Mesopotamia antica

Mesopotamia antica


“La Mesopotamia, terra tra i due Fiumi che ha visto sorgere tra le prime civiltà della storia percorsa nei millenni dai più antichi Sumeri agli imperi di Akkad ed Elam, dai Babilonesi e gli Assiri fino al tramonto persiano ed ellenistico, lasciando grandiosi resti che hanno incantato il mondo per essere devastati dalla guerra e la follia islamica in quello che è divenuto il martoriato Iraq”

“Mentre il resto del mondo viveva la sua neolitica preistoria, lungo il maestoso Nilo e la sua fertile valle l’Egitto diveniva culla della civiltà, così come il territorio chiamato poi dai greci Mesopotamia Tra due Fiumi Tigri ed Eufrate che dai monti del Tauro attraverso l’Anatolia entrano nel deserto della Siria proseguendo ad oriente sfociando nel vasto Golfo Persico.

Assieme alla storia egizia, con quella mesopotamica iniziò il lungo cammino del mondo uscendo dalla preistoria, la nascita dell’agricoltura vide sorgere i primi centri abitati, poi villaggi e città che si dedicarono ai commerci, fin dal VI millennio si trovava l’ossidiana che giungeva dall’Anatolia, conchiglie dal Mediterraneo, pietre dure dai limitrofi territori d’oriente, altri prodotti e metalli dall’Egitto. Giungevano dalle più antiche vie della storia, utilizzati nei primi manufatti e oggetti pregevoli agli albori di quella divenuta poi la grande arte mesopotamica diffusa nei millenni a venire nel vasto territorio che dalla Mezzaluna Fertile andava da quello dell’Iran ad est al più occidentale Egitto attraverso la Giordania e la limitrofa Siria sulle prime vie di commerci e incontro tra culture. Al centro vi era quello che millenni dopo è divenuto l’Iraq, la culla delle civiltà mesopotamiche dalla monumentale architettura e dove, dalle leggende e miti religiosi tramandati oralmente, con l’invenzione della scrittura incisa su tavolette d’argilla detta scrittura cuneiforme alla fine del IV millennio, nacque anche la prima letteratura della storia e il cammino della civiltà capace di raccontarsi dalla prima grande civiltà dei Sumeri che originò le altre fino al II millennio con i domini dei Babilonesi e dei contemporanei Assiri.

Preistoria mesopotamica

Nella regione settentrionale irachena del Kurdistan tra i monti Zagros in una grotta si trova il sito di Shanidar popolato nel Medio Paleolitico dall’Uomo di Neanderthal, sempre tra quei monti Jarmo è stata una delle più antiche comunità agricole della storia, nei resti sono stati trovati dodici strati di edifici e ricostruzioni con i più antichi risalenti al VII millennio rivenendo utensili agricoli di selce, macine e utensili preistorici, mentre gli strati superiori hanno rivelato ceramiche e altri reperti neolitici che ne fanno tra i più antichi centri urbani mediorientali assieme all’anatolica Çatalhöyük . Nel VI millennio fioriva la neolitica Umm_Dabaghiya che fu la più antiche culture ceramiche, assieme alla Cultura Halaf che ha lasciato I suoi resti del V millennio ad Arpachiya, continuata nel millennio successivo con la Cultura_Hassuna e la più meridionale Cultura Samarra che aveva uno dei suoi centri sul Tigri a Tell es-Sawwan. Una più evoluta agricoltura con canalizzazione di acque e sistemi di irrigazione si devono alla Cultura Ubaid, la prima che ha edificato centri più estesi delle altre con edifici più solidi, il tempio come centro religioso collettivo, produzione artigianale, ceramiche e scambi commerciali, che segna il passaggio dall’epoca protostorica agli albori della storia in Mesopotamia. La nascita di una religiosità collettiva con appropriati luoghi e simboli di culto che erano anche centro amministrativo della comunità che edificava templi e abitazioni in villaggi estesi divenuti tra i primi centri urbani della storia. A questo periodo di Ubaid risale la prima fondazione delle città nella regione meridionale del Thi-Qar e i primi centri ove poi sorsero le altre città dei Sumeri tra Tell Madhur di Hamrin, Ras el-Aiya a Kish, il centro di Tell Abada e sull’alto Eufrate orientale Tell Uqair presso il sito di Kutha. All’epoca risalgono le rappresentazioni artistiche di divinita rettili con statuette raffiguranti enigmatici umanoidi con strani lineamenti e figure femminili che recano neonati con sembianze simili, così come altrettanto enigmatici sono gli idoli oculari rivenuti a Tell Brak nella regione del Khābūr in SIria, una delle prime città nota come Jezireh, fiorita dall’inizio del IV millennio e per tutto il successivo nel periodo Periodo Uruk che chiudeva la lunga preistoria mesopotamica entrata nel suo periodo Protodinastico.

