Vodou haitiano

Vodou haitiano

Dalle tradizioni africane del Vudù discende il misticismo del Vodou haitiano tra spiriti, cermonie e riti, i misteri della magia e il mito degli zombie


Le radici africane

Dopo la conquista e la colonizzazione del Nuovo Mondo, tra le isole sulle rotte dei  Caraibi  la prima che fu colonizzata fu la Isla Española poi divisa tra  l’ orientale  Santo Domingo  e la  parte occidentale  del divenuta in seguito Haiti, nel periodo coloniale spagnolo fu crocevia di rotte  e commerci come la ricca e fiorente  come Hispaniola . Sterminati in breve gli indigeni che l’ abitavano, anche qui lo sfruttamento fu implacabile con le piantagioni che richiesero schiavi importati a migliaia dopo essere razziati e trasportati in catene dalle lontane  vie degli schiavi africane  in gran parte provenienti dai territori occidentali  da quelli che ho chiamato Paesi Vudù e così quegli antichi culti e  cerimonie rituali  legati alle tradizionali ed antiche  religioni africane divennero l’unico legame con la terra di origine  per generazioni di neri in schiavitù che sono rimaste vive nelle pratiche haitiane  del Vudù, qui chiamato Vaudou  o Vodou. Il territorio haitiano è in gran parte popolata dai discendenti di quegli  schiavi africani, poi sfruttata e sottomessa, dilaniata da lunghe dittature, è uno dei paesi più poveri del mondo e per essere stata a lungo la colonia francese di S.Domingue se ne parla la lingua, ma tra loro gli haitiani si esprimono in kreyòl ayisyen o creolo che ne deriva, così come  prega nelle chiese cattoliche rimanendo radicata l’ antica anima africana degli antenati e ad essa si rivolgono cercandola nei riti  tramandati per generazioni. Alla fine del XVIII secolo gli schiavi costretti nelle piantagioni erano  gran parte della popolazione haitiana e dopo la Rèvolution del 1791, che portò come primo governatore nero dell’ isola il suo condottiero Louverture, con l’ indipendenza del primo stato  nero al mondo nel 1804 ove la popolazione  continuò a mantenere le antiche tradizioni africane. Qui si esprimono nelle cerimonie rituali esoteriche e la magia del Vodou  celebrato dai Servi degli spiriti, come sono chiamati i praticanti vodouisants, simili ai culti diffusi nell’ isola di Trinidad tra la popolazione afroamericana, al sincretismo religioso nella mistica Santeria cubana come mediazione tra l’ umanità e il mondo sovrannaturale, così come nel continente  quelli del Voodoo praticato dai discendenti degli schiavi neri e creoli in  Louisiana.

 

