Europa orientale

Russia

Il sole splende in cielo, il principe Igor è in terra di Rus’. Cantano le fanciulle sul Dunaj, intrecciano le voci dal mare fino a Kiev… Le province sono felici, le città liete…. Abbiamo intonato un cantico ai vecchi principi, ora ai giovani si deve cantare… Salute ai principi e alla družina, che si battano per i Cristiani contro le schiere pagane.Gloria ai principi e alla družina!Amen.

Recita lo Slovo Pulku Igoreve nel Canto della schiera di Igor narrando le gesta gesta di Svjaoslavic signore di Cernigov e principe di Novgorod, spirito e origine che della Madre Russa fu lirica dello spirito ed origine così come il Povest’ vremennych let del Manoscritto Nestoriano ne fa la storia nei racconti degli anni passati.
Solo dalla sua storia arriva la comprensione del vasto universo russo che a venirci pare di attraversare un mondo da sempre sospeso tra la vecchia Europa e l’Asia fino ai più remoti lembi d’ Oriente .Viaggiando per l’Europa a seguirne le vie da occidente,s’attraversano paesi da sedimenti secolari che ci si perde a descriverli, così vado cercandone i percorsi come affascinante racconto scandito dai tanti capitoli della storia. Che qui si giunga per la via slavica dall’ Ungheria e l’Ucraina, da nord sulle rotte dei Vikinghi , o per la via baltica incrociando le più antiche dell’Ambra traverso Polonia, Lituania e Lettonia fino all’Estonia, sembra sempre lasciare un mondo noto verso qualcosa che va compreso. La suggestione della fortezza di Narva affaccia sul fiume che divide l’Estonia dalla Russia fronteggiata dalla fortezza Ivangorod e oltre il ponte sul Narva si va per la vicina San Pietroburgo, qui incorociavano le medievali rotte dei Vikinghi che discendevano il Volga e il Dnepr a fondare l’antica Rus’s che fu culla di quest’ immenso territorio dalla più vasta geografia al mondo. Affacciando sul’Europa i confino corrono ad ovest dalla Finlandia e l’Estonia per la Bielorussia e l’Ucraina fin sul Mar Nero difronte la Georgia, verso l’Asia occidentale oltre il Caspio e il Caucaso con le sue intemperanti popolazioni, lungo Kazakistan e Mongolia fino alla Cina che accede all’Asia orientale. Vasti territori attraversati da antiche vie di migrazioni e commerci dalla Scandinavia per le rotte dei Vikinghi, fondatori della primoa Rus’di Kiev, dall’ ovest le vie Baltica e Slavica per l’ Ucraina e l’immensità di questa Russia. Di qui s’’andava per le vie dell’Asia o ad est per l’Azerbagian, il Kazakistan , l’ Afghanistan e la Mongolia fino alla Cina, la Corea del Nord e il Giappone oltre il mar Ochotsk e a nord lo stretto di Bering per gli Stati Uniti. La Russia europea s’ affaccia sul Baltico e sull’ Artico che segue tutte le coste settentrionali di quella l’ asiatica fino fino all’oceano Pacifico nell’ oriente estremo , dal mar Nero e il Caspio all’est siberiano, dal golfo di Finlandia alla Kamčatka, s’ allunga ad est per novemila chilometri scivolando su undici fusi orari da Kaliningrad al remoto scoglio di Ratmanov, nello stretto di Bering, dal clima impietoso per i tanti gruppi umani che la popolano. Pianure sconfinate solcate dai fiumi che accompagnano la storia della Russia tra il Dnepr di dove scesero i nordici Variaghi a fondare la Rus’ e il Volga ove sorsero le città dell’Anello d’oro ,est s’ innalzano nel Caucaso declinando a sud sul mar Nero e il Caspio. Oltre la Russia europea s’estende grandioso il terriorio verso la tundra e la remota taiga tra fiumi e laghi e poi s’increspa negli Urali sull’ immensità della Siberia che affaccia sul glaciale mare dell’ Artico e il Pacifico. La storia ne ha definito territori e regioni divenuti le Repubbliche che si sanno con i loro Oblast’ ove sorgono le citta’ e centri abitati nella varietà dei popoli di questa Grande Madre Russia. Ad est del Dnepr nel secondo secolo le tribù degli Slavi s’ unirono commerciando con Daci, Alani e i Goti che premevano sui confini del Romano