Kenya

Kenya

Dalle coste alle savane, nel trionfo della natura tra i grandi parchi, le antiche tradizioni di popoli e tribù della mia Africa.


"Il respiro del panorama era immenso. Ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema…Lassù si respirava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore. Ci si svegliava la mattina, sugli altipiani, e si pensava: Eccomi qui, e questo il mio posto"

Karen Blixen

Quella di Karen Blixen è una sensazione che prende chi ha viaggiato veramente per tutto il Kenya e lo condivide come parte di una Mia Africa.

Storia Jamuhuri ya Kenya

Su quelle coste incrociava una delle rotte sulla Via della Spezie percorse poi dagli europei , nel medioevale periodo shirazi erano sorti fiorenti città arabe, centri di commerci e per la tratta di schiavi, nel sultanato di Kilwa sulla costa tanzaniana e lungo quella del Kenya con insediamenti a Lamu nell’omonima isola, Gedi, la città di Malindi e la vicina Mombasa  dove giunse tra i primi Vasco da Gama e i portoghesi vi si stabilirono.

Nel frattempo era sorta la  cultura Swahili con una propria lingua e di religione islamica , la stessa regione costiera è popolata dai Giriama simili ai più merdionali Mijikenda di stirpe Bantu   come i numerosi  Kikuyu dell’  altipiano fino al monte Kenya che  il conservarono la lingua gikuyu, le  tradizioni e il culto del dio Ngai comune agli allevatori guerrieri Maasai, popolo di Nilocamiti come i Luo originari del Sudan e i settentrionali  Turkana. Dall’ omanita  Dhofar  fino a metà del XIX secolo vi fu un inteso traffico poi il sultano  Sa‘īd decise di trasferire la capitale da  Masqat  all’ isola di Zanzibar  stabilendo il suo dominio su quelle coste  che furono nel potente  sultanato da dove partirono le prime  esplorazioni africane cercando le sorgenti  nilotiche, mentre l’ interno rimaneva sconosciuto popolato da tribù  nilocamite  che vi si erano stabilite da secoli. Con la Conferenza berlinese del 1884 si completò la  spartizione coloniale africana e sorse quella orientale britannica, dopo la prima grande guerra prese anche quella tedesca  e nel 1920 venne proclamata quella  del Kenya.

Nel secondo dopoguerra la rivolta degli indipendentisti Mau-Mau appartenenti al popolo Kikuyu con altri movimenti portarono all’ indipendenza nel 1963 e il primo presidente  Jomo Kenyatta  in carica quindici anni fino alla morte e l’ elezione di Arap Moi dal lungo potere confermato nelle elezioni del 1992 e le  successive  cinque anni dopo. Il suo regime terminò nelle elezioni del 2002 con la vittoria di Mwai Kibaki  generando un conflitto etnico tra le varie popolazioni sedato a fatica solo con una accordo di condivisione governativa con il rivale  Raila Odinga eletto primo ministro fino alle elezioni del 2013 e la vittoria di Uhuru Kenyatta figlio del celebre  Jomo. Nel frattempo dalla sanguinosa guerra civile somala era sorto il criminale regime delle corti islamiche Midowga Maxkamadaha islaamiga e lo scatenarsi dei manipoli assasini militanti Al Shabaab anche nel vicino Kenya come nell’ attacco  al centro commerciale Westgate massacrando sessantatrè tra uomini donne e bambini inermi e la strage nel campus universitario di Garissa con centocinquanta studenti ammazzati e alcuni decapitati, oltre i tanti tra attentati e assalti di questi  criminali  islamici che terrorizzano il  territorio con i loro sanguinari raid su gente inerme come è costume del vile terrorismo islamista che ho trovato nel resto del mondo.

