Perù

Perù


Il mitico “Eldorado” che aveva fatto sognare i Conquistadores spagnoli affascina ancora oggi viaggiatori di tutto il mondo. Ma il Perù non offre soltanto i tesori e i segreti della selva amazzonica.

La varietà del territorioperuviano presenta sia tratti desertici che vette coperte dai ghiacci. La fascia desertica, larga dai 100 ai 180chilometri, caratterizza tutta la costa che si affaccia sull’Oceano Pacifico. E’ però il paesaggio delle Ande quellopiù tipico del paese: la cordigliera corre per 1.600 km di lunghezza da Nord a Sud e conuna larghezza massimadi 400 km.

La massima elevazione, il Nevado Huascaran (6768 m), si trova in quella che viene chiamataCordigliera Blanca. Ma numerose sono le cime che superano i 5mila e i 6mila metri offrendo uno splendidoterreno per spedizioni alpinistiche e trekking di alta quota, come ad esempio nello splendido callejon deHuaylas, la valle andina che è una delle maraviglie naturali del paese.

E’ difficile immaginare come al centro di questo territorio così isolato e accidentato sia nata la straordinaria civiltà degli Incas, di cui le rovine di Machu Picchu sono il simbolo più noto. E proprio la ricchezza di rovinearcheologiche incaiche e preincaiche, le enigmatiche tracce di Nazca, unite al patrimonio artistico dell’epoca coloniale e al persistere di tradizioni culturali indigene costituiscono le più importanti motivazioni culturali di un viaggio in Perù.

Il nord

Gli insediamenti organizzati iniziarono circa 15.000 anni fa nella zona di Pikimachay.  Nei primi cicli della nostra era, conoscono lo sviluppo culturale di Warpa, con l’utilizzo di tecniche agricole molto avanzate, con canali di irrigazioni scavati nelle Ande e cisterne per la riserva di acqua.Tra il VI e il IX D.c. si sviluppa l’Impero Wari – Quina: la scomparsa di questa cultura, continua con quella dei Chankas, i quali posteriormente viene sottomessa da quella Incaica, i quali decisero di creare un centro ammistrativo nella regione di Vilcas-Huaman per affermare il loro dominio nella regione.

All’arrivo degli Spagnoli si fondò la città di Huamanga nell’anno 1540, poco distante i resti dell’antica capitale dell’Impero Wari che fiorì tra il VI-IX secolo. Posta su un’area di circa 1600 ettari, si stima che vivissero circa 50.000 persone. Si identificano intorno circa 15 settori ” Cerimoniali, Artigianali, Abitazionali”chiusi tra alte Mura.

I settori principali sono ” Vegachayoc Moqo. Cheqowasi è  un’ insieme di grandi recinti formati da grandi pietre a 2/3 livelli, con funzione di Mausoleo riservato alla nobiltà Wari, Monqachayoh comincia con una piccola struttura a forma di D. un’ ingresso verso l’est porta alle gallerie sotteranee, cha alquanto sembra siano state chiuse dopo l’uso. In questa zona icontarono resti di ossa umane di donne adolescenti, i quali non contavano con il loro rispettivo cranio.Sechura è un villaggio di pescatori situato sull’estuario del Rio Piura, 54 km a sud ovest di Piura.

E’ Famoso per la sua cattedrale del XVII secolo e per le sue spiagge vicine, che nei fine settimana si riempiono di bagnanti provenienti da piura. La spiaggia piú interessante é quella San Pedro, in questa splendida spiaggia vivono fenicotteri e molti altri uccelli marini. Il deserto costiero tra Chiclayo e Piura é il piú vasto del Perú.

A sud di Chiclayo le Ande si spingono fin quasi alla costa lasciando solo una stretta striscia di litorale desértico, mentre a nord di Chiclayo questa fascia si allarga superando in alcuni punti oltre 150 km di larghezza.Lambayeque, 11 km a nord di Chiclayo, una volta era la cittá principale della zona, ma oggi ha solo 22.000 abitanti ed é passata in un secondo piano rispetto a Chiclayo. Ci sono alcuni edifici Coloniali, ma la cosa piú interssante della cittá é il Museo Bruning.Deve il suo nome a un collezionista e uomo d’affari della cittá e venne aperto negli settanta. Il moderno edificio che lo ospita custodisce una pregievole collezione di reperti archeologici delle cultura Chimú, Moche, Chavin e Vicu e una sezione nuova con reperti provenienti da Sipan. Il Museo merita di essere visitato dagli amanti e non dell’Archeologia.

A La Libertad si trova la tomba che il dottor Alva e il suo gruppo di archeologi avevano scavato era quella del Señor del Sipán, il “Tutankamen delle Americhe”, la tomba piú favolosa mai scoperta nello emisfero ovest. Finora, si sono trovate quattro tombe diverse a “Huaca Rajada” in Sipán, vicino alla cittá costiera di Chiclayo. E un mausoleo della cultura Moche che dominò la costa nord del Perú dall’epoca di Cristo fino al 700 d.c., cioè, secoli prima degli Inkas. I tesori di Sípán includono oggetti d’oro, d’argento, di rame ed altri metalli e pietre preziose d’altissima qualità, di fattura senza paragone in America: maschere, collane, orecchini e tutti tipi di gioielli. La scoperta del “Señor del Sipán” ha suscitato grandi speranze in tutto il mondo, ed enorme interesse per future scoperte.