Mitologia Vudou

La divinità suprema Bondye creatore del mondo, degli esseri sovrannaturali e l’ umanità e quando l’antica tradizione religiosa africana, che in quella haitiana era divenuta il Servire gli spiriti del Vudou, entrò in contatto con il cattolicesimo della colonia venne associato al Dio creatore cristiano e gli esseri che ne erano emanati ai santi.  Anch’ esso derivazione dei Culti_sincretici afroamericani, la divinità suprema viene identificata con il Dio cristiano, così come molti  spiriti Loa o Lwa, che furono umani dalla vita, virtù e capacità eccezionali, possiedono attributi ed influenze da invocare simili ai santi cattolici, ognuno ha uno spirito che lo protegge dalla nascita e un supremo maestro che lo guida, corrispondenti all’ angelo custode e al santo patrono cristiani. Come il cristianesimo crede in un mondo ultraterreno popolato dalle anime, ma anche da presenze demoniache, come spiriti malvagi nel Voudu ed emanazioni dell’ angelo caduto Satana  nel cristianesimo. La comunicazione con tale mondo e il divino avviene attraverso cerimonie con il rituale sacrificio di carne e sangue che nel cristianesimo è simboleggiato dall’ Eucarestia. L’ anima possiede uno spirito guardiano e uno minore che esce dal corpo nel sonno o quando si  è posseduti da un loa nelle cerimonie e che può essere preso da spiriti malvagi con la stregoneria da combattere con cerimonie rituali , simile alla possessione demoniaca  cristiana che richiede esorcismi. Nella Mitologia haitiana la divinità suprema è onnipresente ed irraggiungibile dagli umani, pertanto i credenti invocano e pregano nella ritualità cerimoniale, sempre accompagnata da offerte, canti e danze consacrate  allle divinità vudù e le  entità intermedie degli spiriti mystères o mistè noti come Loa. Come nelle altre tradizione religiose e mistiche afroamericane, gli antenati Zancet-yo sono onorati e celebrati dopo la divinità suprema e prima di tutte le altre entità e spiriti. Essi dominano le forze della natura e l’ esistenza umana divisi in ventuno nazioni celesti nanchon  e famiglie divine, legate a propri elementi naturali, morali e sociali e ciascun loa possiede la sua identità, aspetto, colori, tabù e offerte da dedicargli. Le più potenti famiglie di loa hanno come emanatori delle loro forze alcune divinità come Il potente Danbala, rappresentato come un serpente che avvolge la terra è la grande energia che la muove, la consorte di  Ayida ne condivide il cielo rappresentato dall’ Arcobaleno e muove la sfera celeste. Legba è tramite tra l’ universo spirituale e quello naturale simbolizzato dal crocevia tra i due modi, governati da  Gedè  sono la morte e il mondo dei defunti, la divinità della guerra Ogoun esprime il divenire dell’azione contrapposta all’ immobilità della  passività spirituale ed umana. Tra gli altri  Ezili è spirito femminile della fertilità ed amore, i mari e le acque con la vita che contengono sono  dominio di Agwe , potente loa della salute dello spirito e  corpo che protegge  è Loko  depositario delle capacità curative, Il primo ad essere invocato nelle cerimonie è  Ayizan  come spirito della purezza necessaria ad ogni rito. Nelle ventuno nazioni celesti nanchon, tra i lwa o loa le grandi famiglie dominanti di spiriti sono quelle delle entità  Rada lwa depositari degli antichi principi più legati alle tradizioni africane, mentre i Petro lwa sono quelli che discendono dalle tradizioni degli schiavi neri haitiani chiamati anche Petwo con il suo più potente loa femminile dominante Ezili Dantor o Erzulie Dantó, identificato nella Madonna Nera dal sincretismo con il cattolicesimo, lo spirito della magia e il Maitre Carrefour o Kalfou  e quello temuto depositario della violenza e potere Marinette detto  Bras Cheche. Acuni spiriti si manifestano in entrambe e nella più ridotta famiglia Kongo loa dalle tradizioni congolesi assimilata alla Petro Iwa. Gli spiriti della Nago lwa sono originati dalla tradizione derivante dalla mitologia nigeriana del popolo Yoruba diffusa nelle altre religioni afroamericane, legata al culto della divinità Ogoun  e ne prendono nome come Ogun Nago, infine le entità della famigia Ghede lwa  con spiriti loa legati ai morti e l’ oltretomba guidati dai potenti spiriti Baron e Guédé rappresentati come chiassosi, sfrenati e lussuriosi, raffigurati in varie forme con i colori viola e nero.

 