La prima grande civiltà dei Sumeri

Della neolitica Cultura di Ubaid ebbe in parte origine la prima grande civiltà mesopotamica dei Sumeri, iniziata nel IV millennio e durata fino alla metà del secondo con l’avvento dei Babilonesi, fondarono la loro prima città ad Eridu e poi su un più antico villaggio neolitico la capitale Uruk, ben presto sorsero le altre città sumere che dominarono la Mesopotamia come una delle più antiche civiltà della storia. Dalla lingua_sumera elaborarono segni inventando la prima forma di scrittura lasciando i più antichi resti di tavolette in argilla rinvenute ad Uruk, incisa in caratteri detti cuneiformi con essa redassero archivi, testi religiosi e mitologici, liste di sovrani ed eventi, raccontarono la loro storia e impressero le leggi sumere che furono le prime ad essere codificate, mentre altre iscrizioni svelano la complessa Mitologia_sumerica che si identifica con la religione dalle divinità che rappresentavano le forze della natura. Essa divenne collettiva e non più relegata a ritualità di clan tribali con una comune concezione della divinità e l’esistenza dell’aldilà come Kur, elencando tutti gli dèi con le loro influenze sulla comunità umana, rimasti e rielaborati nei culti dei Babilonesi e la religiosità degli Assiri assieme alle ritualità e mitologia. Alla Letteratura_sumera si devono il primo grande poema epico con il Gilgamesh e gli altri sugli eroi mitici, la nascita della poesia, i racconti delle gesta reali e la narrazione della storia, ad essa la prima sommessa descrizione della guerra e devastazione dopo distruzione della città dagli Elamiti nel Lamento per Ur. La lunga storia dei Sumeri è raccontata dai suggestivi resti di città e monumenti, dall’arte sumera iniziata dalla metà del IV millennio nel Protostorico con una grande evoluzione figurativa nella scultura, la glittica per l’intaglio delle pietre, il rilievo e le prime costruzioni monumentali nell’architettura con l’espansione delle città a cominciare dal sito di Warka ove sorgeva l’antica Uruk. Tra il 2900 e il 2350 a. C. seguì il Protodinastico che vide la crescita delle città stato indipendenti con il palazzo reale ove veniva esercitato il potere e nel tempio Ziqqurat che ne era il centro religioso nella prima divisione tra governo e religione nella storia. Nel successivo periodo tra la metà del XXIV e il Il XXII secolo a. C. vi fu il dominio del potente impero Akkad che lo estese dall’iranico Elam ad est alle sponde del Mediterraneo attraverso la Siria, poi invaso del popolo nomade dei Gutei e ne seguì il breve periodo dinastico di Lagash dal 2150 a. C. ove era sovrano Gudea e l’arte si espresse nella scultura statuaria. antica civiltà mesopotamicaIl potere sumero fu ripreso dal sovrano Utukhegal sconfiggendo l’ultimo re accadico Gutei Tirigān per ristabilire la dinastia di Ur che inaugurò la grande rinascita del periodo neo sumerico tra il 2120 e il 2004 a. C. Il successore Ur-Nammu e coloro che seguirono crearono uno stato centralizzato con un’intesa attività edilizia perfezionando l’urbanistica e l’architettura monumentale con templi ziggurat come quelli di Uruk, della capitale Ur e la città di Lagash, mentre l’arte figurativa si evolveva in una raffinata statuaria, decorazioni e fine oreficeria. Alla fine del XX secolo a. C. il regno dell’ultimo sovrano della Terza dinastia di Ur subì devastanti incursioni dei popoli semiti Elamiti ed Amorrei e l’ultimo sovrano Ibbi-Sin venne spodestato dal governatore di Isin e Nippur Ishbi-Erra, mentre gran parte del territorio veniva conquistato dal regno iranico di Elam che ne devastò le città e la capitale Ur ponendo fine alla lunga era dei Sumeri che influenzò tutte le successive civiltà della Mesopotamia.

