Indiani Cheyenne

Indiani Cheyenne


Si definivano Nostro Popolo i Cheyenne che hanno cercato di difendere la loro secolare cultura e libertà nelle grandi pianure nordamericane.

Nostro Popolo Cheyenne

Oltre i territori un tempo dominati dalle nazioni indiane  del grande nord poco a sud si stendevano quelli delle varie popolazioni e tribù delle pianure centrali come la  confederazione dei Piedi Neri, i Crow e gli Arapaho, le Tre Tribù degli Arikara, Mandan e Hidatsa,  il popolo degli  Shoshoni e più meridionali Signori delle Pianure Comanche che condividevano quelle vaste regioni con la grande Nazione Sioux e i Cheyenne.

Si chiamavano Nostro Popolo Tsistsistas, il nome Cheyenne deriva dalla lingua Dakotan dei Sioux che li definivano Shahi-ye-na  o il  Popolo che parla straniero che univa le due grandi tribù  Tsé-tsêhéstâhese e Só’taa’e dalla simile storia, tradizioni e  lingua  Tsisinstsistots. Quando migrarono dai territori settentrionali nelle Grandi Pianure si divisero in nord Cheyenne che si definivano Notameohmésêhese, mentre gli Heévâhetaneo’o erano le tribù del sud, le tre  originarie dei Masikota,  i Só’taeo’o e gli  Heviqsnipahis  si unirono come Popolo dal simile Cuore Tsé-tsêhéstâhesee, continuando a mantenere l’ unità tribale si estesero  nelle  altre grandi comunità dei  Só’taeo’o settentrionali  e meridionali, gli  Ôhmésêheseo’o, gli Oévemana  del nord e del sud, i Wotápio, gli Hisíometanio, gli  Oqtóguna  e gli  Háovôhnóva, In ognuna delle dieci comunità erano nominati quattro   capi, mentre altri quattro erano i consiglieri. Il mito vuole che la divinità suprema Ma’heo’o concesse al  profeta Tsotstshéstâhese le frecce sacre Mahuts da portare agli antenati fondando le società guerriere  Monêsóonetaneo’o  guidate dai combattenti più valorosi come quella dei bellicosi Hotamètaneo’o  chiamati Cani Pazzi , mentre le tribù erano governate da un  Consiglio di quarantaquattro  Capi di Pace. Oltre a decidere i conflitti e organizzare i guerrieri, il consiglio si riuniva per  rispettare le tradizioni e dirigere le cerimonie affidate ad un capo Nótȧxévėhoneve sulle indicazioni di un saggio Uomo Medicina  che stabiliva le ritualità  con danze e canti cerimoniali nótȧxénootȯtse.

Nel XVII secolo dai territori   popolati  dalle  nazioni indiane  del grande nord  vennero guidati dal capo Hóheeheo’o  in quelli tra il Minnesota e il North Dakota fimo a raggiungere il fiume Missouri, mentre alcune tribù si fermarono  nella regione del Mille Lacs  ove nel secolo successivo furono spinti  a sud dai  Chippewa, come vennero chiamati dai primi coloni britannici gli Ojibwe, raggiungendo anch’ essi la regione attraversata dal fiume Missouri popolata dalle Tre Tribù Mandan, Hidatsa e Arikara ove i Cheyenne ne appresero cultura e tradizioni. Nel 1830 durante un conflitto con i  Pawnee Skidi  i guerrieri Cheyenne portavano le Quattro Frecce Sacre  Mahuts sul campo di battaglia che dovevano assicurare la vittoria, ma in uno scontro i nemici celebrarono la  cattura dei Mahuts  ricordato come un grande evento di sciagura che fece abbandonare il campo di battaglia per tornare ai loro villaggi. Nelle loro migrazioni furono in contatto anche con gli altri  indiani delle pianure centrali Piedi Neri, Crow e Arapaho, per poi raggiungere la  regione delle Black Hills che chiamarono  Mo’ȯhta-vo’honáaevada dove vennero spinti ad ovest entrando in conflitto con i Lakota della grande nazione Sioux . Agli inizi del XIX secolo si allearono con una delle grandi tribù  delle  pianure centrali  che si definivano Popolo del Cielo  e che chiamarono   Hetanevo’eo’o  noti poi come  Arapaho, espandendo il loro territorio tra il Montana meridionale, il  Wyoming,  il Colorado orientale, il Nebraska e il Kansas occidentali, dove furono incontrati da alcune esplorazioni  del nord ovest.