A nord di Chiclayo si trovano altri monumenti della cultura Moche, la denominata “Valle delle piramidi” (Valle de las Pirámídes), formata da 26 colossali piramidi che sono state riportate alla luce in questi ultimi anni e il  complesso piú grande e quello di Túcume, i tesori Moche sono esibiti nel bel museo Bruning in Lambayeque, città a pochi kilometrí da Chiclayo. Chíclayo inoltre ha un’interessante mercato d’erbe, con tutti i tipi di prodotti usati dai guaritori tradizionali della regione.

Cajamarca si trova a 2650 m. di altitudine a est di Pacasmayo, fu un importante centro Inca e svolse un ruolo fondamentale nella conquista Spagnola: fu qui che Pizarro ingannó, catturó, tenne prigioniero per avere un riscatto e infine assassinó Atuahualpa crudelmente. Oggi Cajamarca é ancora la principale cittá delle Ande settentrionali.

La piccola cittá di Casma si trova a 370 km a nord di Lima; il sito archeologico di Sechin dista circa a 5 km. Casma, una volta era un importante porto Coloniale e durante il 17 secolo fu saccheggiata piú volte dai pirati. Il suo ruolo declinó fortemente dopo il terremoto del 31 maggio 1970 che distrusse gran parte della cittá.Sechin, si trova a 5 km a sud – est di Casma. Questo sito é uno dei piú importanti del Perú “risale al 1600 a.C. circa” ed é uno dei piú importanti e meglio conservati della costa. Portato alla luce nel 1937 dal famoso Archeologo J.C. Tello, in seguito é stato danneggiato da disastri naturali e saccheggiatori .Sechin, che si ritiene sia stato perzialmente sepolto da una frana é ancora sottoposto a lavori di scavo. I visitatori possono solo accedere ai tre muri esterni del templio principale, completamente ricoperti da bassorilievi alti fino a 4 metri raffiguranti guerrieri e con impressionante realismo, prigionieri che vengono eviscerati. Oggi si chiede ancora quale popolo avrá costruito questo tempio é ancora un mistero in fase di studi.Chimbote é la prima grande cittá della costa settentrionale e si trova a 140 km a nord di Lima.

E Il piú grande porto di pesca del Perú; negli anni settanta qui i pescherecci scaricavano milioni di tonnellate di pesce, ma da allora questo settore é andato declinando a cusa dell’impoverimento delle acque dell’oceano provocato dall’eccessivo sfruttamento.Nel 1970 un terremoto di grande intensitá distrusse gran parte della cittá, Chimbote ha continuato ad aumentare in modo vertiginoso e ora si  avvicina ai 300.000 abitanti, quasi come Cusco.

Nei pressi di Huaraz si trova il parco nazionale del Huascarán, unico al mondo. In nessuna altra parte é possibile passeggiare con tanta tranquillità tra vette al di sopra dei 6000 metri; non occorre essere un provetto alpinista, ne camminare molte ore per avvicinarsi alle montagne. Il clima é meraviglioso e la cordigliera può essere sempre ammirata. Per un amante della natura il Parco é veramente un sogno che si realizza.Il parco Huascarán, dichiarato dall’UNESCO « patrimonio naturale dell’umanítà ” e ” riserva della biosfera “, comprende la totalità della Cordigliera Bianca, la più alta delle Ande peruviane. Dominato dal monte Huascarán di 6768 metri ed altre montagne come l’Alpamayo, il parco é un paradiso di stretti precipizi, di fiori ed animali andini come le orchidee ed il condor. Reperti precolombiani e cristallini laghi ai piedi dei ghiacciai. Sono possibili brevi semplici trekking  di due giorni e più lunghi fino a due settimane che attraversano le alte vette della Cordigliera Bianca.

Lima

Lima è un’immensa città composta da ben 48 quartieri, e una cintura di baracche veramente imponente. Fondata da Francisco Pizarro il 18 gennaio 1535, sul territorio del signor di Taulichusco, il conquistador la chiamò Ciudad de los Reyes per ricordare il giorno dell’Epifania. Il nome attuale sembra dovuto ad una corruzione di Rimac, il fiume sul cui conoide è posta la città.

Sin dalla nascita fu capitale dei possedimenti spagnoli dell’America del Sud e per la sua vicinanza al mare fu centro del commercio con la Spagna tramite il vicino porto di Callao. Il disegno della città, tracciato dal conquistador Diego de Aguero, ha una chiara impronta rinascimentale, con vie intersecantesi ad angolo retto, lo spazio diviso in 117 isole comprendenti ciascuna 4 isolati che furono assegnati a tutti i compagni di Pizarro. E’ una città estesa che attualmente conta circa 8 milioni di abitanti, frutto di una vertiginosa crescita demografica che si è ripercossa sull’impianto urbanistico e in genere sugli aspetti formali, oggi assai disomogenei rispetto al passato coloniale.

Al di là del “centro storico” ha l’aspetto di una città che ha subito uno sviluppo tumultuoso e squilibrato, dovuto all’imponente fenomeno immigratorio di cui è diventata oggetto da decenni, da parte soprattutto della popolazione della Sierra.La costa di Lima è particolare, costituita da un’imponente banco alluvionale in alcuni punti alto anche cento metri, formato da terra, sabbia e ciottoli, incisa profondamente dalle rare piogge che provocano grandi smottamenti e ampliano una spiaggia formata da grossi sassi dilavati dalle onde dell’oceano.

