La Via Romea

La Via Romea


In epoca romana una delle strade consolari più importanti era la Po­pilia, che doveva il nome al console Publio Popilio Lenate che, passando per Ravenna, collegava Rimini con Aqui­leia, divenne ancora più importante quando Ravenna divenne capitale dell’ Impero d’ Occi­dente, poi fu la triste via delle invasioni barba­riche e quella delle popolazioni che fuggivano.Al termine delle sanguinose invasioni che sconvolsero l’ Italia il sovrano Teodosio II impose la nuova pax e la figlia Galla Placidia restaurò la strada e ne cambiò l’ antico nome di Popilia in  Reina o Regina.Con il trionfo del cristianesimo, Roma divenne capitale spirituale del nuovo mondo e  meta principale di pellegrini romeus, che venivano da ogni parte d’ Europa e da Oriente percorrendo qulla via che divenne così la Via Romea , ancora oggi il suo percorso è simile a quello antico ed è uno dei più affascinanti itinerari culturali e turistici in Italia, con indimenticabili tappe che con­servano intatto l’ incanto del passato. Partendo da Cesenatico con il suo suggestivo porto sulla costa della Romagna dove ancora le vecchie barche attraccano sul canale spiegando le vele colorate, a cinque chilometri prima di Ravenna si trova la Basilica di Classe  del VI secolo un complesso imponente, dominato da un bel campanile rotondo del X secolo decorato all’ interno di splendidi mo­saici bizantini, per la cui visita, come per altri munumenti della regione, non occorrono guide, sostituite da apparecchi forniti di auricolari in più lingue che descrivono storia, cultura ed arte del grande complesso architettonico.Nei pressi all’ epoca di Roma imperiale sorgeva il porto di Augusto e uno dei primi vescovi della cristianità, il martire Apollinare, fondò la più antica Chiesa di Ravenna, fu santificato per il suo sacrificio e venne edificata la splendida Basilica di Apolinnare.L’ antica Via Romea  continua dove sorse  Ravenna verso il por­to, dove si erge il Mausoleo di Teodorico, re degli Ostrogoti che qui pose la sua capitale in Italia nel 490 al quale succedette la figlia Amalasunta.Sulla grande cupola di marmo vi è una crepa che secondo la leggenda si aprì per il fulmine che uccise Teodorico che vi si era rifugiato, perché era stato predetto che sarebbe stato colpito in tal modo durante un temporale.Ravenna è splendida ed unica al mondo per il suo straordinario patrimonio artistico e architettonico bizantino, indimenticabili i mosaici di S. Apollinare Nuo­vo su via Roma nei pressi del Palazzo di Teo­dorico dall’ imponente facciata, non distante su via Negri la tomba di Dante e la chiesa di San Francesco che accolse per prima le spoglie del Sommo Poeta prima della costruzione della sua tomba.Qulsiasi visita di Ravenna, anche se breve, non può tralasciare l’ antico quartiere dove si erge la più maestosa chiesa bizantina italiana di San Vitale dall’ imponente e raffinata architettura, le splendide decorazioni e mosaici.Vicino si erge il Mausoleo della madre dell’ imperatore Valentiniano III Galla Placida, che regnò sull’ Impero Romano d’ Occidente fino alla maggiore età dell’ altrettanto celebre figlio, all’ interno del quale si ripropongono decorazioni e mosaici che furono la più alta espressione artistica della civiltà bizantina da Ravenna a Costantinopoli.Dall’ indimenticabile Ravenna la Via Romea prosegue a nord per Porto Garibaldi, nella zona che vide le gesta dell’ eroe dell’ indipendenza italiana e sua moglie Anita nella loro leggendaria fuga tra le paludi padane.A circa dodici chilometri dall’ antica via verso Ostellato Ferrara, si stende la necropoli di Spina, l’ antichissima e misteriosa città fondata dai greci e ampliata dagli Etruschi che fu fiorente porto sull’ Adriatico le cui acque lambivano questa terra a lungo prima che si ritirassero.Nel 70 d.C. la città scomparve misteriosamente e se ne perse memoria, solo nel 1922 durante la bonifica delle paludi di Comacchio fu rinvenuta la necropoli del VI sec. a.C., i cui reperti si possono ammirare al Museo Archeologico di Ferrara, ma solo nel 1956 i rilevamenti aerei rivelarono che lontano dalla necropoli si stendeva la città quasi leggendaria sommersa dalla laguna che ancora conserva i suoi segreti.Riprendendo la Via Romea, che qui corre nell’ entroterra della costa turistica dei Lidi Ferraresi, si trova la magnifica Abbazia di Pomposa del XI secolo fondata dai  Benedettini che divenne luogo di pellegrinaggio e penitenza di ricchi mercanti e potenti notabili per tutto il medioevo.Pomposa fu anche la culla della musica medioevale e vi risuonavano i cori dei giovani che cantavano le lodi al Signore ed ai santi, sembra che proprio ascoltando l’ Inno a San Giovanni nel 1026 Guido d’ Arezzo elaborò per la prima volta le sue celebri note che cambiarono la musica.Da Pomposa si stende il lussureggiante bosco di Mesola fino al mare, vasta oasi naturalistica popolata da uccelli, daini e altri animali, che  i raffinati Estensi, signori della regione fino al Rinascimento definirono come una delle Delizie del regno, ai cui margini si erge il possente ed elegante Castello Estense del 1583 .Lasciando la Via Romea si penetra nelle suggestive Valli di Comacchio, le antiche paludi che sono splendido abitat per numerose specie animali e uccelli acquatici che animano questo splendido territorio sospeso tra acqua e terra per tutto il giorno fino ai magnifici tramonti sulla pianura.Al centro l’ incantevole cittadina di Comacchio con i suoi canali dove affacciano antiche case e palazzi e dove il tempo sembra essersi fermato da secoli, patria delle anguille e dalla notevole tradizione gastronomica che riempie le piccole vecchie  trattorie per gustare anche questo aspetto della cultura romagnola.La natura e l’ atmosfera delle  Valli di Comacchio annunciano il vasto Delta del Po, dove il più grande fiume italiano entra nell’ Adriatico nella suggestiva distesa della vegetazione fluviale sotto il cielo popolato da migliaia di uccelli , gli antichi cascinali, i vecchi fari e i ruderi di fortificazioni.Qui lo sguardo si perde all’ orizzonte  sull’ immensa pianura che confonde il fiume, la terra e il mare in un unico grandioso ambiente naturale dove attendere il calare del sole che ripropone quotidianamente magnifici tramonti è un suggestivo obbligo a cui nessun visitatore può sottrarsi.L’ ultimo tratto della Via Romea  continua per una trentina di chilo­metri nella pianura padana fino al lembo meridionale della grande laguna di Venezia, popolata fin dal neolitico, dove si sono succeduti gli antichi veneti, etruschi, romani, Bizantini, invasioni barbariche, principati medioevali e rinascimentali e che ha visto lo scorrere della storia d’ Italia fin dalle origini.Da quegli insediamenti sorse la splendida Chioggia, la Piccola Venezia, gioiello architettonico e artistico unico la cui posizione strategica sull’ Adriatico l’ ha fatta oggetto di invasioni e saccheggi, tra i quali quello dei Genovesi che la sconvolse nel 1379 durante la lunga guerra delle Città Marinare contro Venezia.