Spiriti e Santi

Nelle famiglie divine, ogni Loa dal sincretismo con il cattolicesimo è stato associato ad un santo cristiano che si ritiene possederne le caratteristiche, il divino serpente che circonda la Terra Damballah,  tra i creatori dell’ umanità, dispensatore di energia vitale ed intelletto dalla dimora celeste nell’Albero Sacro con  la consorte dea arcobaleno Ayida, è associato a San Patrizio. Colui che domina il fuoco,  la guerra, la caccia, il ferro  e la società umana Ogun o Ogou, protettore dei fabbri che da lui hanno avuto la capacità di forgiare i metalli, raffigurato armato di machete, consumatore di tabacco e rum, sposo di Erzulie e appassionato amante dell’ altra sensuale  divinità femminile Oshun. Archetipo del guerriero tradizionale trionfale e potente è associato a San Giorgio, a volte iroso e distruttivo se viene offeso manifestando violenza sulla  comunità che serve. Ad essa da forza attraverso le profezie e la magia, tradizione vuole che sia stato l’ ispiratore della rivolta degli schiavi che portò al potere nella  la rivoluzione haitiana del 1804 e come essere difensore di diseredati è anche invocato per trovare lavoro. Sempre rappresentato fiero e e marziale, a volte aggressivo, il suo  può possedere le donne o iniziati effemminati per trarne piacere sessuale, è anche legato al sangue ed invocato per curare  malattie del sangue. Come condottiero del mitico  esercito di Ogou  sorveglia i corsi d’ acqua e le coste Il loa della la pioggia e la magia Simbi,  guardiano delle fontI e delle paludi, colui che conosce le origini soprannaturali delle malattie e come trattarle, i rituali a lui dedicati devono essere tenuti vicino all’ acqua. Rappresentato come divinità che prende forma di serpente viene onorato in varie cerimonie e celebrato nella ricorrenza cristiana dell’Epifania il sei gennaio dai fedeli che lo invocano a scivolare dal suo regno magico per conferire  saggezza a tutti. Anch’ esso molto venerato è il mediatore tra la divinità suprema e l’ umanità Papa Legba o Ati-Gbon Legba, guardiano delle porte, le vie e gli incroci, nel sincretismo con il cattolicesimo  associato a Sant’Antonio Eremita.  Tra gli altri i primi figli divini del creatore Bondye come  sacri gemelli  Marassa, lo spirito dell’ amore Fredala o Erzulie Freda e quello della fertilità nella terra e protettore dell’ agricoltura  Kouzen Zaka,  associati a vari santi, così come  la divinità marina protettrice di pescatori e marinai Agwe o Agive, rappresentato anche come il venerato  Capitano del mare Met Agwe , sposo della dea  Regina dei mari signora di tulle le loro ricchezze La Sirene e della  dea dell’ amore, bellezza, passione e prosperità  Erzulie o Ezili. Nella mitologia  yoruba Oxum è manifestazione delle forze acquatiche, dell’ armonia e attrazione, la Dolce madre che fu inviata dalla divinità suprema nella creazione del mondo. La potente Yemanjà è la Regina del mare e delle acque, impersona la  luna, archetipo della madre, sposa e sorella  dal fascino misterioso, la sua unione con  Aganjú, ha generato la Regina del Vento che domina le tempeste Yansà  o  Yansã, unita prima con il Signore delle foreste Ogou o Ogum Aiakà nella tradizione Yoruba, e poi sposa del potente  Xangò   che rappresenta l’ equilibrio, ordine e giustizia, per alcune tradizioni  anche amante di Oxossi Signore della natura raffigurato come cacciatore e guerriero decorato da piumaggi armato di arco e frecce che protegge le   foreste  assieme ad Ossanhe , venerata Signora delle Piante. La potente Signora dell’ Arcobaleno è Aida Wedo, divina consorte del Serpente Arcobaleno Danbhalah o Oxumarè, Signore delle Acque del  Cielo, rappresentazione cosmica del bene e padre dell’ umanità, essa porta la benevola energia del consorte e la loro unione celeste generò il grande intermediario con l’ umanità Legba, guardiano dei tutte le vie e le porte, una delle sue manifestazioni è lo spirito della famiglia Loa Pethrò e crocevia della mitologia Met kalfou che ha il potere di concedere o negare l’accesso a tutti gli altri Loa, a volte rappresentato come un giovane vigoroso, altre  come un demone ed associato all’ angelo caduto Satana nel sincretismo con il cattolicesimo. Legato all’ oltretomba e il mondo dei morti è  il potente  Baron Samedi, a volte sincretizzato come guardiano e dominatore degli inferi, lo spirito femminile Aida Wedo nella tradizione Yoruba è sposa del serpente cosmico Damballah, raffigurata anch’ essa come un grande serpente color arcobaleno dal copricapo di gioielli, nel Vodou haitiano è un Rada Loa, sincreticamente identificata con la Madonna delle Grazie o l’ Immacolata Concezione. Associate a figure mariane o altre sante è Metrès o La Sirene, raffigurata come tale dalla coda di pesce e l’ aspetto di donna bellissima dalla pelle nera,  divinità marina come Agwe. La Regina del Mare  madre della vita,  prosperità, abbondanza ricchezza e bellezza, la maternità è espressa da Erzulie che difende i figli da ogni insidia e pericolo, è una Mama Mambo  chiamata  anche Ezili Freda, spesso associate da  invocazioni e canti nelle cerimonie. Altra venerata  Mama Mambo è  Ezili Danto, madre dell’altro  spirito  femminile dell’ amore, abbondanza ed allegra Anaysa, invocata per propiziare la felicità, da essa emana la figlia Gunguna, dal sincretismo con il cattolicesimo identificata  in Santa Filomena. Associato a vari santi cattolici è anche Zaka  protettore della terra coltivata e dei contadini, amante della semplicità e molto popolare, noto anche come Minis, Azaka Mede  e Azaka, raffigurato con un cappello di paglia recante un sacco  djakout e una falce o un machete. Maestro delle erbe curative e gran guaritore è celebrato in gran parte delle cerimonie e ritualità come il benefico Spirito dell’agricoltura Kouzen Azaka .Il Maître de tête, chiamato in creolo Met Tet è il primo spirito primo  a possedere una persona o quello che lo possiede più spesso  assistendolo durante la vita, non è facilmente identificabile perché si comporta come la persona posseduta. Se ne svela l’ identità nelle cerimonie del  Lave Tet  come lo spirito che cammina con te o in quelle dei riti iniziatici definiti nel Kanzo come protettore del posseduto, associato dal sincretismo con il cattolicesimo all’ Angelo custode.

