America indigena

America indigena


Le civiltà precolombiane

Il popolamento dell’America è abbastanza recente; esso si fa risalire a circa 40000-30000 anni fa, da parte di cacciatori nord-siberiani, che attraversarono a piedi lo stretto di Bering. L’agricoltura risale all’incirca a 6000-5000 a.C., la ceramica è assai più recente (3000 a.C.). Nel 2000 a.C. in Perù sono state rinvenute tracce d’oro, lapislazzuli e oggetti litici martellati. I veri e propri primi oggetti in oro risalgono al IX-VIII secolo a.C. e appartengono alla cultura di Chavin de Huantar. I manufatti in oro in Colombia si trovano dal I sec. a.C, in America centrale dal III sec. d.c., in mesoamerica dal 700d.C..Nella I Fase (litica,30000 a.C.-6000 a.C.) avvenne il popolamento globale dell’America tramite lo stretto di Bering, avanzando a piedi dall’Alaska alla terra del Fuoco, in un tempo presumibile di circa 15000-20000 anni. L’America era popolata da cacciatori, l’industria litica ricordava quella nord-asiatica.La fine fluttuante della II fase (arcaica, 6000 a.c 3000/2000/1800 a.C.) dipende della presenza o meno di una economia agricola ben sviluppata e della ceramica. Ad esempio in Perù già alla fine del IV millennio ci sono centri monumentali di adobes. Manca la ceramica ma l’agricoltura è embrionale. L’agricoltura in mesoamerica si data prima dal 6000 a.c al 2500 a.C.; la formidabile triade fagiolo-zucca-mais, giusto equilibrio di carboidrati e proteine, ha permesso la crescita della popolazione e di conseguenza il mutamento della società da agricola a urbana in tempi brevi. In sudamerica, nella fase arcaica si coltiva la patata e il mais; si pesca con piroghe fatte di canne o leggero legno di balsa nell’oceano, si addomesticano i lama, si coltiva e si filano il cotone e la lana ricavata da lama, guanaco e alpaca. La III fase (formativa, 2000 a.C. circa 200-300 d.C. circa) e’ caratterizzata dalla nascita di culture più complesse, stratificate, da una relativa abbondanza delle scorte alimentari, dall’edificazione di templi e piramidi. Va detto che l’architettura monumentale è concentrata in un territorio relativamente ristretto: Mesoamerica (Guatemala e Messico), Ande centrali (Bolivia e Perù), in tono minore il sud est e il sud ovest degli USA. Due le civilta’ madre nella III fase: l’Olmeca, nel golfo del Messico, e Chavin de Huantar, nel Perù centro-settentrionale.La civiltà madre olmeca nasce nel Golfo messicano, negli stati del Veracruz e del Tabasco, nei bassopiani caldo-umidi paludosi. Caratteristici dell’architettura sono i centri cultuali dotati di piattaforme sopraelevate e di strutture piramidali in argilla ricoperte di pietre piatte, oltre alle magnifiche teste (cabezones) alte fino a 2.5 m e pesanti sino a 14 tonnellate, rappresentanti in modo realistico individui tipologicamente diversi. Nella scultura a tutto tondo prevalgono divinità antropomorfe con tratti felinoidi, realizzate in basalto, giada, pietra vulcanica e calcarea, oppure nani, deformi, obesi o bimbi, giocatori di pelota, spesso felinoidi. Sono stati rinvenuti anche specie di giocattoli con ruote, segno che sebbene la ruota fosse conosciuta presso i mesoamericani non veniva usata, forse per la mancanza di bestie da soma. L’edificazione di centri cerimoniali, l’uso delle piramidi come base templare, la classe sacerdotale organizzata, il sacrificio umano, la scrittura e il calendario glifico passarono dagli Olmechi ai Maya e agli altri popoli mesoamericani. A la Venta, capitale degli Olmechi (il termine deriva dalla lingua azteca che denominava questa regione olman, ossia terra del caucciù) vi sono molte di queste teste colossali. Altri centri sono Tres Zapotes e S.Lorenzo, dove gli edifici sono orientati e sorgono molti monoliti. Sugli altopiani andini, a 3177 m, c’è l’area monumentale di Chavin de Huantar (1300 a.C.-500 a. C.). L’unico punto di contatto tra le due civiltà é il culto preminente accordato al felino, rappresentato nelle iconografie. Il centro di Chavin diede l’impulso a molte opere di terrazzamenti, canalizzazioni agricole, indispensabili in un territorio così accidentato. Il complesso è costruito in un luogo ideale per osservare il movimento degli astri; inoltre è alla confluenza tra due fiumi, per chiari motivi di culto e liturgia delle acque. La divinità maggiore è raffigurata nel tempio vecchio, seminterrato, sul Lanzon (lancia) di 4 m d’altezza, conficcato nel suolo: il volto è quello di un essere antropo-felinoide corrucciato, con crini di serpente. Gli edifici erano orientati verso est; il sito è composto da diverse piazze e templi, risalenti a epoche successive. Una divinità molto importante era il  dio degli scettri , riprodotto in molti monumenti, tra cui la stele Raimondi, che prima di essere trasportata al Museo Archeologico di Lima serviva da tavolo ad un contadino del luogo; su di essa è raffigurato un dio con due scettri culminanti in teste di serpente. Le ceramiche comprendono vasi globulari, coppe, bottiglie, che ritroveremo, come forme e colori, un po’ in tutto il sud America.Va ricordata a questo punto anche la cultura di Tiahuanaco,che influenzò le civiltà classiche andine (600 d.C. – 1000 d.C.). La divinita’ principale di Tiahuanaco, il  dio della porta del sole , ricorda molto da vicino il dio degli scettri di Chavin, sebbene le due civiltà siano separate da quasi due millenni di storia.La IV fase (classica, I sec. d.C. – X sec. d.C. circa) segnò lo sbocciare delle maggiori civilta’ amerinde tra i quali Teotihuacan e Maya, in area mesoamericana e la cultura di Tiahuanaco (Bolivia) in area andina. In Mesoamerica c’è la civiltà di Teotihuacan (il cui nome significa  luogo in cui si diventa dei ) che ci ha lasciato la più grande città amerinda, ben 22 Km quadrati a circa 50 Km da Città del Messico, dotata di due splendide piramidi: della Luna e del Sole, quest’ultima alta ben 60 metri; la civiltà maya, la più alta di tutta l’America precolombiana, che si estendeva dal Messico meridionale al Guatemala, al Belize, all’Honduras, al Salvador occidentali. Nelle Ande centrali è l’apogeo della cultura di Tiwanaku o Tiahuanaco, che influenzò come abbiamo detto le altre civiltà classiche andine dal punto di vista culturale fino al 1000 d.C.. Nella zona sud est USA fiorì la civiltà classica dei Mounds, giganteschi cumuli di terra, della  cultura delle foreste orientali . All’arrivo degli europei però questa civilta’ era già in declino e c’era la cultura dei Natchez, presso la foce del Missisipi , che ne perpetuava in tono minore le caratteristiche.Nella zona sud-ovest USA c’era la civiltà dei Pueblos, antica e longeva: costruivano grandi edifici a più piani con accesso dal tetto o dalla terrazza tramite scalette, in adobe, mattoni d’argilla cotti al sole, in posizione difensiva o fortificati. Coltivavano mais, fagioli, zucche e adoravano il dio sole come i mesoamericani. Questa cultura era solo parzialmente in vita all’arrivo degli Europei (1600).Nella V fase postclassica (X sec. d.C. circa – prima metà XVI sec. d.C. circa) c’ e’ la testimonianza di uno stato di guerra un po’ dovunque: alcune città appaiono fortificate. Scendono in Messico dal nord America i Chichimeca, barbari che portano guerra e distruzione ma, a contatto con i più evoluti popoli mesoamericani, danno impulso a nuove civiltà: l’azteca, la mixteca la huaxteca. Ascendono in meno di 2 secoli le civiltà azteca in Mesoamerica e incaica in Perù, conquistando territori vastissimi, in pochi decenni.