La cultura delle Pianure

Come per tutte le altre popolazioni indigene nordamericane  la visione religiosa si fondava sull’ Animismo che assegna energia vitale e spirituale ad ogni cosa e luogo emanata dal Grande Spirito,  l’ essere supremo che i Cheyenne chiamavano Maheo. Nell’ universo creato Hestanov, il mondo era diviso in sette livelli intersecati dallo spirito  Maiheyuno nelle in direzioni dei punti cardinali, quello conosciuto era popolato  dagli spiriti ed entità sovrannaturali maiyun  dalla loro sacralità relativa alla  divinità creatrice  Ma’heo’o, manifestati da alcuni animali e  piante rappresentati simbolicamente nelle cerimonie non solo come religiosità, ma anche come manifestazione della vita tribale.

Il saggio sciamano Motzeyouf chiamato Sweet Medicine, che profetizzò alcune vicende nella storia Cheyenne compreso l’arrivo di uomini bianchi venuti da lontano, ebbe da Maheo le  quattro Sacre Frecce  Mahuts , due  per la guerra  e due  per la caccia, in una grotta all’interno della montagna sacra Novavose a Bear Butte ove venne celebrata per la prima cerimonia del Massaum che per cinque giorni rievoca la creazione del mondo mentre  le Sacre Frecce vengono purificate  per rinnovare la creazione. Da Maheo venne anche il  sacro Copricapo della Medicina  Isiwun  che assieme alle Sacre Frecce  Mahuts  divennero i simboli più venerati  e oltre ai saggi custodi di quelle reliquie le ritualità venivano dirette da sciamani e uomini medicina con poteri religiosi o di guarigione. Oltre alle cerimonie per il  rinnovo delle Sacre Frecce  Mahuts e quella dedicata all’ Isiwun , vi era l’ Hoxehe-vohomo ‘ehestotse consacrata alla Casa della Nuova Vita celebrata con la  Danza del Sole  che i Lakota chiamavano Wiwanyag Wachipi, diffusa tra gran parte del popoli indigeni nelle culture delle Pianure , così come altre cerimonie e danze rituali dei Cheyenne. Quando si nasce Ma’heo’o conferisce il dono del respiro  omotomo e la spiritualità  mahta’sooma che durante la vita si accrescono anche con la protezione e guida del proprio spirito animale , diminuendo  poi nella vecchiaia  fino a quando il mahta’sooma lascia il corpo e l’ omotomo cessa provocando la morte.

Lo spirito del defunto si libera  viaggiando verso  la lunga Via Lattea al campo dei morti Seana, se morto male o peccatore non redento percorreva la più breve  Via del suicidio, e i malvagi sarebbero tornati sulla terra come spiriti maligni, così che solo seguendo la  buona vita si poteva avere una buona morte. Come  per le altre popolazioni l’ esistenza era intimamente legata alla spiritualità e la ritualità fondata sullo sciamanesimo che permetteva la comunicazione con il mondo sovrannaturale e gli spiriti attraverso le pratiche e ritualità dello sciamano capace di entrare il quel mondo  per cercare  le soluzioni alle avversità,  comunicava con il sovrannaturale nel mistico percorso del Viaggio spirituale che avveniva  in diversi riti cerimoniali iniziatici come quello della visione da interpretare come guida nel mondo degli spiriti, ma anche come ricerca interiore per trovare la via nella vita nella guarigione  dello spirito.

Uno sciamano  era  anche quello che  si definiva l’ uomo medicina  capace di  curare il corpo e lo spirito delle persone, esercitando i suoi poteri nella capanna della casa medicina,  portava  gli amuleti e oggetti simbolici del potere soprannaturale che solo lui poteva utilizzare in una sacra sacca   ove conservava anche le  piante curative come depositario dei tramandati segreti della tradizionale  erboristeria. La spiritualità Cheyenne era in parte simile alla Mitologia e ad alcuni dei più significativi  riti Lakota, come  l’ uso cerimoniale del calumet, la pipa sacra che per i Sioux fu portata dalla dea del Bufalo Bianco Ptesànwin , la grande cerimonia che iniziava avvolti dai vapori della  capanna sudatoria  ove avveniva   il rituale della purificazione  chiamato Inipi  dai Sioux  per le iniziazioni, eventi  importanti o guarigioni e  che venne conosciuta dai bianchi  come la cerimonia dello  Sweat Lodge. Oltre ad altri rituali si tenevano le grandi riunioni tribali e cerimoniali  Pow wow e varie danze  invocative e propiziatici per eventi  della comunità, le stagioni di caccia e la guerra come quella celebrata  dalla  temibile società guerriera  dei  Cani Pazzi che vennero chiamati Dog Soldiers . Prima di divenire sciamano era un guerriero di quei Cani Pazzi, il saggio uomo medicina  noto come capo  Porcospino  che nel 1890 introdusse la nuova religione della Ghost Dance  fondata dal mistico predicatore dei Paiute  Wovoka.