impero. Spinti dall’ avanzata degli Unni poi allearono con i germani contro Roma, mentre i Visigoti erano spinti dagli Unni ad occidente sconfiggendo ad Adrianopoli l’ imperatore Valente nel 378, il successore Teodosio divenuto paladino del Cristianesimo soffocava paganesimo e le prime eresie e alla sua morte nel quattrocentodieci, i Visigoti di Alarico violarono Roma con il saccheggio che terminò la sua storia millenaria Dalle cronache imperiali si sa che tra il Volga e gli i Urali v’ erano tribù di stirpe Sarmata di Roxolani e Alani giunte da est scontrati con i popoli di Sogdiana, Battriana e Partia, poi spinti dai Sarmati in Ucraina tra dnepr e mar Nero ove assieme ai Daci contennero l’ avanzata romana oltre il limes danubiano dopo le vittorie di Traiano, ma travolte poi dai Goti nei territori a loro volta devastati dagli Unni. Tribù che da Kazan dominarono il territorio del Volga che s’estese come Grande Bulgaria fino al XV secolo. I Bulgari giunsero al Danubio e molti seguirono Attila a flagellare l’ ovest a metà del secolo sesto e cinquant’ anni dopo con le tribù dei Gepidi a scontrarsi con Teodorico, spingendosi con gli Ostrogoti per il Regno italico. Ad est le incursioni generarono lungo conflitto con Costantinopoli e solo agli inizi del secolo decimo furono sottomessi dall’ imperatore Basilio e, così come fu per i magiari, anche i Bulgari abracciarono il Cristianesimo assieme agli Slavi .Dalle foreste di Polonia alle steppe d’Ucraina le tribù slaviche salirono nei territori dei baltici e i finnici, nel secolo settimo erano avanzati nei Balcani configgendo con l’impero bulgaro e per secoli in con i Turchi, mentre ad est s’ oltre gli Urali fino alla Siberia.Nell’alto medioevo le immense pianure russe furono progressivamente popolate da nomadi dell’ est come Burtas, Kabars, Peceneghi, Nogai, Tatari,Bulgari e Avari e, mentre ad est disgregava l’ impero Göktürk dei Turchi Blu pressati dalle tribù Uygur, la parte occidentale veniva conquistata dalle tribù Dulo dei Bulgari e dagli Ashina della tribù dei Cazari che poi li sconfissero nel seicentosettanta. Come i Göktürk anche i Cazari avevano tradizioni degli Unni, ma da nomadi si stabilirono nel teritorio russo coltivando e trafficando nei mercati su quelle vie di commerci, fondando centri dal Volga alla Crimea, dal mar Nero al Caspio. I Cazari furono citati dalle cronache bizantine per la loro alleanza con l’ imperatore Eraclio nella guerra contro la Persia Sasanide e nel seicentoventisette la loro cavalleria giudata da Ziebel prese la capitale della Georgia Tiflis contribuendo alla fine dell’ impero Sasanide, poi travolto dall’ espansione islamica accerchiando l’ impero Bizantino e il solo baluardo rimase il Caucaso tenuto dai Cazari che gli Omayyadi tentarono di conquistare, intanto il regno dei Cazari s’espandeva in Armenia e Georgia sino ad invadere parte del Califfato con il Khagan Bek Barjik che sbaragliò l’armata di Al-Djarrah ibn Abdullah ad Ardabil conquistando Mossul, ma fermati per Damasco che, se conquistata avrebbe forse mutato la storia dell’ Islam.Il regno russo dei Cazari nel settecentoquaranta proclamò l’ Ebraismo religione di stato per neutrale equilibrio tra Cristianesimo d’ occidente e Islam d’ oriente. Sulle vie commerciali sorsero centri e città come Sarkel sul Don, Samandar sul Caspio, Balanjar nel Caucaso e Itil sul delta del Volga, mentre Khagan-bek ne fu capitale protetta dai Varianghi del nord e che poi qui fondarono il khaganato divenuto Rus’ di Kyev. Nel decimo secolo essi avevano aperto una delle rotte dei Vikinghi insediandosi sul Dneper in Ucraina dominando poi dai centri di Novogorod e Kyev, nel 965 il sovrano Svjatoslav sconfisse le tribù Peceneghi devastando Sarkel e Itil, segnando la disgregazione del regno dei Cazari in Russia. Con i monaci Cirillo e Metodio, poi santificati, iniziarono a convertirsi al Cristianesimo le popolazioni della Russia meridionale