Grandi itinerari

In Europa

Islanda

La terra dei Vikinghi Nel Libro degli Islandesi Íslendingabók il cronista Þorgilsson del  XI secolo  racconta che quasi duecento anni prima su una nuova  rotta vikinga tre navi drakar  comandati da Vilgerðarson iniziarono la  scoperta di una terra fertile dalla costa frastagliata, il suo compagno Faxi si fermò nella baia che prese il suo nome Faxaflói  dove sorse poi Reykjavík, mentre lui  proseguì nel Vestfirðir  e dopo passato il rigido inverno si inoltrarono nell’ interno scoprendo montagne, vallate e fiordi ghiacciati e così quell’ isola fu chiamata Terra dei Ghiacci Islanda. Giunsero poi coloni sulle coste e i fiordi meridionali spingendosi poi verso la Baia Fumosa  Reykjavìk  dove trovarono monaci cristiani irlandesi chiamati Papar che lasciarono l’ isola ai nuovi arrivati.  Nel

Esplorazioni

L’America di Alexander von Humboldt

Alexander von Humboldt fu eclettico erede dell’Illuminismo europeo e del Romanticismo fucina di ideali, che aveva protagonista Goethe con la sua opera letteraria e l’originale concezione della scienza , le riflessioni dell’idealismo tedesco di Fichte e il contemporaneo Schelling, fino al pensiero rivoluzionario di Hegel. In quel laboratorio del pensiero a lui contemporaneo era cultore della natura nella supremazia della ragione e il trionfo della scienza, ne ho tratta ispirazione nei miei viaggi in America cercando di seguirne gli itinerari, così come ho fatto per gli altri protagonisti delle esplorazioni nel resto del mondo.   Alexander von Humboldt Fratello minore del filosofo e linguista Wilhelm fondatore dell’omonima Università berlinese, Alexander von Humboldt si perfezionò in botanica e zoologia con George Forster,

Grandi itinerari

Via del Nilo: tra sorgenti e cascate

Il fiume Nilo scorre per seimila e seicentosettanta chilometri dal cuore dell’ Africa al Mediterraneo, è il secondo corso d’acqua più lungo del mondo e l’ interminabile bacino fu la prima via trovata dall’uomo per muoversi dalla sua culla e raggiungere lentamente il resto del mondo, se è vero che egli lasciò il suo originario stato animale nelle savane africane e divenne sapiens per prendere possesso della terra. Risalirne il corso è un viaggio a ritroso nella storia fino a dove si confonde con il mito ed essa sfuma, avvicinandosi alle sue sorgenti nelle profondità dell’ Africa, dalla civiltà alla comunità umana che si perde in villaggi, tribù e clan, poi negli accampamenti dei nomadi e infine nei rifugi nascosti degli ultimi

Vie della storia

Le vie della storia

Le Vie della Storia sono quelle dei popoli, migrazioni,eventi e personaggi che hanno fatto la storia , il diffondersi di  culture, tradizioni e religioni, dei viaggi ed esplorazioni  che  hanno reso più vasto il mondo, ma hanno irreversibilmente compromesso l’esistenza di etnie e culture travolte, storia parallela di quei popoli vinti e del loro impatto con un mondo estraneo, su quelle vie ho cercato ciò che ne è rimasto si è celato nelle nicchie del mondo. Le Vie della Storia hanno sempre ispirato i miei studi e viaggi in ogni angolo del mondo e ne è nata una vasta opera su un’ approfondita ricerca storica e soprattutto la conoscenza diretta delle varie regioni interessate, per anni ho percorso tutte quelle

Nelle Americhe

Vie dell’ Amazzonia

Tra i vari viaggi in America gli itinerari sulle vie amazzoniche che ne hanno permesso la penetrazione devastando ambienti e popolazioni mi hanno svelato uno straordinario territorio ormai irreversibilmente violentato nella sua natura e le popolazioni che ci vivono. Tra essi un lunghissimo percorso dalla Guyana venezuelana attraverso l’ amazzonia brasiliana per le foreste della Bolivia e l’amazzonia del Perù a testimoniare ciò che sopravvive dei devastanti mutamenti ambientali e i popoli indigeni che ne sono progressivamente travolti. Tra la Guayana e l’ Orinoco Nella  Guayana venezuelana a Puerto Ordaz parte un itinerario nella regione Bolìvar per la ruta de la Gran Sabana passando per Upata, il centro si Guasipati e il capoluogo El  Callao nel distretto di Roscio dove

