Sulle vie romane

Sulle vie romane

Sulle vie romane di Noricum per l’ Europa centrale


L’orientale provincia italica della Venetia et Histria governata da Aquileia, fioriva di grandi traffici per l’ Europa, collegata all’ Aurelia vi giungeva la  Postumia dalla Gallia  Cisalpina attraverso la pianura padana ove a Concordia incrociava sul ponte strata con la via Annia che andava da Hatria Adria a Patavium Padova, passando per Altinum a sua volta qui incrociata dalla Via Romea dei pellegrini cristiani proveniente da Ariminum lungo la costa adriatica passando per Ravenna. Verso oriente dalla  Venezia Giulia partiva la  in  terra istriana da Valle per  Tarsactica  fino a Pola e le  altre vie dell’Illiricum lungo la Croazia.  A nord v’era la culla dell’antica cultura  Hallstatt che fu poi regnum  Noricum fondato da gente di lingua   illirica  giunta attraverso la  Slovenia nel primo millennio e poi occupato da Celti Taurisci e Venedi nel quinto secolo. Divenuto provincia romana Noricum sorsero Littanum, Aguntum e Sebatum verso il limes retico per la Germania superior, ove una via portava ad Augusta Vindelicum che poi fu Augusburg, mentre da Sebatum si procedeva verso il limes danubiano. Dopo le guerre  marcomanne, dal terzo secolo iniziarono le invasioni dei baltici e i germanici, così Diocleziano divise il Noricum in Repense e Mediterraneum, al finire del quinto secolo vi giunsero i Rugi, poi fu nel regno Ostrogoto e vi passarono i Longobardi alla conquista delle terre italiche. Dalle invasioni in Tirolo , per due secoli fu teatro di scontri tra i germanici Bajuvari e  le tribù slave finchè TassiloneIII della dinastia bavarese  nel secolo ottavo conquistò quelle terre e gli antichi commerci vennero ripresi sulle vie del Noricum.  Da Aquileia partiva la via per quel territorio e il primo tratto saliva traversando il Friuli e il territorio gemonese ch’era popolato da tribù di origine celtica quando vi giusero i romani facendone poi la X Regione augustea  Histria, superava il valico del monte  Croce  carnico  per Teurnia continuando a Iuvavum ove poi sorse Salisburgo. Oltre le Alpi  orientali incrociava la strata militum attraverso la Rethia proveniente dalle fotificazioni di castra  Regina che divenne Ratisbona, più oltre la via verso la Pannonia che passava per Vindobona  e  Aquincum.

Una via minore passava per Virunum giungendo ad Ovilava sorta su insediamenti si di Illiri e poi Celti sotto l’impero di Adriano .  Tutte le vie convergevano a Lauriacum sorta nell’età  imperiale di Claudio ove il castrum legionario controllava gran parte della provincia di Norico e tutti i commerci che vi transitavano, registrata nell’Antonini itinerarium come importante tappa sulle strade imperiali del nord .Rimase a lungo essenziale su quella via, nel quinto secolo lo cita il codex Theodosianus  e quello Iustinianus laddove il Corpus  iuris cinilis  ricorda Lauriacum quale centro miltare sul limes  germaico retico. Le guarnigioni del  praefectus legionis presidiavano la regione fino al limes  danubiano con la Pannonica ove giungevano le incursioni germaniche di Vandali e Iutungi che minacciavano genti e commerci. Essa fu anche via di diffusione del cristianesimo, qui era il milite romano Floriano convertito nel terzo secolo e primo martire del Norico, poi sepolto a Passavia in Baviera meta di pellegrini, come ricorda la a Passio di S.Floriano e Lauriacum la si ritrova anche nel Martyrologium  Hieronymianum redatto nel quinto secolo in Aquileia. Le Alpi orientali erano popolate da tribù celtiche che avevano sentieri e stretti passaggi scavati in nella roccia, così che i romani s’ingegnarono in terrapieni, dighe, ponti e quanto sapevano realizzare nella costruzione di strade. Poi lungo la via si traevano altre merci e dalle valli del fiume Krčica Gurk in Slovenia giungeva il metallo per forgiare l’acciaio.  Qui l’antico Oppidum dei Taurisci nel Magdalensberg a metà del primo secolo divenne Municipium Claudium Virunum e poi procurator Augusti provinciae Norici gran centro sulla via tra l’Adriatico e  il Danubio,dopo le guerre bellum Germanicum spostata a Ovilava Wels e quando Diocleziano divise la provincia del Norico divenne fu del Noricum mediterraneum. Al dilagare dei barbari la popolazione si trasferì nella vicina Teurnia, prima sede del cristianesimo in quelle terre giacchè Severino abate  all’inizio del sesto secolo indicava Paulinus vescovo di quel posto, come  narra Eugippio nella Vita sancti   Severini. Da Labacum Aemona Ljubjiana s’andava sul limes danubiano pannonico ove il commercio dell’ ambra altri traffici seguirono la storia di città, conflitti ed invasioni, mentre giungeva il cristianesimo cominciando il medioevo passato per il dominio d’ Ungheria, la minaccia ottomana e gli Asburgo. Una via giungeva dall’antichissima serba Sirmium nel territorio delle tribù celtiche degli Scordisci e gli Amantini, presa da Roma nelle guerre illiriche , con i Flavi colonia sulla via di Pannonia controllata dalla Legio II lAdiutrix. Dopo la guerra con i Sarmati nel terzo secolo Diocleziano divise la grande provincia in Pannonia Prima, Pannonia Valeria, Pannonia Savia e Pannonia Secunda in  Serbia della quale Sirmio divenne una delle capitali della Tetrarchia imperiale con Nicomedia, Augusta  Treverorum e l’italica  Mediolanum, infine a capo della  prefettura occidentale d’ Illyricum assieme all’ orientale Tessalonica. Di qui Costantino condusse le guerre contro i Sarmati sul limes pannonicus come centro delle armate  del Danubio , alla sua morte i figli vi si riunirono per dividersi l’ impero.