Plaza de Armas Tracciata da Francisco Pizarro e nucleo primigenio della metropoli, secondo quanto stabilito a suo tempo dal conquistador, attorno al perimetro furono edificati gli edifici più importanti: la cattedrale, al lato opposto il potere civile, la sede della municipalità, antica sede del cabildo di Lima, ed inoltre il palazzo del governo con davanti la statua del conquistador Francisco Pizarro. Questa piazza è stata testimone di numerosi avvenimenti: nel 1541 vi si radunarono i fedeli dello strangolato Diego de Almagro, prima di entrare nella residenza di Pizarro per assassinarlo: a coltellate fu quasi decapitato.

.Al di là delle chiese e dei conventi, parecchie sono le costruzioni vecchie di Lima, La più antica è Casa Aliaga, situata accanto al palazzo del governo, costruita nel 1535 dal capitano Jeronimo, compagno di Pizarro, abitata tuttora dalla sedicesima generazione di questa famiglia. È costruita sopra un edificio preispanico e anticamente era composta da 78 camere. Superata l’entrata, si accede ai saloni di rappresentanza attraverso un’imponente scalinata. Ha subito i rimaneggiamenti di rito dovuti ai terremoti, alle diverse generazioni che si sono succedute, ma conserva ancora parte degli arredi originali, comprese le azulejos del 1500 che fanno da pavimento e zoccolo del salone del fondatore.

La cosiddetta Casa di Pilato risale al 1590 e ha visto avvicendarsi molti proprietari, tra i quali anche i Nicolini italiani. Due leggende cercano di chiarirne il nome. Una dice che in un tempo imprecisato fu la residenza di commercianti ebrei-portoghesi che profanavano immagini sacre. Un’altra vuole che il nome derivi dalla rassomiglianza della costruzione con la casa di Pilato di Siviglia. È una costruzione nella quale si riconoscono vari stili, dovuti ai successivi rimaneggiamenti.Splendido il palazzo del marchese di Torre Tagle, uno dei più sontuosi del Sudamerica, attuale sede del Ministero delle Relazioni Esterne. Edificato nel 1730 è l’evviva del barocco coloniale con influenze stilizzate sivigliane e orientali. Nella facciata esteriore spiccano verande in legno che sono una delle caratteristiche di tutte le città peruviane.

La costruzione, gli interni si avvalgono di materiali preziosi quali cedro, seta e marmi. Notevole anche la cosiddetta Casa Goyeneche o de Rada, casa coloniale di stile francese rococò che negli interni si avvale di stili diversi con un unico filo conduttore: le azulejos che fanno da zoccolo alle pareti.

Casa Courret in stile arte noveau e via via altri palazzi dai nomi altisonanti e con qualche leggenda, come quella della casa Osambela dal cui “mirador” posto sul tetto di dice che il commerciante Martìn controllasse il traffico delle sue barche nel porto del Callao, o quella della quinta de Presa che si dice abbia visto gli amori adulterini di un vecchio signore con la giovane artista Micaela Villegas.Non si può mancare piazza Italia, uno dei quattro punti dove José de San Martin proclamò l’indipendenza del Perù.

Prima di questo avvenimento, si chiamava piazza Sant’Anna, dal nome della chiesa che vi si affaccia. E prima che giungessero gli spagnoli, era un luogo sacro per i nativi. Al centro della piazza c’è una fontana barocca istallata nel 1617. Dei 48 quartieri in cui è divisa Lima, uno dei più moderni ed eleganti è quello di Miraflores. Posto al sud della città in riva al mare, si fa per dire perché l’oceano è 100 metri più in basso rispetto alla quota di costruzione del quartiere, è ben collegato con il centro attraverso il viale di Arequipa, e sorge nella zona che Pizarro aveva suddiviso fra gli spagnoli a spese degli indios e che con gli anni si era popolato di aziende agricole, attualmente è la zona più attrezzata di alberghi Uno dei suoi punti panoramici è il parco dell’Amore, in vista sull’oceano, è chiaramente ispirato all’architetto catalano Antoni Gaudì, creatore del parco Guell di Barcellona in Spagna.

Ica e Nazca

Ica è una piacevole cittádina coloniale di circa 160.000 abitanti, fu fondata da Jerónimo Luis De Cabrera nel 1563 ed é la capitale del Departamento di Ica. Si trova circa 305 km a sud di Lima e a 80  da Pisco, poco distante ci si imbarca per le Isole Ballestas  da Paracas. La strada Panamericana da Pisco si dirige verso l’interno salendo leggermente a Ica dove si trovano alcune chiese coloniali ed ‘un importante Museo .

Una delle escursioni piú intressanti é quella che conduce al cimitero delle Mummie situato a 30km da Nasca con ossa, teschi, mummie e frammenti di ceramiche e di stoffa risalenti al tardo periodo di Nasca. Le  rovine di Paradones  non sono ben conservate, ma gli acquedotti sotterranei costruiti dai Nasca vengono tutt’ora utilizzati per irrigare i vicini campi..La  Riserva  Pampas Galeras è stata istituita a protezione delle Vicugna  e si trova a 90km a est di Nasca ed é il luogo migliore del Perú in cui vedere questi animali.

Situati nella estesa arida pianura vicina alla città costiera di Nazca si trova uno dei grandi misteri dell’umanitá: un mosaico di gigantesche figure stilizzate- una scimmia, un ragno, un colibrí, fra le altre e figure geometriche visibili solo dal cielo. Si discute molto a proposito delle linee di Nazca, ma una realtà é indiscutibile: sorvolare la valle é una esperienza indimenticabile che fa nascere riflessioni profonde sullo sviluppo ed il messaggio dei nostri predecessori nel continente americano.  A Paracas si trovano animali ed uccelli come: pinguini, parìhuanas, piqueros, zarcillos e perfino condors andini e mammiferi come trichechi, gatti di mare, nutrie, delfini e balene. Partendo da Paracas si possono effettuare escursioni in barca alle isole Ballestas per vedere da vicino i trichechi, pinguini ed altre specie animali.

