Il Cartello di Medellin

Il Cartello di Medellin


Seguendo la storia criminale delle Vie della droga che hanno devastato il mondo, i percorsi dello stupefacente tratto dalle foglie di coca coltivata da secoli nei territori sudamericani, hanno origine in Colombia dove negli anni settanta la criminalità che trafficava marijuana trovò un ben più lucroso commercio nella cocaina, iniziando l’ incontenibile ascesa di quello che venne chiamato Narcotràfico, formando sodalizi criminali sempre più forti  che generarono i cosìddetti cartelli con i loro spietati capi barones de droga. In quel periodo nell’ omonima città venne fondato il potente cartello di  Medelìn che fino al 1993 dominò il traffico mondiale della cocaina, tra le più potenti organizzazioni criminali al mondo  legate alla droga con il suo indiscusso capo Pablo Escobar El Patròn. Il suo impero nacque dal sodalizio con  il trafficante di madre colombiana e padre tedesco  Carlos Lehder , ideatore e capo del grande traffico nel territorio statunitense, suo fratello Roberto de Jesús Escobar Gaviria chiamato El osito che ne amministrava i movimenti finanziari, il responsabile dell’ esportazione della droga Gustavo Gaviria, quello che fu poi detto El mexicano  per le sue propietà messicane, José Gacha che si occupava di alleanze ed investimenti vari e  i tre potenti fratelli  Ochoa. La storia criminale del Cartello di Medelìn è legata alla vita del suo patròn ed indiscusso sovrano Pablo Escobar e finisce con la sua morte, la sua sempre più potente organizzazione iniziò ad importare la coca in gran parte dalle piantagioni nelle pianure orientali llanos della Bolivia e dai campi coltivati nel limitrofo territorio della selva alta in   Peru, prima  solo le foglie compresse e poi, con l’ estensione della produzione, trasformate in loco in pasta per ottenerne la sintesi della cocaina nei laboratori colombiani ed esportarla nel territorio statunitense e sul mercato internazionale. Inizialmente con corrieri la droga era inviata al trafficante Mermelstein per la distribuzione, ma la richiesta nel mercato statunitense superava l’ offerta  e Max Mermelstein si associò con Jon Roberts  per accrescere i rifornimenti attraverso l’ altro trafficante nordamericano Mickey Munday che riuscì ad accordarsi  con Rafael Cardona Salazar noto come  Rafa che faceva parte del nascente cartello di Medellìn. All’ inizio degli anni ottanta alcune attività erano ostacolate dalle organizzazioni rivoluzionarie colombiane e il cartello, con il pretesto dei frequenti rapimenti, si accordò con esponenti militari di destra, proprietari terrieri e funzionari di multinazionali statunitensi per fondare l’ organizzazione paramilitare  Màs che giurava Muerte à Secuestradores seminando il terrore in gran parte del territorio colombiano. A metà del decennio l’ organizzazione paramilitare del cartello con l’intercessione del trafficante Matta Ballesteros, fu rifornito di attrezzature militari ed armi, un flotta di aerei ed elicotteri e centri di addestramento con istruttori statunitensi, britannici ed israeliani, oltre un sistema comunicazioni coordinato con l’ ente statale colombiano. Oltre le formazioni paramilitari la schiera di sicari  l’ esercito di sicari del cartello per anni  ha seminato il terrore con centinaia di omicidi ed attentati a polizia,  politici e funzionari che si opponevano, giornalisti, magistrati a volte anche i loro famigliari ed ignari passanti.  Dalla nascita all’ incontenibile ascesa fino al declino il potente cartello di Medellìn, oltre la patròn Pablo Escobar e Carlos Ledher, l ha avuto altri noti e spietati capi tra i suoi fondatori come Gonzalo Rodrìguez Gacha El Mexicano, i fratelli Ochoa e nel territorio statunitense la temuta Madrina Griselda Blanco

