Esploratori tedeschi in Africa

Esploratori tedeschi in Africa

Gli itinerari degli esploratori tedeschi che hanno aperto le vie alla colonizzazione germanica dell’ Africa


Le esplorazioni africane hanno percorso intensamente la storia  dal  Sahara all’arido  Sahel  per il fiume  Niger, lungo il corso del  Nilo e del maestoso Congo fino ai remoti territori dell’ Africa Australis fino all’ epoca del colonialismo che ha visto anch’essa le imprese degli esploratori tedeschi.

Esploratori, viaggiatori e scienziati

Tra i primi tedeschi in Africa fu il principe von Pückler Muskau valente artista, romantico e di spirito liberale che nel 1837 dall’ Algeria si recò in Egitto e poi nella Nubia sudanese, accompagnandosi ad una schiava etiope acquistata al Cairo che fu la sua amata Mahbuba, fu poi in Medio oriente prima di rientrare in Germania dove morì nel 1871. Personaggio singolare e per nulla interessato ai futuri coloniali germanici, così come il naturalista  Wilhelm Peter Eduard Simon  Rüppell che nel 1821 si avventurò con il suo assistente Michael Hey nella Penisola del Sinai e nell’ antica Giordania fu tra i primi europei a visitare il golfo di Aqaba, poi dall’ Egitto risalirono in feluca il  Nilo fino in  Nubia tornando nel 1825 e dal Cairo riprese la via del Nilo attraversando parte del Sudan meridionale fino all’ eritrea Massaua do ve si ammalò e  fu costretto a tornare per la malaria.

Nel frattempo l’altro naturalista, medico e zoologo Philipp Jakob Cretzschmar  dai suoi rilevamenti pubblicò il vasto trattato del nord Africa “zu der Reise im nordlichen Afrika”. Riuscì a realizzare poi il progetto in Etiopia nel 1830  per studiarne la  geografia effettuando molti rilievi naturalistici che pubblicò assieme alla cronaca dei suoi viaggi in Abissinia  Reise in Abyssinien. Anche l’ ornitologo Martin Theodor Von Heuglin aveva solo interessi scientifici quando si recò in Egitto nel1850 viaggiando tra il Sinai e il mar Rosso mentre imparava l’ arabo e due anni dopo si recò in  Etiopia con il console austriaco Reitz. Fu a sua volta nominato console e intraprese altri viaggi dalla  Nubia,  attraverso il Sudan ancora nel territorio etiope e in Somalia nel 1857, pubblicando varie opere  scientifiche. Tre anni dopo assieme al botanico Hermann Steudner e lo svizzero  Werner Munzinger, fu incaricato di cercare lo scomparso  esploratore  Eduard Vogel. Dall’ eritrea  Massaua la spedizione attraversò il sultanato Wadai parte del  Darfur e dal Sudan scese nell’ etiopico regno d’ Abissinia inoltrandosi nel paese degli Oromo Galla, tornando poi nella Nubia sudanese  a Khartum per unirsi alla spedizione dell’ esploratrice olandese Alexandrine Pieternella Françoise Tinnè nel 1862 esplorando la regione del fiume Bahr al-Ghazal. Rientrato in Germania nel 1870 effettuò esplorazioni nel mare artico tra lo Spitsbergen   e l’ arcipelago russo Novaja Zemlja, cinque anni dopo era di nuovo in Sudan e in Etiopia, tornando poi a Stoccarda dove morì.

Rebmann e Krapf

Avevano scopi evangelici i  missionari Johannes Rebmann Johann Ludwig Krapf quando nel 1846 si recarono nelle coste del Kenya e la vicina Tanzania dove osservarono la diffusione islamica soprattutto tra gli swahili, pertanto iniziarono spedizioni tra le popolazioni nilocamite e le tribù bantu  dell’ interno. Da esse seppero dell’ esistenza di una grande montagna dalla cima coperta d’argento che per ciò chiamavano Kilimansharo e decisero di cercarla nel remoto teritorio dei bantu Jagga. Nel 1848 furono i primi europei ad incantarsi alla suggestione del massiccio che emerge dalla savana dalla vetta bianca che risplende al sole e ne ho riletto l’ impressione di Rebmann quando sono arrivato la prima volta al Kilimanjaro in un terso mattino come lui “ Questa mattina abbiamo potuto distinguere la montagna dei Jagga… ho avuto l’impressione di vedere una nuvola d’un bianco abbagliante… non poteva essere altro che neve..” La scoperta del Kilimanjaro  non fu ritenuta attendibile dagli ambienti accademici quando il missionario esploratore ne pubblicò il resoconto nel 1849, ma intanto aveva raggiunto anche lo sconosciuto Kirinyaga che poi prese nome dal paese che l’ ospita come monte Kenya. Johannes Rebmann e Johann Ludwig Krapf proseguirono le loro esplorazioni nell’ Arusha trovando il monte Meru tra le più suggestive regioni dei parchi africani e solo ripercorrendone gli itinerari se ne può comprendere l’entusiasmo che li tradusse da missionari a veri grandi esploratori.