e l’ Ucraina, nel 989 anche il sovrano Vladimir I si convertì e vi costrinse tutto il popolo, la conversione della Rus’ condizionò il regno anche con l’ organizzazione ecclesiastica controllata dai bizantini , il cui Patriarcato di Costantinopoli aveva il diritto di nominare il metropolita di Kiev, precludendo l’ influenza cattolica per fondare poi la Chiesa ortodossa, tra le protagoniste di tutta la successiva storia della Russia. A lungo la Rus’ di Kiev si espanse a sud nei territori delle popolazioni dei Peceneghi ,dai Carpazi attraverso l’’Ucraina fino al Volga. Nella decadenza dell’ limpero Bizantino culminata con quarta crociata nella la caduta e il sacco di Costantinopoli del 1204, le vie mercantili con Bisanzio decaddero anch’esse e così i ricchi commerci di Kiev che lasciò progressivamente l’ egemonia ad altri centri come Vladimir e la fiorente Velikij Novgorod che ne divenne la potente capitale nel territorio baltico tra l’Estonia e l’ odierno Oblast’ di San Pietroburgo. Nel XIII secolo iniziò l’incontenibile e espansione dell’ Impero mongolo le cui armate distrussero Kiev nel 1240 per l’ invasione della Russia dalla quale venne fondato il potente Khanato dell’Orda d’Oro sottomettendo costringendo le città a pesanti tributi pena la distruzione.Mentre i Mongoli del Khanato lasciavano le antiche tradizioni e religione per abbracciare l’Islam, lo Stato della grande città Velikij Novgorod riuscì a contenere l’ invasione e l’Orda d’Oro fiorendo di commerci sulle antiche Via Slavica e Via Baltica divenendo una potente Repubblica governata democraticamente unica nel medioevo e particolare in quello russo. La sua espasione verso il Baltico tra Estonia e Lettonia fino a parte della Lituania, fu contrastata dall’ emergente regno di Svezia e dai potenti Cavalieri dell’ Ordine Teutonico che avevano costituito uno Stato Monastico in quelle regioni.Tra i Principi di Novgorod emerse Il leggendario Aleksandr Nevskij che sconfisse gli Svedesi nella battaglia tra i fiumi Neva e Ižora nel1240 e sbaragliò i Teutonici nell’ epica battaglia del lago ghiacciato nel 1242 sul lago dei Ciudi in Estonia , parte della Livonia reclamata dai Cavalieri. Protagonista nella storia della Russia, la cronaca medievale Vita di Aleksandr Nevskij lo rappresenta come l’ideale principe guerriero difensore della Russia e della fede tanto da essere proclamato santo dalla Chiesa ortodossa russa nel 1547. S’andavano completando le origini della Russia, mentre con la disgregazione del’ Impero dei Mongoli l’ Orda d’Oro si stendeva nel Khaganato dalla Russia meridionale al Kazakistan da dove si espanse nei Principati decaduti, diffondendo l’Islam nelle regioni dominate accentuando ulteriormente le ostilità dei loro feudatari russi. Nel frattempo si affermava l’egemonia di Mosca e al 1147 risale la prima citazione della città come di un piccolo centro sorto strategicamente attorno ad una fortezza sul fiume Moscova che collegava il nord con la Russia meridionale, vi si stabilì poi il Metropolita della Chiesa russa divenendone sede. Dalla sua posizione ebbe rapida crescita in fiorente centro commerciale e nel 1304 si impose sul Principato di Suzdal, divenendo la capitale del gran Granducato di Mosca, sovrano su tutti i territori di cultura russa ed erede di Kiev. Era il culmine dell’’epopea del Medioevo russo tra il 1325 e il 1359 quando regnò Ivan I controllando tutti Principati e la riscossione dei i tributi dovuti ai Mongoli dell’Orda d’Oro che nel 1380 sconfisse a Kulikovo sul Don, due anni dopo vi la rivincita dei mongoli che ripresero il controllo del terittorio saccheggiando Mosca. La rinascita si ebbe con i regni di Basilio II tra il 1425 e il 1462 e Ivan III tra il 1462 e il 1505 annettendo i piccoli principati nel che fu Regno delle Russie. Fu definita l’ autonomia della Chiesa russa dalla Cattolica di Roma e dalla Bizantina di Costantinopoli e nel 1448 il Patriarca Jonah ne