Questo è il Kenya come lo si trova, con le sue città sparse nelle varie provincie del Jamuhuri ya Kenya  dalla lunga  storia  legata  alla sua  geografia,  vasti territori con una popolazione variegata in diverse etnie, popoli e tribù, il dominante dei  Bantu  portatori di una propria  civiltà  migrati nell’ antichità in   originando la cultura  Swahili con una comune  lingua  e di essa l’ etnia  del popolo  Kikuyu è la più numerosa assieme agli islamizzati  Swahili  che vivono sulla costa  assieme ai  Taita e I vicini  Mijikenda.  All’ interno le  tribù  del popolo  Meru  e le vicine comunità  di quello Embu diffusi nella regione centrale  del monte Kenya , in quella dell’ ovest vivono i Luhya e nella regione est il popolo Kamba, mentre i Kisii hanno I loro villaggi nella Rift Valley. Nella regione  nord orientale  I popoli cusciti probabilmente originari dell’ antica Nubia sono giunti attraverso il  Sudan meridionale, vi si trovano le  tribù  nomadi dei Gabra nel  deserto Chalbi  tra il centro di Moyale sul confine etiopico e  Marsabit,  ad est i nomadi  Somali  e poco a sud  i villaggi delle tribù sedentarie dei  Rendille che condividono la regione con I Borana di stirpe etiopica  Oromo. Gran parte del territorio interno per la  Rift Valley le grandi pianure e i monti delle Highlands  è abitato da popoli  Nilocamiti  gli agricoltori ed allevatori  sedentari Kalenjin  divisi in vari gruppi, le numerose  tribù Luo diffuse anche nel  Sudan meridionale da dove provengono, il  Congo orientale e il vicino Uganda , il grande popolo  Maasai con le varie confederazioni tribali con lingua, tradizioni  e costumi simili dai Samburu ai settentrionali  Turkana.

La costa

Sull’ intera  costa africana orientale Swahili nel medioevale periodo Shirazi arabo sono sorte fiorenti città che hanno lasciato memoria,  qui in Kenya  nell’ arcipelago  che prende nome dall’ isola  nota come Lamu abitata dai Kore  con l’ omonima città araba medioevale  di Lamu che dirama dal Forte  per  gli antichi vicoli, quartieri, suq e moschee, da qui si può raggiungere  Manda, la vicina kiwayu e l’ altra isola  chiamata Pate dove comparve il primo scritto in lingua  swahili  nel XVIII secolo con  il poema Utenzi a ricordo delle gesta musulmane,  sulla costa settentrionale si trova Faza e la medievale Siyu , su quella orientale il vasto sito di  Shanga fondato nel VII secolo.

Nell’ arcipelago  con la splendida isola Kiwayusi trova il magnifico  parco marino Kiunga con una cinquantina di isolette tra  le barriere coralline. Malindi sorta sulla foce del fiume Galana   a lungo porto della Tratta schiavista araba e sulla rotta delle spezie  dopo l’ arrivo di Vasco da Gama che ha lasciato la sua cappella da dove dirama la città portoghese e oltre la casa delle colonne, la lunga storia Malindi è ricordata dagli  antichi edifici e vari  luoghi  fino alla quattrocentesca moschea.  Dalla storia di Malindi procedendo  lungo la costa il  parco  marino che si  stende  legandosi all’altro splendido parco poco a sud nella vicina  Watamu allungandosi nell’ insenatura corallina  Mida creek, nota per le magnifiche spiagge, anche Watamu ha la sua storia che si ripercorre nella riserva della  foresta Arabuko  si trova il sito con  le suggestive rovine dell’ antica città medioevale di  Gede.

Passando per Mtwapa, nella zona popolata dai  Mijikenda si giunge a Mombasa, percorrendo la centrale Biashara, la lunga via Moi e l’ altro viale  intitolato a Kenyatta fino quartiere Nyali  oltre il  ponte che  la collega all’ omonima isola  sorge la vecchia Mombasa visitata nel medioevo dal grande viaggiatore arabo Ibn Battuta e come la più settentrionale Malindi tappa sulla rotta cinese del navigatore Zheng he e raggiunta da  Vasco da Gama divenendo centro africano per la  via delle spezie  asiatica con il forte  portoghese di Jesus  sorto alla fine del XVI secolo come fortezza a difesa della città vecchia che si stende tra suq, baazar ed  edifici  religiosi.