Civiltà indigene

Il continente americano é formato da due sub-continenti: l’America settentrionale e l’America meridionale, unite da un lungo sistema di istmi penisole e arcipelaghi (Antille) che formano l’America centrale. I due sub-continenti si estendono dal mar glaciale artico allo stretto di Magellano. Il continente é bagnato dal mar glaciale artico a nord, dall’oceano Pacifico a ovest dall’oceano Atlantico a est. La superficie é di 42.080.474 kmq.In America settentrionale vi sono oltre 350 milioni di abitanti, in rapido accrescimento, naturale e a causa delle migrazioni; gli indigeni sono ridotti a circa 1 milione in U.S.A. e Canada e poco più di 12 milioni negli altri stati; solo nel Guatemala costituiscono ancora la maggioranza della popolazione. Più numerosi sono i meticci, nucleo della popolazione messicana e di altri paesi dell’America centrale continentale (circa 30 milioni). Esiguo il numero di eschimesi e aleuti. I neri, discendenti dalla popolazione di schiavi importati nei secoli XVI-XIX sono molto consistenti negli USA, insieme ai mulatti e a Cuba e Portorico, nelle altre isole Caribiche, dove rappresentano la quasi totalità della popolazione. La popolazione dell’America meridionale ammonta a circa 300 milioni di abitanti: è costituita per circa la metà da bianchi, creoli discendenti dei coloni spagnoli, portoghesi e dei recenti immigrati (tra cui italiani). Gli amerindi sono meno di 20 milioni, concentrati in Paraguay, Bolivia, Perù; in nuclei modesti in Ecuador, Guiane, Amazzonia. Assai più consistenti i meticci. Quasi un terzo della popolazione é formato poi da neri, mulatti e zambos (incroci tra neri e amerindi) specialmente in Brasile e Venezuela.Per ciò che concerne lingua ed etnia degli amerindi, è valida la classificazione in 8 gruppi etnici: eschimo-aleuti, dakota o pellirosse, californiani o sonoriani, appalacidi o margidi, pueblo-andini, amazzonici, patagonici o pampidi, fuegini. Lingue e dialetti sono tradizionalmente suddivisi in più di 150 famiglie.

Fonti: Seminario tenuto all’Università Regionale della III Età di Cagliari nel Novembre 1995

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