Mostre

Donne nel mondo

Donne nel Terzo Millennio

Nel terzo millennio le donne sono in varia misura discriminate, nei paesi più “avanzati” hanno risolto i problemi più evidenti, ma rimangono retaggi discriminatori.Nel resto del mondo la situazione è legata a culture,tradizioni e religioni che le discriminano,ne condizionano l’ esistenza o le sprofondano in una tragica e insostenibile condizione.Si pensa che la condizione più umiliante sia solo nel mondo mondo islamico , ma è comune in tutto l’ universo femminile. Alcune tradizioni e consuetudini africane, il decantato “spiritualismo” hindu e buddista, i modi di esistere arcaici che contengono nell’ essenza tragiche forme di sottomissione,umiliazione e violenza. Ruolo subalterno della società, dalla famiglia alla comunità, “acquisto” della moglie, poligamia, ripudio,sfruttamento, violenze quotidiane “codificate” dalle tradizioni.Mutilazioni genitali e deformazioni fisiche per un concetto tutto maschile di “integrità” e “bellezza”,condanne per comportamenti ritenuti “disonorevoli”.  

Cultura e Tradizioni

Spesso la “tradizione” è consuetudine sociale e giuridica,spesso la nascita di una femmina è un evento negativo che individua fin da bambina un essere inferiore da sfruttare e a volte la soppressione fisica di tale disgrazia è ritenuta “comprensibile”.La discriminazione nella sessualità è dappertutto,solo in Africa a milioni di donne è negata con le mutilazioni genitali,per gran parte delle culture asiatiche la femmina è oggetto di piacere, mai soggetto, spesso in Oceania e America Latina la donna non è mai protagonista della sessualità ma la subisce. La violenza sessuale è diffusa,ma oltre all’umiliazione di subirla la donna è considerata responsabile e da condannare, non solo nei paesi islamici, ma anche in Asia,nelle città africane,nelle favelas sudamericane cattoliche e in tutto quel mondo dove l’ universo femminile è negato.  

Tradizioni e Conflitti

Sono i concetti di cultura,tradizione ed etnia che costituiscono spesso l’ humus della condizione femminile e i conflitti che sorgono in loro nome ne sono gli esempi. La miserabile esistenza nella cultura di appartenenza diviene simbolo dell’ odio avversario quale madre,moglie,sorella del nemico,da uccidere,seviziare,violentare e umiliare. La drammaticità della condizione delle donne non sta solo nella riduzione della loro vita a sopravvivenza,ai matrimoni coatti,agli infanticidi,alle violenze e agli stupri,ma anche nella quotidianità e nel lavoro,come “fardelli” di un’esistenza negata da culture, religioni, ideologie e tradizioni che in tanti ne proclamano il “rispetto” .  

Informazione e realtà

L’ occidente a volte si scuote con vicende che fanno distrattamente scoprire realtà lontane e spesso ignote di un mondo tanto lontano quanto dimenticato.Ma tale condizione non è relegata a quei paesi soffocati dall’integralismo islamico,è presente in gran parte del mondo dove storia, cultura,religione e tradizioni sono diverse,ma la realtà femminile è altrettanto condizionata, soffocata,repressa. Solo il “viaggio” può percepire il mondo nella sua essenza,esperienza diretta che nasce dall’ emozione e procede nella riflessione verso la conoscenza.Solo così si comprende la condizione dell’ universo femminile dal mondo islamico alle profondità dell’Africa, dall’Asia alle isole del Pacifico,tra le Ande e le foreste americane,spesso un insopportabile “fardello”, vita quotidiana, lavoro, famiglia,la maternità stessa.Niente è più efficace dell’immagine per percepire tale realtà,anche quando mostra vita quotidiana, lavoro,maternità, ma quel “velo” è sempre presente anche se non è un burqa o un chador islamico.Lo è negli sguardi,nella malinconia di di donne che percepiscono la negazione della loro esistenza.  

Percorsi della Mostra

Il Lavoro

Nella grande maggioranza delle popolazioni vi sono lavori relegati esclusivamente alle donne, spesso più pesanti e impegnativi di quelli maschili, quali le attività domestiche in condizioni di miseria e disagio, le attività lavorative rurali estremamente faticose e quelle economicamente impegnative nei mercati. In molte di tali realtà culturali e tradizionali spesso i bambini vengono coinvolti nelle attività produttive negando loro il diritto all’infanzia e all’ educazione.  

La maternità

Ciò che nel mondo occidentale più ricco è una condizione di gioia e in qualche misura salvaguardata dalla società, in gran parte del pianeta rappresenta un altro “fardello” esclusivamente femminile dalla nascita alla crescita, privo di qualsiasi aiuto familiare e sociale. Nonostante ciò la gioia e l’ amore di queste mamme traspare anche nelle situazioni più difficoltose e danno speranza al futuro. In tale aspetto la ricerca dell’ autore indugia sul rapporto materno attraverso immagini che, nella varietà di tradizioni e costumi, ne evidenziano l’ “universalità” indipendentemente dalle aree geografiche con un grande impatto emotivo che comunica desiderio di vita e speranza anche nelle zone più colpite da guerre,carestie, conflitti sociali ed etnici.  

L’ abito

Tra tutti i popoli e culture di ogni latitudine, ancor più dove la condizione femminile è emarginata,l’unico momento di riappropiazione della propria dignità e piccolo ritaglio di personalità,appare il costume,l’abito,l’ornamento dove la donna può esercitare il suo senso estetico e la percezione della bellezza che gli sono negati in ogni altra manifestazione.In tale aspetto il rapporto tra madri e figli emerge nell’attenzione dedicata all’ abito e ornamento dei piccoli quale manifestazione di intima relazione fino a quando essi non saranno pronti al mondo degli adulti.

La cerimonia

Presso gran parte delle società tradizionali esistono cerimonie e manifestazioni che prevedono danze che appartengono al mondo femminile e che rappresentano momenti di indipendenza e liberazione dalla condizione di emarginazione e spesso oppressione maschile. In esse la donna acquista, sebbene temporaneamente,un ruolo protagonista nell’ ambito della comunità che gli è negato nel resto della sua esistenza.Le cerimonie sono particolarmente diffuse durante l’infanzia e l’ adolescenza,quali “passaggi”nella crescita dei bambini che per tutto questo periodo rimangono in stretto rapporto con le madri.

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