L’impero di Akkad

Dopo l’arrivo di popolazioni Semite in Mesopotamia a metà del III millennio si impose in dominio di Akkad fiorito nel XXIII secolo a. C. con il sovrano Sargon, non è stata ancora ritrovata la capitale Akkad, ma dai testi cuneiformi si sa che fu anche santuario del culto di Ishtar ove i sovrani ricevevano investitura divina e il suo ruolo rimase fino a tutto il periodo Babilonese con i regnanti che continuarono a chiamarsi anche Re di Akkad. Con gli Accadi la loro cultura semita entrò a far parte della tradizione Sumera che ne ispirò arte ed architettura monumentale, ma con evoluzioni originali che a loro volta influenzarono la Terza dinastia di Ur, al periodo accadico si deve il perfezionamento della città stato, ove il potere era esclusiva del sovrano di investitura divina, che sostituì quello più antico della città religiosa dove era esercitato dal tempio. L’architettura monumentale si rivolse più al palazzo reale come sede del potere che al tempio e così l’arte che celebrava le gesta del sovrano, come nella Stele Naram-Sin conservata al Louvre di Parigi, le rappresentazioni celebrative dovevano superare lo statico formalismo precedente per conferire realismo alle gesta del sovrano divinizzato come nelle sue raffigurazioni e nell’antica arte mesopotamica sfragistica nei sigilli cilindrici. Alla morte di Sorgon salì al trono il figlio Rimush che governò in modo autoritario fino al 2270 a. C. quando venne assassinato in una congiura, successore fu Il fratello Manishtushu che riordinò le città e gli stai vassalli rivoltati, riconquistando quelli di Sherihum e Ansham con la ricostituzione di un potente esercito dotandosi anche di una flotta per espandere il regno sullo Shatt al-Arab e le limitrofe coste del Golfo Persico. Nel 2254 a. C. successore fu suo figlio Naram-Sin che pretese la sua origine divina, celebrato come il conquistatore estese il dominio in Siria devastando Ebla che fu poi ricostruita, sbaragliò le tribù iraniane dei Lullubis ad est estendendo nuovi domini sul Golfo Persico, prese il Libano ad ovest ove poi sorsero le prime città costiere dei Fenici e ridusse a vassallo il territorio elamita governato da Puzur Inshushinak. Nel 2217 a. C. salì al trono Shar-Kali-Sharri e durante il suo regno iniziò la decadenza, l’elamita Puzur Inshushinak invase altri due stati vassalli attaccando l’Akkad, mentre iniziavano le invasioni degli Amorrei, alla sua morte nel 2193 a. C. la dinastia di Akkad crollò definitivamente. La capitale Assur fu devastata, il palazzo reale di Agade saccheggiato e il santuario con il tempio di Ishtar ad Assur distrutto. Con le pressioni dei nomadi semiti Amorrei e da est gli iranici Hurriti il potente impero iniziò la sua decadenza fino ad essere invaso nel XXII secolo a. C. dai bellicosi Gutei giunti dall’altopiano iranico del Luristan, che dominarono la Mesopotamia per tutto il secolo successivo, sconfitti poi dal sovrano di Uruk Utu-khegal che rifondò il dominio dei Sumeri con la Terza dinastia di Ur.

