Barbados

Barbados


Una delle rotte dei Caraibi verso Trinidad e Tobago e  il continente  America da nord incrociava  Antigua passando per Dominica e poi  Saint Lucia fino a Barbados, la più occidentale delle Indie Britanniche, così la chiamò Il portoghese Pedro de Campos incrociandola nel 1511 su quella rotta verso il Brasile giacché la vegetazione gli apparve da lontano come una grande barba. Per tutto il secolo successivo nessuno si interessò all’ isola disabitata, abbandonata dagli indios Arawak per le incursioni dei bellicosi Caribe prima della scoperta, poi nel 1627 sbarcarono i primi coloni inglesi con una decina di schiavi guidati da John Powell che fondarono una comunità in quelle spopolate Barbados nel villaggio di Holetown. Importarono piante ed altri schiavi africani anche dalle vicine  colonie olandesi  avviando il sistema  delle piantagioni rigorosamente schiaviste, come s’andava facendo nel resto dei  Caraibi e nei futuri Stati_Uniti.

Tabacco, cotone e canne da zucchero, in breve le piantagioni sostituirono la foresta tropicale che la ricopriva, divenne tra i maggiori produttori di canna dei Caraibi e importante centro protetto da poderose fortezze che ne garantirono la prosperità per i successivi tre secoli. Di visitatori in nome del turismo ne arrivano tanti e il piccolo aeroporto di Grantley Adams a Bridgetown s’ è adeguato, appena fuori le guide delle agenzie li aspettano con i cartelli per portarli negli alberghi riservati, meno consueto l’ uso di cercarsi il tassista, trattare sul prezzo e magari sorprenderlo per non avere prenotazioni di sorta. Siamo del resto in uno dei posti più ambiti del turismo caraibico che s’adagia sulle sue  splendide spiagge al ritmo del calypso.

La  capitale Bridgetown, fondata dai primi coloni di Powell nel 1628, è la più britannica delle cittadine caraibiche con i suoi luoghi da visitare, dalla Heroes square e la statua che onora Orazio Nelson al Parliament Buildings, i giardini ordinati e il canale del Carenage  sul porto dove affacciano i vecchi edifici colorati dei docks e i ponti di Chamberlain e O’Neal portano oltre il canale al grande mercato di Fairchild.Tutto il centro è un pezzo della vecchia Inghilterra con i suoi edifici e monumenti coloniali, le chiese di Saint Michael e l’anglicana Saint Mary, la più antica sinagoga d’ America Nidhei Israel  del 1679 e il grande Queen’s Park, dove i neri afroamericani discendenti dagli schiavi africani  vanno a passeggiare la domenica dopo la messa con gli abiti della festa accompagnati dalle signore con cappellino e ombrellino parasole. Lasciata la capitale si prosegue lungo la costa-occidentale che affaccia sulle acque turchesi del mar caraibico, nel succedersi di resorts, alberghi, villaggi e le cittadine coloniali di Holetown e Speightstown fino a North Point, dove si frangono le onde dell’ Atlantico sulla scogliera della costa nord est  frastagliata e selvaggia.Poi tra i vecchi villaggi di pescatori, le grandi piantagioni e le distillerie  di rum dell’ entroterra che si solleva in rilievi coperti dalla vegetazione e dai campi di canna da zucchero con le antiche residenze dei piantatori, fino al mulino a vento di Morgan Lewis che è l’ unico rimasto dei tanti che macinavano la canna, tagliata prima dagli schiavi e poi dai braccianti immigrati, fino al secolo scorso.

Dell’ ambiente originale è rimasta una piccola foresta dalle ricche flora e fauna che forma il parco naturale  della grande Wildlife Reserve  e le enormi grotte delle Harrison Caves, nascoste ed inesplorate per tre secoli, su un colle sorge la chiesa di Saint John e il cimitero dei primi coloni  tra i quali Ferdinando Paleologus discendente della nobilissima stirpe dei Paleologi di Bisanzio che, come sia arrivato da queste parti, c’è sempre qualcuno nei dintorni che s’inventa qualcosa a raccontarlo. Di qui  lo sguardo spazia magnificamente lungo tutta la costa del nord est  e dove anche l’ autista si sofferma incantato tutte le volte che ci porta qualcuno, mormorando che la sua isola è proprio bella. Attraverso le colline e le piantagioni con le vecchie case coloniali si raggiunge la costa del sud e l’ antico villaggio di pescatori di Oistins vicino la chiesa che dà il nome a questa zona di  Christ Church e dove si raccontano storie di spettri tutte britanniche, sull’ estremità meridionale vigila il vecchio faro di  South Point  dal 1852 avvisando i naviganti che incrociano la rotta delle Windward o isole del Vento per Trinidad e Tobago e  il continente  America.

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