Thailandia del sud

Thailandia del sud


Il sud e la costa occidentale

Venendo dalla Malesia si entra nel territorio thailandese dalla frontiera di Su ngai Kolok trovando Narathiwat fondata negli anni trenta del secolo scorso e divenuta una delle città più islamizzate del paese  con crescente pericoloso radicalismo, sovrastata dal  monte Tanyongma con il palazzo Thaksin Ratchaniwet, il centro dirama dalla grande moschea Yumiya, sulla costa orientale il parco Ao Manao e al largo l’ isola di Koh Yao. Dove si stendeva l’ antico regno di Pattani, poi preso  nel XV secolo dal potente sultanato musulmano di Malacca che ha diffuso l’ islamismo nella più meridionale regione thailandese, dalla popolazione sempre più radicalizzata e protagonista di violente rivolte islamiche. La presenza musulmana si nota nella città di Yala estesa attorno un grande parco e dominata  dal  santuario della grande moschea centrale, così come nella vicina Pattani e l’ altra città della regione meridionale di  Hat Yai , sorta dal piccolo villaggio di  Khok Sa Met Choon, tra le altre zone percorrendo il centro di  Hat yai si trova il complesso sacro buddista di Wat Hat Yai Nai con la grande statua del Buddha disteso e ad una ventina di chilometri le  suggestive cascate di Ton Nga. Da Satun procedendo lungo la costa sul mar delle Andamane  al largo si trova l’ isola Ko tarutao con il suo parco marino, continuando si giunge a Trang nel territorio che fu parte anch’ esso del potente  impero indonesiano di Srivijaya, poi dell’ antico regno induista e buddista  di Melayu ed infine fino all’ inizio del XIX secolo nel  sultanato islamico  di Kedah, con la costa che si allunga dove  si trova Pak meng dalle  splendide  spiagge e al largo le isole con la maggiore che racchiude  l’ omonimo parco  Mu Ko Phetra. Nell’ omonima provincia sorge la città di  Songkhla che i malesi chiamavano Singgora o Città dei Leoni, fin dall’ antichità per secoli porto su una delle rotte sulla Via delle Spezie, capitale di un antico regno  vassallo dell’ impero indonesiano di  Srivijaya , dal III secolo d.C. divenne centro del regno buddista malese di Langkasuka fino all’ inizio del XV quando fu nei domini siamesi di Ayutthaya, nel 1680 si rese indipendente come sultanato di Singgora che impose l’ islamismo. Tra gli antichi quartieri e gli edifici musulmani, la storia di Songkhla è raccontata dai vari templi buddisti come il  complesso del Wat Klang e il Wat Chai Mongkhon con lo chedi che custodisce le reliquie del Buddah portate dallo  Sri Lanka. Legata all’antico regno buddista e poi sultantato islamico è Phatthalung dalla medesima storia e proseguendo poco a nord sulla costa occidentale dominata dai monti Tenasserim affacciati sul mar delle Andamane, si trova Ranong fronteggiata oltre il confine dalla cittadina  birmana di  Kawthaung , dal piccolo villaggio di pescatori adagiato su magnifiche spiagge con al largo alcune isole, il secolo scorso Ranong è divenuta una città dal grande ed animatissimo  porto. Dal suggestivo  parco di Khao sok surat si passa sulla costa orientale  nella regione dove sorgeva l’ antica Chaiya che fino al X secolo fu anch’ essa  centro dell’impero induista indonesiano  di Srivijaya, ove è sorta Surat thani  adagiata sul golfo siamese nell’ampia  baia di Bandon, poco distante si trova il parco marino di Mu ko ang e al largo l’ arcipelago Mu Ko Samui che prende nome splendida isola Ko Samui popolata fin dal VI secolo dagli antenati della comunità di pescatori che l’abita. Da  Ko Samui poco a nord si trova l’ isola dei banchi sabbiosi  come era chiamata Ko Phangan  dalle magnifiche spiagge come Tong Nai Pan a nord con il villaggio di pescatori Chalok Lam, le meridionali Ban Kai e Ban Tai e Il centro dell’isola che si erge in monti coperti da foresta