Le Guerre Cheyenne

Il trattato  stipulato con i bianchi detto di  Medicine Lodge  confinava Cheyenne meridionali  e Arapaho  nelle miserabili condizioni della riserva, ma le tribù che non volevano piegarsi  iniziarono ad attaccare i coloni invasori  lungo la pista dell’ Oregon e nel 1864, l’agente  del centro postale dove passava la ferrovia a   Leavenworth in Kansas  lamentava assalti al treno chiedendo l’ intervento militare del generale  Samuel Curtis , così come fece  il governatore del Colorado  John Evans e  i responsabili di altri  centri  che si sentivano minacciati sulla via dell’ Oregon Trail. Nel frattempo alleandosi ai Sioux i Cheyenne iniziarono  con scorrerie ed incursioni lungo il fiume Platte contro i coloni e gli allevatori, interrompendo i collegamenti verso Denver sulla  Platte Route , mentre le truppe del generale Curtis erano impegnate ad est nella  guerra civile che infuriava in quel periodo, fu deciso l’ intervento militare contro gli indiani iniziando la prima delle  guerre Cheyenne  nel territorio del Colorado per due anni dal 1863.

Coloni  e milizie ben armati affrontarono i guerrieri Cheyenne ed Arapaho nella  guerra del Colorado e nelle regioni limitrofe contro i  Kiowa  e più a sud  contro i Signori delle Praterie  Comanche, mentre i guerrieri  della grande nazione Sioux  Dakota impegnarono l’ esercito statunitense  lungo la parte meridionale della valle ove scorreva il  Platte interrompendo i collegamenti su tutta la regione orientale attraversata dall’ Overland Trail. Contro i guerrieri delle tribù Cheyenne  in quella  guerra del Colorado  vennero impegnate truppe di volontari nella  e reparti cavalleria comandati dal famigerato Jonh Chivington  che con il suo  terzo reggimento fu  il vile protagonista dell’ attacco di un inerme villaggio a Sand Creek massacrando anziani, donne e bambini. Alla fine di novembre del 1868 a Washita fu consumato un’ altro eccidio attaccando Il pacifico campo del capo Motȟvatȟ  Black Kettle che rimase ucciso assieme a gran parte della sua gente in un altro massacro di inermi indiani difesi da pochi guerrieri che venne definito come la battaglia di Washita ad opera del settimo cavalleria statunitense comandato dal sanguinario colonnello George A.Custer, deportando i pochi sopravvissuti. Assieme ai Sioux di Tatanka Yotanka Toro Seduto e il grande capo Tashunka Uitko Cavallo Pazzo che ne guidò i guerrieri, i Cheyenne vendicarono gli ignobili eccidi in Montana a Little Bighorn affrontando la cavalleria di Custer nell’ epica e vittoriosa  battaglia dove ad attenderli  non c’ era gente inerme, ma valorosi guerrieri che abbatterono lui e i suoi soldati.

Dopo la vittoria indiana a Little Bighorn il governo statunitense umiliato inviò numerosi contingenti a braccare i Cheyenne che resistettero fino ad essere costretti alla resa nel 1877 finendo confinati nelle riserve, da quella vicino a  Fort Sill in Oklahoma  fuggì  la gente guidata dai capi  Ohkohmgache  detto Piccolo Lupo e il celebre  Tahmelepashme chiamato dai Sioux  Coltello Spuntato e  noto  come  Mornig Star per tornare in  loro territori in Wyoming in un epica marcia di quasi tremila chilometri inseguiti da diecimila soldati e seimila volontari. I poco più che trecento Cheyenne si separarono tra quelli guidati da Piccolo Lupo che continuarono verso il Tongue River in Montana e gli altri che seguirono  Morning Star per la riserva dei Sioux Oglala in South Dakota, nel tragitto  vennero raggiunti in Nebraska dai soldati che li inseguivano e subirono un’ altro massacro  che non risparmiò donne e bambini a Fort Robinson, i centocinquanta sopravissuti e imprigionati morirono di freddo e stenti e ne rimasero solo sette compreso Morning Star che alla fine riuscirono a ricongiungersi con Piccolo Lupo, nel frattempo il cinque  settembre nello stesso Fort Robinson  era stato assassinato   il grande capo Sioux Tashunka witko Crazy Horse che rimase nella leggenda di Cavallo Pazzo.