Gerhard Rohlf, Von Decken e Karl Mauch 

Il medico ufficiale  Friedrich Gerhard Rohlf nel 1851 si arruolò nella  Legione staniera,  fu prima in Algeria e poi dal Marocco dieci anni dopo intraprese spedizioni oltre l’ Atlante per l’ oasi di Figuig e l’algerina Tidikel attraversò la regione del Tuat e il libico  Fezzan, poi in Tripolitania fino alla remora oasi di Kufra. Dopo le spedizioni nel Sahara atrraversò il sahel e per l’ affluente Benue  raggiunse il Niger per discenderlo fino al Golfo di Guinea.

La prima spedizione di Karl  Klaus Von der Decken  fu nel 1860 nella regione del lago NIassa esplorato precedentemente da Livingstone, l’anno dopo dalla costa kenyota di Mombasa ripartì per l’ interno incontando il britannico Richard Thornton che tornava dalla spedizione di  Livingstone lungo il fiume Zambesi ed assieme esplorarono il Kilimanjaro , visto per la prima volta dal suo compatriota Johannes  Rebmann nel 1848. Dai rilevamenti ne stabilirono l’altitudine di 6100 metri, ma per il maltempo si arrestarono ad un quarto della scalata. Vi tornò nel 1862 con Otto Kersten arrivando a  4200 metri ancora ostacolati dalle condizioni metereologiche, scoprendo poi il carattere vulcanico monte Meru. L’ anno dopo fu in  Madagascar e  nel 1865 in  Somalia esplorando il basso  Giuba navigando il fiume con il battello Welf che naufragò e fu ucciso con i compagni da tribù della zona.

L’archeologo ed esploratore  Karl Gottlieb Mauch era convinto che la mitica Bilquis regina di  Saba, anziché tra lo Yemen e l’ omanita Dhofar ove si stendeva il regno e da dove partiva l’antica  Via dell’incenso, aveva edificato la sua reggia nel continente nero e per oltre un decennio studiò attentamente i testi biblici e tutta la documentazione disponibile per organizzare una spedizione che partì dal Sud Africa nel 1865, i giacimenti auriferi trovati gli confermarono che il regno africano della mitica regina doveva essere in quella regione, venne catturato da tribù locali che lo informarono di un luogo ove rinvenne le rovine di Zimbabwe che pensò essere stato edificato dai Fenici giacchè si reputava impossibile gli africani. Ritornato in Germania, non ebbe l’ accoglienza che si aspettava e morì povero  nel 1875 all’età di 37 anni per un incidente.

Shweinfurth e Nachtigal

L’ esperto botanico e paleontologo Georg August Schweinfurth fu inviato dalla  fondazione berlinese  intitolata ad Humboldt per rilevamenti della Nubia sull’ alto Nilo  , nel 1869 raggiunse  Fashoda procedendo sulle carovaniere dei trafficanti schiavisti arabi per i territori del Sudan meridionale popolati dai nilocamiti sudanesi dei Nuer, i fieri Shilluk e gli isolati Dinka. PIù a sud trovò gli Azande ritenuti cannibali e chiamati Niam Niam, continuando nel Congo orientale entrò negli ignoti territori dei Mangbetu, inoltrandosi nella foresta incontrò  i pigmei Aka Mbenga e gli Mbuti , mai visti prima da bianchi e  che ho ritrovato ultimi sopravvissuti nomadi nell’ Ituri nei miei itinerari in Congo. Tornato a Khartum nel 1871 si recò in Libia partecipando a spedizioni nel Sahara del connazionale Gerhard Rohlf, quindi nel deserto tra l’ Egitto meridionale e la Nubia sudanese con Paul Gussfeldt, divenne poi nel 1887 membro della Deutsch Kolonialgesellschaft che stava costruendo la Mittelafrika coloniale tedesca. Dopo aver visitato la colonia italiana d’ Eritrea e ritenuto autorevole atropologo pubblicò vari testi di etnologia e botanica, lasciando i racconti delle sue esplorazioni e viaggi “Nel cuore dell’ Africa” Im Herzen von Afrika, onorato in patria  riposa nel Botanisher Gaerten di Berlino.

