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Esplorazioni

Esplorazioni e cartografia del Nuovo Mondo

Le prime mappe Nel quindicesimo secolo finiva l’ era delle esplorazioni e viaggi medioevali  con la relativa  cartografia,  l’ opera più rilevante era il mappamundi del monaco Fra Mauro del 1450 che rappresenta l’ Ecumene di  tutte le terre conosciute, per la parte asiatica il suo mappamondo è in parte realizzato sulle cronache del viaggiatore veneziano Niccolò da Conti, mentre ne erano escluse tutte le terre non ancora scoperte con rotte nell’ Atlantico, l’ impresa di  Vasco da Gama che aprì le rotte degli  europei sulla  via delle spezie, i viaggi di Cristoforo Colombo che inaugurarono le esplorazioni  del Nuovo Mondo America e la spedizione di Fernando Magellano che aprì le rotte del  Pacifico. In quel fine secolo la cartografia

In Africa

Cercando le sorgenti del Nilo

Ehrardt Mentre gli italiani dalla loro piccola comunità a Khartum esploravano i selvaggi territori sudanesi tra le paludi del Sudd e l’ alto Nilo Bianco an Nil al-Ābyad fino ai Grandi Laghi in prossimità delle misteriose sorgenti del fiume, la vecchia African Association di Londra che aveva promosso le esplorazioni del  Niger si era da tempo trasformata nella più ricca e potente Royal  Geographical Society fondata nel 1830 e che cominciò ad interessarsi nuovamente al Nilo, sessanta anni dopo i tentativi di James Bruce.   Le esplorazioni di Alexander Laing nel 1823 avevano stabilito che il Niger non era collegato al Nilo , come si era creduto e due anni prima il reggente del Khedivato egiziano  Mehmet Ali aveva iniziato

Esplorazioni

Burton e Speke

Burton e Speke Richard Francis Burton era stato ufficiale nell’esercito coloniale indiano e aveva viaggiato in oriente imparando l’arabo e varie lingue, anche John Hannig Speke era stato ufficiale nella guerra del Punjab, geologo e naturalista e aveva compiuto vari viaggi in Himalaya prima di congedarsi per recarsi ad  Aden nel sud dello Yemen e conobbe Burton che si preparava a partire con una spedizione in Somalia. Nel 1854 Burton lasciò i compagni percorrendo duecentocinquanta chilometri a piedi per la città etiopica di Harar mai visitata da un bianco, tornò ed iniziò la spedizione subito attaccata dai guerrieri di una tribù ostile e nello scontro furioso i due inglesi rimasero seriamente feriti.   John Hannig Speke rientrò e partecipò alla

Esplorazioni

Il mistero del Nilo svelato

Nel 1869 l’antropologo tedesco Georg August Schweinfurth fu inviato da un’associazione scientifica del suo paese in Africa centrale e dal Bahr al-Ghazal proseguì nella regione montuosa a nord est del lago Alberto scoprendo l’ Uele scambiandolo per un affluente del Niger , ritenuto il maggior fiume occidentale prima delle esplorazioni di David Livingstone e Henry Morton Stanley. Nella foresta dell’ Ituri  in Congo tra il fiume omonimo e l’ Uele incontrò le tribù nomadi di pigmei M’buti che nessun bianco aveva visto, gli stessi ancora ultimi  sopravvissuti che ho trovato in una mia spedizione da quelle parti.   Si impegnò nelle sue ricerche antropologiche aiutato dalle incuriosite tribù Mangbetu, che portavano ossa tanto apprezzate da quello strano bianco, ma non

Esplorazioni

Italiani alle sorgenti del Nilo

Per le esplorazioni africane venne fondata l’autorevole Africa Association che nel 1830 divenne la celebre  Royal Geographical Society, protagonista delle grandi esplorazioni britanniche che portarono a svelare il millenario segreto delle sorgenti del Nilo custodito nelle profondità inesplorate del Continente Nero,ma altri esploratori meno noti di quelli inviati poi dalla prestigiosa società britannica nel frattempo affrontarono l’impresa.   Rollet e De Bono Il centro di Khartum all’epoca cominciò ad accogliere una piccola colonia di mercanti, missionari ed esploratori italiani che s’avventurarono nel Sudan meridionale e nel 1841 il suddito dei Savoia Brun Rollet partì da Risalì il Nilo Bianco Bahr el- Abiad fino alle immense ed impenetrabili paludi del Bahr al-Ghazal, e la selvaggia regione del Sudd, raggiungendone i limiti