 

I benefici spiriti Rada Lwa

Alla  famigia Rada appartengono gli spiriti benefici più anziani onorati e venerati nelle cerimonie,  tra i più potenti Rada-lwa la protettrice della felicità, amore e ricchezza  Anaisa  Danto o Anaisa Pye, quello che è considerato il Creatore primordiale venerato come  padre celeste Dambalà, assieme alla consorte  Serpente Arcobaleno  che domina il cielo e divinità della fertilità Ayida-Weddo  e l’  affascinante amante che nella tradizione Yoruba è dea della femminilità ed erotismo  Ezili o Erzulie. Il padre dei sacerdoti  Houngan e Mambo  devoti ai  Loa Rada è  Papa Loko, colui che ne conferisce il sacro principio, ogni cerimonia inizia con i complessi saluti di rispetto come guardiano della tradizione cerimoniale, saggio e giusto giudice per ogni controversia ed anche conoscitore di tutte gli usi delle piante per la guarigione prescrivendone le cure, ma anche  per la magia e la stregoneria. A volte associato ad una splendida farfalla  ed identificato con il vento capace di ascoltare tutto ciò che desidera e conosce ogni segreto. Sua consorte è l’archetipo della sacerdotessa Ayizan ed assieme presiedono le ritualità iniziatiche nelle cerimonie del kanzo che conferiscono il sacro sonaglio asson come simbolo e del sacerdozio Vodoun. Nel sincretismo religioso haitiano è associato alla figura cattolica di  San Giuseppe per il suo ruolo paterno per i devoti ed  è rappresentato a volte in viaggio con Papa Legba.

 

Gli spiriti guerrieri Nago Lwa

La Nanchon che rappresenta il potere contiene i Loa o Lwa della famiglia Nago dagli attributi  di capi e guerrieri associati alla divinità del fuoco, ferro e  potere Ogun e sono nominati sempre preceduti dal titolo di Ogun o Ougun, protettori della forza maschile  con riti colmi di immagini guerriere, di ferro e fuoco  nelle cerimonie. I Nago lwa sono spesso associati tra loro come guerrieri, uniti dal fuoco e il colore rosso e raffigurati sempre armati di spada o machete, nelle cerimonie vengono rappresentati in varie danze rituali come la Nago Grankou e la  Nago Cho ove i danzatori che entrano in trance ne accolgono gli spiriti sempre assetati di rum. Tra i più potenti  lo spirito guerriero e lwa del ferro protettore dei combattenti e dei  fabbri Ogou Feray, rappresentato dal carattere irascibile, ma benevolo con la famiglia, i benefattori, le persone giuste e leali, sposo di Erzulie Dantor e a volte identificato con San Giacomo nel sincretismo con il cattolicesimo,  suo compagno di armi è  Ogou Badagris, molto popolare per la sua affidabilità nel rispondere alle invocazioni e sua consorte è Ezili Danto. Tra gli altri vari  Ogou del Nago Iwa, tutti con proprie cerimonie e rituali nel Vudou haitiano, Ogou Demannier rappresenta la dualità dell’equilibrio, ha personalità maschile, femminile ed omosessuale in entrambe le manifestazioni, riflettendo tutti i caratteri  diametralmente opposti per conquistarli. Guardiano della ritualità Nago è Ossange, mentre colui che lo presiede è chiamato Saint Jacques Majeur amante della dea Erzulie Freda, mentre Jean Paul Nago è lo  spirito del fuoco, la forza e  potenza nella  difesa, il padre dei guerrieri è Gran ‘Batala simile alla divinità Obatala Youruba  e della tradizione Lukumi, il giovane guerriero  Ogou Batala rappresenta l’ entusiasmo e il vigore, mentre Ogou Ge Rouge esprime la feroce potenza Ogou della famiglia Nago Iwa.

 