Gustav  Nachtigal si trasferì in Libia e da nel 1869 fu incaricato dalla Prussia per una missione nel sultanato di Kanem Bornu intraprendendo una lunga spedizione nel Sahara su parte dell’ antica Via dei carri per le zone sconosciute dalla Libia meridionale attraverso il massiccio del Tibesti e la regione del  Borku fino al Ciad . Completata la missioni a due anni dalla partenza fu nel sultanato Wadai e in quello del vicino Darfur non dando più notizie dal Sudan fino al 1874 quando ricomparve e tornò in patria pubblicando Sahara und Sudan con la descrizione delle sue spedizioni. Nel 1884 era diplomatico nel protettorato francese in Tunisia e fu inviato  nell’ ovest africano a stabilire accordi con i regni locali per farli entrare nelle colonie tedesche come Togoland e deutsche Kamerun.

 

Esplorazione coloniale

Nel 1880 Hermann Wissmann partecipò alla spedizione di Paul Pogge nel territorio del Congo orientale, poi proseguì per proprio conto attraverso la Tanzania fino alla costa, Per l’esperienza acquisita fu aggregato ai progetti del criminale sovrano belga Leopoldo II  per realizzare il suo dominio  personale  in Congo e nel 1883 era in Kasai orientale a  nel regno bantu dei  Songye  che ribattezzò Zappo Zap dal nome del sovrano Nsapu Nsapu, convinto ad allearsi per costituire il sedicente e  sanguinario Stato Libero congolese. Fu la soldataglia di Nsapu condotta da ufficiali belgi ad operare uno dei tanti i massacri tra la popolazione che non poteva pagare le esose imposte nel 1899. Nel frattempo Wissmann era stato nominato reichskommissar per la tedesca Africa orientale Deutsch Ostafrika dove aveva creato la famigerata schutztruppe dedita a devastazioni ed incendi di villaggi, violenze e massacri. Con essa represse duramente  la  rivolta guidata da Abushiri al-Harthi con l’ appoggio della marina  britannica da Bagamoyo. Nel 1889 sbaragliarono i ribelli catturando  Abushiri  che fu messo a morte. Per le sue “imprese” fu acclamato eroe in patria e nel 1895 divenne governatore  della germanica Africa  orientale , ma fu costretto a rientrare l’ anno dopo per malattia, celebrato conferenziere e scrittore su quei territori africani  che aveva contribuito a devastare, alla sua criminale esistenza mise fine un incidente di caccia nel 1905.

Il nobile prussiano Gustav Adolf von Götzen  nel 1891 era ufficiale nell’ Ostafrika tedesca orientale e venne incaricato con  Hermann Kersting e Georg von Prittwitz di esplorare l’ interno per della colonia partendo dalla costiera Pangani nel 1893. Attraverso i territori  dei Maasai raggiunsero fiume Kagera verso le leggendarie montagne della Luna dove erano state  cercate  le sorgenti del Nilo  poi individuate dalle spedizioni di Burton e Speke ed infine  svelate qualche anno prima. Entrò in un locale regno del Rwanda dichiarandolo colonia germanica così come il mwami  nel  Congo orientale  sul lago Kivu. La spedizione discese poi il corso del fiume Congo fino all’ estuario  esplorato da Stanley e dall’ italiano  Brazzà rientrando nel 1895. Per le sue imprese e servigi  Götzen  fu nominato governatore dell’ Ostafrika nel 1901 e con truppe anglo germaniche represse duramente la rivolta tribale dei Maji Maji con oltre trecentomila morti. Cinque anni dopo per motivi di salute fu sostituito  dal barone Albrecht von Rechenberg come governatore tornando ad Amburgo dove si spense nel 1910 onorato per le sue sanguinarie imprese.

Da quelle esplorazioni e sanguinose spedizioni belliche e la  Conferenza di Berlino  vennero le colonie della Mittelafrika tedesca che terminarono  dopo la guerra africana e la sconfitta dell’  impero germanico al fine della prima grande  guerra mondiale.  Nell’ Ostafrika orientale  dal 1885 fu fondata la colonia del  Tanganika e di breve vita Witu sulla costa fino al 1890 quando fu ceduto ai  britannici con il trattato di Helgoland , nel territorio dell’  Africa sud ovest  dal 1884 sorse Il Togoland e la Kolonie vom Kamerun, ad est, in  Tanzania la Deutsch Ostafrika. A sud in  Namibia la Südwest Afrika insanguinata dalle guerre contro gli  Herero che portarono ad un vero  genocidio ed olocausto.

Photo gallery: Africa

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