Italia

Matera

La celebre città dei Sassi, è oggi costituita da rioni moderni estesi su un pianoro e dalla pittoresca parte antica situata sul ciglio e sul fianco di una profonda gravina. Matera, con le case in gran parte scavate nella rupe, offre uno spettacolo di eccezionale interesse, sia dal punto di vista storico urbanistico, sia per la singolarità dell’ambiente naturale in cui sorge.Come hanno rivelato scoperte fortuite e scavi sistematici intensificati di recente, il territorio in cui sorge Matera fu abitato fin dal paleolitico ed è archeologicamente molto importante. L’origine di Matera rimane però ancora oscura. Nell’età greca Matera probabilmente fu un centro di limitata importanza, sottoposto all’influsso delle colonie elleniche della costa. I reperti di questo periodo si riferiscono a tombe nella zona della Cìvita, nei dintorni della Cattedrale e nel Sasso Caveoso.Importanti sono i ritrovamenti di età medioevale, tra cui una necropoli nel largo S. Francesco, con tombe simili a quelle del sepolcreto di Canne della Battaglia. Matera, aggregata dai Longobardi al ducato di Benevento, fu distrutta dai Franchi.Nell’876 venne ancora devastata dall’imperatoreLodovico II, dopo che era stata tolta ai Saraceni, i quali la rioccuparono nel 937 e nel 994, quando la distrussero completamente, sterminando e disperdendo gli abitanti.Matera risorse all’inizio del sec. XI sotto i Bizantini; nel 1064 fu conquistato dal normanno Roberto Loffredi, la cui famiglia vi dominò fino al 1133; quindi passò sotto il diretto potere regio e alla fine del ‘400 Ferdinando II d’Aragona lo assegnò in feudo al conte Carlo Tramontano, ucciso dalla popolazione nel 1514. Matera appartenne poi agli Orsini fino all’eversione della feudalità, avvenuta nel 1638. Fece parte della Puglia fino al 1163, anno in cui Matera fu aggregata alla provincia di Basilicata ed elevata a suo capoluogo, rimanendo tale fino al 1806, quando alla dignità di capoluogo assurse Potenza, per la sua posizione più centrale rispetto alla regione. Nel 1927 Matera fu elevata a capoluogo di provincia Gravina di Puglia una piccola città affacciata agli orli di un burrone, la gravina appunto, come ce ne sono tante. Ma questa può essere considerata l’esempio massimo. Nel cuore delle gravina è la chiesa rupestre di S. Michele, interamente scavata nella roccia: disposta su cinque navate divise da pilastri, è una della più grandi chiese ipogeiche della Puglia. Conserva poche tracce degli antichi affreschi e, in una delle absidi, una statua in pietra dipinta raffigurante il Santo. Alla cripta è annesso un ossario che conserva i resti delle vittime di una strage saracena del 983.Massafra è il più importante complesso di cripte basiliane, cioè degli antichi monaci di San Basilio.Le più grandi visitabili a Massafra e nei dintorni sono: la cripta di San Leonardo, con vari affreschi di santi ed eremiti; la cappella-cripta della Candelora, di Sant’Antonio e Santa Marina, nonché la chiesa-cripta di San Marco, che divide Massafra, in due parti, è la migliore, la meglio conservata. A Mottola spettacolare è lo scenario della Gravina di Petruscio, profondo burrone che ospitava un antico casale abbandonato, immerso in una folta vegetazione spontanea di pini d’aleppo. C’è un ipogeo con pitture antiche e cappelle scavate dal nono al tredicesimo secolo.Sono visibili un gran numero di grotte, tra chiese, un monastero, e tutti i servizi comunitari come cisterne, strade, laboratori e altro.Castellaneta antica sorge su una «gravina» profonda 145 metri e larga 350, poco più dell’altezza di tutta la basilica di San Pietro di Roma, cupola compresa (m. 143), larga in alto 130 metri. Castellaneta è una delle più grandiosi valli pugliesi d’erosione, formata cioè dallo scorrere delle acque torrentizie provenienti dalle Murge. Il suo paesaggio è caratterizzato da sentieri mozzafiato sul baratro e per l’improvviso aprirsi della spaccatura della terra. La gravina di Laterza è la più grande di Puglia con i suoi 10 chilometri di lunghezza. Nel cuore della gravina è stato creato il «rifugio naturalistico» a disposizione degli studiosi e dei turisti che vogliono passare qualche giorno nella boscaglia.

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