, diverse in stile rococò coloniale come la pala dorata sull’ altare maggiore. Proseguendo tra i vari affascinati resti della vecchia Alcantara sulla Rua da Amargura correva l’antica Rua Bela Vista ove affacciavano le residenze delle famiglie ricche che hanno lasciato le loro rovine  dal Farol al Forte de São Sebastião. L’ Igreja de Nossa Senhora do Rosário dos Pretos  era nota anche come Igreja do Galo e Igreja dos Escravos, costruita nella seconda metà del XVIII secolo utilizzando schiavi africani, vi si celebra ancora la  Festa de São Benedito nelle notti di luna piena di agosto. Sulla rua Direita si trovano le rovine della Igreja de São Francisco e in Rua Grande la  Casa do Divino era destinata a residenza dei sovrani in visita durante le cerimonie della festa do Divino Espíritu Santo che ancora si tiene nell’ interno decorato da altari. A difendere la città nel 1763 Gonçalo Pereira Lobato fece edificare il Forte de São Sebastião  che già alla fine di quel secolo era in rovina come lo si trova, all’inizio del secolo successivo risalgono  le mura dell’ incompiuto Palácio do Barão de Mearim che doveva accogliere Dom Pedro II in visita della città. La Rua do Jacaré sale per il centro pavimentata con le scure pietre cabeça de negro alternate alle chiare sulla soglia degli edifici  affacciati  sulla via che scende verso la foce dell’ Igarapé do Jacaré ove  fin dal XVII secolo era attivo il Porto do Jacaré per la pesca e commerci della città. L’ antica atmosfera coloniale dei resti nel centro di Alcantara si lascia per il moderno  sito missilistico e lanci di satelliti  Centro de Lançamento del Cosmodromo, mentre la suggestione dell’ ambiente naturale si trova sulle spiagge di sabbia bianca che aggraffiano dulle acque cristalline del mare, come Itatinga e Praias Baronesa, poco al largo la splendida Ilha do Livramento.

Anche nel Maranhão la costa si allunga magnificamente su splendide spiagge ove si inseguono le dune, le lagune e le falesie che si sgretolano verso il mare in una distesa di sabbia rosa, il piccolo villaggio di pescatori di Jericoacoara si trova come  un’ oasi di candide dune che contrastano con il verde delle palme e i riflessi blu del mare cristallino. Passando per Barreirinhas si arriva nel vasto e suggestivo ambiente del  deserto bianco dal paesaggio spettacolare creato da chilometri di dune levigate come candidi lenzuoli lençois  adagiati sul litorale dei Lençóis Maranhenses. Tra le ondulate dune di candida sabbia si formano laghi dalle piogge periodiche che iniziano a gennaio fino a giugno splendendo di intenso blu in un indimenticabile spettacolo ancor più suggestivo  tra giugno e settembre quando i laghi sono colmi  e il sole è meno intenso, contrastando magnificamente con le dune bianche migliaia di lagune cristalline legate tra loro e ai vicini corsi d’ acqua da canali tra le strisce di sabbia risaliti dai pesci. Gli stagni e lagune attirano migliaia di uccelli migratori, mentre  le foreste di mangrovie che bordano le rive dei fiumi sono animate da scimmie e caimani e sulle spiagge depongono le uova le tartarughe marine. Da ottobre il sole  inizia ad asciugare le lagune, anche se le più grandi rimangono in questa stagione, mentre i venti sollevano la sabbia delle dune è lo spettacolo lentamente svanisce per ricominciare l’ anno dopo con le piogge stagionali fino al suo apogeo tra luglio e settembre. Nel nord est ove la storia si lega alla sua natura lo spettacolo del tramonto che scivola tra le dune e le lagune accompagna la mente e lo spirito alla scoperta di questo Brasile che si stende immenso tra la foresta ad occidente e la costa che continua ad allungarsi a sud.

 

 

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