Culture

Wahorani Aucas

A metà degli anni ottanta un minuscolo gruppo di indigeni Whaorani vivevano nomadi nella foresta lungo il rio Cononaco che scorre nell’ Amazzonia tra Ecuador e Perù, all’ epoca non erano stati ancora avvicinati e decisi di organizzare una spedizione per entrare in contatto con loro e documentarne la sopravvivenza minacciata dalla ricerca di giacimenti petroliferi nel loro territorio. Sono stato accolto e ho vissuto alcuni giorni nella loro comunità tra le più isolate al mondo per raccontarne il diritto all’ esistenza nel territorio minacciato, ripromettendomi di non rivelarne l’ ubicazione e come acquisire la fiducia di questa gente affinchè rimanessero indisturbati. Una paio di anni dopo è uscito un documentario annunciato come “straordinario” del National Geographic realizzato con gran

Asia

Da Giava a Bali

Civiltà giavanese Giava si stende per un migliaio di chilometri ad est di Sumatra oltre lo stretto della Sonda, dove emergono alcuni picchi vulcanici tra i quali il Krakatau, protagonista di una delle più terrificanti eruzioni della storia nel 1883 che devastò lo stretto, sterminò la popolazione e oscurò il cielo per mesi, scagliando massi a centinaia di chilometri. Esso fa parte del centinaio di vulcani, in gran parte attivi o latenti, che dominano le montagne giavanesi da ovest ad est coperti da fitta vegetazione e separati da profonde valli, dove da millenni gli abitanti hanno strappato alla foresta le loro piantagioni, concentrandosi nella lunga pianura alluvionale del nord stendendo per secoli le ordinate risaie con terrazzamenti sui rilievi che

Grandi itinerari

Ande tra i Figli del Sole

Figli del Sole Allora per la scala della terra sono salito,/fra gli atroci meandri delle selve sperdute,/sino a te, Machu Pichu./ Alta città di pietre a scalinata,/dimora degli esseri che il terrestre/non poté celare nelle vesti assonnate. Pablo Neruda così canta l’ Alturas de Machu Picchu nei suoi  Poemas del Alma  e i versi più d’ ogni altro studio mi hanno accompagnato la prima volta che sono salito per l’ antico Qhapaq Ñan del  camino inca, suprema memoria di quella cultura che ho ritrovato cercandola tra gli indios andini. A differenza di altre civiltà  precolombiane  scomparse, degli Incas non rimangono solo muti siti archeologici del vasto impero Tahuantinsuyu, ma un patrimonio culturale ancora molto vivo tra gli Indios andini sopravvissuto

Nelle Americhe

Attraverso le Ande

Via dei conquistadores Nel primo periodo della colonia spagnola in  Peru, iniziarono i contrasti tra il sanguinario Pizarro e il degno compagno Diego de Almagro che avevano travolto e conquistato il vasto impero Tahuantinsuyo degli Incas e, prima dello scontro diretto che insanguinò il Peru per undici anni, fu nominato governatore dei territori più meridionali del Vicereame e nel 1535 partì dalla capitale Cuzco sulla strada incaica imperiale del sud con qualche centinaio di armati verso gli sconosciuti altipiani boliviani. Seguì la via che sale ad oltre tremila metri a Puno e continua ai quattromila del lago Titicaca, dove trovò i resti dell’antica città di Tiahuanaco e i villaggi indigeni Aymara, dove poi fu edificata La Paz. Proseguì nel freddo

Nelle Americhe

Vie dell’ Eldorado

Colombia Dalla zona più settentrionale delle Ande,nella sierra di Santa Marta in Colombia , parte un lunghissimo itinerario ideale sulle vie dell’ Eldorado , era l’antico territorio dei Taironas fin dall’ VIII sec. dopo Cristo e molto prima che gli Incas costruissero le loro strade. Essi svilupparono una civiltà raffinata e perfettamente integrata all’ambiente naturale e nel 1976 ne fu scoperta la capitale nascosta nella foresta della sierra da Alvaro Soto Holgun, la “Ciudad Perdida”, forse una delle tante di cui parlano le leggende indios nascoste nelle zone più inaccessibili del sud America, il cui mito ancora appassiona archeologi,studiosi e viaggiatori. Tra la costa caraibica e le Ande colombiane, i Taironas avevano creato una grande quantità di piccoli centri urbani