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Grandi itinerari

Da Giava a Bali

Civiltà giavanese Giava si stende per un migliaio di chilometri ad est di Sumatra oltre lo stretto della Sonda, dove emergono alcuni picchi vulcanici tra i quali il Krakatau, protagonista di una delle più terrificanti eruzioni della storia nel 1883 che devastò lo stretto, sterminò la popolazione e oscurò il cielo per mesi, scagliando massi a centinaia di chilometri. Esso fa parte del centinaio di vulcani, in gran parte attivi o latenti, che dominano le montagne giavanesi da ovest ad est coperti da fitta vegetazione e separati da profonde valli, dove da millenni gli abitanti hanno strappato alla foresta le loro piantagioni, concentrandosi nella lunga pianura alluvionale del nord stendendo per secoli le ordinate risaie con terrazzamenti sui rilievi che

Culture

Indonesia Sumatra Batak

Nel nord di Sumatra a Simalingun  vi sono i resti di una antica civiltà megalitica, le antiche leggende delle tribù Batak affermano che risalgono agli antenati  mitici che esercitano effetto magico benefico, alcune statue sarebbero antenati che trasgredirono le leggi del clan e pietrificati per l’eternità, altre ancora lo spirito delle acque Boru Sawang Naga. I Batak sono stati a lungo considerati tra le più inavvicinabili popolazioni dello arcipelago indonesiano, resi noti nel secolo XIX dall’ esploratore Elio Modigliani che li descrisse come un popolo bellicoso dedito all’ antropofagia, ma al contrario delle altre tribù che praticavano il cannibalismo rituale, lo inserirono nel loro ordinamento giudiziario tribale. I racconti  del nostro esploratore sconvolsero il mondo occidentale e gli abitanti di

America

Ande tra i Figli del Sole

Figli del Sole Allora per la scala della terra sono salito,/fra gli atroci meandri delle selve sperdute,/sino a te, Machu Pichu./ Alta città di pietre a scalinata,/dimora degli esseri che il terrestre/non poté celare nelle vesti assonnate. Pablo Neruda così canta l’ Alturas de Machu Picchu nei suoi  Poemas del Alma  e i versi più d’ ogni altro studio mi hanno accompagnato la prima volta che sono salito per l’ antico Qhapaq Ñan del  camino inca, suprema memoria di quella cultura che ho ritrovato cercandola tra gli indios andini. A differenza di altre civiltà  precolombiane  scomparse, degli Incas non rimangono solo muti siti archeologici del vasto impero Tahuantinsuyu, ma un patrimonio culturale ancora molto vivo tra gli Indios andini sopravvissuto

Grandi itinerari

Attraverso le Ande

Via dei conquistadores Nel primo periodo della colonia spagnola in  Peru, iniziarono i contrasti tra il sanguinario Pizarro e il degno compagno Diego de Almagro che avevano travolto e conquistato il vasto impero Tahuantinsuyo degli Incas e, prima dello scontro diretto che insanguinò il Peru per undici anni, fu nominato governatore dei territori più meridionali del Vicereame e nel 1535 partì dalla capitale Cuzco sulla strada incaica imperiale del sud con qualche centinaio di armati verso gli sconosciuti altipiani boliviani. Seguì la via che sale ad oltre tremila metri a Puno e continua ai quattromila del lago Titicaca, dove trovò i resti dell’antica città di Tiahuanaco e i villaggi indigeni Aymara, dove poi fu edificata La Paz. Proseguì nel freddo

Storia

Puglia via sacra

Al percorso la tradizione ha assegnato il nobile e importante nome di  Via Sacra Longobardorum” perché la storia della Basilica di San Michele a Monte Sant’Angelo è strettamente intrecciata con le vicende di questo popolo. I nomi della regina Ansa, di Romualdo II, di Gisulfo II, ricorrenti sulle pareti della Basilica, documentano un rapporto privilegiato fra i Longobardi e San Michele. Lo stesso racconto delle apparizioni di San Michele è legato alla successione degli eventi relativi al loro arrivo. In tutta la zona si scoprono continuamente le loro presenze. I Longobardi furono i più fedeli ed entusiasti devoti di San Michele e i diffusori del suo culto in tutta Europa.  Questo fatto ha conferito al percorso una singolare apertura alle

