Le vie della droga africane

Le vie della droga africane


Conosco bene tutti i paesi africani ritrovandone poi molti devastati da guerre, dittature, terrorismo,  miserie e altri flagelli descritti altrove, qui voglio solo raccontare quello della droga in che ha ridotto il continente in un vasto crocevia del narcotraffico con le sue vie africane , ripercorrendole nella memoria di quelli che erano percorsi di conoscenza tra luoghi e popolazioni  che ne sono stati travolti.

 

Tra il Sahara e il Sahel

I paesi nordafricani con le vaste regioni desertiche meridionali da tempo prive di ogni controllo, sono i territori di varie vie sahariane su antiche piste nel deserto, per chi le  ha percorse nel Sahara seguendo le secolari carovaniere dei Tuareg rimane rimpianto e rabbia ritrovandole sconvolte dalla criminale follia islamica anche in quella parte del mondo e non rimane altro che raccontare com’ era. Sono divenute alcune delle vie per le armi africane che transitano liberamente senza controllo assieme alla tratta di emigranti in parte dominio di bande guidate da loschi e spregiudicati boss libici e assieme a tutto ciò sono sopra tutto parte delle devastanti Vie della droga nel continente. Tra i vari percorsi  nel deserto dall’ Algeria scendendo nelle sue regioni meridionali si percorreva l’antica Via dei carri attraverso l’ immenso territorio sahariano  per continuare a sud nell’ arida regione del  Sahel fino alle regioni dove scorre il Ghir-N-Igherien  o il Fiume che canta, come i Tuareg chiamano il  Niger. Ne ricordo i suggestivi percorsi sulla pista proveniente dal Tassili dai berberi chiamato Tasili n Ajjer, scrigno dei più affascinanti petroglifi sahariani, scendendo poi per i monti dell’ Hoggar ove si andava seguendo antichi percorsi  a cercare l’Arte rupestre  che per secoli anonimi artisti  hanno inciso e dipinto nelle rocce. Di qui una pista raggiungeva il massiccio dell’ Aïr per attraversare Il deserto dei deserti Ténéré e  ricongiungersi alle altre verso il  territorio del Niger, un’ altra diramava poco ad ovest attraverso il desolato Tanezrouft  giungendo in quello che i carovanieri arabi chiamavano Bilād alSūdān o il Paese dei Neri in Mali.  Le antiche rotte carovaniere dell’ Azalai collegavano le remote miniere di sale sahariane di Taghaza, poi sostituite con quelle della vicina Taoudenni, raggiungendo infine  la leggendaria Timbuctu  dove i blocchi di sale erano caricati sulle piroghe  pinasse sul fiume  Niger fino a Mopti e da qui per i mercati saheliani. Attraversa la regione che i Tuareg hanno cercato di rendere indipendente come Azawad nel 2012 scatenando lo stesso anno la  guerra civile in Mali con l’ espansione dei movimenti islamici criminali come al-Queda nel Maghreb Aqim. 4SouthAfrSlumL’altra carovaniera  attraversa il deserto del Ténéré passando per l’ antico centro nell’ oasi di  Bilma, la regione montuosa nigerina dell’ Aïr, fino al Tchirozerine ove da secoli la città di  Agadez accoglie le carovane  in un territorio popolato dai  Bare Bari o Kanuri di antica stirpe berbera, come  gli allevatori nomadi Toubou  conviventi con le grandi comunità nere degli Hausawa o Hausa, che vide anche qui la rivolta dei  Tuareg durata cinque  anni dal 1990.  Su quelle antiche vie i carichi di sale sono ormai sostituiti dalla droga con le ricchezze per i trafficanti, miseria e violenze per la popolazione. Sulla via dei clandestini tra Libia e Niger, nel sud desertico sahariano  del martoriato Fezzan da tempo dominio di milizie, si trova l’ isolato distretto di  Murzuq transito di disperati con  lo sperduto centro di  Al Qaţrūn noto come Qatrun divenuto base dei trafficanti di droga, da dove partono decine di camion carichi di cocaina per l’ Italia. Tra chi controlla la zona si riconoscono loschi figuri dell’al-Jama’ah al-Islamiya  algerino tristemente noto come l’algerino Gia , dediti ai traffici di droga dopo la loro sconfitta assieme ai degni compari criminali dell’ Al-Qaeda nel Maghreb. Da quello che era il territorio non ancora devastato della Libia si  prosegue nell’ estremità occidentale del  Tradart, noto per le magnifiche incisioni e pitture rupestri dell’ Acacus, lungo il confine algerino si giunge nell’ antico centro di Ghat che fu a lungo  crocevia su una delle rotte transahariane, da dove tra le dune si cercava la sperduta oasi di Ubari con il magnifico spettacolo nei pressi degli splendidi laghi che emergono come miraggi. Dalla regione del  Fezzan si poteva prendere la via  attraverso la regione montuosa meridionale  del  Tibesti  orientale  con i suggestivi siti di arte rupestre ad  Ouri ed Enneri Korossom, dove diramavano le piste nel deserto attraverso il  Ciad. La via più occidentale che collega i territori del nord a quelli subsahariani è la la Via dell’ovest come chiamai a suo tempo quel lungo percorso che dal Marocco meridionale scende tra la costa atlantica e il deserto in Mauritania entrando nella regione più meridionale nel  territorio del lontano Senegal, incrociando quella che segue il corso del fiume Niger proseguendo dal Sahel all’Oceano e poco a sud i drammatici percorsi delle vecchie Vie degli schiavi che dall’ interno portavano la merce umana razziata sulle coste senegalesi e del Golfo di Guinea.