Nairobi

Da qui partiva la ferrovia coloniale che collegava Mombasa al lontano Uganda attraverso paesaggi suggestivi, percorrendo una parte del parco Tsavo  giunge alla caotica capitale Nairobi , ricordo il fascino di quella  ferrovia  con il treno dai vecchi vagoni  che non credo la nuova via  ferroviaria abbia conservato, su essa sorse la capitale Nairobi cresciuta da dismisura sotto i colli Hgong. Fin dalla prima volta che ci sono stato mi è apparsa caotica divenendo sempre più disastrata negli anni, oltre a quella data da vedere ai turisti che transitano nel suo  aeroporto internazionale è pietoso descrivere questa Nairobi con quasi cinque milioni di abitanti, solo una piccola parte vive tra l’ affaristico centro commerciale, i quartieri residenziali di Westlands e sui colli dell’ Upper Hill, nelle altre zone dilaga miseria e criminalità.

Nel sobborgo Kariobangi, il quartiere Mitumba e quello sorto sulla discarica Dandora nell’ indicibile miseria, derelitti che sopravvivono nella sporcizia, fame, malattie e  flagellati dall’ aids, nello slum allucinante di Mathare sono ammassati in mezzo milione nella più estrema povertà,  nella baraccoli  periferica di Kibera duecentomila e altrettanti in quella di Korogocho sorta su una discarica. Imperversa la criminalità dalle bande e ubriachi di chang-aa  ai potenti clan mafiosi mungiki di indicibile violenza, anche al servizio di alcune fazioni politiche, terrorizzando  gli avversari esposizione di teste mozzate  e analoghe amenità. Il quartiere Eastleigh si è riempito di  rifugiati somali creando la Little Mogadiscio  enclave musulmana senza legge e centro d’ ogni traffico di organi, droga, armi dominato dai criminali islamici al shabaab.

Ad una decina di chilometri si torna alla natura con il riserva  faunistica di Nairobi dai corsi d’ acqua e gli stagni popolati da  ippopotami e minacciosi  coccodrilli , una gran varietà di uccelli che sorvolano la la savana animata da gazzelle , antilopi oryx,  molte  giraffe che pascolano con le   zebre,  passaggio degli gnu, mandrie di bufali e neri   rinoceronti, esemplari di  leopardi  e famiglie di leoni.

Montagne, fiumi e laghi

Lungo la grande Rift Valley  kenyota s’ elevano maestose le montagne da suggestivi ambienti naturali a cominciare dalle  Ngong  nei pressi della capitale  Nairobi,  dopo il Kilimanjaro il  massiccio monte Kenya è la seconda vetta africana  dall’ alto dei 5199 metri la montagna domina il suo magnifico  parco. A nord-est del grande lago Vittoria verso l’ Uganda, il massiccio vulcanico Elgon  è il più antico e vasto della Rift Valley un tempo nelle sue caverne vivevano gli Elgeyo, chiamato Masaba dai bantu ugandesi Masaba e Monte del Seno Ol Doinyo Ilgoon dai Maasai  che si incontrano ai limiti del suo vasto parco naturale  Elgon ricco di fauna e dove nella  caverna Kitum  si trova il cimitero degli elefanti che misteriosamente vi vengono a morire .

Continuando lungo la Rift Valley  a sud est del Lago  Naivasha si trova il monte vulcanico  Longonot, la montagna dalla Ripide Crest  Oloonong’ot per i Maasai. Sempre nella  Great Rift  poco a nord del lago Nakuru si erge il  suggestivo cratere  Menengai che dall’ alto offre una magnifica vista sul lago e il vasto territorio che fu culla dell’ Australopiteco africano e da qui si può raggiungere il lago Elmenteita  dove si trova il sito preistorico  Kariandusi risalente al Paleolitico Olduvaiano. Il vasto territorio  kenyota è percorso da vari fiumi , dai colli Ngong vicino la capitale  sorge il Galana attraversando lo Tsavo orientale ove precipita nelle  cascate delle rapide Lugard  proseguendo ad est fino alla costa.