La storia della piccola sorella di Venezia fu sempre legata a quella della splendida e fiera Repubblica Serenissima, così come le tradizioni, arte ed architettura, come testimonia la sua stupenda struttura urbanistica con i gli antichi quartiri intersecati dai canali dove ormeggiano le barche, piccoli ponti, porticati sormontati da case e palazzi riccamente decorati.Oltre il bellissimo Ponte Lungo si apre la Piazza Vescovile con le facciate degli antichi palazzi di nobili e mercanti e ornata da statue del settecento, proseguendo poi per il medioevale Corso del Popolo e il raffinato Duomo del XII secolo, poco distante e case patrizie e i vicoli descritti da Goldoni che, assieme ad altri artisti, era ospite nell’ elegante palazzo della pittrice Rosalba Carriera in quel grande fervore culturale che fu il settecento veneziano.Tra le raffinate facciate delle case che affacciano sul Corso del Popolo, quella gotica chiamata Granaio è impreziosita da Madonna di lacopo Sansovino, una passeggiata a ritroso nella storia di questa splendida cittadina tra case, palazzi, piccoli ponti che giunge all’ ultimo arco gotico di candido marmo che collega le sponde del canale prima che entri nel mare della laguna e dove attendere anche qui uno di quegli splendidi tramonti che accompagnano quotidianamente da sempre i viaggiatori sull’ antica Via Romea.

© Paolo Del Papa da “Le Vie della Fede”

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