Il crocevia libico

Tornando su quei percorsi se ne trova il dominante centro in  Libia ,  ormai crocevia del traffico di petrolio, armi, esseri umani e droga dove le milizie armate delle varie fazioni  come le bande dell’ ansar al-sharia  di Bengasi prima e i più sanguinari militi dello  stato islamico  poi, controllano quel traffico lucrando assieme a tutte le formazioni criminali dei  jihadisti per far transitare i carichi di droga diretti in Europa. In quella  Libia dopo decenni di affari petroliferi nell’ ipocrisia occidentale emerse il caso Gheddafi e il piano per spartirsene il tesoro in nome della sedicente al-Rabīʿal-arabi, che l’ occidente s’è affrettata a definire primavera senza intuirne le catastrofiche conseguenze, generando il contesto che ha infiammato la guerra civile subito sostenuta dall’ intervento militare  occidentale a difesa di bande di predoni e integralisti islamici. Con la sconsiderata operazione odyssey la “coalizione” ha provocato la caduta di Gheddafi e il suo assassinio favorendo la penetrazione del funesto e sedicente stato dal domino islamico, tracciando una drammatica  storia sorta da quell’ indegno conflitto e il  successivo. In quella Libia che aveva contenuto traffici vari e le minacce integraliste,  l’ intervento esportatore di democrazia  ha generato la  situazione che ben presto è divenuta  disastrosa in un caos regnante, regalandola ai criminali seguaci del califfato. Dopo il lungo periodo gheddafiano con la seconda guerra civile il morbo islamista è dilagato anche qui facendone base degli orrori delle milizie  sanguinarie milizie islamiche  dell’ ansar al-sharia legata ad al-qāʿida, con i degni compari  dell’ al-islamyyah  libica, poi disciolte per confluire  nel sedicente califfato nero dell’dell’ isis.

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Narcostati nel Golfo di Guinea

Scendendo in Africa occidentale molte regioni  paesi sono divenute i nuovi centri del transito di cocaina per l’ Europa attraverso l’ Atlantico dove  si è intensificato il grande  traffico marittimo  sulle coste occidentali africane, da  tempo la polvere bianca dalla Colombia e altri stupefacenti transitano dal Golfo di Guinea prendendo le vie tra i paesi dell’ ovest africano  come  grande transito dall’ America Latina verso il lucroso  mercato europeo  gestito da organizzazioni criminali come quelle di  Capo Verde e altri paesi della regione, passando anche per la capitale senegalese Dakar, mentre la corruzione ha permesso la dilagante criminalità in Guinea Bissau  trasformando quel paese in un grande crocevia per il traffico di  cocaina verso quelli limitrofi e l’ Europa, riducendolo  in un vero e proprio  narcostato. Gran parte del traffico di droga latino americana e asiatica è controllato dai  nigeriani  dalla dilagante criminalità  in quel paese con varie bande come gli Area boys noti come Agberos, le altre gangs di ragazzini  Bakassi e la temibile confraternita violenta  della  Black axe, ma su tutte il dominio su ogni traffico  è della potente mafia nigeriana  che ha le sue centrali in Europa ove esporta le droghe assieme alla tratta di donne, mentre in patria e i paesi limitrofi per i transiti di droga deve allearsi con le feroci bande islamiche di Boko Haram al suo apice nella regione.