Le conquiste dell’iranico Elam

Il territori degli Elamiti si stendeva nell’Iran meridionale e, seguendone la mitologia, il re tribale Susa scese dalle montagne trovando i Sumeri, ne apprese la la cultura e fondò la città di Elam che ne divenne capitale e santuario delle principali divinità elamite. Insuninak era il Signore di Elam, seguiva la sacra triade del padre Humnan, la moglie Kiririsa e il figlio Hutran, il dio solare Nuhhunte, il dio del cielo Pinigir, le divinità femminili Anahita e Uburkubak. Secondo la cronologia elamita la prima dinastia fu fondata dal re Silhaha nel XVIII secolo a. C. e il figlio Kudur-Mabuk conquistò la sumera città di Larsa, nel XIII secolo a. C. Pahir-Isisan e il nipote Hubannumena rilanciarono l’antica dinastia, Untas-Huban arricchì le città con grandi opere ispirandosi allo stile mesopotamico, alla fine di quel secolo Shurdruk-Nahhunte conquistò Babilonia. Seguirono due secoli oscuri di conflitti con l’incontenibile ascesa dei Babilonesi, nel VII secolo a. C. re Hubannugas riuscì a respingere gli Assiri di Sargon II, mentre nel successivo Urtaku fu l’ultimo sovrano di Elam prima della loro inarrestabile avanzata. La storia racconta che nel III millennio iniziarono ad espandersi in Mesopotamia dalle reciproche influenze con la civiltà dei Sumeri, probabilmente fin dal periodo Uruk, seguì quello protoelamita fino al XXII secolo a. C. quando vi si diffuse la scritura cuneiforme, nel successivo paleoelamita si susseguirono le dinastie di Awan tra il XXIV e il XXII secolo a. C. in conflitto con l’impero di Akkad, la Simash durata fino al XIX secolo e contemporanea alla Terza di Ur sumera. La civiltà elamita fiorì con la dinastia Sukkal-makh fondata nel XIX secolo a. C. e in quello successivo furono sottomessi dai Babilonesi di Hammurabi rendendosi di nuovo indipendenti quasi due secoli più tardi quando fondarono il potente regno di Elam che dominò la regione e con il sovrano Shutruk-Nakhunte I giunsero a conquistare il regno dei Cassiti e la capitale Babilonia nel 1155 a. C. , ripreso poco dopo dalla potenza Babilonese di Nabucodonosor I. Rifondarono il loro regno Neoelamico nell’VIII a. C. con la capitale Shushun che fiorì fino ad essere conquistato nel 640 a. C. dagli Assiri di Assurbanipal, alla caduta di quest’ultimo impero mesopotamico l’Elam fu preso da quello Achmenide che regnava in Persia divenendone una satrapia con la rifiorita capitale Susa ove nel 324 venne celebrata l’incontenibile conquista di Alessandro Magno e che secoli dopo divenne la Susiana dei romani. Oltre che nelle città mesopotamiche, ove è stata rinvenuta l’influenza di Elam e nella regione di Susa, i siti elamiti si trovano nel territorio iraniano occidentale del Khuzestan verso lo Shatt el-Arab, Choqa zanbil era l’elamita città di Dur Untashi fondata a metà del XIII secolo a. C. dal re Untash-Napirisha come grande centro religioso, era in piena ricostruzione quando fu devastata da Assurbanipal, ne rimasero migliaia di mattoni non utilizzati lasciati nel sito. Dotata di mura formate da grandi pareti concentriche, tra gli altri resti di edifici rimangono quelli di un’enorme ziggurat consacrata alle divinità elamita Inshushinak e Napirisha, una delle poche e più grandi edificate fuori dalla Mesopotamia. Sull’altipiano iranico di Fars tra Monti Zagros a Tepe Malyan si trova Anshan fondata nel III millennio, ne fu prima capitale poi abbandonata nel XXVII secolo a. C. dell’epoca rimangono resti di edifici e un palazzo decorato con tracce di affreschi ove sono state rinvenute tavolette incise con scrittura cuneiforme. Continuando nella regione al primo periodo elamita risale il sito di Chogha Bonut e su un antico centro neolitico sorse Chogha Mish che divenne dominio della vicina Elam, così come probabilmente lo fu l’altro sito neolitico di Tepe Sabz che non ne ha ancora rivelati resti, mentre nel più orientale altipiano iraniano tra i resti di edifici e templi di Tepe Siyalk sono stati rivenuti reperti e vasellame di stile elamita.

Le città stato di Isin e Larsa

Nella Mesopotamia meridionale a Ishan Bahriyat Isin era una fiorente città dei Sumeri con il Santuario della dea Gula che, mentre decadeva Terza dinastia di Ur, si rese indipendente con una propria dinastia amorrita fondata da Ishbi-Erra nel XX secolo a. C. imponendosi sull’altro grande centro religioso di Nippur. Il successore Shu-Ilishu e il terzo sovrano Iddin-Dagān estesero i domini della dinastia rivendicando la sovranità sul’antico regno di Ur, Shamshi-Adad I conquistò le potenti città stato di Shekhna, Ekallatum e Assur, mosse guerra contro Eshnunna e prese la città di Mari, assediò Ninive durante il conflitto con Qabra e Nurugum e sconfisse la tribù nomade Ya’ilanum sterminandola. Esteso e consolidato il regno, il quinto sovrano Lipit-Ishtar fu il primo a far scrivere serie di leggi in sumero nel secolo precedente al celebre Codice di Hammurabi babilonese. Isin all’inIzio del XVIII secolo perse la sua indipendenza entrando nei domini di Larsa e poi conquistato dai Babilonesi, rimanendo nel loro impero per cinque secoli, tornando di nuovo indipendente con la fondazione della sua seconda dinastia a metà del XII secolo a. C. arrivando ad imporre l’autorità sulla stessa Babilonia e ponendo fine alla dinastia Cassita. Dopo l’invasione elamita, Il quarto sovrano della seconda dinastia di Isin Nabucodonosor I sconfisse definitivamente gli elamiti scacciandoli dal territorio babilonese entrando poi in conflitto con gli Assiri che avrebbero in seguito dominato gran parte della Mesopotamia.