Carlos Ledher

L’ incontenibile ascesa del cartello di  Medellìn nel traffico internazionale di droga  iniziò quando uno dei suoi fondatori Carlos Lehder si mise in società con il trafficante nordamericano  di marijuana George Jung detto El Americano o Boston George, conosciuto nel Federal Correctional Institution Fci di Danbury in Connecticut dove erano detenuti,  cominciando a spedire cocaina nel territorio statunitense con bagagli in aereo dei cosìdetti da muli di droga che spesso la ingerivano in ovuli per sfuggire ai controlli. Incrementarono poi  il traffico utilizzando piccoli aerei carichi di cocaina inviati in California al trafficante italo americano Richard Barile che si occupava della distribuzione, ma  più tardi la lucrosa associazione  tra gli amici Lehder e Jung iniziò il suo rapido declino quando il trafficante colombiano entrò direttamente in contatto con Richard Barile per la distribuzione della droga e Lehder , per non avere più intermediari sciolse il criminale sodalizio con Boston George cercando un suo centro per un più consistente trasferimento dei carichi di cocaina. Trovò il piccolo arcipelago di Exumas tra le Bahamas dove acquistò terreni nella poco frequentata isoletta di Norman’s Cay, minacciando con pesante intimidazioni gli abitanti riuscì a scacciare tutti i residenti corrompendo il primo ministro delle Bahamas  Pindling per impossessarsi dell’ intera  isola come sua base indisturbata. Nel frattempo  George Jung fu escluso dagli affari con il cartello e si rese indipendente con il suo piccolo traffico che non competeva con il vasto giro del vecchio amico che si era arricchito enormemente. Lehder divenne l’ imperatore della cocaina, ammiratore dei Beatles e il nazismo,  noto come Il potente e litigioso boss fascista ebbro di ricchezza e potere già alla fine degli anni settanta, tanto da proporre di saldare il debito estero colombiano al presidente Michelsen  in cambio del libero traffico di droga. Dopo essere stata rifiutata, a nome del cartello la proposta fu ripetuta nel 1982 al parlamento per evitare l’ estradizione richiesta dal governo statunitense, ma ormai il suo astro declinava e fuggì dalla sua  isola di Norman presa dalla polizia  delle Bahamas  assieme alla Dea statunitense. Tornato in territorio colombiano trovò rifugio tra i guerriglieri delle Farc facendosi poi intervistare nel 1985 nel ruolo inusuale di paladino contro l’ imperialismo che voleva estradarlo negli Usa, cosa che avvenne due anni dopo con la sua cattura e la condanna all’ ergastolo, qualche anno più tardi patteggiò la pena raccontando tutto ciò che sapeva del narcotraffico colombiano e scomparve come testimone protetto.