Dall’ America Latina all’ Africa occidentale Il traffico di cocaina come transito verso l’ Europa, ne lascia una parte in quei paesi alimentandone il consumo locale e, oltre a giungere con le navi da oltre oceano,  arriva anche con corrieri in aereo, proseguendo con voli in Europa soprattutto negli scali della capitale nigeriana Lagos e quella togolese Lomè che ha  aumentato commerci e consumo di droga in Togo con pesanti conseguenze sociali, mentre  in  Costa d’Avorio sono sempre i nigeriani a controllare ogni traffico e  spaccio.  L’Africa occidentale  tra Costa d’Avorio, Guinea e Nigeria è divenuta anche grande produttrice di  droghe sintetiche dagli effetti devastanti, come vari tipi di metanfetamine, le diffuse ed abusate pillole ottenute dal mdma note in Europa e nel resto del mondo come ecstasy, le più potenti e pericolose elaborazioni delle fenetilammine,  le droghe ottenute dal metilmetcatinone o  mefedrone, quella che è definita la droga della libelula dragonfly, le varie sintesi allucinatorie delle sostanze psichedeliche, le sintetiche psicotiche  base per le così dette droghe da stupro  ed altre nate nel continente.

Mafia nigeriana e narcojihadisti

Dal crescente transito  nei paesi affacciati sul  Golfo di Guinea  e le regioni costiere  africane occidentali, Il narcotraffico ha avuto una grande e rapida espansione per l’ instabilità di quei paesi ove sono sorti i più famigerati centri di smistamento e un vero e proprio narcostato in  quello che era il piccolo territorio della Guinea Bissau dove i porti accolgono enormi carichi di cocaina sudamericana ed eroina asiatica come uno dei crocevia della  droga che, oltre a regioni di transito ha trasformato i paesi africani in mercati di consumo dominati dalle potenti organizzazioni locali e l’ ormai internazionale mafia nigeriana ramificata in Europa e in Italia, con la sua crescente  presenza di pericolose e ben organizzate bande di nigeriani . Anche sulle vie che partono dai paesi dell’ ovest africano  è ormai divenuta una drammatica realtà il legame tra terrorismo e droga nei traffici dell’ Africa sub sahariana, i sanguinari islamici del Jamāʿat Ahl al-Sunna li-daʿwa wa l-Jihād , tristemente noto come Boko Haram , condividono il controllo con i trafficanti di  cocaina e le droghe sintetiche nelle loro terre Jihadiste che hanno conquistato e barbaramente devastato in Nigeria, mentre più a nord sono i degni confratelli jahidisti  del sahel ad assicurare il transito della droga  anche sulle allucinanti così dette rotte dei migranti  con uno dei crocevia del  traffico di disperati, armi e droga in Niger , proseguendo nei porti libici dove  è sempre la mafia nigeriana a controllare il traffico degli emigranti assieme ai flussi della droga. Le organizzazioni criminali nordafricane e del sahel trasportano i carichi attraverso il deserto legate ai sanguinari Jahidisti dell’ Al-Qaeda  saheliano e  le varie alleanze africane dell’ isis. Quando i carichi proseguono attraverso i vecchi  percorsi sahariani  per i paesi del Nord Africa,  i trafficanti devono affidarsi alle dominanti formazioni islamiste  della regione come il potente Aqumi,la famigerata  Jamā’at at-tawḥīd-jihād nota anche come  Mujao, i sanguinari militanti della  Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin o  Jnim ,  quelli che si definiscono  sentinelle islamiche Al-Mourabitoun ed altri fanatici fedeli criminali, anche qui parte della strategia  narcoterrorista dell’ isis in accordo con i più potenti cartelli della droga.  Su quelle vie oltre la droga transitano armi ed emigranti in paesi ormai fuori controllo come il Niger e Il vicino territorio ormai devastato del Mali  sempre con il lucroso controllo dei sedicenti criminali jihadisti per giungere al più importante centro di tutti quei traffici in Libia.

