Storia medievale

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Slavi

Popolo dell’ est Dalle Historiai del greco  Erodoto che nel secolo quinto avanti Cristo con le sue storie svelava il mondo antico, di quelle tribù sparse tra il Baltico e i Carpazi fino al fiume Dnepr si sa  poco giacchè di traffici con i Greci non ve n’ erano. Muovendo dalle regioni russe della Vistola e Oder  già nel secondo millennio giunsero nei territori delle tribù finniche sul Baltico e poi giù nell’ oriente europeo ove sono le prime tracce lasciate dalla Cultura Lausitz, quelle di  Koban e di Novočerkassk delle regioni orientali,  della Hallstat quando il ferro andava sostituendo il bronzo. Si sa poi che ad ovest erano in traffici con i vicini Traci  bulgari e Celti di Boemia,

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I Cazari

Popolo delle steppe Tra gli imperi nomadi centroasiatici quello dei Turchi blu Göktürk nel settimo secolo si disgregava  preda delle tribù Uyghur antenate degli Uiguri che dal Xinjiang estendevano il loro Khaganato, la sua parte più occidentale veniva presa dalle tribù del clan Dulo del popolo bulgaro e dal clan Ashina alleato e di simile stirpe dei Cazari che poi si scontrarono nel seicentosettanta con la vittoria di questi, lasciando al dominio   bulgaro i  territori dalla Dacia danubiana della Romania al mar Nero e parte lungo il Volga. Di simile stirpe dei  turchi Göktürk, anche gli antichi Cazari avevano costumi e tradizioni degli Unni, ma da tribù di allevatori e guerrieri nomadi s’ erano arrestati dal vagare nelle steppe coltivando

Medioevo

Le rotte dei Vikinghi

Predatori e mercanti Al finire dell’ VIII secolo, l’ isola di Lindisfarne al largo della costa britannica di Northumbria ospitava l’Abbazia era uno dei centri monastici  più importanti del cristianesimo celtico diffuso dai  monaci irlandesi e nello  Scriptorium si i copiavano antichi testi illustrati con ricche miniature come il suo  Evangeliario. Le cronache raccontano che nel giugno del 793 in quei mari apparvero le vele di vascelli  drakkar dalla prua con minacciose teste di drago e per la prima volta una terra a ovest della sconosciuta Scandinava subì l’ attacco dei razziatori Vikinghi che in breve seminarono il terrore nell’ incontenibile espansione dalle vie del nord europeo alla  Normandia, i territori francesi dei Burgundi e dei potenti Franchi,  dominando la

Storia

Francigena toscana

Le vie che scendevano nelle terre italiche da settentrione dopo lo sgretolamento dell’ Impero Romano passavano per i domini bizantini  che dall’ Esarcato di Ravenna controllavano i passaggi tra gli Appennini ad est e le vie romane tra Florentia e Faenza nonché la adriatiche Via Flaminia e la Popilia che già la si chiamava Via Romea. Così che dal secolo settimo nei domini  longobardi a collegare la capitale Pavia coi suoi ducati se ne fecero altre sulle antiche vie romane tra la pianura padana e Lucchesia attraverso la Lunigiana presa ai bizantini, proseguendo poi sulla via Aemilia Scauri lungo il Tirreno e cosi’ testimonia anche Il monaco  longobardo di Cividale  Paulus  Diaconus nella sua Historia   che già in quel secolo

Storia

San Colombano

Ne racconta la vita per primo il discepolo Giona e poi tutte le altre nei secoli della sua storia a celebrarlo tra i più ferventi diffusori di fede nell’espansione cristiana in Europa tra i monaci irlandesi nel secolo . Ebbe natali a metà del VI secolo ad An Uaimh “la grotta”nel gaelico irlandese, nella regione meridionale irlandese del Meath, da un maestro fer-lèighin apprese a leggere e scrivere e s’ avviò presto agli studi discepolo dell’abate Sinell in Cluane Inis e poi al monastero di Bangor, fondato da San Comgall sulla regola di ascetica penitenza e studio, testimoniata dal codice Antifonario di Bangor ch’ egli dicasi portò a Bobbio. In Bongor ebbe sacramenti sacerdotali proseguendo ad essere dotto in pia

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Monaci irlandesi

Cristianesimo celtico Ai tempi di Costantino nel secolo quarto monaci delle galliche Normandia e Bretagna portarono il Cristianesimo in Britannia e la vicina Irlanda, ma dopo che il romano impero s’era sgretolato se ne persero le rotte che ne  legavano le remote province, così tra Britannia e Irlanda il cristianesimo isolato aveva preso le sue vie diverse dal resto della chiesa. Tradizione vuole che in Britannia per primo  giunse Giuseppe d’Arimatea nel sessantatrè dal martirio di Cristo, cent’ anni dopo seguirono nel Galles i santi Alban e Anfibalo, poi Ninian che si spinse tra i bellici Pitti di Scozia ove sorse la confessione dei Culdei. Con essi giunse la dottrina di Pelagio che negava il peccato originale e quindi  tutto

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Pellegrinaggi in Terrasanta

Così inizia il Peregrinatio Aetheriae, prima cronaca del pellegrinaggio in Terrasanta redatto dalla devota Egeria alla fine del IV secolo, una devota pratica che fu una delle grandi vie della storia partecipando all’apertura dell’ angusto mondo medievale al viaggio che della storia è linfa vitale. Peregrinatio, iter autem Dopo le persecuzioni il cristianesimo  primitivo delle origini con la riforma costantiniana dalle prime comunità  si diffuse rapidamente  in  Europa, con il  concilio tenuto a Nicea nel 325 e i successivi si stabilirono i principi e tutti gli  articoli che fondarono la filosofia e la teologia della  storia ecclesiastica medievale. Le fonti del lungo periodo dall’ Alto Medioevo ai secoli  seguenti ci raccontano l’ imprescindibile legame tra la storia e società con

Italia

Via degli abati

Sulla riva destra del trebbia a Bobbio s’accede dal vecchio Ponte Gobbo dagli undici strani archi che antiche paure medievali raccontano costruito per intervento diabolico in una sola notte. Certa e medioevale è la storia del borgo cresciuto all’ ombra dell’abbazia fondata da Colombano pio seguace del monachesimo irlandese nel secolo settimo la cui storia è narrata dal suo discepolo Giona. Ebbe natali a metà del VI secolo nella regione meridionale irlandese di  Leinster, s’ avviò presto agli studi discepolo dell’abate Sinell e poi al monastero di Bangor, fondato da San Comgall sulla regola di ascetica penitenza e studio, testimoniata dal codice Antifonario di Bangor ch’ egli dicasi portò a Bobbio. Lì ebbe sacramenti sacerdotali proseguendo ad essere dotto in

Storia

La Via Romea

In epoca romana una delle strade consolari più importanti era la Po­pilia, che doveva il nome al console Publio Popilio Lenate che, passando per Ravenna, collegava Rimini con Aqui­leia, divenne ancora più importante quando Ravenna divenne capitale dell’ Impero d’ Occi­dente, poi fu la triste via delle invasioni barba­riche e quella delle popolazioni che fuggivano.Al termine delle sanguinose invasioni che sconvolsero l’ Italia il sovrano Teodosio II impose la nuova pax e la figlia Galla Placidia restaurò la strada e ne cambiò l’ antico nome di Popilia in  Reina o Regina.Con il trionfo del cristianesimo, Roma divenne capitale spirituale del nuovo mondo e  meta principale di pellegrini romeus, che venivano da ogni parte d’ Europa e da Oriente percorrendo qulla