con  templi  buddisti. Navigando un paio di ore si raggiunge l’ isola delle tartarughe Ko Tao che si apre dalla baia di Mae Haad magnificamente dominata dal colle Suwan, con la lunga spiaggia Sairee, quella affacciata sulla baia Chalok Ban Kao, le altre insenature che si inseguono sulle coste di Koh Tao come  di Mango, Hi wong, Tanote. Shark, Aow Leuk ed altre, oltre le  tre isolette Koh nang yuan. Nell’ omonima provincia dominata dai rilevi del Phu Khao Chang la città di Phang Nga e la sua regione è stata popolata fin dalla preistoria dai primi abitanti del sud est asiatico di cacciatori nomadi Negritos, antenati degli ultimi Mani,  poi spinti nelle regioni meno accessibili dall’ arrivo del paleo malesi ed occupata nei secoli da malesi, thai, cinesi che hanno lasciato memoria nei quartieri, edifici e templi. Phang nga è magnificamente affacciata sul mar delle Andamane dalla splendida costa tra spiagge, rocce e grotte che s’ aprono nella suggestiva  baia Phang nga , proseguendo sul litorale nell’ omonima provincia sorge Krabi con la costa che si stende verso il promontorio con capo di Phra nang kabri  con le sue spiagge tra le rocce  magnificamente affacciato sul mare con poco al largo l’ Isola dai nidi di uccello come è chiamata Rang  Nok , mentre  più distante dalla costa si posono raggiungere le isole  Phi Phi. Nello stesso mare splende l’ isola di Ko lanta  divisa nella Lanta Noi a nord e Lanta Ya nella parte meridionale, tra centri, villaggi di pescatori e  splendide spiagge di Koh Lanta bordate dalla foresta ed affacciate sul mare cristallino si trovail parco Mu Ko. Dalla costa si può raggiungere la grande isola di Phuket  anch’ essa popolata fin dalle preistoria dai più antichi abitanti del sud est asiatico noti come Negritos, spinti nelle foreste inaccessibili dall’ arrivo dei paleo malesi nel IV millennio a.C. incrociata delle rotte marittime divenne antico centro dei pescatori nomadi Moken antenati della popolazione. Dai primi europei fu a lungo chiamata  Jung Ceylon e poi nota come  Phuket dominata dalla collina Khao rang con vari templi che ne offre una magnifica vista. Il centro della  città omonima è attraversato dalla via Soi romanee ove affacciano edifici in stile coloniale portoghese, tra i templi cinesi venerati dalla locale comunità il Jui tui e sulla via Phang Nga il più piccolo novecentesco  Serene. Dei templi buddisti il più antico del XVI secolo è il Phra nang sang sulla via Thepkasattri poco distante dal venerato monumento alle eroine Chan e Mook che riunirono il popolo contro i birmani, nel quartiere settentrionale di Thalang Wat sri Sunthon sorto alla fine del XVIII secolo sormontato dalla grande statua del Buddah disteso, proseguendo  il sontuoso Phra thong thalang che continene una grande e venerata statua dell’ Illuminato.Tra gli altri complessi sacri dell’ isola nel centro di Chalong ilWat Chaithararam noto come Wat chalong con il grande chedi Phra Mahathat Chedi che contiene la venerata reliquia di un osso del Buddha giunto da Ceylon, mentre la candida statua del Grande Buddha si erge sul colle di Nakkerd  tra i rilievi di Ao Chalong. Dalla la lunga spiaggia di Rawai per estremità sud occidentale dell’ isola dominata dal promontorio con il capo Phromthep, tra le altre magnifiche spiagge quella di Laem sing e seguendo la costa occidentale la più isolata Layan. Proseguendo nel mar delle Andamane  tra le varie isole thai  si incrocia lo spendido  arcipelago delle undici isole Similan che emergono dal cristallino mare corallino con la Khao lak, il suggestivo parco marino noto come Mu ko, oltre le altre vicine distese nel mare delle indimenticabili  Similan. Non distanti le cinque isole dell’ arcipelago di Surin che racchiudono anch’ esse un suggestivo parco marino con il  Mu ko Surin.