Il lungo Tana nasce dalla catena montuosa  Aberdare scorrendo a sud attorno al monte Kenya, il fiume Ewaso  scorre nelle pianure ad est della Rift Valley per attraversare le  riserve di Shaba e la vicina Buffalo, infine il Mara attraversa il territorio del  Masai Mara  scorrendo nella  pianura di Serengeti   per entrare nel lago Vittoria. Si susseguono  laghi  suggestivi dal più settentrionale lago battezzato Rodolfo in onore del principe astro ungarico dall’ esploratore ungherese  Teleki e l’austriaco  Hohnel , noto come Turkana dalle tribù del  popolo dei  Turkana che vi vivono da secoli.  A   Nakuru  si trova lo splendido lago che racchiude l’ omonimo  parco naturale con la grande  riserva  di uccelli acquatici di varie specie  e lo spettacolo unico delle vaste colonie di  fenicotteri  rosa, lo  spettacolo si ripropone nel vicino  lago  chiamato Elmenteita polveroso dai  Maasai e da qui si prosegue per il lago Nai’posha  noto come  Naivasha alimentato dal fiume Turasha che entra nelle sue paludi assieme al Malewa e il vicino  Gilgil .

Più oltre , dalle sponde abitate  dai Njemps si apre il lago  Baringo  dove nuotano ippopotami e minacciosi coccodrilli, partendo dal  lago si stende  un vasto territorio popolato dai Samburu, i villaggi ,  Rendille con i  vicini  Pokot e  delle varie  tribù Kalenjin,  tra il parco Tsavo ovest e il tanzaniano di Mkomazi si trova il lago  noto come  Jipe ricco di pesci, uccelli e fauna di palude. Sulle coste del lago  Bogoria da secoli vivono le tribù  del popolo Pokot con all’ interno la ricca riserva naturale con una gran varietà di uccelli, aironi di varie specie, pellicani  e magnifiche colonie di  fenicotteri  rosa che animano  il più meridionale  lago  chiamato per questo  rosa di Magadi.Tra tutti il lago più vasto è il  Nyanza ribattezzato Vittoria  alimentato dal fiume  Kagera sulla sponda occidentale e l’ emissario è il corso iniziale del  Nilo  che viene dall’Uganda, laddove tra le mitiche montagne  se ne cercarono a lungo le sorgenti fino alle esplorazioni di  Burton e Speke e gli altri che seguirono svelandone il  mistero .

I grandi parchi

"Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che cominci a correre."

Antico proverbio africano

Un’ antico proverbio africano racconta l’ equilibrio e lo scandire della vita nelle magnifiche  riserve  naturali dei grandi parchi , scrigno della più ricca fauna africana  con una gran varietà di animali  in vasti territori condivisi da sempre con i popoli tradizionali in un secolare equilibrio. Lungo la Rift Valley si stende l’ omonima regione  che va dal meridionale Nyanza al settentrionale lago chiamato Turkana fino agli aridi deserti, un  vasto territorio popolato da  agricoltori Kikuyu sedentari, gli ultimi gruppi raccoglitori e cacciatori come gli Ogiek rifugiati nella foresta di Mau, allevatori Pokot seminomadi come i Samburu, ma è soprattutto territorio dei Maasai e a nord delle tribù Turkana. Popolano le vaste pianure ove sorgono maestose montagne e si inseguono i laghi in magnifici ambienti naturali dalla ricca e variegata fauna che ne fanno uno dei più affascinati territori africani.

Venendo da nord si trova il  lago chiamato Turkana per l’ omonimo popolo con i suoi villaggi che ho trovato assieme agli El Molo  già all’ epoca in via di estinzione, ma oltre all’ incontro con i Turkana questo suggestivo lago popolato da migliaia di  coccodrilli  e  ricco di pesce che da sempre sostenta le tribù degli ultimi  El Molo,  è anche   uno dei patrimoni  naturali kenyoti con il parco  nell’ isola  centrale  e in quella meridionale, mentre  sulle sponde orientali si trova il  Sibiloi. Scendendo da Loyangalani attraverso il territorio dei Turkana, ove si trovano  anche Samburu e villaggi di Rendille , si arriva all’ altro lago  settentrionale Baringo lungo le sue  rive  vivono i pescatori Camus chiamati anche  Njemps, poco a sud il  lago vulcanico  Bogoria con la sua riserva naturale che racchiude oltre cento specie  di uccelli e grandi colonie di  fenicotteri rosa, attorno  grandi  antilopi Kudu, i più piccoli  dik dik e del genere  impala, mandrie di  zebre, branchi di iene  e famiglie di ghepardi.