Nei pressi della sumerica Uruk a Tall Sankarah sorgeva Larsa fin dal XXVII secolo a. C. come santuario del dio solare Shamash ove il sovrano sumero Ur-Nammu fece ricostruire la grande ziggurat di E-Babbar, si rese indipendente alla fine del XX secolo a. C. con il re Naplanum che fondò qui una sua dinastia contemporanea a quella di Isin, ne seguirono dodici sovrani di stirpe semita che esercitarono una crescente egemonia sui decaduti territori sumeri, ma almeno per il primo secolo della sua espansione Larsa non entrò in conflitto con Isin. Alla fine del XIX secolo a. C. con il quinto sovrano Gungunum e il successore Abisare Larsa estese i suoi domini, poi il dodicesimo re dinastico Silli-Adad fu deposto dall’elamita Kutur-Mabuk che impose al trono il figlio Warad-Sin inaugurando un fiorente periodo che con il successore Rim-Sin I ebbe un grande fervore artistico, terminato con l’incontenibile avanzata babilonese di Hammurabi che sconfisse Rim-Sin e conquistò Larsa nel 1763 a. C.

La civiltà Babilonese

Alla fine del II millennio con l’ultima dinastia di Ur ebbe fine l’antico dominio dei Sumeri, il territorio fu invaso dagli iranici di Elam che ne distrussero la capitale del sovrano Ibbi-Sin, raccontato nell’epico Lamento per Ur, seguirono i domini delle città stato di Isin in conflitto con quella di Larsa per oltre due secoli, intanto già dal millennio precedente verso la fine del terzo la popolazione semitica degli Amorrei si stabilì nella Mesopotamia meridionale tra il Tigri e l’Eufrate dove rifondarono la città di Babilonia e da essa presero nome di Babilonesi gli abitanti della regione di simile stirpe amorrita. La potenza babilonese dell’epoca raggiunse l’apogeo con il sovrano Hammurabi che prese l’antica città sumera di Uruk, , Larsa e Isin, poi Eshnunna e infine nel 1790 a. C. Mari. Fondò il potente impero governato con le leggi del suo celebre Codice Hammurabi, in quel periodo anche gli Assiri di medesima stirpe invasero la Mesopotamia, intanto il dominio babilonese subì un’incursione degli Ittiti seguita poi dall’invasione degli iranici Cassiti nel XVI secolo a. C. durata fino al 1155 a. C. , quando anche il loro regno venne travolto dai persiani Elamiti e dopo un lungo periodo indipendente e il 732 a. C. fu conquistato dall’Assiria. Con il sovrano Tiglatpileser III fu rifondato l’impero della dinastia Neoassira e dopo un secolo Babilonia venne conquistata da Sennacherib fronteggiando le rivolte babilonesi fino ad essere ripresa e devastata dal fratello Assurbanipal.babilonesi