Capi e guerrieri del popolo Cheyenne

Quando entrarono in conflitto con i bianchi invasori dei loro territori, la storia del popolo Cheyenne è raccontata dalle gesta dei loro capi che hanno cercato di resistere con valore ad un mondo così diverso che avanzava per travolgere inesorabilmente la loro secolare libertà nelle Grandi Pinure. Vóóhéhéve o Tahmilaphèsni  era capo dei Cheyenne settentrionali nord  Notameohmésêhese  che fu onorato con la denominazione  Stella del Mattino  e  noto anche  come  il capo Coltello spuntato Dull Knife  tra i Sioux.  Nel 1868  con il nome di  Morning Star  rappresentò la sua tribù nel trattato stipulato a Fort Laramie che non venne poi rispettato dal governo  e dopo la vittoriosa battaglia combattuta a  Little Bighorn  nel 1876, consolidò l’alleanza con i Sioux  contro l’esercito statunitense,  nel novembre del 1876 venne sconfitto a Bates Creek In Wyoming  assieme al capo  Ohkomhakit Piccolo Lupo e gran parte della sua gente  venne deportata in  Oklahoma.

Noto come  Frecce di Medicina  Fronte di Pietra   fu capo e custode delle Frecce della Medicina dal 1850 fino alla sua morte e chiamato dai bianchi Medicine Arrows  suocero di  Tall Bull Toro Alto.  Capo dei Cheyenne meridionali  Hotóa’ôxháa’êstaestse  e chiamato  Tall Bull , guidava i temibili guerrieri  Cani Pazzi conosciuti dai bianchi come  Dog Soldiers  che si scontrarono valorosamente più volte con l’esercito americano fino alla battaglia combattuta a  Summit Springs  nel  luglio 1869 in Colorado dove rimase ucciso dalle truppe  comandate d al maggiore  Frank North. Red Armed Panther chiamato anche Red Sleeve o  Pantera Rossa faceva parte del Consiglio dei Quarantaquattro, come tra i Cheyenne era noto il loro grande  Consiglio tribale , nel 1864 con la sua gente seguì quella del capo Piccolo Lupo  nel territorio sud orientale del Montana  Tsėhéstáno come era definita la riserva Nord Cheyenne  dove rimase come abile guida scout dal centro di  Fort Keogh nella riserva.  Venne chiamato  Barba grigia  il saggio Uomo medicina e capo  di una tribù dei Cheyenne meridionali  che  dopo la guerra del Red River vide la sua gente rinchiusa nelle riserve mentre veniva detenuto nel carcere di  Fort Marion  dove venne imprigionato anche il valoroso  Ho-na-nist-to Lupo che ulula, capo guerriero della tribù meridionale guidata dal capo Black Kettle   Pentola Nera  e tra i pochi sopravvissuti al massacro  della sua gente nel 1864  sul fiume  Sand Creek in Colorado,  dopo la prigionia  raccontò il suo popolo  nei dipinti della nuova forma artistica indiana chiamata  art Ledger.