Dopo l’ invasione dei Quadi e DEI  Iazigi, l’imperatore ValentinianoI riprese Sirmium che  divenne sede vescovile e di nuovo grande centro con TeodosioI, al fine di quel quarto secolo fu attaccata dai Goti e poi entrò nell’ impero d’  Oriente, fino alla devastazione degli Unni. Dal quinto secolo preda dei Goti  e degli  Gepidi per cent’anni, ripresa brevemente nell’ Impero, venne distrutta dagli Avari e non se ne ebbe notizia per cinque secoli fino a quando vi si scontrarono le armate del regno d’ Ungheria e dei  bizantini  vittoriosi. Per cinquecento anni fu presidio sulle grandi vie commerciali, centro di diffusione cristiana dalla fin del quarto secolo e poi popolata dai vicini germanici di Baviera che ripresero gli antichi commerci. Il vecchio castrum uueles all’inizio del tredicesimo secolo divenne la  città di mercato Wels ad opera del sovrano LeopoldoVI, poi ingrandita dal duca Albrecht III e  RodolfoIV  d’Asburgo .Con la guerra dei contadini germanica, i conflitti religiosi della controriforma e la guerra dei Trent’anni nel cinquecento, perse il suo ruolo commerciale rimanendo fuori dai grandi traffici fino al settecento asburgico che ne ricostruì il centro barocco come lo si vede. Da ovest si giungeva a Sala Zalaegerszeg, nella regione ungherese di  Zala che divenne la medievale Egurscug  donata al capitolo ecclesiastico di Veszprém dal re Béla IV nel tredicesimo secolo. Più oltre  Scarbantia  poi devastata dalle invasioni vi giunsero tribù di Magiari nel mille edificandovi la fortezza di Suprun che le da il nome, presa da Ottokar II di Boemia un paio di secoli dopo, vene poi nominata città reale da LadislaoIV, ha resistito agli Ottomani e poi divenuta asburgica come il resto d’ Ungheria. Sul limes  danubiano sorgeva Brigetio Komárom dei celti illirici Azali presa dalla Legio I Adiutrix che ne fece castrum, poco oltre Carnuntum della legio XV Apollinaris da dove Tiberio iniziò la guerra contro i Marcomanni, con Caracalla divenne Colonia Septimia Aurelia Antoniana e nel quarto secolo sede del c convegno di Carnuntum per decidere la divisione della Tetrarchia. Devastata dai di Quadi e Iazigi, presa dagli Slavi divenne Carantano, prima di essere distrutta dagli Ungari. Sulla riva destra  Danubio ove sorse Óbuda, i romani edificarono la cittadella di Aquincum a proteggere il limes danubiano   dalle incursioni delle tribù sarmatiche. Divenne  grande centro della Pannonia inferior con  Traiano assieme alla capitale Sirmio. Nel terzo secolo il limes  subiva le incursioni dei Carpi e i potenti  Vandali, poi ancora i sarmati dall’ est e i  Quadi sconfitti da Caracalla e si estese alla fortezza di Brigetio assieme ad Aquincum che ne fu capitale ove cent’anni, l’ impero riuscì a contenere le minacce dall’est con la legio II e le altre guarnigioni attestate dalla notitia  Dignitatum fino all’inizio del quinto secolo quando giunsero gli Unni di Attila che invasero la Pannonia e Il resto della storia anche qui segue quella dell’ Ungheria. Altro centro della Pannonia Superior era la Colonia Claudia Savariensum di Savaria Szombathely nella magiara  Alpokalja tra i monti  Kőszeg e il fiume Rába fiorito sulla sulle  Vie dell’Ambra, capitale della Pannonia Prima  e patria di Martino di Tours  da cui diffuse il cristianesimo.

Presa Unni nel quinto secolo finì devastata da un terremoto e quello successivo fu concessa dai Longobardi di Alboino agli Avari durante la conquista d’Italia in cambio del loro contrasto ai bizantini da est. Giunsero poi tribù slave  fino alla fine del secolo ottavo quando vennereo sbaragliate dai Franchi di Carlo Magno che la tennero per ottanta anni e poi  Arnolfo di Carinzia la cedette al vescovo di Salisburgo, infine presa prima dai moravi e poi definitivamente magiari. All’ inizio del mille Stefano I d’Ungheria  l’assegnò alla diocesi di   Győr. quindi contesa nella guerra tra Samuele d’ Ungheria  e Enrico III, sopravvisse fino al dodicesimo secolo quando fu devastata dall’ invasione dei Mongoli. Ricostruita fiorì di nuovo su quella via di commerci dal trecento e alla fine del cinquecento divenne capitale della provincia di Vas nel regno d’Ungheria, continuando a prosperare anche nel lungo periodo asburgico.

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