Traffici di droga ed esseri umani in Africa centrale

Dall’ ovest africano il crescente narcotraffico  che ha aperto da tempo le sue agevoli e devastanti  vie della droga per il mercato europeo e gli altri territori nel continente, passa anche dal Ghana come transito cocaina sudamericana ed eroina asiatica per l’Europa, localmente è coltivata la cannabis ed è aumentato il consumo di eroina e cocaina importata, mentre si producono metamfetamine destinate anche all’ esportazione assieme alle droghe in transito per vie marittime. Alcuni narcotici entrano da altri paesi limitrofi e confezionati per la spedizione anche per via aerea e sulle rotte terrestri con i paesi vicini, assieme alla droga  è sempre più intenso il traffico di esseri umani in Ghana. Dai territori africani occidentali anche in quelli centrali transita la droga che anche qui in parte rimane per il consumo, , alcune regioni controllate da Boko Haram sono crocevia del traffico di cocaina ed eroina, in perverse alleanze con le varie mafie locali che tra  violenze e corruzioni assicurano ai cartelli sudamericani le loro nuove rotte della cocaina nel resto del continente e verso l’ Europa contando sulla scarsa sorveglianza nei porti e i confini terrestri, la dilagante corruzione di funzionari, dogane e polizia. Con il traffico di droga in tale situazione viaggiano armi, la tratta di esseri umani ed emigranti, oltre l’ aumento della pirateria al largo delle coste occidentali e centrali. La capitale camerunense Douala sta divenendo centro di traffico e consumo e nel resto del territorio il transito di droghe favorito dalla corruzione, anche qui in  quei percorsi assieme ai narcotici si muovono armi, bande di terroristi islamici e il crescente traffico di esseri umani in Camerun  da schiavizzare, con donne e bambini da prostituire  simile a quello del vicino Gabon. Anche qui della droga transitata ne rimane una parte per il consumo locale assieme al pesante narcotico  sintetico kobolo diffusa tra i giovani che si comincia ad esportare, così come negli altri paesi centraficani  la  diffusa  iboga  contenente  una triptamina che in dosi elevate ha devastanti  effetti allucinogeni. E’ ricavata dall’ omonima pianta iboga coltivata nel territorio congolese che è divenuto anch’ esso transito della droga importata controllato dai locali trafficanti del Congo che anche qui nel criminale trasporto e commercio di droghe è inserito l’ odioso traffico di esseri umani  . Nelle regioni centroafricane tra le varie bande dedite al crimine e traffici di droghe  sono quelle che erano le milizie  Mai-Mai in Congo, così come i paramilitari Huto dell’ Interahamwe che furono tra i più feroci esecutori del genocidio in  Ruanda3Africa cocaina