Il potere di Pablo Escobar

Anche con la fine della potente organizzazione di Carlos Lehder il cartello di Medellìn continuò a prosperare dominando il mercato internazionale della droga con almeno quindici tonnellate di cocaina al giorno esportate solo nel territorio statunitense e oltre venti miliardi di dollari all’ anno che arricchivano l’ immenso patrimonio del cartello e il suo che indiscusso sovrano Pablo Escobar. Governava il suo impero della droga dalle lussuose residenze come la vasta hacienda che chiamò  Nàpoles, divenuta simbolo del potere narcos colombiano, al suo apice il cartello disponeva di aerei, elicotteri, navi e piccoli sommergibili per il trasporto della droga, oltre a yacht e aerei privati del patròn e i suoi boss, vaste propietà terriere, ville, lussose residenze e interi quartieri residenziali nelle città. Un immenso patrimonio solo in parte riciclato negli investimenti miliardari e nelle banche anche statunitensi, quel che rimaneva non era nemmeno più contato, ma pesato e confezionato, spendendo duemilacinquecento dollari al mese solo per gli elastici che legavano le banconote conservate  in depositi spesso fatiscenti dove almeno due miliardi all’ anno andavano persi per l’ umidità o mangiati dai topi, considerate semplici perdite di gestione in quel fiume di denaro che si accresceva continuamente. Mentre Pablo Escobar era considerato un benefattore dalla popolazione per le sue  generose donazioni, il potere del cartello si era consolidato con la corruzione dilagante tra politici, funzionari, magistrati e polizia, di coloro che non si piegavano e a narcotrafficanti che osavano ostacolarne il dominio si occupavano le formazioni lparamilitari e le feroci bande di sicari. Tra esse quella dei Los Priscos, che assassinarono l’incorruttibile  ministro della giustizia nella sua lotta contro il traffico di droga Rodrigo Lara Bonilla, aprendo la lunga lista di attentati ed omicidi tra magistrati, giornalisti e ufficiali di polizia che non si piegavano all’arroganza dei narcotrafficanti, come Cano Isaza direttore del quotidiano El Espectador seguito da altri giornalisti,  Il procuratore generale  Carlos Hoyos ed alcuni magistrati, tra i politici il candidato alla presidenza Luis Carlos Galàn  assassinato dai sicari inviati dal boss  agli ordini del Patròn di Medellìn  Jaime Rueda. Alla triste lista di assassini tra agenti di polizia, giudici, giornalisti e politici che si opponevano al potere del cartello, si aggiunsero quelli di avversari nella guerra della droga, in gran parte di gente comune ed innocenti che ne furono travolti a migliaia assieme alle vittime del  narcoterrorismo scatenato da Pablo Escobar e il suo cartello. Le bande di sicari che  seminarono il terrore erano guidate da sanguinari jefe come Jairo Arias noto come Pinina, lo spietato  Jairo Velásquez Vásquez  chiamato per il suo aspetto Popeye a capo dei  sicari contro i sostenitori dell’ estradizione di Escobar e gli altri boss di Medellìn  definiti Los Extraditables. Così chiamati quando, per contenere il traffico di droga nel territorio statunitense, la Dea antidroga  trattò con il governo colombiano per estradarne alcuni dei capi processati e condannati negli Usa, mentre rimanevano i capi più potenti estradabili  protetti da politici corrotti o accondiscendenti nel revocare il trattato che venne sospeso.  Il cartello di Medellìn continuò a difendere  spietatamente il suo impero della droga  con migliaia di omicidi, tra i più feroci il temuto  Popeye  ne uccise personalmente  oltre trecento, quasi altrettanti  l’ altro sanguinario sicario Muñoz Mosquera  detto La Quica. Poco dopo l’ assassinio del candidato alle presidenziali  Carlos Galan  nel 1989,  per uccidere  l’ altro candidato alle elezioni presidenziali Cèsar Gaviria che era ostile al cartello, Escobar incaricò lo stesso fidato La Quica ad organizzare il criminale attentato con oltre cento vittime innocenti  al volo 203 della compagnia aerea Avianca il 27 novembre 1989 dal quale scampò Gaviria che non si imbarcò quel giorno. Quando fu eletto nel 1990 il presidente Gaviria dichiarò guerra ai narcotrafficanti braccandone i capi uccidendone alcuni negli scontri compreso Pablo Escobar e reintroducendo  l’ estradizione  per consegnare gli altri  alle autorità statunitense e condannati.