divenne metropolita.Ivan III nel 1478 conquistò Novgorod e prese in moglie Sophia Paleologa ,ultima erede dell’lmpero Bizantino, convinto di essere erede dell’impero romano e fregiandosi del titolo di Cesare Czar conferito dal Papa Pio II, nasceva l’ Impero russo e la sua espansione per quella che divenne la Grande Russia.Dopo Vasiliji III Il successore Ivan IV detto Il terribile , si sbarazzò dell’aristocrazia Boiarda, riorganizzò esercito, amministrazione e chiesa, assumendo il potere assoluto opricnina, conquistò Khanato di Kazan ´nel 1552 e Astrachan’ nel 1556, estendedo il dominio dal Volga al Mar Nero. Sul Baltico tentò la conquista della Livonia scontrandosi con l’Ordine teutonico, il regno di Svezia e il principato di Polonia Lituana, dal Khanato di Crimea giunse la sconfitta con Devlet Girej che arrivò a Mosca incendiandola nel 1571. Gli eventi lo condussero alla riconciliazione con i Boiardi ai quali riconcesse le amministrazioni locali zemščina mantenendo il controllo imperiale con l’opričnina, tuttavia il declino giunse dalle sconfitte inferte da Stefano I di Polonia e dagli svedesi che conquistarono Narva nel 1581. La guerra di Livonia fu disastrosa per il regime opričnina di Ivan IV e la sua dinastia Rjurikidi a cui seguì il cosiddetto Periodo dei Torbidi, ripresosi solo con la conquista della Siberia iniziata da Ermak Timofeevic nel 1581.Capire la storia per decifrare il presente, ed è lo svolgersi di tali eventi che hanno indotto la Russia ad isolarsi dall’ ovest volgendosi agli immensi territori del nordico oriente, divenendo ciò che fu e rimane fino ad oggi. L’intero successivo scorrere del Rossijskaja imperija deriva dalle sue origini e continuò nei secoli con i Romanov , dal boiardo Nikita Romanoviev la cui figlia Anastasija era zarina di Ivan IV e il figlio Micail salito al trono dopo il potere dello zio Boris Godunov.Il successore Alessio Michajlovic si fece Zar pensando alla capitale in San Pietroburgo,ma la Russia risorse potenza europea con Pietro I che fu il il Grande con l’illuminata zarina che lo seguì Caterina I.Volgendosi ad occidente con le sue riforme dalla raffinata San Pietroburgo per dare un po’ d’Europa all’ isolata e arcaica Russia trasformandola in un paese moderno per l’epoca.E che andò espandendosi con CaterinaII, dal trattato di Kuchuk-Kainarji del 1774, ponendo fine al conflitto con che l’Impero Ottomano, affacciandosi sul Mar Nero e prendendo di Odessa , mentre si reprimeva la rivolta di Pugacev , un conto le vaghe idee d’ illuminismo che l’ ispiravano, altro quel che ribolliva in Europa verso la Rivoluzione Francese, cosìcchè s’andò organizzando la Russia affinchè tutto ciò ne venisse alienato e che i contadini sfruttati rimanessero servitù della gleba.Resi indipendenti i Tartari di Crimea da Costantinopoli venne spartizione della Polonia e all’acquisizione dell’Ucraina , vogendosi nelle varie direzioni per l’espansione dell’Impero. Sovrano Paolo I s’ impegnò alla coalizione contro la Francia rivoluzionaria e finì ucciso in congiura ordita da Aleksandrovic Zubov, ultimo degli amanti dell’insaziabile Caterina, il fratello principe Nikolaj, il generale Bennigsen e il figlio di Paolo I che dal suo assassinio divenne Alessandro I. Sotto il suo si scatenò la Campagna Russa di Napoleone e anche qui la storia ci fa capire l’anima di questo Paese che s’adoperò tutto a respingerla a scapito di chi credeva che un popolo sottomesso non avrebbe resistito, così come fu poi nell’ Sovietica Unione con la nazista Operazione Barbarossa, davanti allo straniero chiunque qui s’adopera a combatterla sotto la Santa Madre Russia.Dal secolo diciassettesimo al diciannovesimo si scontrò ad ovest con svedesi e polacchi mentre ad oriente fu lunga la sequenza di conflitti con i turchi e i persiani , poi nel Caucaso , fino a trovarsi contro l’ Europa in Crimea. Nella strisciante diplomazia del Grande gioco, tra vittorie e sconfitte