La via della droga  lungo il  Nilo

Nell’ est del continente i traffici seguono parte di quella che era la Via del Nilo, dal nord per la sua posizione affacciata sul Mediterraneo l’ Egitto è divenuto un  crocevia per il traffico di di cannabis sudanese e la varietà coltivata nel Sinai chiamata bango, oltre  l’  eroina  dal sud est asiatico per i mercati europei, tutto  in mano alla criminalità locale e mediorientale che approfitta della  corruzione di funzionari e polizia, oltre che dalla situazione instabile di varie regioni dovuta al  terrorismo da quando anche qui si è scatenata la violenza della pericolosa  Jihad  che controlla anche i territori di transito dove i trafficanti devo accordarsi con le formazioni dei fanatici criminali come Al-Qa’ida nella penisola del Sinai e altre bande di tagliagole. Scendendo lungo il Nilo nel territorio desertico della  Nubia  sulle vie dei traffici sudanesi favorite dalla dilagante corruzione,  viaggiano emigranti schiavizzati o uccisi se non possono pagare i riscatti tra  Sudan ed Egitto, quelli che raggiungono Khartoum  sono abusati, costretti al lavoro forzato o trasferiti nei paesi limitrofi come merce e traffico sessuale di donne e bambini. Il territorio da grande produttore ed esportatore africano di cannabis è divenuto anche transito e consumatore dell’ tramadol e la potente anfetaminica nota come captagon, entrati nella gamma di droghe del narcoterrorismo diffuso dall’ isis. Situazione analoga nel vasto territorio dell’ indipendente Sud Sudan dove  nella regione centro settentrionale i traffici sono controllati dagli eredi islamici dei Janjaweed che furono i feroci miliziani filogovernativi nella guerra civile del  Darfur, come le altre bande di criminali e trafficanti anch’ essi favoriti dalla dilagante  corruzione  nei territori sudanesi. Come altri paesi della regione in Etiopia è tradizionale il consumo delle foglie da masticare del  Qath che si è cominciato ad esportare, divenendo anche  transito sulle  rotte del narcotraffico aereo di eroina, cocaina e cannabis che passa per lo scalo di Addis Abeba,  favorito dallo scarso controllo e da leggi poco severe per i trafficanti, mentre è scarso il passaggio per via terrestre dove la criminalità locale e mediorientale lucra ampiamente nel traffico di esseri umani ed emigranti .

La rotta del Corno d’ Africa

Il territorio somalo dalla guerra civile che lo ha devastato si è diviso tra il settentrionale Somaliland, il sud orientale stato autonomo  Khatumo proclamato nel 2012 e nella regione orientale il   Puntland, con il dilagare delle feroci formazioni islamiste dell’ Hizbul  unito per una paio di anni nel 2010 con le sanguinarie bande di  al-shabaab in conflitto con l’ Abnaa ul-Calipha divenuto il Wilayat al Somal o isis somalo sostenuto dai degni compari  di quello yemenita e lungo le coste  alleato dell’ ormai  potente ed impunita  pirateria. In questa situazione nella regione del Corno d’ Africa ogni traffico di esseri umani proveniente anche dal vicino Gibuti di armi, e transito di  droga è controllato dal feroce potere del jihadismo  che incombe sulla Somalia. Qui una delle vie marittime della droga  passa per lo stretto di  Bab el-Mandeb che separa la costa orientale africana di Gibuti da quella opposta  dell’ ormai devastato Yemen per accedere al Baḥr al-Aḥmar come gli arabi chiamano il Mar Rosso,  proseguendo nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez su una rotta ormai priva di controlli per l’aggressiva e ben organizzata  pirateria che domina lo stretto e le coste del Corno d’Africa. Parte dei paesi e i territori limitrofi da questa  devastata  Somalia sono spesso preda  delle violente incursioni delle famigerate milizie islamiche di quegli al-shabaab che, nonostante i loro ipocriti proclami contro la corruzione degli stupefacenti e qualche pena di morte per chi lo consuma,  controllano anche i traffici di droga nella regione.

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Droghe e vie dell’ Africa orientale