Anche questa civiltà era in gran parte fondata sulla religione e la ricca Mitologia babilonese tramandata in testi cuneiformi incisi su tavolette che, assieme ai trattati scientifici e di diritto redatti tra il XVII e il XVI a. C. , produsse la Letteratura_accadica scritta in quella lingua che in parte riprese quella dell’antica tradizione sumerica. Nel diritto le leggi tramandate oralmente vennero elaborate nel Codice Hammurabi incise su lastre di pietra affisse in tutte le città, il primo nella storia che stabiliva leggi scritte che tutti potevano conoscere con il dovere di rispettarle. Fu anche tra le prime culture ad estendere il sapere scientifico con l’astronomia babilonese, così come l’elaborata matematica  che rese possibili più precisi calcoli nei vari campi della scienza e dell’architettura. Edificarono la capitale Babilonia con quartieri, palazzi e templi come l’imponente Ziggurat Fondamento del Cielo e della Terra Etemenanki e Il sontuoso tempio Esagila consacrato alla suprema divinità Marduk ed altri finemente decorati o rivestiti d’oro, la leggendaria Galleria_Eufrate, la suggestiva e decorata Porta Ishtar, tra le sette meraviglie dell’antichità furono le grandi Mura di Babilonia decantate nei secoli assieme ai favolosi Giardini pensili. Oltre ad altre più antiche città mesopotamiche ricostruirono la vicina Kish sumerica, su un più antico centro del III millennio Mashkan-shapir, fondarono la città di Borsippa e la fiorente Sippar.

Le dinasti dei Cassiti

Nel XVII secolo a. C. dagli altipiani il popolo Kaššû noto come Kassita invase parte della Mesopotamia fondando la dinastia e il regno dei Cassiti che conta trentasei sovrani elencati nella loro lista dinastica che ebbe come primi re Gandash, Agum I e Kashtiliash, ma fu con Agum Kakrime divenuto il sovrano Agum II che i loro domini si estesero , nel secolo successivo conquistarono le antiche città dei Sumeri  e i domini del primo impero fondato dai Babilonesi con la capitale Babilonia che chiamarono Kar-Duniaš. Un territorio compreso tra la potenza dell’Elam e l’ascesa di quella Assira che i cassiti riuscirono a contenere per quattro secoli oltre a tenere commerci e rapporti diplomatici con i bellicosi Ittiti e ad ovest con il faraonico Egitto, mantenendone il dominio fino al regno di Kashtiliash IV nel XII secolo quando entrarono in conflitto con gli Assiri e venero definitivamente sconfitti dagli Elamiti nel 1155 a. C. Oltre l’introduzione della cavalleria e dei carri da guerra, della loro cultura originale rimase ben poco avendo assimilato rapidamente quella delle popolazioni sottomesse, utilizzando la lingua accadica, la scrittura cuneiforme, la religione mesopotamica, l’autorità regale e la divisione in classi sociali con a capo l’aristocrazia. Il regno era diviso in regioni governate da nobili a loro volta ripartite in sorta di feudi che contenevano territori con precisi confini delimitati da cippi e steli di pietra con iscrizioni che ne attestavano la concessione assieme a nomi e simboli delle divinità che in accadico erano chiamati kudurru, divenuti poi modelli per un’espressione originale dell’arte cassita. Oltre a gran parte della cultura, lingua, religione e organizzazione statale, dei Babilonesi appresero e mantennero la tradizione architettonica ed artistica ricostruendone palazzi e templi, ma con l’aggiunta di portali a volta, decorazioni e rilievi raffiguranti divinità sulle facciate. Nei pressi di Baghdad a ῾Aqar Qūf si trova il sito di Dur kuliganzu ove rimangono i resti di palazzi, ziggurat e templi della città fondata nel XIII secolo a. C. dal sovrano Kurigalzū, al centro il grande santuario consacrato al dio Enli esteso in edifici e cortili, la slanciata ziggurat Egikil, il vasto palazzo reale Dur-Kurigalzu con vari edifici affacciati su cortili decorati da affreschi che raffigurano processioni di nobili e dignitari. Qui come altrove l’arte cassita ha espresso creazioni originali anche nella scultura, con statue monumentali come quella in diorite del re Kurigalzu, e la realistica testa di leonessa, i vari Kudurru anch’essi in diorite nera che raffigurano tutte le divinità con le descrizioni cuneiforme incise, i sigilli cilindrici magnificamente scolpiti con esseri mitologici, divinità, piante ed animali.