La costa orientale

Passando sulla costa orientale Nakhon si Thammarat, centro dell’ antico regno malese induista di Tambralinga fiorito dal VI secolo che era circondato da mura medievali, tra gli altri edifici e templi che ne raccontano la storia Il Palazzo del governatore Phra Phutthaishin, il venerato santuario buddista Wat Phra Mahathat Woramahawihan noto anche come  Wat Mahathat con al centro lo stupa  della  Grande reliquia Phra Borommathat Chedi, l’ induista Ho Phra Isuan consacrato a Shiva con davanti l’ altro tempio bramanico Ho Phra Nara. Lasciata Nakhon , ad una trentina di chilometri dominato dall’ omonima montagna, si stende il Khao luang nakhon in un suggestivo ambiente naturale con il suo parco che racchiude il venerato santuario buddista nella splendida grotta di  Tham khao. Poco a nord la baia con adagiata la città di  Surat thani da dove si raggiungono le vicine isole di  Ko Samui, dalla foresta che racchiude angoli suggestivi circondata dalle splendide spiagge che hanno reso l’ isola di Samui tra le più affascinati dl golfo thailandese, l’ isola Phangan altrettanto incantevole e nota come Koh phangan, anch’ essa dalla lussureggiante vegetazione e magnifiche spiagge. Si raggiungono poi i tre isolotti collegati da strisce di sabbia di Koh nang yuan che splendono dal mare cristallino come Ko tao ad una quarantina di chilometri più a nord nota come l’ isola tartarughe. Nello stretto istimo di Kra che collega la penisola malese lungo il golfo siamese si trova il porto con la città di Chumphon, altro centro legato alla storia di Nakhon si thammarat,  anch’ essa con antichi edifici e templi,  tra i più antichi il Wat Pradoem nella centrale  Tambon Tak Daet, Wat Phrathat Sawi sulla riva dell’ omonimo fiume,  Ao Thung Makham e Wat Chao Fa Sala Lo. Poco fuori il santuario di  Phota Hin Chang, sotto il colle Rap Ro il Wat Thep Charoen, dal monte con il padiglione Khao Chao Mueang corre la spiaggia Sai Ri, tra le spiagge ed isole di Chumphon la baia di  Thung Makham, il parco marino di Mu ko e le isole dalla più vicina Ao Thung Wua Laen con le  grotte sottomarine, poco a sud Koh Ngam Yai e Koh Ngam Noi, la  grande Koh Mattra, la piccola calcarea  Koh Thalu, l’ isola coccodrillo di  Koh Chorakhe, la montuosa Koh Khai  e Koh Phitha con i suoi villaggi di pescatori. Dall’ altra parte del golfo siamese  l’ isola  Koh Samet e poco ad est verso la costa cambogiana l’arcipelago di Mu Koh Chang con la splendida isola degli elefanti che gli da il nome Koh Chang, con la minore e altrettanto splendida  Koh kood. Risalendo nella regione di Prachuap khiri khan lungo la costa se ne trova il capoluogo con la  città di Hua Hin cara ai thailandesi fin dall’ inizio del secolo scorso e dove il sovrano Prajadhipok Rama VII nel 1925  vi fece edificare il sontuoso palazzo Klai Kangwon come residenza reale estiva, dall’ epoca molto frequentata per le magnifiche spiagge che si allungano sulla costa di  Hua hin. Nell’omonima  baia di Ao Prachuap è adagita la città che fu centro del regno di Ayutthaya Prachuap khiri khan, continuando lungo la costa  tra i colli calcarei si stende il parco costiero di Kao sam roi yot e ove termina il territorio thailandese meridionale si trova  Phetchaburi che fu centro meridionale del regno potente  Sukhothai per tutto il medioevo, poi preso nel successivo dominio  che seguì con il regno di  Ayutthaya  da metà del XIV secolo al XVIII. Dominato dal colle Mahaisawan ove si erge il complesso reale con i templi di Phra Nakhon khiri, conserva antichi quartieri, palazzi e templi che raccontano la storia di Phetchaburi poco distanti le grotte che accolgono il santuario buddista di Tham Khao luang e il litorale  con le candide spiagge che si allungano a Cha am. Lasciando il territorio costiero e la regione attorno la  città di  Phetchaburi lungo il versante orientale dei monti Tenasserim nella foresta si stende  il vasto parco Kaeng krachan,  lungo il confine birmano oltre il passo Dan Chedi Sam detto delle Tre Pagode, nell’ omonimo distretto  che ne prende nome  si trova l’ antica città di Ratchaburi  fondata nel X secolo come centro del regno induista e buddista di Dvaravati sul fiume Mae Klong. Risalendo il fiume per un’ ottantina di chilometri da Ratchaburi sempre  verso il confine birmano sorge la città di Kanchanaburi  che conserva il suo passato tra i vari templi  all’ interno di grotte con grandi statue del Buddah ed altri venerati santuari come quello delle Tre Pagode e il suggestivo Wang Wiwekaram, continuando tra le memorie di  Kanchanaburi poco distante il celebre ponte sul fiume Kwai. Nel territorio si trova l’ antico sito Khmer di  Prasat mueang sing e salendo a nord ovest il parco di Erawan con la sua riserva naturale e le suggestive cascate e  tra i rilievi dell’ interno  quello di Huai kha khaeng. Da qui si può raggiungere la capitale al termine si un lungo persorso nell’  affascinate regione meridionale o proseguire  per  i territori dell’ ovest Thai lungo il confine birmano più a nord  fino all’ Umphang  ove nell’ omonima provincia si trova la città di  Tak da dove  addentrarsi nei  vari parchi come  Lan San, Taksin Maharat Khun Phaw e Namtok Pha Charoe.

 

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