Oceania

Oceania

Viaggio in Antartide: il continente polare

Nella secolare  avventura delle esplorazioni oceaniche si è cercata a lungo un’ incognita  Terra Australis che s’ è rivelato un continente alle estremità  meridionali del mondo  dalla storia più recente di tutti, iniziata con l’ epica epoca della sua scoperta. L’ Antartide  è il più inospitale e freddo della terra dal clima estremo circondato dal suo gelido Oceano  tempestoso con le coste ove si allungano vaste piattaforme ghiacciate  sulla banchisa che si frantuma nelle migliaia di lastre  del Pack tra marzo ed aprile mentre si staccano  enormi iceberg  che galleggiano alla deriva. All’ interno la  calotta glaciale che circonda il Polo sud iniziata a formarsi da venti milioni di anni,  spessa tra i due  e i quattro chilometri che costituisce

Oceania

Nuove Ebridi

All’estremo sud dell’arco vulcanico melanesiano una sessantina di isole ed isolotti si inseguono nel mare corallino per novecento chilometri, dalle più settentrionali Torres  e isole Banks a Pentecoste, da  Ambrym  alle Matthew, sorte da antichi movimenti della terra ancora non sopiti e come montagne emerse dall’oceano si staccano imponenti all’orizzonte dei navigatori, le Nuove Ebridi. Quando la terra trema furiosamente e i vulcani si svegliano improvvisi con baleni di fuoco nella notte che colano lava nella foresta fino al mare, gli sciamani cercano di capire cosa vogliono le divinità che li abitano per placarne la collera che si ritira lasciando rocce nere fumanti e deserti di cenere, contrasti violenti con l’intenso verde della foresta piena di vita lungo i torrenti limpidi e

Oceania

Polinesia

“Entro il cerchio del mare c’è un pesce molto importante. C’è un pesce sopra il quale si incurva l’arcobaleno che abbraccia l’immensità dell’oceano:è il mio paese” Così un antico canto dell’atollo di Aitutaki nelle isole Cook racconta che l’oceano intero è il mondo dei popoli della Polinesia, tutte le isole che si perdono nell’immensità del Pacifico  sono figlie del grande pesce mitico. La vicina Rarotonga era l’l’isola fluttuante Nukutere, come le canoe della tradizione dei Maori dette Nukutere e Mataatua usate nella migrazione condotta dal mitico antenato Tauturangi della stirpe di Tūtāmure fondatore della comunità Te Whakatōhea in Nuova Zelanda.La fluttuante Rarotonga  andò alla deriva fin quando la dea Ari non la legò al fondo del mare con una liana,dalla grande

Oceania

Samoa e Tonga

Isole pescate dagli dei In tempi remoti il dio polinesiano Tangaroa pescando nell’oceano tirò su un nuovo continente che stava facendo emergere, però la lenza si strappò e il grande territorio rimase sul fondo del mare, ma intanto aveva pescato le isole di Tonga e Samoa. Egli poi popolò le isole della Polinesia,  del resto d’ Oceania e i grandi continenti lontani di gente nera e bianca e mandò i suoi due figli Tubo e Vaka-Ako-Ouli con le loro mogli ad abitare Tonga, ma mentre il secondo era un gran lavoratore l’ altro amava oziare e, invidioso delle cose costruite dal fratello, uccise Vaka-Ako-Ouli. Tangaroa  fece partire la famiglia del defunto su grandi piroghe verso oriente dove li avrebbe accolti

Asia & Oceania

Le rotte del Pacifico

Per i polinesiani il Pacifico è il Grande Oceano del Cielo Azzurro Moana-nui-o-Kiva, dove il mare si confonde con il cielo e solo qualche lontano capriccio geologico ha fatto spuntare vette di antichi vulcani, sperse nella sua immensità d’acqua assieme agli atolli che la natura ha pazientemente creato accumulando per millenni i coralli ,dove è sorta la vita portata dai venti e dalle correnti. Un continente liquido che copre un terzo del globo,ma nel quale le terre emerse sono parte minuscola e che, oltre all’Australia, si concentrano nelle grandi isole della Nuova Guinea e Nuova Zelanda ,il resto si sbriciola nelle migliaia raggruppate nella Micronesia,Melanesia e Polinesia,come manciate sparse a caso nell’immensità dell’oceano e che incrociano improvvise le rotte del