Ad est  nella suggestione dell’ ambiente vulcanico dominato dall’omonimo monte si trova la foresta della  riserva  settentrionale  Marsabit con una varietà di uccelli che sciamano tra le lagune ove si abbeverano  zebre, branchi di gazzelle  e altre antilopi, soprattutto della specie bushbuck nella savana con  kudu, mandrie di bufali e maestosi elefanti , assieme a leopardi e vari  leoni . Nel teritorio  popolato dalle tribù Samburu si trova la riserva ove si stende il  parco  che da essi prende nome  Samburu con la savana animata da giraffe reticolate  zebre , branchi di  elefanti , mandrie di  bufali antilopi generuk, del genere  oryx e piccoli dik dik oltre ad  impala prede di leopardi, veloci  ghepardi e diversi leoni.

Dalla cittadina di  Meru nei pressi del monte  Kenya lungo il fiume Kathita, si raggiunge l’ omonimo parco  della riserva  Meru  adagiato nella savana ondulata animata da gazzelle, antilopi  kudu e piccoli dik dik , oltre zebre ed eleganti  giraffe locali. Nella parte settentrionale si moltiplicano elefanti e mandrie di bufali , neri  rinoceronti  che pascolano con facoceri, poi la savana  diventa foresta alimentata da corsi d’ acqua popolati da coccodrilli e numerosi  ippopotami , tra la vegetazione  leopardi e dappertutto famiglie di leoni.

Continuando  tra i villaggi ove rimangono le tradizioni della gente Samburu si entra nel territorio dei  Kikuyu  che chiamano Kirinyaga il maestoso monte Kenya ove per la tradizione risiede la divinità suprema e creatrice Ngai comune anche al popolo Maasai, attorno  si stende il territorio  dell’ omonimo parco  parco con la foresta che ospita  procavie  arboricole e galagoni  piccoli carnivori genette e scimmie colobi   tra gli alberi, ai margini elefanti  delle foreste e  rinoceronti  neri e leopardi, verso la savana antilopi  acquatiche ,  tragelafi  e del genere  cefalofi , mandrie di bufali  e famiglie di leoni.

Ad ovest verso il confine con l’ Uganda si trova  la  foresta  pluviale di di Kakamega animata da  una grande varietà di uccelli , scimmie e altre specie di mammiferi, nei pressi del  monte Elgon  si apre l’ omonimo parco  Elgon nel suggestivo ambiente  montuoso tra pareti rocciose e gole con sorgenti termali, corsi d’ acqua e  cascate, foreste di bambù e altre piante fiorite, varie grotte come le  le caverne di Kitum.

Sulle sponde del lago Vittoria si trova il parco Kimusu con le paludi dove nuotano ippopotami, tra la vegetazione manguste coda rossa cercopitechi verdi,  scimmie rosse e del genere tantalus, la savana animata  da antilopi di vario genere, impala, la piccola monticola e  la grande  sitatunga, branchi di zebre, maestosi  rinoceronti  bianchi, iene  maculate, leopardi , veloci ghepardi e più piccoli servalo oltre a leoni.

Tornando nella  regione  amministrata dalla  centrale cittadina di Nakuru nei pressi dell’ omonimo lago circondato da paludi, bassa foresta e savana, originalmente  oltre ad ippopotami  vi si trovavano antilopi  acquatiche,  iene e alcuni  leopardi sono stati  poi introdotti esemplari di rinoceronti  bianchi e una particolare specie di giraffe, ma il  lago Nakuru è celebre per la varietà di uccelli e le grandi colonie di  fenicotteri . Procedendo nel centro di Gilgil si raggiunge i piccolo  lago noto come  Elmentaita , oltre al suggestivo ambiente naturale è parte di questa culla africana dell’ evoluzione umana con il  sito preistorico di Kariandusi  risalente al Paleolitico inferiore scoperto nel 1928 da Louis Leakey che vi rinvenne i resti di un Homo erectus simile all’ Australopiteco  che trovò nella tanzaniana Olduvai  e più tardi il figlio  Richard  a nord rinvenne i resti dell’ ominide Turkana. Da qui all’ altro lago chiamato  Naivasha con una gran  concentrazione di ippopotami e animato da pellicani e vari uccelli acquatici, aquile  pescatrici, le   nere  e le più piccole spilogaste , le africane  cicogne  dal becco giallo e  marabu . Poco a sud verso il massiccio vulcanico di Longonot si trova il  parco della riserva  Hell’s Gatel dallla savana popolata da  gazzelle Thomson, oryx, antilopi reedbuk, del genere Klipspringer e le  piccole  oreotragus , roditori procavie  delle rocce e babbuini ,  branchi di zebre che pascolano con giraffe e mandrie di bufali , tra i predatori ghepardi , diversi leoni e raramente nascosti  leopardi .