Arequipa

Arequipa si trova a un’altitudine di 2325 m nel deserto montuoso delle Ande occidentali, la panamericana si allontana dalla costa in prossimitá di Camaná e si dirige verso est in direzione delle Ande. A circa 135 km da Camaná, un desvio verso sud v est per 40km  arriva ad Arequipa. Con un 1.200.000 abitanti é la seconda cittá del Perú circondata da spettacolari montagne e vulcani. Il piú famoso di tutti e il vulcano Misti ” Il Signore” con i suoi 5825 m. A sinistra del Misti il vulcano Chachani con 6075 m. e a destra il Pichu Pichu leggermente piú basso.La cittá ha numerosi edifici dell’epoca Coloniale, molti sono stati costruiti con una roccía vulcanica di colore chiaro “Sillar” da qui il nome di cittá Bianca. Tra gli edifici piú importanti, La Cattedrale, la Compagnia, San Francisco, La Recoletta e il Monasterio da Santa Catalina. Il sobborgo di Yanahuara e conosciuto per la sua splendida vista sui tre vulcani prncipali di Arequipa. La laguna di Salinas si trova tra i monti Pichu Pichu e Ubinas ed é un lago salato che durante i mesi aridi compresi tra maggio e dicembre si trasforma in una piatta e bianca distesa di sale. Durante la stagione delle pioggie da gennaio a marzo si possono vedere varie speci di fenicotteri e altri uccelli acquatici delle Ande, ad una altitudine di 4300 m.Toro Muerto é una magnifico sito Archeologico consistente in centinaia di massi scolpiti “petroglifici scoperti nel 1951” e sparsi su circa 2 kmq. Gli Archeologi sono ancora incerti circa le origini culturali di questo luogo, si ritiene comunque che sia stato realizzato dalla Cultura Wari circa 1200 anni fa; si presume che fosse un gran Centro -magico religioso. Nella Valle dei Vulcani ci sono moltissimi crateri vulcanici circa 80 di varie dimensioni, dando la sensazione di un paesaggio lunare. La valle é lunga 65 km e circonda il villaggio di Andagua, vicino al monte Coropuna.

Valle del Colca

Si parte da Arequipa verso nord-ovest oltrepassando il vulcano Chachani e seguendo il tragitto della ferrovia. La strada prosegue attraversando Riserve Nazionali ad un’altitudine media di 3850 mt. Qui si avvistano spesso i vicuna. Più avanti si vedono alpaca e lama, quindi è possibile osservare tre dei quattro camelidi sudamericani; il guanaco è quasi scomparso da questa zona. La strada prosegue attraversando uno spoglio altipiano fino a un punto a 4800 mt di altitudine da cui si vedono le cime incappucciate di neve dell’Ampato (6288 m), poi con una discesa raggiunge Chivay, che dista 160 km da Arequipa. Situata a 3700 mt di altitudine, è il capoluogo della provincia di Caylloma.. A 60 km circa dopo Chivay e a un’ora da Capanaconde si giunge a un punto panoramico chiamato Cruz del Condor, dove spesso si vedono i condor delle Ande; il momento migliore per avvistarli è il mattino presto. Questo punto panoramico offre suggestive vedute, con il fiume che scorre 1200 mt più sotto. Sul lato opposto del canyon si erge il monte Mismi, alto circa 3200 mt.

Cuzco

La leggendaria Valle di Huatanay, fu popolata da insediamenti u da tempi remoti, successivamente fu sede della grande urbe pre-ispanica di Qosqo, Capitale dello Stato Andino del Tawantinsuyo, grande centro urbano, amministrativo, religioso e militare, dopo che al tempo della colonia una grande città sincretica indigeno-ispanica, capitale economico-militare del Viceregno del Perù, da cui prese il nome della «Muy Noble, Muy Leal Cabeza de los Reynos del Perù, Santiago del Cusco» Assai Nobile, Assai Leale Capo dei Regni del Perú, Santiago di Cusco. Durante il periodo repubblicano fu la sede del vero giuramento d’indipendenza e della prima prefettura del Perù, poi nel secolo XX fu onorata con il titolo di Capitale Archeologica del Sud America e Patrimonio Culturale dell’Umanità, città in cui nacquero i movimenti politico-sociali più rilevanti dell’America coloniale e repubblicana.Cusco si trova nella valle del fiume Huatanay, sulle Ande sudorientali del Perù, nella giurisdizione della provincia e del distretto di Cusco, generalmente il clima è gradevole d’ inverno   freddo asciutto . La temperatura media annuale è di 11º e  la stagione delle piogge dura da novembre a marzo, quella asciutta da aprile ad ottobre. La Cattedrale fu eretta inizialmente in quello che fu il Suntur Wasi, attualmente chiesa del «Triunfo», successivamente ne fu ordinata la costruzione sul terreno di Yiswarkancha, Palazzo dell’Inca Wiracocha . Nel 1556, Juan Manuel de Veramendi, iniziò l’opera, e fu sostituito posteriormente da Juan Correa, Miguel Gutiérrez Zancio, Francisco Becerra e Francisco Chávez y Arellano. Il terremoto del 1650 non arrecò danni all’opera, ma per precauzione si modificarono i progetti della facciata e del campanile, sopprimendo il terzo corpo della costruzione. La Cattedrale è composta da un piano orizzontale a forma di croce latina, con corridoi per le processioni dei passi perduti e per deambulare; ha una sala per il capitolo, tre navate, una sacrestia, dieci cappelle laterali e comunica con le chiese del «Triunfo» e «Jesús, María y José».La facciata esterna e quella interna son in stile rinascimentale. L’altezza massima è di 32,97 metri. L’interno è decorato con sculture in legno di cedro ed alisso, il Coro, il Pulpito, gli intarsi sul legno degli altari e dei mobili.Le pitture più rilevanti sono di pittori meticci, quadri di Diego Quispe Tito, Juan Espinoza de los Monteros, Antonio Sinchi Roca, Basilio Santa Cruz Pumacallo e di altri pittori anonimi.