Anche Vé’ho’énȯhnéhe  che significava Uomo bianco zoppo  Lame White Man sopravvisse a quel massacro di Sand Creek che, come altri vendicò nella vittoriosa battaglia di Little Bighorn   dove fu l’ unico tra i capi guerrieri a rimanere ucciso, onorato come  Lupo dal Cuore Matto per il suo coraggio e audacia anche nel suo ultimo scontro, ma sempre ricordato come  il valoroso Lame Man dai discendenti. Di  Stella del Mattino Dull Knife e gli altri condottieri era contemporaneo e altrettanto valoroso il capo  Vóhko’xénéhe  dei Cheyenne settentrionali chiamato anche pipistrello  Sautie e  detto  Naso  Romano, da giovane  fu valoroso guerriero nella guerra del  Red River  divenendo poi  leggendario  per il suo valore tanto che l’ esercito statunitense lo credeva capo di tutti i Cheyenne chiamandolo Roman Nose. Temuto e invincibile nelle sue incursioni tra il Wyoming meridionale , la valle del Platte in Nebraska e l’ ovest del  Kansas  per vendicare il vile massacro di  Sand Creek e dopo molte vittorie   rimase ucciso nella battaglia combattuta a  Beecher Island nel settembre 1868 sul fiume Arikaree in Colorado. Ohkomhakit Piccolo Lupo era già celebre come onorato capo del  consiglio Cheyenne settentrionale   Só’taeo’o  e divenne un famoso capo guidando i suoi guerrieri nelle guerre delle pianure contro l’ esercito statunitense, distinguendosi in quella del Bozeman Trail durata due anni dal 1866 che prese nome dal suo condottiero e  grande capo Sioux  Nuvola Rossa e anch’ egli costretto al trattato  con il governo stipulato nel 1868 a  Fort Laramie. Protagonista poi nel 1868 con la sua gente della lunga marcia  dalla riserva in Oklahoma per tornare ai territori espropriati noto come Esodo Cheyenne delle tribù settentrionali noto anche come Dull Knife’s Raid.

Una parte fu fermata e costretta al confinio nella riserva in Oklahoma chiamata  South Cheyenne mentre  durante la marcia nell’ inverno del 1878 l’ esercito statunitense ne intercettò altri centocinquanta portandoli a Fort Robinson nel Nebraska occidentale da dove tentarono di fuggire, subito  inseguiti dai soldati molti furono uccisi in quello che viene ricordato come il  massacro  di Fort Robinson.  Awoninahku o Orso Affamato Lean Bear era un capo Wapiuut del Consiglio tribale dei Cheyenne meridionali, che doveva trattare con il governo per fronteggiare l’ invasione dei coloni nei loro territori , fu protagonista del trattato stipulato a  Fort Wise e  incontrò anche il presidente Lincoln nel 1863, ma l’ anno dopo venne ucciso tradimento  senza motivo da un contingente della  Cavalleria del Colorado comandato dal tenente George Eayre. Anche Hō-hăn-ĭ-no-o  Little Rock era capo del Wutapiu per anni combattente  contro i nemici della sua tribù, divenuto poi sostenitore della pace con i coloni bianchi e fu tra i capi che stipularono il trattato di  Medicine Lodge  nel 1867. Pensava impossibile la vittoria contro i bianchi, in varie occasioni  cercò di mediare tra la sua tribù e il governo, ma subì  l’  attacco e il  massacro  della sua gente a  Sand Creek  nel 1864 , seguito quattro anni dopo da quello altrettanto vile di Washita che anche quella volta no risparmiò vecchi, donne e bambini. Durante l’attacco cercò di proteggere donne e  bambini in fuga rimanendo ucciso, la moglie Skunk Woman, la sorella chiamata  White Buffalo e un’altra sorella sopravvissero assieme alla figlia Mo-nah-se-tah e la madre che vennero imprigionate a Fort Supply in Oklahoma.  Éše’he Ôhnéšesêstse Due lune  fu uno dei capi Cheyenne che prese parte  nel 1876 alla battaglia che fu detta del  Rosebud in Montana e poco dopo  fu con i suoi guerrieri nella vittoria a Little Bighorn , combattendo l’ anno dopo nel suo ultimo scontro dove venne sconfitto a Wolf Mountain  costretto alla resa trattata con l’ esercito statunitense a  a Fort Keogh .

Divenuto guida e scout indiano  per il generale che lo aveva sconfitto Nelson Miles, in Montana  fu nominato capo della riserva Tsėhéstáno dei Nord Cheyenne trattando anche la resa dei guerrieri  guidati da Little CowA-che-kan-koo-eni  Little Shield fu valoroso condottiero dei guerrieri Dog Soldiers  Cani Pazzi a Little Bighorn, l’ anno dopo in seguito alla sconfitta di Dull Knife i valorosi guerrieri  Sioux  guidati dal leggendario capo  Crazy Horse  Cavallo pazzo furono costretti alla resa stipulata a Fort Robinson , poco dopo anche i Cheyenne di Piccolo Lupo Litle Wolf , Alce in Piedi Standing Elk e Maiale Selvatico Wild Hog  si arresero con un migliaio di guerrieri a Fort Keogh, seguiti dai trecento di Due Lune e la banda di Little Shield.

