Mostre

Madri e figli

Le vicende internazionali spesso fanno scoprire all’ opinione pubblica occidentale realtà lontane, nascoste, spesso ignote di un mondo tanto lontano quanto dimenticato. Televisione, stampa e tutto il poderoso apparato mediatico occidentale hanno ripropongono quotidianamente immagini di paesi e popolazioni dilaniate da guerre, carestie ed eventi di ogni tipo.Donne velate come fantasmi vaganti ai margini di un universo nel quale ogni diritto è loro negato, bambini che guardano ciò che accade con occhi che cercano speranza. Popolazioni travolte da una storia alla quale non appartengono più. Ma tale condizione non è relegata a quei paesi soffocati da conflitti, eventi naturali, schiacciati dall’ autoritarismo o dall’ integralismo islamico, è presente in gran parte del mondo dove storia, cultura, religione e tradizioni sono diverse, ma dove la realtà è altrettanto condizionata, soffocata, repressa.Molto aldilà della notizia, dell’ informazione, della globalizzazione mediatica, solo il “viaggio” può ricondurre la percezione del mondo alla sua essenza originaria, quell’ esperienza diretta che nasce dall’ emozione e procede nel percorso della riflessione verso la conoscenza che, per sua natura, deve essere condivisa nella comunicazione.Solo così ci si può rendere conto dell’ esistenza di due mondi paralleli e distinti, atavica creazione umana che ha percorso la storia fino ad oggi nella sottomissione, violenza, emarginazione di popolazioni tradizionali, di bambini, dell’ universo femminile indipendentemente da cultura, tradizione e religione. Dal mondo islamico alle profondità dell’ Africa, dall’ Asia orientale alle isole del Pacifico, tra le Ande e le foreste americane, gran parte dell’ esistenza di quei popoli, bambini, donne di razze, culture e religioni diverse è spesso “Fatica di Esistere”, vita quotidiana, lavoro, famiglia, la maternità stessa.Niente è più efficace dell’ immagine per percepire tale realtà, anche quando essa mostra volti apparentemente distesi nella vita quotidiana, nel lavoro, nella famiglia, nei giochi dei bambini, nella malinconia di milioni di donne che percepiscono la negazione della loro piena esistenza. Le immagini sono state realizzate da Paolo Del Papa viaggiando a lungo in tutto il mondo per cogliere l’ articolata uniformità di questa condizione, partendo da una ricerca antropologica ed estetica, ha intuito quell’ esistenza e ne ha documentato quella “ fatica di esistere” anche dove apparentemente non sembra tale.Ha realizzato i suoi servizi fotografici con una visione del mondo che esalta il senso della vita e della bellezza che danno speranza e aiutano a cambiare, rifiutando i facili effetti emotivi di immagini di sofferenza e disperazione che comunicano solo impotenza. Le mostra fotografica è un percorso attraverso i continenti, tra realtà e culture diverse, ma nelle quali la condizione di quell’ umanità è sempre presente nelle sue manifestazioni più evidenti e nascoste. Immagini, esclusive, originali, di alta intensità cromatica, di forte impatto emotivo, la rappresentazione della vita in una affascinante compresenza di colori, contrasti, volti e paesaggi dove lo scorrere delle sensazioni è una questione di spazio, ma anche di tempo.

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