le vicende che ne vennero andarono ad espandere l’impero verso l’Asia e fu l’alba del nuovo secolo a confLiggere fin con la nuova potenza giapponese.Intanto l’ Impero continuava a starsene soffocato d’autarchica autorità, libertà remote e popolazione in miseria, chiuso al mondo, arcaico e impermeabile ad ogni modernità d’ idee, società ed economia ,languendo tra scialbe riforme mentre fremevano movimenti e sorgevano partiti politici. Se il mondo russo se ne stava arcaico dalla spaventose condizioni del suo popolo,l’ Intelligencija fremeva di utopica riscossa con i aneliti rivoluzionari dal Populismo fino agli estremi del Nichilismo di Cernyevskij e l’ Anarchismo di Bakunin e Necaev, ma tutto qui era sempre diverso dal resto d’Europa, così come qualche protagonista di quella cultura che di queste idee fu ammirato. Anch’essa dava del suo meglio al contrario di chi governava il paese seppur ne commissionasse le opere nella tradizione dell’architettura che sfoggiava il suo neoclassico così come ancora lo si ammira. In quel secolo i pittori trovavano ispirazioni nuove e la musica diveniva gran patrimonio del mondo che ancora s’incanta alle note di Borodin e Musorgskij, l’impeto di Rimskij Korsakov e le sinfonie di quelli che vennero poi da Prokof’ev a Stravinskij fino all’ultimo dei grandi Šostakovič. Più d’ogni altro fu la Letteratura di quel secolo a divenire immortale da Gogol’ e Gončarov a Turgenev, dall’ epico Lev Tolstoj al virtuosismo di Čechov e la cupa ricerca dell’animo umano di Fëdor Dostoevskij. Intanto cominciavano a scivolare dopo il 1870 le certezze imperiali, fino ad affacciarsi di quel novecento che le scosse con la rivoluzione del 1905 ed arrancò in una politica estera che la condusse nella prima guerra mondiale, cosìcchè a nemesi della sua storia fu il primo paese al mondo a scatenarsi in nuova e mai vista rivolta nella Rivoluzione che si dice d’Ottobre. Con la caduta dello zarismo e la miserevole fine dei Romanov Il vecchio pianeta Russia s’’andava svegliando suscitando paura nel mondo di trionfante Capitalismo con il suo Imperialismo e come epidemia s’insinuava tra i nuovi ricchi financo al medio ceto che già il buon Marx aveva intimoriti fin dal suo Manifesto. E così si decise ch’era d’obbigo per gli alleati d’ Europa d’intervenire in quella rivoluzione sobillando anche la guerra che la si definì civile con la sua Armata Bianca a combattere quella Rossa degli odiati bolscevichi e altri dolori straziarono Madre Russia fino al trionfo del bolscevismo che ne mutò la storia.Vladimir Il’ič Ul’janov Lenin ne fu protagonista, con lui fu il primo periodo dei Soviet ove le vie del futuro s’aprivano ampie di ardente riscossa che travolgeva millenni d’oppressione e anche gli intellettuali risvegliarono il pensiero più fertile che mai in quei pochi anni.Dalla musica al teatro, dall’arte al cinema ove Ejzenstejn fu regista tra i più virtuosi nella sua da poco nata storia, ma più d’ogni altro si rinnovò la grande letteratura russa,che aveva iniziato ancor prima la sua rinascita nuovo con Cechov e Maksim Gorkij a narrare quel mondo in attesa di rivoluzione da Konovalov a Varenka Olesova ove nasceva il meglio di quel che fu poi il realismo socialista e giunse l’epica rivoluzionaria con Babel’ e la sua Armata a cavallo. Si era scatenata l’ Intelligencija con la letteratura che liberava gli scrittori tra realismo e avanguardie generando futurismo e costruttivismo ferventi d’ idee nella rivoluzione , marea di scrittura e poesia da Majakovskij ad Esenin, da Evtusenko all’Achmatova , mai un periodo fu più invaso di versi di quello. Fervore che ando scemando con i fatti della storia e l’inizio di quel breve periodo del lenininismo che lasciò il passo a problemi immensi così s’andò per la nuova politica economica che poi la si conobbe come Nep ed ogni cosa ad essa doveva esser dedicata dal governo bolscevico, del cui futuro disatteso rimangono le Tesi