Storia

Francigena Tuscia

Il cammino della Via Francigena attraversava le Alpi in Valle d’Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella pianura Padana, valicava l’Appennino verso Berceto, attraversava la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma.Ancora oggi sono rintracciabili lee memorie di quegli itinerari che fondano la storia d’Europa.Nella” Tuscia” lazialel’ itinerario si svolgeva da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i pellegrini, grazie ad una preziosa reliquia portata dalla Terra Santa, oggi conservata nella cripta della cattedrale; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto per il suo vino; quindi Viterbo che, sviluppatosi proprio grazie alla Via Francigena, divenne uno dei cardini dell’intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie

Storia

Francigena toscana

Le vie che scendevano nelle terre italiche da settentrione dopo lo sgretolamento dell’ Impero Romano passavano per i domini bizantini  che dall’ Esarcato di Ravenna controllavano i passaggi tra gli Appennini ad est e le vie romane tra Florentia e Faenza nonché la adriatiche Via Flaminia e la Popilia che già la si chiamava Via Romea. Così che dal secolo settimo nei domini  longobardi a collegare la capitale Pavia coi suoi ducati se ne fecero altre sulle antiche vie romane tra la pianura padana e Lucchesia attraverso la Lunigiana presa ai bizantini, proseguendo poi sulla via Aemilia Scauri lungo il Tirreno e cosi’ testimonia anche Il monaco  longobardo di Cividale  Paulus  Diaconus nella sua Historia   che già in quel secolo

Storia

San Colombano

Ne racconta la vita per primo il discepolo Giona e poi tutte le altre nei secoli della sua storia a celebrarlo tra i più ferventi diffusori di fede nell’espansione cristiana in Europa tra i monaci irlandesi nel secolo . Ebbe natali a metà del VI secolo ad An Uaimh “la grotta”nel gaelico irlandese, nella regione meridionale irlandese del Meath, da un maestro fer-lèighin apprese a leggere e scrivere e s’ avviò presto agli studi discepolo dell’abate Sinell in Cluane Inis e poi al monastero di Bangor, fondato da San Comgall sulla regola di ascetica penitenza e studio, testimoniata dal codice Antifonario di Bangor ch’ egli dicasi portò a Bobbio. In Bongor ebbe sacramenti sacerdotali proseguendo ad essere dotto in pia

Storia medievale

Monaci irlandesi

Cristianesimo celtico Ai tempi di Costantino nel secolo quarto monaci delle galliche Normandia e Bretagna portarono il Cristianesimo in Britannia e la vicina Irlanda, ma dopo che il romano impero s’era sgretolato se ne persero le rotte che ne  legavano le remote province, così tra Britannia e Irlanda il cristianesimo isolato aveva preso le sue vie diverse dal resto della chiesa. Tradizione vuole che in Britannia per primo  giunse Giuseppe d’Arimatea nel sessantatrè dal martirio di Cristo, cent’ anni dopo seguirono nel Galles i santi Alban e Anfibalo, poi Ninian che si spinse tra i bellici Pitti di Scozia ove sorse la confessione dei Culdei. Con essi giunse la dottrina di Pelagio che negava il peccato originale e quindi  tutto

Storia medievale

Pellegrinaggi in Terrasanta

Così inizia il Peregrinatio Aetheriae, prima cronaca del pellegrinaggio in Terrasanta redatto dalla devota Egeria alla fine del IV secolo, una devota pratica che fu una delle grandi vie della storia partecipando all’apertura dell’ angusto mondo medievale al viaggio che della storia è linfa vitale. Peregrinatio, iter autem Dopo le persecuzioni il cristianesimo  primitivo delle origini con la riforma costantiniana dalle prime comunità  si diffuse rapidamente  in  Europa, con il  concilio tenuto a Nicea nel 325 e i successivi si stabilirono i principi e tutti gli  articoli che fondarono la filosofia e la teologia della  storia ecclesiastica medievale. Le fonti del lungo periodo dall’ Alto Medioevo ai secoli  seguenti ci raccontano l’ imprescindibile legame tra la storia e società con

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