Oceania

Nuova Zelanda

Alla ricerca del Continente Australis nella conquista dell’Oceania  sulle rotte del Pacifico, nel 1642 giunse Abel Tasman,del cui nome è battezzata la vicina Tasmania, in quella che fu poi la Nuova Zelanda  da qualche secolo abitata da gente di stirpe polinesiana, i bellicosi Maori e i sottomessi Moriori, a significare inferiori nel loro’idioma.Anche qui come altrove su  quelle rotte, fu però James Cook  nel suo primo viaggio ad esplorarne buona parte delle coste occidentali, ma la bellicosa fama dei Maori rese vano qualsiasi  insediamento, mentre tra le coste del isola del Sud e lo  Stretto di Cook  cominciarono ad incrociare e sbarcare le baleniere britanniche, fracesi e americane. Gente di pochi scrupoli seguita da avventurieri e la varia fauna umana

Avventure in Oceania

Nuova Guinea

Attraverso la Nuova Guinea tra Spiriti e Guerrieri Tambaran Lasciando la cittadina di Wewak sulla costa orientale della Papua Nuova Guinea, una pista penetra nella jungla verso il bacino del fiume Sepik ancora non interamente esplorato e il cui territorio costituisce una delle aree tribali più interessanti del Pacifico.Fino a pochi anni fa questa pista terminava tra i rilievi coperti di foresta tropicale popolata dalla tribù Abelam, la prima ad entrare in contatto con i bianchi e ormai celebre per il notevole livello estetico raggiunto nella costruzione e decorazione delle Haustamabaran, le alte capanne dove risiedono i misteriosi esseri sovrannaturali Tambaran.Come per la maggiorparte delle popolazioni neoguineiane, queste costruzioni costituiscono il centro religioso ,culturale e sociale della comunità, il cui

Oceania

Nuova Caledonia

Quando Cook arrivò nelle isole della Nuova Caledonia,si sorprese per la mitezza dei negroidi melanesiani kanachi che le abitavano.Impressionato dai racconti di chi l’aveva preceduto descrivendoli come ostili e feroci guerrieri cannibali,ma la caratteristica di questo popoìo è proprio la convivenza di una fiera bellicosità con un’esistenza pacifica,ben presto sconvolta dall’impatto con i bianchi dal quale uscirono decimati.Isolata per secoli dalle rotte melanesiane dopo la prima grande migrazione,la Nuova Caledonia è un massiccio montuoso che emerge dall’Oceano e si sbriciola intorno nelle piccole Belep,Loyautè, Lifou, Ouvea e l’Isola dei Pii,circondato da un’enorme laguna piena di vita e colori formata dalla barriera corallina che lo protegge dall’oceano.ll massiccio montuoso coperto di foresta scende ripidamente su lunghe spiagge dorate bordate di palme

Oceania

Fiji

Antiche leggende raccontano che popoli dalla pelle scura lasciarono l’Asia orientale per sfidare l’oceano con le loro piroghe a bilanciere e si sparsero tra le isole che si inseguono a manciate disperse e a grappoli massicci nell’immensa area del Pacifico tra l’Indonesia e la Polinesia e che qualcuno chiamò Melanesia,le “Isole Nere”. La storia,che insegue sempre il mito e lo conferma,precisa che nel I millennio prima di Cristo gli antenati dei melanesiani sono migrati seguendo le correnti di sud est portando con loro le piante di taro e di igname per coltivarle nelle fertili isole coralline che popolarono l’una dopo l’altra spingendosi nell’ignoto, così come avevano fatto altri popoli di pelle più chiara nell’altra metà dell’oceano chiamata Polinesia.Sul confine tra

Grandi itinerari

Attraverso l‘Australia

Sulle rotte del Pacifico  per l’Oceania a cercare l’incognita Terra Australis , ci girarono attorno francesi e britannici  con qualche sbarco e poi furono questi ad arrivarci con Cook nel suo primo viaggio, ma l’interno rimase incognito per altri cent’ anni, pur  tentando di esplorarla prima che nell’ottocento qualcuno osasse avventurarsi oltre.William Paterson da Port Dalrymple  per i fiumi Esk  e Tamar in quel primo ventennio di secolo  Blaxland , Wentworth e Lawson s’inoltrarono nel Great Dividing Range attraverso le Blue Mountains  fino al Nuovo Galles del Sud  poi Throsby , Meehan e  Hume  nei Goulburn per il  lago di Bathurst  ,l’ italiano Giuseppe Selvaggio raggiunse il Lake George e il fiume Murrumbidgee.  Gli anni che seguirono Sturt  e Hamilton,

  • 1
  • 2