Esplorazioni

La società Geografica italiana

Dopo venti anni di missione in Etiopia, nel 1866 il religioso Giovanni Stella fondò una piccola colonia agricola nella regione di Sciotél con i compatrioti Ferdinando Bonichi e Pompeo Zucchi, egli invitò esploratori italiani a visitare gli sconosciuti territori limitrofi e fu organizzata una spedizione nel 1870 con il geologo Arturo Issel, il naturalista Odoardo Beccari e Orazio Antinori, tra i fondatori della Società Geografica Italiana, vennero effettuati  i primi rilevamenti ed annotazioni scientifiche dell’Etiopia settentrionale, poi pubblicati  nel 1872 nella relazione di Issel Viaggio nel Mar Rosso e tra i Bogos, che richiamò l’attenzione di altri esploratori e mercanti. Lo stesso anno Pietro Sacconi vide prospettive commerciali in quelle nuove terre e organizzò una sua spedizione nella regione che

Esplorazioni

Romolo Gessi

Seguendo gli itinerari di molti esploratori nei mie viaggi in Africa, ho trovato le suggestioni sulla Via del Nilo dall’ arida Nubia attraverso il Sudan meridionale tra le popolazioni nilocamite verso le foreste e i monti ove si cercavano le sorgenti del grande fiume tra il Congo orientale e l’ Uganda fino ai territori dove sono sorti i grandi parchi africani. Ho ripercorso anche quelli degli italiani, ma tra tutti le straordinarie imprese di Romolo Gessi che non sono solo servite ad aggiungere qualche nome sulle mappe africane del secolo scorso. Sette anni nel Sudan Egizio. Esplorazioni caccie e guerra contro i negrieri  non è solo cronaca delle sue esplorazioni, ma affascinante racconto di un protagonista del suo tempo e

Esplorazioni

Stanley

Tra le tombe ordinate del piccolo cimitero di Pirbright nella campagna inglese, una lapide dalla granitica imponenza recita Henry Morton Stanley-Bula Matari-1841-1904, Africa, così era chiamato uno dei più grandi esploratori del Continente, Stanley “colui-che-spezza-le rocce” Bula Matari, la cui vita è stata una lunga  affascinante avventura che si apre alla storia e alla leggenda come un indimenticabile romanzo.   James Rowlands nacque in Galles nel gennaio 1841 quando Livingstone cominciava le sue esplorazioni, crescendo tra la misera casa della madre e l’orfanotrofio. Come  tanti a diciotto emigrò in America dove fu adottato a New Orleans dal commerciante Henry Norton Stanley. Tornato un povero immigrato nullatenente alla morte del padre adottivo combattè valorosamente nella Guerra di Secessione iniziando una vita

Esplorazioni

Savorgnan di Brazzà

Nel cuore dell’Africa Pietro Savorgnan di Brazzà nacque a Roma suddito del papa re nel 1852, mentre gli inviati della Royal Geographical Society e altri esploratori anche italiani si avventuravano nell’ Africa ignota e ne stavano tracciando le prime carte, ma l’immenso teritorio al centro del continente rimaneva un vasto spazio bianco dove non si poteva scrivere altro che unknow. L’ Italia era unita da un pezzo quando il ragazzo si arruolò nella marina francese e partecipò alla guerra contro la Prussia sulla nave La Révanche nel Baltico, conquistando il diritto di cittadinanza del paese che aveva servito.   Alla fine della guerra nel 1870 continuò la carriera militare e quattro anni dopo con la nave Vénus incontrò l’ Africa

Africa

Sul fiume Congo

E’ difficile sottrarsi al fascino di Conrad e avventure d’altri tempi lungo il grande fiume africano tra l’ immensità delle foreste e varietà di popoli fino ai territori dove sono sorti i grandi  parchi africani, popolati dai nilocamiti ad est verso la via nilotica e le varie etnie tra il Congo orientale e l’ Uganda fino a quei Grandi Laghi e montagne di dove sgorga il Nilo ed ha inizio il bacino  del maestoso fiume Congo. Fiume Congo In uno dei tanti percorsi in Africa , anche qui seguendo le vie delle esplorazioni, rammentavo le suggestioni di quel Cuore di Tenebra ambientato nelle profondità africane dell’ attraversate dal Congo, nei territori antichi e selvaggi di un mondo arcaico immersi nella foresta e