Statue isola di Pasqua: l’enigma Moai

Statue isola di Pasqua: l’enigma Moai


Statue sull’isola di Pasqua

Politicamente appartenente al Cile, culturalmente alla Polinesia, e quanto a misteri a nessun altro territorio conosciuto sulla Terra, Rapa Nui – meglio nota come isola di Pasqua – è uno dei posti più intriganti ed enigmatici del mondo.

Sicuramente la prima immagine che ci viene in mente è quella delle gigantesche statue Moai, rappresentative dell’isola di Pasqua ma, nonostante i tanti anni di ricerche, ancora avvolte dall’arcano. Una delle domande più comuni, ad esempio, è: cosa rappresentano? Quella di guardiani dell’isola era fino a qualche decennio fa tra le ipotesi più accreditate, se non fosse per il fatto che i Moai dell’Ahu Tongariki  – una delle piattaforme restaurate e più ricche di statue, ben 15 – danno le spalle all’oceano e sono rivolti verso il centro di questa terra emersa. Da quali pericoli avrebbero dunque dovuto proteggere? Data la posizione, sarebbe stato più difficile scappare dall’isola piuttosto che entrarci.

Ahu

Ahu

Tra le altre supposizioni, i giganti di pietra potrebbero rappresentare le antiche tribù delle Orecchie Lunghe, che nel corso di sanguinarie battaglie contro le Orecchie corte, conquistarono il dominio di Rapa Nui ed eressero questi colossi dalle orecchie prominenti appunto a loro somiglianza.

Tante altre tesi sono state sviluppate per capire il perché della loro realizzazione, e numerose altre domande sorgono sul come vennero trasportate dal vulcano Rano Raraku – luogo in cui vennero scolpite –  verso le coste ed altri punti dell’isola dove tutt’ora si trovano, percorrendo ora poche centinaia di metri, ora vari chilometri (la distanza massima risulta essere di 16 chilometri).

Una risposta fondamentale alla soluzione di quest’ultimo enigma è stata fornita dall’ingegnere della Repubblica Ceca Pavel Pavel, il quale, fidandosi dell’istinto e dei racconti tramandati dagli isolani, ha voluto dar corso alla leggenda delle “statue che camminano”. Decise così di verificare le sue teorie a lungo studiate e discusse provando a spostare niente di meno che… una statua Moai originale.

L’esperimento risale al 1986, quando l’ingegnere fu invitato dal famoso esploratore norvegese Thor Heyerdahl ad unirsi alla spedizione organizzata dal museo Kon-Tiki all’isola di Pasqua. Dopo ripetuti tentativi e difficoltà, sia tecniche sia legate all’indole “rilassata” degli abitanti, finalmente un Moai alto quattro metri e pesante dieci tonnellate tornò a camminare nella sua patria dopo secoli di riposo. La validità della tesi di Pavel sta nel fatto che vennero usati solo strumenti primitivi come corde, sicuramente reperibili anche nel 1100-1600, e un numero esiguo di persone rispetto al peso del carico.

esperimento 1986 statue moai isola di pasqua

Esperimento del 1986

Esperimenti precedenti, infatti, pur avendo avuto successo, avevano richiesto un numero decisamente maggiore di operai e spesso non erano compatibili con la posizione di ritrovamento delle statue: ad esempio, se i Moai fossero stati trascinati pur abbastanza agilmente sopra rulli di legno da un’ingente squadra di tiratori, come potrebbero essere attualmente situati in fila in riva al mare?

La statua di Pavel percorse solo sei metri ma, con ogni probabilità, con più tempo per allenarsi e prendere il ritmo, la squadra sarebbe riuscita a perfezionarsi e replicare il lavoro con risultati più simili a quelli degli antichi abitanti. La descrizione di questo epico risveglio dei Moai, insieme a dettagli sulla natura, la cultura e gli abitanti dell’affascinante Rapa Nui, è raccolta nel saggio/diario di viaggio di Pavel Pavel intitolato “Rapa Nui – L’uomo che fece camminare le statue” (recentemente pubblicato anche in Italia da Bibliotheka Edizioni, traduzione e cura di Miriam Acquaroli).

In un tour attorno all’isola, che può essere svolto a piedi, a cavallo, noleggiando quattro per quattro o moto, è possibile ammirare anche il titano che camminò nel 1986, proprio nei pressi del suggestivo Ahu Tongariki. Da non perdere neanche la baia di Anakena con la bianchissima spiaggia di coralli, il vulcano Rano Raraku, cantiere delle statue, il vulcano Puna Pao, laboratorio dei più grandi cappelli al mondo (i simpatici copricapo rossi dei Moai, i pukao), il luogo di culto di Orongo e i rigogliosi giardini sotterranei. Il libro di Pavel offre una panoramica completa sui luoghi d’interesse dell’isola con relative informazioni storiche e culturali e trascina in un mondo che ha ancora molti misteri da svelare!

 

articolo redatto da Miriam Acquaroli

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