Nella regione centro meridionale di Nyandarua  verso l’ omonima catena  montuosa si stende il parco della riserva Aberdare  sull’ altipiano  Kinangopin un  suggestivo ambiente rilievi dove precipitano i trecento metri delle cascate Gura, la savana popolata da  rinoceronti  neri, branchi di elefanti  e varie specie di antilopi predate da  leopardi  e rari esemplari di  pantere nere.  Nella lunga  Rift Valley kenyota il  lago più a sud è il Magadi  con le sue colonie di fenicotteri  rosa, varie specie di uccelli  lacustri e pellicani , attorno struzzi e la savana con antilopi  di varie specie, zebre,  sulle rive meridionali alcuni   elefanti  e qualche famiglia di  leoni.

Ad est si stende il grande parco diviso dalla ferrovia  che collega Mombasa alla capitale nello Tsavo occidentale e in quello orientale  tra rilievi desertici  nella savana, acacie e palme, attraversato da piccoli fiumi e stagni dove nuotano  ippopotami che convivono con i coccodrilli, attorno gazzelle, grandi antilopi e branchi di zebre, alte ed eleganti giraffe, mandrie di bufali e possenti rinoceronti, maestosi elefanti , fameliche iene che contendono le prede ai  ghepardi, i più nascosti leopardi e i sovrani leoni,  dal lago Jipe verso il confine tanzaniano iniziano le foreste sui colli vulcanici di  Chyulu  e  a nord dello Tsavo ovest si trovano le cascate Mzima , oltre le pianure all’ orizzonte la spettacolare vista del maestoso  Kilimanjaro.

Simile varietà di fauna si trova nell’  altro vicino parco verso il confine tanzaniano è l’ Amboseli magnificamente adagiato sotto il maestoso Kilimanjaro , in particolare  numerosi branchi di elefanti . Da sempre territorio dei Maasai , il suo suggestivo ambiente naturale e la ricchissima fauna della grande  riserva nel parco Masai Mara  è tra i più celebri e visitati dell’ intero continente, si stende per  oltre trecento chilometri quadrati di savana che continua parco tanzaniano  limitrofo del  Serengeti ove transitano spettacolari migrazioni di gnu e altri animali per i pascoli stagionali, antilopi, gazzelle   Thomson e la specie   Grant,  diffusi gli  impala, branchi di zebre e numerose  giraffe. La straordinaria varietà di animali è  presente dappertutto, ma in alcuni periodi si concentrano nelle zone più esterne in grandi branchi di elefanti, mandrie di bufali e vari  rinoceronti negli stagni e corsi d’ acqua gli ippopotami ben separati dai coccodrilli, una gran varietà di uccelli di ogni dimensione, avvoltoi  africani, falchi  cuvierii struzzi , grandi marabù , rapaci serpentari, tra i predatori i leopardi e la più grande concentrazione di leoni africani.

I popoli delle savane

 “Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli.” Così  recita un  proverbio Maasai  a significare il secolare equilibrio con la natura  come per tutti  i popoli Nilocamiti , allevatori di fiera stirpe guerriera con cultura, tradizioni  e mitologia simili dalla comune origine,  per molti l’ eroe mitico Menelik  generato dal biblico Salomone  e Bilquis la  Regina di Saba diffuso dal testo Kebra Nagast  etiopico del V secolo , riferimento alle antiche origine camite di questi popoli  che sono migrati seguendo il corso del  Nilo  conquistandone vasti territori, per essi quell’ eroe mitico salì e scomparve  sul Kilimanjaro e da allora la maestosa montagna  è divenuta sacra in attesa del suo messianico ritorno per guidare la riconquista dell’ antico territorio.