Il Convento La Mercede fu fondato da frate Sebastián de Trujillo y Castañeda nel 1536, nella zona chiamata Llimpipata, evento confermato dalla Bolla Papale di Pio IX nel 1561.L’ antico chiostro e la chiesa funzionarono fino al 1650, data in cui a causa del terremoto si rese inabitabile. Nel 1675 terminò la costruzione a cui participarono in forma eminente architetti indigeni come Alonso Casay e Francisco Monya essendo i principali benefattori fra i tanti i Pizarro e gli Almagro.La Chiesa di Santo Domingo è dell’ ordine di Santo Domingo  fondato a  Cusco nel 1534. Fu il primo convento dell’ordine che si edificò nel Perù. La chiesa ed il convento vennero costruiti sul terreno che ospitò l’insieme delle opere di carattere religioso più importanti del Tawantinsuyo, il Qorikancha o Tempio del Sole.

La chiesa San Blas venne costruita nel secolo XVI e pertanto è la più antica di Cusco.La chiesta ospita le opere più straordinarie di falegnameria artistica «churrrigueresco» rococò spagnola.Nel convento si conserva una enorme pittura di 12 metri x 9, che rappresenta la genealogia dell’ordine francescano, eseguita da Juan Espinoza de los Monteros; inoltre si trovano altre opere pittoriche di Diego Quispe Tito, Basilio Santa Cruz, Antonio Sinchi Roca, Marcos Zapata ed altri.

Il Monastero di Santa Catalina venne fondato nel 1605 dalla signora Lucía de Padilla e Don Jerónimo Pacheco. L’architettura fa riferimento all’ultima tappa del rinascimento, con archi di stile romanico. Possiede una sala del capitolo ornata con affreschi murali ed altre opere d’arte di oreficeria, tessili e sculture dorate con nicchie barocche. A tutto ciò si aggiungono quadri importanti come quelli del pittore Juan Espinoza de los Monteros, e un gigantesco quadro rappresentante la Vergine della Assunzione e un altro della Glorificazione di Santa Caterma, opere di Lorenzo Sánchez.

La chiesa di San Pedro, fu costruita nell’anno 1668 sullo stesso terreno dell’Ospedale dei «Naturales» ,architetto più importante dell’opera fu Juan Tomás Túyro Túpac. La chiesa custodisce molte importanti opere d’arte come pitture, sculture, statue ed oggetti sacri bagnati in oro. li pulpito fu scolpito dallo stesso architetto costruttore

.Il Monastero di Santa Clara vfondato nel Viale di Santa Clara nel 1558, parteciparono nella costruzione architetti ed operai meticci, indiani ed il frate architetto Manuel Pablo, che concluse l’opera. Possiede un formidabile altare maggiore con specchi veneziani. 