Gli Spiriti dei Morti Ghede Lwa

Tra le divinità e gli spiriti del  Vudù o Vodou  haitiano alcuni sono tramite tra il mondo dei vivi e dei defunti che accompagna le anime dei morti come Psicopompo, comune a gran parte delle tradizioni spirituali e religiose. Ad essi appartengono i potenti loa della famiglia Ghede lwa, capo supremo delle divinità Gede Lwa è il loro padre Baron Samedi, signore dell’ oltretomba e dei cimiteri ove domina con la consorte  Brigitte  discesa da culti africani sincretizzati con quelli cristiani di immigrati scozzesi e irlandesi ad Haiti consacrati a Brigida, la santa ispirata dall’antica  divinità celtica cristianizzata Brigid. Come intermediario tra i vivi e i morti, venerato ed invocato nelle cerimonie è  Nibo, mitologicamente il primo essere morto per violenza e pertanto protettore dei defunti per motivi non naturali o prematuramente come incidenti, disastri o violenza.  Ne custodisce i sepolcri  anche ignoti, nelle cerimonie si manifesta con i suoi chevals che possiedono i fedeli per comunicare con gli spiriti di coloro che hanno avuto morte prematura e non ne sono stai trovati i corpi. Considerato emanazione di Nibo in alcune cerimonie, Ghede Brave è il guardiano dei cimiteri che alimenta le anime morte e viventi. Nella tradizione haitiana  Maman Brigitte o Brijit è la madre adottiva di Ghedè Nibo e consorte di  Samedi, unica divinità bianca dalle origini irlandesi, raffigurata con la chioma rossa e occhi verdi come  la dea celtica della vita e guarigione Brigid, legata alla sacralità del fuoco, anch’ essa come il consorte protettrice dei sepolcri,  nel sincretismo con il cattolicesimo è associata con la santa irlandese Brigida di Kildare e la venerata figura santificata di  Maddalena. Papa Ghedè è lo spirito del primo umano morto, raffigurato da un baso uomo scuro dal cappello che fuma sigari, attende le anime dei defunti ad un incrocio per condurle nel mondo dei morti, Papa Ghedè ha capacità divinatorie, legge la mente e ha la conoscenza di ogni cosa che accade  nel mondo dei vivi e dei morti. Lo si invoca per proteggere le anime dei defunti e i bambini infermi prossimi alla morte. Suo fratello  Bábáco  lo assiste nel condurre le anime dei defunti, ma non ne possiede gli stessi poteri e capacità, mentre ne ha l’altro  traghettatore dei morti Baron Samedi , raffigurato come un cadavere prima della sepoltura.Oltre a guardiani dei morti ne sono giudici assieme ai baroni dei cimiteri Semetye e  delle croci  Lakwa, sorta di sicario è il Baron Kriminel che nel mito fu il primo assassino dell’ umanità, ispiratore di tutti coloro che usano violenza ed uccidono. Invocato dai famigliari vittime di violenze ed assassini per averne vendetta attraverso i suoi cavalli di possessione che affamano i resposabili inducendoli a mordere chiunque e loro stessi, Nelle cerimonie esige il sacrificio di galli neri imbevuti di alcol e nel sincretismo con il cattolicesimo è associato al santo  Martìn Porres festeggiato il 3 novembre con riti ed offerte. Alla stessa famiglia Gede Lwa appartiene una moltitudine di spiriti rappresentati come gioisi, lascivi e volgari che vengono celebrati nelle cerimonie con danze mimando giochi vari, combattimenti e rapporti sessuali. Per natura maliziosi ed ironici, molti di questi Gede Lwa praticano la magia e spesso invocati contro la stregoneria wanga che può causare infermità e morte, venerati come profeti, guaritori, protettori  della maternità e dei bambini, conservano la saggezza degli antenati , dei defunti e il mistero stesso della morte. La grande festa rituale dei  Gedè è celebrata nel giorno cattolico dei defunti c il 2 novembre, con processioni rituali nelle strade haitiane dei fedeli dagli abiti nei, bianchi e viola propri dei Gedè o altre combinazioni di colori, inebriati dal rum  piccante piman danzando  mentre alcuni vengono posseduti  dagli spiriti con movenze e frasi oscene.

 

Sessualità Vodou

Diversamente dalle tradizioni religiose africane il Vodou haitiano  non è fondato sul culto della fertilità e la riproduzione che prevede l’ accoppiamento tra uomo e donna, la sessualità Vodou non è regolata da quelle leggi religiose e anche l’ omosessualità fa parte di quell’ equilibrio umano, ostentata nelle cerimonie rituali   quella maschile è protetta dalla dea della bellezza ed amore Ezili Freda ritenuta anche causa di quel’ orientamento sessuale e quella femminile da Erzulie DantorEzili Danto tradizionalmente ritenuta anch’ essa bisessuale. Nelle cerimonie alcuni Loa o  lwa sono rappresentati in atteggiamenti omosessuali come il potente Baron Samedi capo della famiglia Gedè raffigurato come ambigua figura bisessuale vestito con frac e cilindro, gonna e scarpe femminili dai movimenti lascivi in cerca del sesso di ogni genere, così come suo figlio  Nibo in abiti femminili che ispira a coloro che possiede una lasciva bisessualità. Altri Loa della stessa famiglia sono rappresentati in atteggiamenti ostentatamente omosessuali come i Baron amanti Limba e Lundy che insegnano danze erotiche che ne aumentano la magica potenza, Oua Oua dall’aspetto di efebo e la stessa divinità dell’ amore,  bellezza e sensualità  Erzulie a volte rappresentata come transessuale oltre che tradizionalmente femminile. Questi ed altri Loa quando possiedono gli iniziati uomini e donne nelle cerimonie possono manifestarsi in palesi atteggiamenti omosessuali sia maschili che femminili.