L’ascesa degli Assiri

Tra l’anatolico Urartu e il più antico impero di Akkad mesopotamico, nel IX secolo a. C. fiorì il regno degli Assiri con il primo sovrano Assurnasirpal II e i successori della sua dinastia  estendendo il potente dominio Neo assiro dall’intera Mesopotamia alla vicina Siria e la limitrofa Giordania, i territori costieri dei Fenici fino al più occidentale Egitto. Per oltre un millennio dominò la regione mesopotamica e limitrofe dal 1950 al 609 a. C. In gran parte simile a quella babilonese, la cultura assira spesso si identifica con essa nelle scienze, diritto, letteratura ed architettura, anche l’arte assira per un lungo periodo ne fu influenzata, ma nel corso del Nuovo Impero si rese originale particolarmente nelle scene di guerra e sottomissioni di popoli nelle statue e rilievi decorativi molto realistici che inauguravano quell’arte del potere diffusa in tutta l’antichità. Le ziggurat, i templi e i palazzi nelle città assire celebravano la potenza imperiale, la summa del loro sapere stava nella vasta Biblioteca Reale intitolata Assurbanipal con migliaia di tavolette cuneiformi rinvenuta a Kouyunjik meglio nota come Ninive, che ne racconta la sua lunga storia. L’antica capitale Assur venne ricostruita e fu fondata la splendida Ninive da dove erano governati i vasti domini e ultimo sovrano ne fu Assurbanipal che regnò fino al 631 d. C. , quando Il babilonese Nabopolassar padre del grande Nabucodonosor II, li conquistò sostenuto dai Medi e gli Elamiti iranici, i Caldei mesopotamici e i principati degli Aramei.

Mesopotamia persiana ed ellenistica

La fine dell’ultima civiltà mesopotamica inizò con l’ascesa dei popoli Medi e Persiani , tra il IX e il VII secolo a. C. le tribù iraniche dei Medi furono sottomesse dagli Assiri, poi fondarono poi un loro regno e la capitale Ecbatana da dove nel 612 a. C. iniziarono le incursioni in Mesopotamia e nel 612 a. C. il re Ciassare alleandosi con i Babilonesi prese la capitale Ninive e il territorio Assiro entrò nel loro potente regno, mentre il sovrano Nabucodonosor ristabiliva il dominio dei Babilonesi fondandone un nuovo impero che fiorì fino al 539 a. C. quando venne conquistato dai persiani Achemenidi guidati da Ciro nel 550 a. C. Fu il fondatore del vasto impero che in breve dalla Persia avanzò ad est fino all’Afghanistan e la regione occidentale del Pakistan, ad ovest in Anatolia e l’intera Mesopotamia conquistando Babilonia, che il successore Cambise II estese ad occidente in Siria e attraverso la Giordania oltre il Sinai fino al millenario Egitto, consolidato ed esteso ulteriormente da Dario I. Il potente impero Achmenide dominò quell’immenso territorio per oltre due secoli e all’antica cultura mesopotamica si impose quella persiana fino all’incontenibile ascesa di Alessandro Magno che lo conquistò dopo aver sbaragliato le armate dell’ultimo imperatore Dario III nel 331 a. C. Con la sua prematura morte anche il nuovo impero fondato dal macedone venne spartito nei vari Regni ellenisti, l’antica Mesopotamia fu nell’Impero seleucide e ancora una volta la nuova cultura ellenistica si sovrappose alle precedenti, seguirono il dominio dei Parti con il loro impero Arsacide per quasi tre secoli impegnati nelle guerre con i romani in Asia Minore che dal I al IV secolo d. C. occuparono parte della Mesopotamia occidentale facendone praefectura della provincia di Mesopotamia et Oshroenae, quindi i Sasanidi rifondarono l’antico impero persiano che regnò in Mesopotamia fino alla conquista islamica.

Come le più antiche civiltà precedenti, anche di quest’ultimo periodo rimangono i resti in Mesopotamia, incrociando la carovaniera che collegava la Palmira siriana e la giordana Petra al territorio mesopotamico si trova l’ellenistica Hatra fondata nel III secolo a. C. dai Seleucidi. Fiorì fcome centro commerciale e religioso con il santuario del dio solare Shamash venerato dalle tribù arabe, invano assediata dalle legioni romane di Settimio Severo fu presa dai Sasanidi nel 240 d. C. Nel sito di Hatra dai resti del grande santuario diramano le vie ove affacciano le rovine di quartieri edifici, palazzi e altri templi, verso la porta settentrionale delle mura, un grande palazzo del II secolo d. C. dal vasto cortile che era decorato con statue da dove si accede ad un salone affrescato e ad una successione di altre stanze affacciate su cortili interni. Sopravvissuti ai secoli anche qui parte dei preziosi resti sono stati distrutti dalla rozza follia criminale islamica dell’isis.