La valle Sacra

Machu Picchu

Machu Picchu testimonia ancor oggi l’abilità architettonica degli Inca. La cittadella si trova a 2400 metri sul livello del mare, tra due montagne, una delle quali, l’Huayna Picchu, dà la posizione topografica della zona.  Il vero nome del luogo si è perso nel tempo. Machu Picchu è solo una denominazione geografica che significa “Montagna vecchia”, in contrapposizione all’altra, l’Huayna Picchu, che significa “Montagna giovane”. Forse potrebbero essere invece chiamate “Montagna grande” e “Montagna piccola”, in relazione alla loro grandezza.  Dalla sua scoperta, avvenuta nel 1911, Machu Picchui non ha mai smesso di essere un vero e proprio enigma archeologico, sul quale si formulano domande che forse resteranno per sempre senza risposta. Lo studioso Hiram Bingham scoprì Machu Picchu il 24 luglio 1911, durante una spedizione organizzata dall’Università di Yale. In realtà la sua ricerca aveva come fine il ritrovamento della leggendaria città di Vilcabamba, che fu il baluardo della resistenza dei discendenti dei sovrani inca contro i conquistatori spagnoli  tra i1536 e il  1572.Machu Picclu si divide in due grandi settori, ciascuno dei quali ha una struttura architettonica differente, a seconda della funzione a cui era destinato: un settore agricolo e un settore urbano. Il settore agricolo è caratterizzato da coltivazioni a forma di terrapieni, alcune strette, altre più ampie, che formano una scalinata sui fianchi della montagna. Esistono anche terrazze più piccole che probabilmente non erano destinate all’agricoltura ed altre un popiù grandi che dovevano essere solo piattaforme di sostegno per le costruzioni. Le terrazze più grandi superano i 4 metri d’altezza. Delle scale di pietra inserite nei muri portano da un livello all’altro.Il nucleo centrale di Machu Picclui si stende su una lunghezza di 800 metri, la metà dei quali era destinata all’agricoltura. Il settore urbano comprende una grande piazza fiancheggiata a est e a ovest da due gruppi di costruzioni con strade a scalinata che sommano un totale di 3000 gradini, un sistema idraulico di canali molto complesso, delle piazzette e degli accessi, ossia un insieme di costruzioni più o meno grandi che sono testimonianza di una notevole capacità. Le costruzioni sono rettangolari e di un piano; tutte seguono un disegno-base comune. Spesso se ne trovano alcune con tre sole pareti; queste ultime sono chiamate “Masma” o “Huayrana”. Il portone e le finestre, secondo il modello architettonico incaico, sono trapezoidali, come pure le nicchie dei muri, in cui si collocavano gli idoli o altri oggetti. I tetti erano a uno o due spioventi, secondo la struttura della casa, ed erano coperti da tronchi d’albero e paglia (“ichu”). Nei punti critici dei muri erano inserite delle pietre, in modo tale da assicurare il tetto alla costruzione. Quasi tutte le pietre erano di granito e provenivano dalle zone vicine. Erano tagliate usando la tecnica incaica della scissione della pietra e, probabilmente, erano levigate con la sabbia. La finitura delle pietre era molto variabile; tra un edificio e l’altro e, a volte, perfino nel medesimo muro si possono vedere differenze tecniche ed estetiche notevoli.Varie ragioni fanno pensare che originalmente i muri fossero ricoperti d’argilla; però anche solo con il taglio, la levigatura delle pietre e la loro unione senza connessioni si sono ottenute pareti di grande bellezza. Un esempio notevole dell’arte architettonica incaica è la parete centrale del Tempio Principale: i suoi blocchi si incastrano l’uno nell’altro con tale perfezione che possono essere solo il risultato di un complicato studio dei piani concavo e convesso, simile ad un puzzle di difficile soluzione. La perfezione delle pareti di Machu Picchu supera ogni immaginazione, tanto da dar origine a spiegazioni mitiche, come la leggenda secondo la quale l’uccello Kak’aqllu avrebbe scoperto il segreto degli artigiani di Machu Picchu. però gli tagliarono la lingua, perché non lo rivelasse ai posteri. 0 l’altra leggenda che parla di una pianta magica le cui foglie avevano il potere di sciogliere la pietra, permettendo così di plasmarla con tanta perfezione nella forma desiderata.Si trovano anche delle figure scolpite, soprattutto in caverne. Esse avevano generalmente forme geometriche, ottenibili solo con una gran padronanza tecnica nel lavoro di taglio. A volte la scultura e l’architettura si fondono, come nella Tomba Reale. Comunemente si parla di Machu Picchu come di una città, anche se gli abissi e le muraglie che la circondano, rendendola difficilmente accessibile, fanno pensare piuttosto ad una cittadella fortificata. Pisac è nella valle del fiume Urubamba viene comunemente chiamata El Valle Sagrado de los Incas. Si trova circa 15 km a nord di Cusco in linea d’aria e gode di un clima piacevole grazie all’altitudine, inferiore di 600 mt a quella di Cusco. I luoghi più interessanti della valle sono la località di Pisac e le rovine di Ollantaytambo. Per gran parte della settimana la Pisac coloniale è una tranquilla località andina che offre poco da fare oltre a sedersi nella piazza o andare nella panetteria a comprare del pane fresco, appena estratto dal vecchio forno di argilla. Il villaggio si anima la domenica e il martedì quando si svolge il suo famoso mercato, per il quale giungono da miglia e miglia di distanza abitanti locali vestiti con gli indumenti tradizionali. Benché sia una grande attrazione turistica, questo pittoresco e brulicante mercato ha conservato almeno in parte la sua atmosfera tradizionale. Ollantaytambo segna la fine della strada della Valle Sacra ed è un importante sito Inca. E’ una massiccia fortezza ed è uno dei pochi luoghi in cui gli spagnoli persero un’importante battaglia durante la conquista. Manco Inca si ritirò qui dopo la sconfitta di Sacsayhuaman. Le grandi e ripide terrazze poste a difesa della fortezza sono spettacolari. La zona del tempio è in cima alle terrazze. La pietra usata per queste costruzioni veniva estratta in una cava posta sul fianco della montagna a 6 km di distanza. Il trasporto degli enormi blocchi di pietra dalla cava al sito era un’impresa notevole che richiedeva il lavoro di migliaia di indios e per attraversare il fiume gli incas adottarono una tecnica sorprendente: invece di trascinarli li lasciavano accanto al fiume, poi deviavano il corso dell’acqua facendola passare al di là dei blocchi.

Tarapoto

La città si trova nelle valli dei fiumi Cumbaza e Shilcayo ed è il centro delle reti terrestri e aeree tra la sierra, la costa e l’oriente peruviano. Tarapoto, fondata nel 1782 da Baltazar Martinez Jimenez de Compañom, è circondata da magnifici posti turistici. La zona balnearia di Cunbaza, i resti archeologici e i disegni su pietra di Polish, con motivi di piante e di animali, le cascate di Ahuashiyacu e la Laguna Venecia, sono solo alcuni dei suoi magnifici luoghi. Nella chiamata “Città delle Palme” iniziano i circuiti che permettono di scoprire Moyobamba, la capitale del dipartimento incastrata nella Valle dell’Alto Mayo o Valle delle Orchidee, la provincia di Lama, un villaggio che conserva tradizioni immemorabili; e il lago Azul e il Lago Lindo, specchi d’acqua di singolare bellezza. A causa della sua posizione strategica, per lo sviluppo economico e turistico, Tarapoto è anche la porta di accesso alla Cittadella di Kuelap, nel dipartimento di Amazonas, un’enorme fortezza di pietra di 584 metri di lunghezza e 110 di ampiezza costruita sulla cima di una montagna.