 

Cerimonie Vodou

La pratica del Vodou haitiano  non è solo religiosa, ma esperienza esistenziale che unisce corpo ed anima, fondata sulle antiche tradizioni spirituali africane dominate dalle entità lwa o Loa. Ogni essere umano è in contatto con il suo spirito che ne possiede la mente e servendo gli spiriti si raggiunge l’ armonia tra l’ individuo e il mondo a cominciare dalla famiglia e la comunità, trasmessa attraverso le iniziazioni che stabiliscono uno spirituale  ordine gerarchico. Nei rituali Vudù  di vario genere ed intensità, le divinità e gli spiriti  Loa o lwa sono celebrati nei loro templi con al centro lo spazio cerimoniale circondato da segni esoterici Veve tracciati al suolo con sabbia o farina che riproducono stilizzati le insegne rituali e  gli attributi degli spiriti da evocare, recitando orazioni scritte nel La Garde  su fogli di pergamena, mentre  un altare accoglie le offerte, bevande e cibo e al suono di tamburi le danze invocano gli spiriti a manifestarsi  cavalcando i vodouisants entrati in trance con movimenti e linguaggio propri degli spiriti che sono entrati in loro possedendoli comunicando con gli umani. In molte cerimonie oltre agli stilizzati disegni simbolici Veve vengono utilizzati i  potenti talismani rituali portati da vodouisants  chiamati macutos, mentre in quelle più riservate e segrete nelle pratiche della magia nera le temute  Dagide meglio note come le Bambole del Vodou. Le cerimonie e i rituali del Vodou si servono di vari oggetti simbolici che accompagnano le invocazioni, fondamento della tradizionale Arte haitiana, oltre ai disegni esoterici stilizzati Veve adoperati anche in alcuni tessuti, statuette votive di legno che raffigurano spiriti ed esseri mitologici e le bambole Dagide, la creazione artistica simbolica si esprime nei Drapo Vodou come sacre bandiere cerimoniali tessute e decorate dai sacerdoti e gli iniziati  in ognuno è raffigurato un loa dedicato e i disegni simbolici Veve associati esposti nei santuari e durante le cerimonie come suggestivi stendardi di seta decorati da migliaia di paillettes e perline colorate. Alle varie  divinita Vudù  entrate nella tradizione haitiana  e la gran quantità di esseri e spiriti che popolano il mondo sovrannaturale Lwa o Loa, sono dedicati diversi tipi di cerimonie guidate dai sacerdoti Hougan e le sacerdotesse Mambo per il benessere della comunità nei  rituali Vudou . Alcuni aperti alla comunità dove i Vodouisants si riuniscono per invocare gli spiriti, altri più riservati guidati  da officianti Mambo e Houngan, di solito iniziano con il rito Priye Ginen che apre le danze e i canti accompagnati dai tamburi sacri invocando le entità a possedere coloro che cadono in trance per comunicare, profetizzare e risolvere eventi o curare le infermità. Le cerimonie pubbliche solitamente si tengono nei  giorni festivi dei diversi santi cattolici associati ai Lwa da invocare, come il potente Danbala nel giorno che celebra San Patrizio, altre come la cerimonia Manje Yanm celebra i raccolti poi benedetti assumendo potere per essere mostrati con danze e libagioni, altre cerimonie analoghe avvengono all’ interno degli spazi  riservati agli iniziati Sosyetes. Le cerimonie private sono richieste ai sacerdoti e sacerdotesse per invocare gli spiriti a risolvere vari tipi di problemi, come la  Divinazione  attraverso le letture divinatorie di carte, candele,  acqua o altre sostanze, oppure con la ritualità dei Bagni per rimuovere negatività, auspicare fortuna o curare le malattie. Per motivi analoghi si richiedono i  rituali del Wanga con incantesimi di vario genere, mentre per i riti Gad si praticano incantesimi come il Gad Ko incidendo la pelle strofinando polveri di erbe per farvi accedere un Lwa a protezione e altri vari rituali simili. Per invocare gli spiriti dei defunti  Mo  allontanadoli  se si è vittime o inviarli contro nemici si pratica il rito  Anvwa Mo  simile a quello del Pwen Cho dove il sacerdote cattura uno spirito djab per dare aiuto o un più potente Pwen per migliorare le capacità magiche di chi le possiede, con la ritualità Pwen Achte il sacerdote acquisisce le proprietà di uno spirito per trasmetterle alla persona. Nella cerimonia Mariaj Lwa per trarne beneficio ci si sposa  con un  Lwa rimanendone  vincolati in obblighi particolari, in quella del Lave Tet, lavando simbolicamente la testa, ci si purifica dalla magia negativa, aumentando il possesso e le capacità  mentali, acquisendo maggior potere alla magia posseduta. Tra tutte una delle cerimonie fondamento del Vudou haitiano è quella iniziatica del Kanzo che nella sua intensa spiritualità esoterica svela i segreti del lignaggio acquisito agli sono iniziati per aumentarne le capacità e potere magico capace di interpretare gli spiriti e adoperarne le loro emanazioni. Il rituale Rada nelle cerimonie di iniziazione invoca gli spiriti benefici dei Loa Rada  di origine africana come misticismo del mitico mondo perduto, custodi e guardiani delle antiche tradizioni, i primi ad essere invocati ed onorati da offerte in tutte le cerimonie. Le loro influenze ed azioni sono sempre per il bene della comunità, mentre gli spiriti dei Loa Petro di origine haitiana possono anche essere anche malefici e maestri di magia nera, ma tutti gli spiriti sono sempre presenti nella continuità tra la vita e la morte che, come nella tradizione cristiana, è transito per l’ eterna vita dell’ anima e la resurrezione, nel Vodou haitiano è rigenerazione dell’ umanità e pertanto sono fondamentali i rituali funebri e il mantenimento dei sepolcri con periodici riti per riconciliare il mondo dei viventi con quello dei morti.