Gacha El Mexicano

La carriera criminale Gonzalo Rodrìguez Gacha detto El Mexicano è iniziata negli anni settanta nella regione colombiana centrale di Boayacà a Muzo dove si trovano le miniere di smeraldi,  all’ epoca in gran parte controllate dallo Zares de esmeraldas come era chiamato  Gilberto Molina   e ne divenne spietato sicario. Si trasferì poi nella capitale Bogotà al servizio della trafficante di cocaina Verónica Rivera Vargas che gli ordinò di sterminare un suo rivale con tutta la famiglia, consolidando la fama di feroce sicario, da lei fu introdotto al grande movimento di cocaina prima con Miguel Gallardo che dominava il traffico messicano e poi con il nascente cartello di Medellìn ove regnava il patròn Pablo Escobar,  divenendone  tra i boss più potenti dall’ enorme patrimonio che al suo apice si dice guadagnasse duecentotrentamila dollari al minuto. Organizzo militarmente il cartello mentre faceva estendere i centri del cartello nelle regioni del Magdalena e Cundinamarca e laboratori per la cocaina come il vasto chiamato Tranquilandia nella foresta del  territorio meridionale del Caquetà ove lavoravano oltre duemila coqueros. Durante sua ascesa a grande e potente trafficante del cartello di Medelìn, Gacha El Mexicano nei territori ove aveva intensificato i centri e i laboratori per la coca entrò in contrasto con le formazioni guerrigliere delle Farc che esigevano tributi assieme ad altri gruppi rivoluzionari, quando poi guerriglieri dell’ M-19 osarono rapire la sorella minore dei potenti fratello Ochoa  Martha Nieves , fu tra i fondatori della feroce formazione militare di destra Màs come Muerte à sequestradores. In seguito divenne capo delle organizzazioni paramilitari con oltre mille miliziani armati per proteggere i traffici di droga e imporre il potere del cartello, ferocemente anticomunista contro gli oppositori e le formazioni di sinistra, per il loro addestramento fece arrivare esperti mercenari inglesi ed israeliani, organizzando assassini ed attentati. All’ inizio degli anni ottanta, anche le attività criminali di Gonzalo Rodríguez Gacha  El Mexicano, come per gli altri boss di Medellìn, furono compromesse dalla guerra al narcotraffico intrapresa dal ministro della giustizia Rodrigo Lara Bonilla con la confisca degli aerei utilizzati nel trasporto della droga,  lo smantellamento dei centri di produzione e laboratori, compreso quello enorme chiamato Tranquilandia, distruggendo tonnellate di cocaina. La vendetta del cartello si scatenò con il narcoterrorismo iniziando con l’ assassinio del ministro Lara Bonilla nell’aprile del 1984 seguito da altri attentati e, per la reazione internazionale, il presidente colombiano Betancur fu costretto al trattato di estradizione negli Usa dei più potenti narcotrafficanti e ad attaccarne le organizzazioni a cominciare da quella di Carlos Lehder. Gonzalo Rodríguez Gacha, con Pablo Escobar e i fratelli Ochoa al vertice del cartello di  Medellin, per sfuggire all’ estradizione si rifugiarono  a Panama con la protezione  del dittatore Noriega. Qui cercarono una mediazione per una trattativa incontrando l’ ex presidente colombiano Alfonso López, ma alla notizia del tentativo il governo statunitense impose il rispetto dell’ estradizione e la negazione a ogni accordo di immunità per i narcotrafficanti. Di nuovo la violenta reazione del narcoterrorismo non si fece attendere con la sua scia di omicidi ed attentati a politici, magistrati, giornalisti e ufficiali di polizia che si opponevano al loro potere criminale, mentre nel 1989 Gonzalo Rodríguez Gacha  scatenava la sua guerra per il controllo delle miniere di smeraldi colombiane del Boayacà uccidendo il suo vecchi amico e mentore Gilberto Molina assieme ai suoi uomini. Nel frattempo per vendicare gli attacchi dei guerriglieri alle sue basi nei territori orientali El Mexicano mandava le sue bande  contro i dirigenti del  partito Up dell’ Unión Patriótica di sinistra facendone assassinare il suo presidente Jaime Pardo Leal, continuando il sanguinario narcoterrorismo e assieme al  Pablo Escobar ordinò l’assassinio del candidato presidenziale  Luis Carlos Galán. Gonzalo Rodríguez Gacha  finì la sua carriera criminale nel 1989 dopo il devastante  attentato a Bogotà all’ edificio Das  del Departemento Administrativo de Seguridad,  braccato dalla polizia e tradito dal suo fido Jorge Velásquez El navegante che lo fece trovare a Tolú  rimanendo ucciso assieme al figlio Freddy Gonzalo Rodríguez.