Nei  paesi dell’ Africa orientale  giungono i carichi di eroina dal traffico proveniente dal lontano  Afghanistan  e da quello dei limitrofi territori del Pakistan diretti ai mercati europei, il traffico marittimo entra dalle regioni costiere keniote e tanzaniane, anche qui da semplice transito alcuni carichi rimangono avvelenando il Kenya e intossicando sempre più la popolazione della  vicina Tanzania. Tra le organizzazioni criminali che infestano il Kenya nella regione della capitale Nairobi sono attive le bande dei  mungiki  noti per la loro violenza e nella regione di Mount Elgon quelle dei  Sabaot che erano miliziani paramilitari della Sabaot Land Defence Force. Nella capitale kenyota si trova la periferica Kibera  popolata da duecentomila abitanti in condizioni miserabili e altrettanti in quella di Korogocho sorta su una discarica. Molti quartieri della capitale sono dominati dai potenti e sanguinari clan mafiosi mungiki che si occupano dello spaccio, mentre  quello di Eastleigh si è riempito di  rifugiati somali creando la Little Mogadiscio , enclave musulmana senza legge e centro d’ ogni traffico di organi, droga, armi dominato dai criminali islamici al shabaab . Di  quello che era il Kenya con la suggestione dei suoi ambienti e popoli, come la vicina Tanzania rimangono le memorie di viaggi in territori ormai sempre più sconvolti da miseria, conflitti, terrorismi vari e la dilagante piaga della droga, oltre al traffico di stupefacenti asiatici e sudamericani si espande il consumo interno. Mentre  tra le droghe tradizionali  l’  hashish marocchino che ha invaso il mercato europeo è divenuto comune in tutto il nord africa, è sempre più diffuso l’ uso della  cannabis nel continente con la  varietà sudafricana della sativa, nelle regioni africane  orientali lo è il  qat  di origine yemenita ed etiope  ottenuto dalla  Catha edulis che da tempo si è cominciato ad esportare come nuovo lucroso oro verde. Molto più devastante la diffusione delle droghe dei poveri come la ketamina nel territorio kenyota, dai tremendi effetti la kamusina ottenuta dalla colla che riduce come vaganti zombie i bambini di Nairobi e dei quartieri poveri nelle città della regione.Anche nelle regioni orientali africane si è diffusa la  la piaga delle  droghe isis trafficate dai macellai islamici  nel loro narcoterrorismo che  transitano  dalle vie di traffico mediorientali per quelle egiziane e libiche. L’  oppiaceo tramadolo diffuso nei paesi africani ed esportato in quelli europei così come  la potente droga del combattente nota come captagon, potente  composto anfetaminico della fenetillina  prodotti nei laboratori indiani e singalesi, ma recentemente anche in alcuni africani, per ultima  devastante droga del cannibale sintetica nota come sali da bagno.

 

Traffici e droghe sudafricane

Non essendo crocevia di traffici tra i paesi dell’ Africa meridionale è aumentato il consumo locale di droghe importate nelle città, gran parte dell’eroina arriva dal Kenya va su percorsi scarsamente controllati ove la corruzione è una  regola che non ostacola i traffici.La droga arriva alla criminalità  sudafricana che ne organizza  il consumo interno affidata allo spaccio di varie bande come la  Hard Livings  nella regione di Johannesburg, quelle dette Americans di Capetown  e  le potenti Gangs  nate nelle prigioni sudafricane generando la più efferata e pericolosa nota come Numbers. In Africa australe ed orientale giunge anche dal Mozambico dove arrivano  i carichi di eroina dal Pakistan per poi proseguire in Europa, mentre la rotta della cocaina sudamericana passa per il  Brasile e in Mozambico prende anch’ essa  la via europea e quella  asiatica, ma almeno un decimo rimane nel paese  per lo spaccio locale. Sempre con il benestare di  funzionari governativi corrotti la cocaina arriva dal Brasile  anche con corrieri nell’ aeroporto di Maputo, spesso passando per gli scali di Luanda, Johannesburg o Lisbona, mentre per via terrestre proseguono in Sudafrica, ma per ogni via presa i  trafficanti corrompono funzionari di  immigrazione, dogana e polizia, divenendo  una regione di crescente narcotraffico  verso le regioni limitrofe e le vie marittime di transito.Oltre il pasaggio di cocaina ed eroina per i mercati europei e per il traffico nelle regioni africane sud orientali è sempre più drammaticamente diffuso il consumo di devastanti droghe sintetiche o inventate da micidiali intrugli, tra i vari   l’ allucinogeno jenkem ricavato da escrementi umani fermentati, il barbiturico ipnotico Temazepam di grande consumo come quello dai simili effetti del Metaqualone che qui viene fumato asieme alla cannabis,  micidiali droghe sintetiche come il nyaope  ricavato dal veleno per topi ed atre droghe di strada diffuse negli slums, tra le quali  il whoonga. Nella follia della richiesta di nuove droghe anche questi devastanti intrugli dal basso costo, magari più elaborati dai trafficanti, hanno un destino di esportazione nell’abisso del traffico di droga.

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