 

Magia bianca

Nel Vudou haitiano la magia bianca praticata da abili maestri sostiene la relazione dell’ umanità con il mondo degli spiriti, le energie e le forze naturali per migliorare la vita attraverso ritualità che conferiscono maggiore energia vitale, indicando la via per apprendere gli aspetti reconditi della natura umana e il potere di controllarli per mutare la propria esistenza, purificare l’ ambiente e proteggersi dalle forze negative. La ritualità della magia bianca interpreta i colori per adottarne le energie positive emanate, quelle contenute nei segreti benefici e curativi delle piante che in alcuni casi vengono utilizzati anche per le ritualità necessarie agli Incantesimi d’ amore, oltre a vari tipi di talismani ed amuleti. La capacità di esercitare la magia è data dalla nascita, per entrare in contatto e rimanere legato con l’ energia delle forze occulte deve operare il sacrificio esistenziale nel lasciare la quotidianità della vita, sentimenti, passioni e famiglia.  Immergersi nella meditazione per svuotare lo spirito nel distacco dalla sua personalità rafforzando l’ energia per poter intervenire in tutte le sue pratiche e il potere magnetico di esercitarle anche lontano dal soggetto attraverso un indumento o immagine. Nella solitudine dell’ isolamento possono essere preparate le ritualità purificando del corpo immerso nell’ acqua con piante ed essenze, per poi distendersi svuotando la mente nella concentrazione sul rito e la meditazione per ricaricare l’ energia e il magnetismo, infine entrando in un cerchio magico attorno l’ altare rituale con il sale che simboleggia la terra, l’ incenso l’ aria, le candele il fuoco e un recipiente l’ acqua, attorno il pentacolo formato da cinque candele.  Esso diviene protezione  dello spazio energetico da ogni influenza durante il rituale  contenente i flussi liberati che, terminati i riti, deve essere cancellato spingendo le energie concentrate da liberare  all’ esterno. Assieme agli altri  strumenti utilizzati,  nei rituali la  fondamentale influenza della luna  conferisce forza alla magia e la orienta praticato nella fase crescente che eleva l’ energia, evitando la fase decrescente che potrebbe attenuarla, mentre le altre energie chiamate alle cerimonia sono quelle contenute nel cerchio magico attorno all’ altare. Della Terra simbolizzata dal sale ne cerchio, chiamata per la fertilità, i raccolti, lavoro e beni materiali, l’ aria simbolizzata dall’incenso per interpretare  premonizioni, visioni e sogni, alimentare la mente e la saggezza, l’energia dell’ acqua assiste i rituali di guarigione, meditazione, amore, famiglia, bellezza e giusto sonno .Infine quella del fuoco rappresentata dalle candele per scacciare influenze negative, rivitalizzare anima e corpo, la passione, il coraggio e la disciplina. Nell’ ambito di quella bianca è praticata anche la magia rossa associata all’ amore per trovarlo, farlo rinascere, assicurarsi la fedeltà o attrarre persone desiderate, affidandosi alle relative ritualità come quella del Legamento che fa innamorare la persona conosciuta e  desiderata o la ricerca di un amore ancora sconosciuto con apposito Rituale, sempre praticati da coloro che conoscono i segreti e i riti della magia bianca.