Il dipartimento di San Martin è uno dei luoghi del Perù con maggiori attrazioni turistiche sia naturali sia archeologiche. Tenendo come “base delle operazioni” Tarapoto, potrà conoscere Moyobamba, Rioja, Lamas e, inoltre, la cittadella preinca di Kuelap, nel vicino dipartimento di Amazonas. La vita notturna di Tarapoto soddisfa tutti i gusti. Nelle discoteche e pub potrà divertirsi a ritmo di rock, salsa, vallenatos colombiani e samba brasiliana. Nei dintorni vi è il Lago Azul o Lago di Sauce, si trova nel distretto di El Sauce, a 16 chilometri dal margine destro del fiume Huallaga.  Il Lago Azul è uno dei posti più belli della zona; inoltre è ideale per gli sport acquatici. Esistono canoe, barche a vele, moto acquatiche, sci e tutto il necessario per la pesca. Balneario de Cumbaza è  sulle rive del fiume omonimo a 5 chilometri da Tarapoto. A Polish si possono apprezzare motivi di animali e piante incise su blocchi di pietra, la c ascata di Ahuashiyacu di  35 metri si trova a 14 chilometri da Tarapoto, per arrivare ai esiste un circuito di scalinate in pietra e ponti di legno.Moyabamba è la capitale del dipartimento di San Martin si trova a tre ore da Tarapoto. Fondata nel 1542 è la città più antica della foresta. Nota per i vivai multicolori di orchidee, le cascate di Gera, che hanno una caduta di 60 metri ed è una delle più note del paese; i Bagni Termali di San Mateo. Lamas è a 25 chilometri da Tarapoto, è un antico villaggio i cui abitanti conservano tradizioni e abitudini dei propri antenati. Gli abitanti di Lamas discendono dai Chancas che, essendo stati vinti dagli inca nell’intento di prendere Cusco, si rifugiarono in questo settore dell’Amazzonia. Rioja è  chiamata la Città dei Cappelli ha delle attrazioni turistiche come la grotta dei Huácaros, con un’entrata di 8 metri di diametro; il Santuario di Amazonas che, per l’abbondanza di stalattiti e stalagmiti, è interessante per gli amanti della speleologia. Da Tarapoto si può arrivare alla  favolosa città fortificata di Kuelap costruita dai chachapoyas, via terrestre da Moyabamba a Rioja, Nueva Cajamarca, Pomacocha, un bel lago navigabile di tre chilometri di diametro, e Tingo.

Tingo Kuelap

Esistono due rotte per arrivare a Kuelap. Una ha come punto di partenza la città di Chachapoyas, capitale del dipartimento di Amazonas (alla quale si arriva da Lima per terra o con un aereo e su strada), o la città di Tarapoto (dove si arriva per via aerea da Lima), nel vicino dipartimento di San Martin.Da Chachapoyas si deve prendere un automobile che si diriga alla località di Tingo. Dopo quattro ore di viaggio si arriva al termine del percorso transitabile. A questo punto si sale alla città di Kuelap, posta sulla cima di una montagna, attraverso una scalinata circondata da orquidee. Il tragitto dura circa 20 minuti.Gli amanti del trekking possono fare il percorso a piedi dopo un lungo tragitto con soste nei villaggi di Corazón de Jesus, Huaychapampa, Juscubambo – dove si trovano i sarcofagi di Karajía – e Tingo. Se il punto di partenza è Tarapoto si deve arrivare per via terra fino a Tingo, passando per le città di Moyobamba, Rioja, Nueva Cajamarca, e il lago navigabile di Pomacocha, di oltre tre chilometri e che offre tutte le garanzie per la pratica della vela e del remo. A Tingo si può continuare il tragitto per via terrestre fino alla fine della rotta o si può fare a piedi in circa due ore di cammino. I Sachapuyos edificarono imponenti cittadelle sulle cime delle montagne per sfruttare al massimo le terre coltivabili. I tempi e le fortezze di pietra si armonizzavano con l’incommensurabile bellezza paesaggistica della regione. Un esempio della grandezza di questo popolo di cui si conosce molto poco, è la città fortificata di Kuelap, una gioia che risplende a 3 mila metri di altezza. La città di Kuelap, nel dipartimento di Amazonas, è unica per le sue caratteristiche e non può essere paragonata con nessuno dei resti archeologici del Perù. Il suo nome deriva dalla formazione della parola “Cónlap”, che è la denominazione di un popolo che abitava nella zona e pagava i tributi agli spagnoli nel 1591. Kuelap è formata da una serie di terrazze da 15 a 20 metri di ampiezza, sulle quali si ergono dei formidabili muri inclinati. Risaltano le entrate a forma di imbuto, con un’ampiezza di tre metri nella parte esterna e settanta centimetri all’interno. Alcuni studiosi rimarcano che la città, scoperta nel 1841 dal giudice di prima istanza Juan Crisostomo Nieto, fu abitata tra gli anni 500 e 1000 D. C. e che per la sua costruzione furono impiegati 25 milioni di metri cubuci di materiale, tre volte tanto il volume impiegato nella costruzione della piramide di Keope in Egitto. Gli abitanti di Kuelap abbandonarono la città in massa prima dell’arrivo degli spagnoli, per ragione fino ad oggi sconosciute. Lo studioso italiano Antonio Raimondi, il primo a studiare la zona nel 1860, trovò sul posto uno scheletro di un uomo di due metri di statura e cranei con capiglitura rossa, un mistero non ancora decifrato fino ai nostri giorni. A Kuelap c’è ancora molto da scoprire e ricercare. Per ora questa città di 584 metri di lunghezza e 110 metri di ampiezza e dalle mura alte 20 metri, è coperta da un velo di enigma e mistero che invade qualsiasi persona la visiti. Nel distretto di Tingo, provincia di Luya, nel dipartimento di Amazonas, si trova la città preispanica di Kuelap, divisa in due settori: il villaggio basso e quello alto. A Kuelap si può apprezzare tutta la sapienza e le conoscenze dei suoi enigmatici abitanti, i Sachapuyos, che costruirono la città in cima a una montagna con l’obiettivo di controllare l’accesso e l’uscita dei propri abitanti e sfruttare le lande come aree di coltivazione.Fondamentalmente la città di Kuelap consta di due piattaforme artificiali gigantesche sovrapposte, sulle quali si erge il centro abitato. Ha tre entrate, due delle quali a Est. La terza si trova nel settore opposto.Magnifiche sono le sue muraglie difensive di pietra calcarea che raggiungono i 20 metri di altezza e delimitano il “villaggio basso” e il “villaggio alto”. Il Villaggio Basso: è formato da 335 strutture circolari. Si evidenzia all’estremo sud una costruzione a forma di cono inverso, chiamata il Tintero, alto 505 metri e con un diametro di 13.7 metri. All’interno c’è una camera a forma di bottiglia di oltre 5 metri di profondità. Si crede che sia stato un edificio cerimoniale. Nel Villaggio Alto esistono 80 costruzioni di pietra. Le più importanti sono il Castello e la Torre. Il primo è composta da tre piattaforme sovrapposte: il suo scopo era cerimoniale. Il Torrione, a Nord del Villaggio Alto, è alto sette metri ed è una costruzione difensiva. Offre una stupenda vista panoramica del posto.