I fratelli Ochoa

Nati da un ricca famiglia di allevatori i fratelli Ochoa Jorge Luis, Juan David e Fabio, all’inizio degli anni ottanta furono tra i fondatori del cartello di Medelìn e con il loro clan, oltre al traffico di droga si occupavano della rete di corruzione e degli accordi con i politici colombiani e al’ organizzazione delle milizie paramilitari che affiancavano le bande di sicari del cartello. Tra i tre Jorge Luis Ochoa è considerato il più importante nella gerarchia del sodalizio criminale fin dall’ inizio, dopo che i guerriglieri dell’ M-19 rapirono la sorella Martha Nieves Ochoa Vasquez, fu tra i fondatori delle milizie paramilitari Muerte à Secuestradores  di destra Màs, assieme agli altri boss di Medellìn, proprietari terrieri, imprenditori, esponenti militari e multinazionali statunitensi. Dall’ epoca iniziò l’ incontenibile ascesa del cartello nel dominio del traffico internazionale di cocaina con la sua organizzazione sempre più estesa protetta da milizie armate, connivenza negli apparati statali, corruzione dilagante e lo spietato annientamento di ogni avversario. Il minore deglo Ochoa Fabio Vázquez  detto Fabito di trasferì a Miami alla fine degli anni settanta dove iniziò a trafficare la cocaina colombiana divenendone uno dei boss nel territorio statunitense nel decennio successivo con i carichi di droga che arrivavano dalla base di Norman’s Cay di Carlos Ledher fino alla sua cattura e poi con gli aerei del cartello, uccidendone  il pilota Barry Seal che era divenuto informatore della Dea nel 1986. Anche dopo la fine del cartello dalla Colombia continuò i suoi lucrosi traffici negli anni novanta importando per la distribuzione nel mercato statunitense almeno trenta tonnellate di cocaina, rifornendo in seguito  anche l’ ascesa del narcotraffico in Messico  fino ad essere estradato negli Usa  e detenuto. Pur essendo il maggiore dei fratelli Ochoa, Juan David ebbe meno rilevanza degli altri anche se ai vertici del sodalizio criminale, abile organizzatore si occupava delle varie modalità nei rapporti stabiliti cartello e ne seguì la storia fino la declino  dopo morte di Pablo Escobar, nel 1991 con il decreto di non estradizione del presidente César Gaviria si arrese e detenuto per cinque anni, patteggiando poi in cambio di collaborazione giudiziaria venne rilasciato.

La Madrina Griselda Blanco

La Madrina o la Vedova nera, come era chiamata la temuta e potente narcotrafficante  Griselda Blanco, iniziò la sua carriera criminale a undici anni quando rapì un bambino per riscatto e lo uccise, continuò con rapine ancora un’adolescente, ebbe tre figli sposando un piccolo criminale presto lasciato e che anni dopo fece uccidere. All’ inizio degli anni settanta si sposò con il narcotrafficante  Alberto Bravo, trasferendosi a New York dove iniziarono ad importare cocaina. Per sfuggire alla cattura tornarono in Colombia e nel 1975 uccise il marito guadagnandosi il titolo di Vedova Nera, riconfermato più tardi con l’assassinio del suo terzo marito mentre iniziava la sua ascesa come trafficante di droga. Alla fine degli anni settanta si trasferì a Miami ove divenne la temuta madrina della cocaina scatenando quelle che furono  chiamate le  drug wars di Miami iniziate nel 1979 quando due sicari colombiani uccisero altri due trafficanti locali nel centro commerciale  Dadeland. Continuò ad esercitare il suo spietato potere nel traffico di droga con i sicari che seminarono il terrore tra i trafficanti locali nei violenti scontri dei cosìddetti Cocaine cowboy , come vennero chiamati in un documentario, divenendo tra i più potenti e ricchi narcotrafficanti al mondo portando nel territorio statunitense oltre tre tonnellate di cocaina all’ anno. Miami era divenuta crocevia della droga dominata dai trafficanti cubani combattuti dalla Madrina Griselda con i suoi spietati sicari guidati dal suo fido Jorge Ayala seminando il terrore ed eliminando ogni presunto testimone innocente degli omicidi compresi donne e bambini. Rifornita di droga in gran parte dal Cartello di Medellìn ed esaltata dal crimine battezzò uno dei suoi figli Michael Corleone come il boss mafioso del Padrino, era ormai la regina della droga con i suoi aerei privati e auto di lusso, palazzi e ville,  dominando il suo regno criminale da sontuose residenze ove celebrava il suo potere con feste sfrenate di cocaina e orge. Mentre i suoi sicari continuavano ad eliminare chiunque non le era gradito, i trafficanti sopravvissuti coalizzati iniziarono una serie di attentanti inducendola nel 1984 a trasferirsi in California ove l’anno dopo venne arrestata e condannata, ma anche in carcere continuò a governare il suo regno della droga. Il suo fido sicario  Jorge Ayala responsabile di almeno duecento omicidi riuscì a patteggiare in cambio della testimonianza contro la Blanco come mandante degli assassini ottenendone la richiesta per la pena di morte, ma i suoi avvocati abilmente lo fecero ritenere non attendibile. Per ottenere la riduzione della condanna detentiva Griselda Balnco ammise parte dei suoi crimini nel 1998 e sei anni dopo è stata liberata tornando in Colombia ritirandosi dal crimine per finire uccisa da un sicario nel 2012 che pose fine alla vita della più potente e spietata donna nel mondo del narcotraffico.