 

Magia nera

Le pratiche magiche haitiane possono  oltrepassare il labile confine con la temuta magia nera dai potenti rituali invocata per i motivi più vari come sete di  dominio, vendetta, invidia, gelosia anche con l’ uso di segrete formule magiche pozioni e appositi strumenti esoterici  come le temute bambole Vudou o Dagide. Nella tradizione cristiana è definita stregoneria  che, come  la magia nera Vudou invoca gli spiriti malvagi, è associata all’ intervento satanico, per entrambe la ritualità cerca il potere esoterico per modificare le leggi naturali. Depositari della magia nera con i suoi misteri esoterici sono i Bokor o Caplat, definiti mano sinistra del Vudou, possono dedicarsi a pratiche simili alla stregoneria della tradizione cristiana nella devozione al satanismo con  riti per conoscere gli occulti poteri del diavolo durante le blasfeme cerimonie del Sabbath accompagnate da  danze oscene, bevande inebrianti, libagioni e a volte sacrifici di bambini. La più oscura stregoneria haitiana ha probabilmente cerimoniali simili, ma è difficile trovarne testimonianze, mentre  tra le altre la  pratica più nota, diffusa e temuta è  il rituale con le bambole vodou chiamate Dagida trafitte con spilloni per provocare malefici, dolori e morte, posso assicurare che solo il terrore suscitato a chi ci crede provoca serie conseguenze, talmente radicata è la superstizione in quella gente che ne altera gli equilibri mentali con disastrose conseguenze, tanto  che sembra essere anche usata dalla criminalità di Haiti in patria ed esportata nelle comunità all’ estero. Strumento di potere usato anche dal sanguinario dittatore François Duvalier detto Papa Doc che ha terrorizzato il paese proclamandosi reincarnazione della funebre divinità Samedi, dalla schiera di praticanti la magia nera a distribuire malefici assieme ad oscure entità che ispirarono la sua milizia di sicari Tonton Makout noti anche come i temibili Macoutè per assassinare e far sparire gli avversari politici,  chiamati come il malvagio spirito  della mitologia  haitiana che rapisce per punire i bambini e i ribelli rinchiusi in un sacco di iuta  macoute e minacciando la riduzione in zombie.

 

Il mistero degli Zombi

Da una divinità  africana chimata Nzamb deriva il termine creolo i che evoca uno dei misteri del  Vodou   haitiano, l’ oscuro mondo dei morti magicamente resuscitati come  zombi o zombie,  tradizionalmente defunti che riprendono vita dopo la sepoltura, ma privi di volontà e sottomessi a coloro che li hanno tratti dalla tomba . Oltre le leggende i veri_zombi non sono defunti, ma persone dominate dalla magia nera con potenti droghe preparate a lungo da varie sostanze somministrate in particolari rituali. Probabilmente vittime di una neurotossina come la tetrodotossina nelle polveri usate come droghe, che si trova anche nel pesce palla e normalmente letale, agendo sul sistema nervoso per annullarne gran parte delle funzioni e stimoli in uno stato di catalessi per i giorni successivi apparendo morto per essere sepolto. Dopo poco i praticanti la magia nera bokor, lo disseppelliscono dandogli ancora droghe allucinogene e sostanze  che lo rendono intollerante alla luce ruducendoli ad allucinati  morti che camminano la notte che al risveglio rimangono convinti ad essere veri zombi in potere dei  bokor. Oltre che  con l’ uso di potenti droghe ed allucinogeni Il mistero degli zombi haitiani si svela con la tradizione profondamente radicata che, come alcuni effetti della magia nera, rendono i credenti haitiani soggetti alle influenze  sulle menti condizionate. La riduzione a  zombie come morti che camminano  è considerata la peggiore delle punizioni, temuta dalla comunità condizionata da quelle leggi radicate nelle tradizioni e i devoti al Vudou non temono tanto gli quanto il terrore di esserne trasformati perdendo la personalità dell’ anima ti-bon-ange che deve ricongiungersi alla divinità dopo la morte. Lo stato di morti viventi riduce ad un corpo svuotato di essa  perdendo il controllo della propria esistenza priva di volontà, memoria ed emozioni,  ove non esiste passato e il futuro è solo paura  priva di desideri. Una tradizione radicata in un popolo disceso da schiavi senza futuro che affonda nel terrore di non poter più controllare la propria esistenza come quegli antenati ed è un timore comune a tutta l’ umanità che teme gli zombie come simbolo di tutto ciò.

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