Anche Kâhamâxéveóhtáhe Wooden Leg  Gamba di legno con i suoi guerrieri partecipò alla battaglia di Rosebud e alla vittoria del Little bighorn scontrandosi con il reggimento di cavalleria  comandato da  Marcus Reno,  nel novembre del 1876  combatté,  nella battaglia a Red Fork sul Powder River in Wyoming assieme a Ohkomhakit Piccolo Lupo Little Wolf e Vóóhéhéve Mornig Star Dull Knife che vi perse tre figli. Dopo la sconfitta venne confinato nella riserva meridionale che lasciò con la sua famiglia per quella di  Pine Ridge in South Dakota, a trent’anni da Little Bighorn nel 1903 raccontò la sua storia all’ agente indiano  Thomas B. Marquis che venne pubblicata con il titolo  A Warrior Who Fought Custer . Come altri capi dopo l’ impari confronto  con il preponderante esercito statunitense  nel 1878 Ho’néhevotoomáhe  Lupo Robe con la sua gente fu costretto a lasciare  il territorio tribale per il confinio nella  riserva Cheyenne nell’Oklahoma  occidentale  assieme  alle tribù  Arapaho  delle  pianure centrali.

Tra coloro che hanno cercato un’ impossibile convivenza con i bianchi è rimasta nella memoria Cheyenne fu Mis-stan-stur Owl Woman o Donna Gufo, figlia  Wakinyan Ska Tuono Bianco capo dei Wazhazha e saggio  uomo di medicina Custode delle Frecce, sposò il mercante e allevatore bianco William Bent che aprì i commerci  sulla via settentrionale della  Santa Fe trail e con lui si adoperò per tenere rapporti pacifici con i bianchi dal centro di fondato a Fort Bent. Come altri indiani  anch’ essa portatrice di pace con l’ arroganza degli invasori che solo i guerrieri hanno cercato di arginare in un impari resistenza all’avanzata di un mondo distante che li ha travolti.

Le donne  guerriere

Anche le donne Cheyenne fuorono a fianco dei guerrieri lottando contro gli invasori, come la leggendaria  Buffalo Calf o Road Woman ricordata come la guerriera che salvò il suo fratello  ferito all’ inizio della battaglia poi nota come  Rosebud  combattuta nel giugno del 1875 in Montana   assieme ai Sioux guidati dal grande capo Cavallo Pazzo.  Con il suo eroismo riuscì a far radunare i guerrieri che sconfissero le truppe del generale Crook  e la vittoriosa battaglia in suo onore  venne chiamata lo scontro dove  la ragazza ha salvato suo fratello o del Bocciolo di rosa Rosebud. Poco dopo assieme al marito Black Coyote fu valorosa guerriera con i Cheyenne alleati ai Sioux  Lakota e gli Arapaho nell’ epica e vittoriosa battaglia combattuta a Little Bighorn  dove si dice che fu lei a far cadere da cavallo il famigerato George A.Custer  che vi perì assieme ai suoi uomini dopo essersi macchiato di crimini e massacri contro la sua gente. Oltre ad altre donne valorose nei racconti di quel popolo è ricordata  Mochi  della banda Tse Tse Stusdei Cheyenne meridionali guidata da suo marito Medicine Water ed era nel campo di Black Kettle  quando il  29 novembre 1864  venne attaccato dalle centinaia di soldati della Cavalleria del Colorado comandati dal colonello Chivington che si scatenarono nell’ infame e sanguinario massacro consumato a Sand Creek, mentre venivano ammazzati senza pietà anziani, donne e bambini vide uccidere la madre  e mentre stava per essere violentata prima di venire  uccisa anche lei come tutte le donne del villaggio, sparò ad un soldato con il fucile del nonno caduto. Riuscì a scampare al’ eccidio e divenne una valorosa guerriera  per  il decennio successivo combattendo contro i bianchi.

Come gran parte degli indiani d’America anche i Cheyenne si sono battuti per la loro libertà mantenendo fino all’ ultimo l’antica fierezza che ha unito questo popolo,  rimasta solo nella memoria dei loro canti.

 

 “O tutti voi che siete morti tanto tempo fa,non siamo che bambini indifesi di fronte a voi.Nulla sappiamo, tremiamo di paura di fronte alle cose del mondo. Venite a noi, e non ci sentiremo soli nella notte.”

 

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