Boss e sicari di Medellìn

Oltre ai fondatori e i seguaci più rilevanti, tra altri trafficanti e sicari vi era un folta schiera di  affiliati del cartello , responsabili a vari livelli del lucroso commercio di droga e dalla devastante cronologia di violenze, assassini ed attentati del cartello del criminale sodalizio di Medellin, molti seguirono il destino degli altri uccisi o catturati con il declino del cartello dopo la morte del patròn Escobar, altri riuscirono a proseguire nei loro traffici con nuove alleanze. Tra gli altri El leòn , come era chiamato  Gustavo Gaviria che  fu tra i fondatori del cartello, cugino e tra i primi seguaci più fedeli al Pablo Escobar, rimanendo meno noto tra i boss del cartello per non essersi mai esposto come gli altri, si occupava delle finanze nel sodalizio criminale traendone un immenso patrimonio personale. Con l’ elezione del presidente Cesar Gaviria nel 1990 il governo iniziò l’ offensiva contro i narcotrafficanti e il primo dei potenti di Medellìn ad esserne colpito fu l’ ormai potente e miliardario Gustavo Gavira trovato senza scorta con la sua famiglia ed  ucciso dalla polizia. Anche per l’ uccisione del suo fedele cugino la reazione di Pablo Escobar all’ offensiva governativa  fu immediata intensificando assassini ed attentati  nel narcoterrorismo scatenato dal cartello. Il cittadino statunitense  Robert Vesco ,che fu socio di Carlos Lehder nell’ acquisto di Norman’s Kay nelle Bahamas come grande centro di traffico per gli Stati Uniti, in seguito tentò di ripetere l’ operazione cercando di acquistare un’ isola caraibica senza esito, continuando i suoi traffici pensò di rifugiarsi a Cuba, ma qui venne arrestati e condannato dal governo cubano passando i suoi ultimi anni in carcere dove morì. Nella regione  settentrionale di Santa Marta  José Rafael Abello Silva chiamato El Mono  iniziò con il traffico di marijuana e nel cartello di Medellìn divenne uno dei trafficanti di cocaina più potenti che dominava la costa settentrionale colombiana con un immenso patrimonio. Dopo il periodo di violenze, omicidi ed attentati del cartello, nel 1989 il presidente Virgilio Barco riaprì la guerra ai narcotrafficanti ristabilendo il trattato di estradizione negli Usa dei narcotrafficanti precedentemente annullato  e come altri anche Arbello El Mono venne arrestato, tentò invano di corrompere gli ufficiali di polizia per evitare l’ estradizione, ma venne preso in consegna  dal Marshals Service statunitense Usms. Non potendo provare la maggior parte dei suoi crimini dopo la detenzione tornò in Colombia per essere processato, ma rimase libero ed impunito per prescrizione mantenendo le propietà, ville e lussuose residenze sulla costa caraibica colombiana. Daniel Barrera Barrera detto El Loco per i suoi atteggiamenti a volte folli era alleato con le formazioni paramilitari nei territori che controllava stabilendo relazioni tra i guerriglieri delle Farc con la nuova formazione di narcotrafficanti paramilitari noti come Los Nevados guidato dai fratelli Múnera Víctor Manuel Mejía detto Mellizo  come il suo gemello, che si faceva chiamare anche Pablo Mejía  o  Rafael Mejia,  Miguel Ángel. In seguito il sodalizio del narcotraffico paramilitare si consolidò con la formazione fascista e ferocemente anticomunista Erpac o Ejèrcito Revolucionario Popular Antisubversivo fondato dal trafficante  Pedro Oliveiro Guerrero Castillo  chiamato Cuchillo  per la sua preferenza nell’ uso del coltello negli omicidi.

Mentre del potente cartello di Medellìn rimaneva solo la sua devastante memoria, sorgevano altri sodalizi criminali tra gli ultimi sopravvissuti ed altri narcorafficanti che potevano esercitare il loro potere fino all’ epoca offuscato dal dominio di Medellìn e dal suo sovrano caduto Pablo Escobar, continuando la violenta storia dei Cartelli Colombiani.

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