Amazzonia

Iquitos

A Iquitos si congiungono le acque di due grandi fiumi, l’Ucayali ed il Marañon formando il potente fiume delle Amazzoni che scorre per 3500 kmt attraverso la «selva” (foresta sudamericana) fino all’Oceano Atlantico, dove sfocia la quinta parte delle acque di tutto A mondo.  Alcuni dei fiumi che lo formano sono più abbondanti d’acqua che qualsiasi altro al mondo, il fiume delle Amazzoni, é cosi largo che a volte é difficile vedere una sponda dall’altra. Iquitos é il posto ideale per iniziare la esplorazione di questa grande forza della natura. Partendo dalla città ci sono varie forme per conoscere il fiume e la selva. Si può andare via fiume a gli alberghi turistíchi ricavati dalla selva stessa o visitare le popolazioni indigene come i Yaguas e i Boras, che conservano orgogliosamente fino a nostri giorni le loro antiche abitudini. Si possono anche esplorare gli interessanti affluenti e le splendide isole del fiume delle Amazzoní o dilettarsi con la pesca sportiva. La scelta più comoda ed elegante é quella d’un viaggio di quattro giorni fino alla frontiera brasiliana  o sette giorni andata e ritorno  in una lussuosa crociera lungo il fiume – alcune navi classiche che datano dallo scorso secolo sono state rifatte – effetuando escursioni in piccole barche ai villaggi degli indigeni od addentrandosi negli affluenti. Viaggiare per due giorni salendo il fiume fino alla Riserva Nazionale Pacaya-Samiria, dove la fauna abbonda, é la forma migliore per conoscere la vera selva vergine e naturale. La città d’Iquitos visse la epoca d’oro del caucciù nel XIX secolo e conserva ancor’oggi, nell’architettura dei suoi edifici, l’incanto dell’epoca. In Iquitos si può godere di una ricca vita notturna e di piatti tipici a base di verdure, frutta e pesce della selva. Da aprile a ottobre sono i mesi migliori per evitare le piogge. Di giorno caldo ed umidità molto forti, notti fresche, piogge torrenziali.

Puerto Maldonado

Qui si trova il Parco nazionale Manu, la grande riserva naturale amazzonica sulla sponda orientale delle Ande. Manu possiede la più grande ricchezza biologica del mondo con centinaia di specie di uccelli, scimmie, felini, serpenti e pesci, ed una stupefacente varietá di piante e fiori.

La varietá biologica del Manu é tale che gli scientifici hanno appena incominciato a scoprirla e classificarla. In un solo ettaro di terreno si sono trovati più di 250 specie di alberi. Riconosciuto dall’Unesco come “Patrimonio naturale dell’umanítá” e “Riserva di biosfera”, il Manu é un campione di selva vergine lontano della “civiltá”. Nel labirinto di fiumi e lagune “cochas”  si scopre un mondo ogni momento più sorprendente ed affascinante, in cui -diversamente da altre zone della selva dove c’é stata la caccia- si osserva che molti animali non hanno paura della presenza dell’uomo. Il viaggio che da Cusco porta al Manu é bellissimo, passa sulle cime delle Ande -dove dall’osservatorio di Tres Cruces si può godere l’alba sulla selva- e scendendo si possono scoprire i vari piani. ecologici fino alla grande pianura amazzonica. Si entra al parco nazionale rimontando la corrente del fiume Manu per riposare finalmente in un villaggio turistico o campeggiare su una delle sponde del fiume. Oltre al Manu, si possono visitare altre zone naturali della selva sud, come la zona riservata Tambopata-Candamo, di recente creazione, vicino alla città di Puerto Maldonado.

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