Il bestiame non è solo sostentamento, ma  anche lo strumento della tradizione che conserva la cultura e la saggezza degli antenati fondata sul modo  trat­tare e organizzare il bestiame che condiziona l’ esistenza di tutti i Nilocamiti . Unica divinità creatrice è Ngai che si venera nel monte  Kenya, è sceso  sulla terra la prima volta in un’ età mitica  re­mota dominata dal disor­dine  quando portò il bestiame convertendo i popoli  in  allevatori che qui  divennero i  Maasai  e tutti gli altri che vivono nelle savane mentre altri rimasero Dorobo cacciatori. Tra i nilocamiti  si trovano le tribù dei  Luo originari del Sudan meridionale  popolano una vasta regione  che va dal Sudan  a nord fino al Congo  orientale e l’ Uganda a sud ovest,  parte della Tanzania  più a meridione e il Kenya ad est,  verso l’ Uganda orientale vivono circa seicentomila Teso.

I cinque milioni di Kalenjin popolano  l’ orientale regione  della grande Rift Valley, divisi in varie tribù e  popolazioni  della medesima stirpe, cultura e tradizioni definite come  Kalenjin, simili ai  Nandi che vivono in parte concentrati nelle colline dell’ orientale territorio chiamato con il loro nome Nandi Country . Poco a nord da Eldoret  si stende la regione  abitata dagli  Elgeyo agricoltori ed allevatori  come i vicini  Marakwet divisi in clan  diretti dall’assemblea  dei capi asiswo, verso il ago Baringo si trovano i villaggi  dei  Kipsigis con i vicini Tugen, i simili Lembus  e i più numerosi Pokot , diffusi anche in altre zone.

A  sud est del lago vivono i  Camus chiamati anche  Njemps, con cultura e tradizioni simili  i  Sabaot  ch popolano il  territorio dell’  Elgon sotto l’ omonimo monte con i vicini Terik di stesse origini ma con propria lingua. Sono chiamati con il dispregiativo  Dorobo “coloro che non hanno bestiame”le tribù di  cacciatori e raccoglitori  divisi in vari gruppi, i più numerosi sono gli  Ogiek nelle foresta di Mau oltre il lago Nakuru e quelle del monte Elgon  sul confine con l’ Uganda. Il vasto  territorio  popolato dai  Samburu va dalla provincia del fiume Ewaso alla  settentrionale  regione  del  grande lago   ove vive il piccolo popolo in via di estinzione degli  El Molo e che prende nome  dai simili Turkana  anch’ essi  discendenti dal grande popolo  Maasai  e ne sono  parte con lo stesso modo di vita,  religione, costumi,  e i comuni  riti che hanno scandito la storia  di questo popolo  dei grandi altipiani e le savane.

L’ esistenza di tutte  queste  tribù di origine  Maasai riunite nelle quattro grandi  confederazioni Loitai, kaputie, Kinopop e samburu,  si fonda sulle famiglie patriarcali legati in clan  e  gruppi di età ove si accede con proprie  ceremonie, uniti nell ’ ol-osho guidato da un consiglio di anziani ed un capo assistito dall’ Ol’oibon o Laibon, colui che padroneggia la magia, che conosce i segreti della natura e degli uomini, che può entrare in contatto con le divinità. Ad essi  per rango ci sono i guerrieri della casta Moran sprezzanti ogni pericolo che vanno cercando per misurare il co­raggio, ne ho incontrati di quelli che avevano ucciso il leone armati solo di lancia e si pavoneggiavano con la sua criniera, così come uomini e donne  di nobile portamento e antica fierezza, gli ultimi signori di questa savana  così armonica tra gli esseri umani e gli animali che pare un ricordo d’ una epoca mitica persa nella storia.

 (c) Paolo del Papa, Itinerari africani:Kenya.

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