di aprile e il Testamento di Lenin, che fu ben poco onorato lasciandone memoria nel suo Mausoleo. Declinava quella rivoluzione tra ideologici scontri tra Lev Trockij con i nuovi dirigenti Zinov’ev e Kamenev, ma su tutto aleggiva la sinistra ombra di Stalin che Lenin a ragione lo pensava pericoloso, il trotskismo fu sconfitto e con esso la vita di Trotskij che finì picconato in Messico da un sicario. Stalin al potere s’adoperò a tutto pianificare con i risultati che si sanno, mentre s’accresceva il suo culto assieme al grande terrore, precipitando nello stalinismo con i suoi miti e realtà di trionfo e tragedia, sterminati contadini Kulaki ed eliminati Bucharin e gli altri, iniziarono le eufemistiche grandi purghe ben guidate dal satanico e fido Berija con il Narodny komissariat e la Ceka madri di tutte le polizie segrete sovietiche dedite a spedire nei Gulag chiunque non fosse perfettamente in linea. Intanto spettro ancor più tetro s’aggirava per l’ Europa, quel Nazismo che avrebbe scatenato la più devastante guerra della storia della cui espansione si rendeva ben conto Stalin e che la sua Armata Rossa non ne era ancora pronta, così venne il patto con la Germania in attesa dell’aggressiva Operazione Barbarossa.Giunse tremenda la criminale Wehrmacht oltre le sanguinarie SS e le squadre della morte einsatzgruppen che massacravano prigionieri e popolazione. Ventitre milioni di morti equamente divisi tra militari e civili devastando il fronte orientale, ma quel popolo si riunì nella reazione agli orrori nazisti dal Don a Stalingrado e poi lavittoriosa controffensiva del l’Operazione Urano che travolse Germania nazista e incommensurabile fu il ruolo della Russia in questa guerra. Al volgere finale di della guerra s’incontrarono gli Alleati in conferenza a Yalta per le conseguenze e spartirsi il mondo e, mentre si pensava alle Nazioni Unite, sorsero le origini della Guerra fredda a contenere il Sovietico impero e le sue influenze .Ne venne la Cortina di ferro ben equilibrata dal nucleare terrore con il blocco occidentale da una parte e l’orientale dall’altra, di qua il nuovo ordine dell’ imperialismo americano e dilà l’influenza sovietica,con buona pace dei paesi poveri del Terzo mondo e il suo Sud. Alla morte del suo protagonista finì anche lo stalinismo e la storia di Russia andò avanti tra piani quinquennali e Guerra fredda, rincorrendosi al potere la Nomenklatura dell’Apparatcik da Nikita Khruščёv a Breznev, da Andropov a Černenko, giungendo alla guerra in Afghanistan che, ad essere da quelle parti, già m’auguravo che la vincessero sui quei criminali di Mujaheddin ritrovati poi Talebani, forse non vi sarebbe stato quel furore islamico che andò ad alimentare la guerra in Cecenia e le sue vili stragi come a Beslan.Da angelo liberatore arrivò Michail Gorbačëv portatore di Glasnost’ per la sua Perestrojka, paladino del nuovo corso e del disarmo che andava a molestare quell’ordine d’imperialismo , così se ne tentò un colpo di Stato riuscendo poi a deporlo per il fantoccio Boris El’cin. Intanto s’era sgretolato lo stantio Partito Comunista assieme alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, solo Gorbacev poteva accompagnarne il dolce trapasso, ma cos’ì non fu e nella novella Federazione russa salì regnando da moderno Zar Vladimir Putin con le sue pulsioni di ritorno a quel’epoca.

Ei tu, Rus’, amata mia,

capanne – e icone incorniciate…

non si vede né limite né fine, solo l’azzurro che succhia gli occhi.

Come un pellegrino che passa, io guardo i tuoi campi…. O Russia, terra color lampone

e azzurro caduto nel fiume,

amo fino alla gioia, fino al tormento

la tua tristezza di lago…mio dolce paese che hai gioia breve e violenta

nelle sonore canzoni di primavera sui prati…

Sergej Esenin

La cantava così Sergej Esenin la sua Russia.

Photo Gallery Vie della Russia Mosca / S. Pietroburgo

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