Nel Kurdistan iracheno Erbil è una delle città di più antica continuità nel suo popolamento che risale al XXIII secolo a. C. passando per tutte le epoche mesopotamiche, nota come Arbela in quella ellenistica vide le gesta di Alessandro Magno che nella regione sconfisse i persiani achmenidi di Dario III nella battaglia combattuta a Gaugamela. Contesa tra i romani e i sasanidi, divenne poi fiorente città del regno di Adiabene

ove la regina Elena abbracciò l’ebraismo facendone centro religioso giudaico, poi fin dal I secolo la popolazione si convertì al cristianesimo e ne divenne uno dei primi centri mediorientali poi sede della Chiesa assira costruendo edifici religiosi, chiese e monasteri, con l’invasione islamica nel’VII secolo entrò nei domini del califfato e all’epoca rimangono i resti delle mura e la poderosa cittadella oltre le moschee e i quartieri edificati nei secoli successivi. Nella stessa regione presso la città di Zakho si trova il ponte romano di Delal costruito all’inizio del II secolo d. C. , ad est i resti della fortezza romana di Singara edificata all’inizio del II secolo d. C. adoperata nelle guerre partiche e che vide la vittoria romana nello scontro tra le legioni dell’imperatore Costanzo II e l’armata sasanide di Sapore II nel 348. Nella regione centro occidentale di al-Anbar dove si trova Falluja ridotta in rovine dalla guerra, era l’antica Pumbedita che fin dall’ultimo periodo babilonese fu il più importante centro ebraico Yeshivah della Mesopotamia, fondato dal rabbino Rav Yehouda che nei periodi successivi per otto secoli rimase riferimento del giudaismo. Nel periodo persiano Ctesifonte fu capitale dell’impero Arsacide dei Parti prima e di quello Sasanide poi rimanendo un grande centro su quella che divenne la Via della seta, ma ne rimane ben poco oltre ai resti nel sito sasanide di Al-Mada’in e le rovine di edifici e palazzi dai sontuosi ingressi arcuati a Taq-e Kesra. Poco distante la città ellenista di Seleucia sul Tigri fu fondata da Seleuco I Nicatore nel 312 a. C. che ne fece capitale, divenendo anch’essa grande centro carovaniero che fiorì fino alla devastazione delle legioni romane di Traiano nel 116 d. C. e la distruzione nella guerra contro i Parti condotta da Lucio Vero nel 164. Nel sito di Seleucia rimangono i resti dell’antica città che era circondata da mura e canali con uno che collegavano il Tigri all’Eufrate, ricca di quartieri, edifici, sontuosi palazzi e templi con il santuario consacrato ad Apollo Comeo e una vasta necropoli. Non è stata ancora individuata esattamente l’altra città ellenista di Apamea descritta da Plinio e occupata in epoca romana che doveva trovarsi nella regione nei pressi del Tigri prima della confluenza con l’Eufrate. Proseguendo lungo il Tigri, in epoca ellenistica venne costruita la fortezza di Birtha che non ha lasciato resti, verso il medio corso dell’Eufrate su un antico centro del III millennio fu edificata Anatha poi contesa tra romani e sasanidi a metà del III secolo d. C. , vide la sconfitta delle legioni di Giuliano nel 363 e i conflitti nell’invasione islamica del VII secolo. Sempre nei pressi dell’Eufrate sorse l’ellenistica Anthemusias anch’essa poi occupata dai romani.

Intanto con la fine degli Assiri era terminato da tempo il millenario cammino delle civiltà susseguite in Mesopotamia che hanno lasciato la loro memoria nel tormentato Iraq ove, dalla guerra alla sanguinaria furia islamica, si è consumato anche la criminale distruzione e saccheggio di quei grandiosi resti della civiltà mesopotamica ispirata dal coranico odio per la cultura scatenato sui suggestivi siti archeologici. Hanno incantato per secoli i visitatori fino alle devastazioni che offendono l’umanità e a chi ha ripercorso quella storia ammirandone la memoria non resta che un rabbioso lamento come fu il sumero per Ur:

“Le tormente si sono abbattute su tutto il paese; la violenta bufera celeste, rombante, triste ha imperversato su tutto il paese. La bufera che distrusse le città, le case; le stalle, gli ovili; la bufera che ha impedito i riti sacri, che ha rovesciato con mano profana l’altissimo consiglio. La bufera che ha tagliato via ogni bene dal paese…ridotto in mucchi di rovine possa innalzare il suo lamento…”

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